La sbira (ovvero l’ultimo desiderio)

Riprendo la ricetta della sbira dal libro “Ricette di osterie e genti di Liguria” di Slow food, è una ricetta caduta nel dimenticatoio, trascurata, quasi ignorata, rimane una ricetta particolare e gustosa. Il suo nome deriva dai suoi abituali consumatori ma non è da trascurare il ricorso alla parola sbiro che in dialetto genovese significa gaglioffo, miserabile quindi cibo da povero.È una zuppa appetitosa e assai nutriente, ideale per l’inverno che ci brucia “naturalmente” le chilocalorie corporee. Quando a gustare questo piatto erano gli sbirri, cioè i soldati di guardia alle prigioni genovesi di Palazzo Ducale, e i camalli del porto, probabilmente era composta soltanto da alcuni degli ingredienti presenti ora quali il pane, il brodo e la trippa lessa. Un cibo rustico che veniva servito in bettole ed osterie fino a notte inoltrata, un “aiuto” contro il freddo e la fatica. Leggi tutto “La sbira (ovvero l’ultimo desiderio)”