Il Paradiso puo attendere (il blog no!)
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Tempo fa mi è capitato di fare una discussione con un vecchio amico e sostenevo, con una certa cocciutaggine, quanto mi piacevano le ri-partenze, cioè il completo azzeramento di situazioni, di vita e/o di lavoro, per catapultarmi a capofitto nella cosiddetta “ricostruzione”, partendo, appunto, proprio da zero, cioè dalle basi. Il buffo della questione è che in genere bisognerebbe esercitarsi in questa sollazzante attività sotto stretta necessità, gioiosa o traumatica non importa, invece sta volta, a me, è capitato senza una vera impellenza psico-pratica. Non so, magari scopriremo tra qualche mese che il mio istinto è stato per l’ennesima volta anticipatore di eventi, va a sapere, il fatto è che l’anno è diverso ma le condizioni di casa mia sono più o meno le stesse. Per carità, nonostante la situazione sia molto più drammatica di quanto la foto, fatta tra l’altro col celluare, possa dire, rifarei tutto, anzi non fossi alla canna del gas con le riserve di tempo e di energie, avrei pure messo altra carne al fuoco :-)) (Continua a leggere)
survivor (eh già, io sono ancora qua :-))
Non so nemmeno come arrivino questi momenti di pantano cerebrale, ma tant’è arrivano e prima o poi bisogna farci i conti, si comincia piano, quasi non ci si accorge e poi ci si addentra sempre di più in un pantano comodo, una sorta di scrutatore non votante di bersaniana memoria, ogni giorno ci si dice che quello è l’ultimo, che bisogna pur tornare prima poi, ma quel giorno non arrivava mai ed è quasi inutile dire che tra scuse, motivi veri e alibi preconfezionati ho messo su un bel campionario. Ma a quanto pare tutte le cose prima o poi finiscono, anche la mia full immersion nel real-time, perciò rieccomi, io sono ancora qua :-))
In questo lungo intervallo ci sono stati un po’ di cambiamenti, tanto per cominciare ho la rete a casa da un paio di giorni, causa lavori di ristrutturazione ero rimasta senza e francamente ero già troppo incasinata di mio per cincischiarmi a far post con l’ipad, perciò abbiate pazienza, consideriamola una vacanza dal virtuale, anche se in realtà non mai smesso di essere presente dai social network. Spero che a gennaio avrò finito questo trambusto e potrò godere di nuovo di una casa funzionale e magari anche tornare a giocare in cucina, per adesso faccio il minimo, zigzando tra la polvere e le macerie, per non parlare di cumuli di mobili, libri e suppellettili (sempre troppi e sempre nei punti sbagliati della casa). Avete mai provato a ristrutturare casa vivendoci dentro? É un’esperienza mistica, dovreste provare, a me quelli dell’Isola mi-fanno-un-baffo-mi-fanno. Dopo una roba del genere uno si sente pronto e tarato per qualunque tipo di esperienza :-))) (Continua a leggere)
Un fiocco nero per Genova
7 novembre giornata di lutto
Un fiocco nero per Genova e per quelle vittime la cui unica colpa è stata di andare a scuola o al lavoro.
Copiate e condividete il nostro dolore per non aver anteposto la tutela dei bambini prima di qualunque altra cosa. C’é ancora tanto fango e dovremo ricomprare molte cose andate perdute ma i bambini, quelli, non ce li ridarà più nessuno.
cavallo di troia (con rispetto per le troie)
Negli ultimissimi giorni l’argomento di discussione tra me e i miei amici è stato il signor Renzi da Firenze e tra tutti gli argomenti pessimi che si potevano trovare hanno scelto proprio il peggiore. Che il detto signore non goda della mia stima è cosa risaputa, se fossi una fiorentina avrei già fatto un esposto a qualche organo di controllo per capire se è normale che un pincopallo si faccia eleggere sindaco per farsi quotidianamente i fatti suoi. Perciò, sollecitata da gli altri, sono andata a scaricare il famoso file delle cento proposte e nel mentre stavo a riflettere che 2 delle 3 priorità di Renzi collimano perfettamente con le priorità di Mr. B. m’è scappato il mouse sulle proprietà del file ed ecco spiegate tante cose, il pdf, come potete vedere è a nome di Giorgio Gori, ex direttore di Canale5 e di Italia1. Li per li ho pensato ad uno scherzo, già c’era cascata la Carlucci con il file del disegno di legge per la regolamentazione della rete, fatto redigere proprio dal presidente della Univideo, ve lo ricordate? Così sono andata alla ricerca di ulteriori informazioni in rete ed ho scoperto che la cosa era già stata notata da TermometroPolitico e, sorpresa delle sorprese, Gori in persona ha giustificato così la vicenda. (Continua a leggere)
Anticipi di stagione, ovvero otto marzo è sempre
Fa strano pensare a Barletta a quasi cento anni da quando Rosa Luxemburg propose l’otto marzo, come La Giornata Internazionale della Donna (e non Festa della Donna), volendo così ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui erano (e sono ancora) fatte oggetto in molte parti del mondo.
Nel 1908 a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Non ci è dato sapere se Mr. Johnson arda tutt’ora tra le fiamme dell’inferno, ma ce lo auguriamo di cuore.
Oggi siamo molto più civili, difatti le donne morte nel sottoscala di una palazzina di Barletta confezionavano tute e magliette per meno di quattro euro all’ora per loro scelta, si dice. Ma quale scelta può offrire la disperazione? (Continua a leggere)






























