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Da un po’ di giorni sembra che il tempo abbia avuto un’inversione di tendenza, sembra aprile, cielo terso e turchese, con arietta che si sente (all’ombra si sente) ma non da fastidio, se ci si ferma al sole, contrasta i suoi raggi, impedendo d’aver caldo, la sera invece è di un tiepido tenero, che non sembra ma aiuta assai facendo ritorno a casa.
Oggi ho fatto una, anzi due cose d’impulso, ho risposto ad un commento nel blog dell’adorata Fiordizucca, e subito dopo mi sono iscritta al forum (gestito da lei medesima).
Non saprei spiegare esattamente cosa mi ha spinto, ma io credo molto all’istinto e so che le risposte a ciò che facciamo prima o poi arriveranno. Difatti dopo tutto il trascorso internettiano parrebbe assurdo che senta l’esigenza di aggiungere nick e chiacchiere in una rubrica già piena zeppa, eppure avevo voglia di argomenti diversi, ascoltare “voci” su cui non mi è mai capitato soffermarmi fino ad oggi.
La poesia e lo spirito diventano blog collettivo. L’esigenza è quella di creare un luogo virtuale con tendenza a sconfinare nel reale, per dare vita a una cultura dell’incontro (fine a se stesso) e della solidarietà. Le parole di carta servono a ricordare che la bellezza candidata a rovesciare il mondo non è solo quella della letteratura, ma anche l’apertura sincera all’altro che attende come noi un segno di condivisione, in uno spazio in cui ci sono treni che arrivano e che partono, viaggiatori che s’incontrano e si scambiano opinioni schiette, disinteressate, suggerite dall’amore per la verità: ognuno con le sue strutture di pensiero, con la voglia di conservare o di cambiare, attendere o lanciarsi, lottare o difendersi; una stazione in cui il fatto stesso di essere lontano dalla casa abituale permette di guardarsi intorno con gli occhi di chi vuole scoprire, dare un nome alla sua sete, caricandosi dell’alea dell’incontro, una valigia in cui si rischia sempre di dimenticare l’essenziale, ma sapendo che, alla fine, si cresce, un po’ “per la stessa ragione del viaggio viaggiare” [Fabrizio De André]
In realta’ spesso ho pensato a qualche altra destinazione, ma come dice Vincenzo Cardarelli:
Io non so più qual era
il porto a cui miravo.
Per tanti luoghi insospettati e strani
mi trattenne l’amore, ch’è nemico
ad ogni alto destino
come il vento contrario al navigare:
dove persi il mio tempo
e logorai le forze del mio cuore.
Luoghi a cui, disertati,
non tornerò giammai.
Sì che per me la terra
non è più che un asilo
vietato, un cimitero di memorie.
La strana, stranissima, sensazione è quella di una che ha cambiato di nuovo casa senza muoversi.
chiuque transiti da queste parti e gli venisse voglia e curiosità di scoprire il forum, basterà andare qua .
Calamaro ripieno
Non è venuto come speravo, sul ripeno ho dato retta alla pescivendola e mi è venuto un po’ troppo compatto, se dovessi rifarlo e lo rifarò senz’altro, ci metterò la metà dei gamberi e del pane ammollato, quindi qua riporto le indicazioni sulla ricetta come avrebbe dovuto essere, come gusto non era male, tuttaltro.
Ingredienti per 2
un calamaro di media grandezza
5 gamberetti
2 acciughe
un’abbondante manciata di prezzemolo
pane raffermo ammorbidito (praticamente un quarto di panino, poco + di una noce)
un po’ di spezie per pesce (i vasetti me li faccio io, selezionando le erbe separatamente)
olio,
sale,
pepe
vino
aglio
Pulire il calamaro facendo attenzione a non rompere la sacca, staccare i tentacoli e tenerli da parte.
portare a bollore un pentolino con dell’acqua, tuffarci i tentacoli e i gamberetti, dopo 2 minuti tirarli via; nel frattempo tritare il prezzemolo, aggiungerci i tentacoli, i gamberetti raffreddati, e le acciughe anch’essi tritati o sminuzzati, mettere tutto in una ciottola in cui si aggiungerà anche il sale, il pezzetto di pane strizzato, il pepe, le spezie e l’aglio spremuto. Mescolare amalgamando bene il tutto e riempire un po’ più di metà il calamaro fissando l’estremità con uno stecchino. Dopodiché metterlo in una pentola con un po’ di soffritto e farlo rosolare da tutti i lati, aggiungere il vino un altro po’ di sale ed abbassare la fiamma, far andare per dieci minuti. Servire con chiodini trifolati (o altra verdura a scelta)
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Tag: pesce
Scritto da fiordisale giovedì, 11 ottobre, 2007
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2 grani di sale to “Ogni fine ha un suo inizio (ovvero calamaro ripieno)”

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venerdì, 12 ottobre, 2007 alle 22:36
Ciao Fiordisale! Qui L’Albicocca a rapporto…
Mi ero accorta che stavi traslocando… e a ben guardare direi che hai finito, no? Che bella nuova casetta hai trovato per ituoi profumi, i tuoi sapori e le tue emozioni!!! Mi sono iscritta anch’io a Wordpress ma ancora devo capire come cominciare a muovermici dentro… :-(
Per la verità sono indecisa… mi sono fatta un po’ di pubblicità con il mio ormai vecchio blog… e non so ancora se voglio proprio cambiar casa anch’io… certo che questa piattaforma mi sembra piu’ professional, no?
Ah, intanto ho appena finito il mio primo lavoro su commissione e a pagamento! Ancora non ci credo… sono un’imprenditrice pure io!!!
Baci-8
martedì, 16 ottobre, 2007 alle 09:39
Complimenti carissima Fiordisale…:-P
Sei proprio in gamba e non vedo l’ora di provare questo calamaro ripieno…Domenica mi sono deliziata nella preparazione delle scaloppine di nasello alla ligure è stato molto divertente….Sono in attesa di una TUA ricetta lo sai vero?Non vedo l’ora di leggerla e di provarla….
Baci8 Anne