baccalà alla norvegese
Questa ricetta è nata perchè non sono riuscita a trovare il pezzo giusto per un’altra preparazione, quella dell’anteprima di Natale, che (ri)farò a breve, quindi ho dirottato il baccalà che avevo trovato su questa ricetta, che giust’appunto abbisognava di pezzi di baccalà più sottili, ma non della coda, perchè altrimenti risulterebbero con troppe spine.
Cominciamo col dire che è una ricetta veloce, 5 minuti di preparazione e un 20-25 minuti di cottura, quindi è adatto per il rientro dall’ufficio.
Soffriggere la cipolla e l’aglio tritati con un po’ di burro. Aggiungere il baccalà , appoggiandolo con la pelle verso il basso, e le prune tagliate in quarti e private del nocciolo. Spruzzare con il vino bianco, lasciarlo evaporare e mettere il coperchio. Lasciare cuocere finchè le prugne saranno diventate morbide, pur rimanendo intere. Cospargere di prezzemolo e servire caldo.
nota bene, se si trattasse di baccalà sottosale e successivamente tenuto in ammollo, nella preparazione aggiungere pochissimo sale in cottura, si può scegliere tra quello affumicato o quello nero; se, invece, si trattasse di baccalà secco e fatto rinvenire per un paio di giorni in acqua, si può mettere un pochino di sale in più.La cosa migliore comunque è assaggiare, perchè come ho già detto la polpa del pesce, specialmente se trattato (sotto sale o essiccato) ha comportamente diverso da una volta all’altra.
Ingredienti per 4
4 filetti bassi di baccalÃ
1 cipolla
1 cucchiaio di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
qualche prugna
olio
vino vianco
una noce di burro
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Molte delle migliori ricette nascono dal riadattamento delle nostre idee a cio’ che abbiamo in casa o cio’ che troviamo quando facciamo la spesa, no? …per fortuna direi, vedendo questa ricetta! mi intriga l’abbinamento che non mi stupirebbe nella carne, ma mi incuriosisce nel pesce…!
ciao
Grazia
Io non ho alcuna dimestichezza con il vero baccalà (quello sotto sale): a Venezia per baccalà si intende sempre e solo lo stoccafisso (il baccalà lo chiamiamo invece “bertagnin”, e non ha quasi alcun utilizzo nella nostra cucina). Ne ho uno enorme in dispensa, prima di Natale lo metterò in ammollo e un pezzetto lo riserverò a questa ricetta.
Ciao, buona giornata
PS: dove hai scovato questa ricetta? ci sono in giro ricettari di cucina norvegese?
Ho cominciato ad apprezzare il baccalà da poco e devo dire che mi incuriosisce molto questo abbinamento con le prugne che generalmente vengono associate alla carne.
Ciao
Grazia guarda ho scoperto un nuovo modo per fare il baccalà , perchè le prugne gli hanno dato un gusto particolarissimo, sicuramente da rifare con ospiti!
Elisabetta essendo che amo infinitamente il modo di trattare il baccalà del vicentino e non manco mai l’occasone per andarci, ho capito le differenze tra il “nostro” baccalà e quello veneto. Da noi quello sotto sale si usa tranquillamente e in genere quando non si hanno i 3 giorni canonici per farlo rinvenire, se fosse secco. L’aroma è simile ma non ugiale perchè l’ecciccamento arricchisce la polpa di un aroma tutto suo, molto più piacevole. Per farti un esempio di usi diversi da noi si usa quello essiccato (stoccafisso) per piatti prelibati (stoccafisso accomodato) e quello sotto sale (baccalà ) per piatti più popolari (polpette, sughi, ecc). A Natale farò un primo piatto al forno che sta nella tradizione calabra, con baccalà in pezzetti, patate, tortiglioni (o paccheri) il tutto condito da sugo col baccalà . era il piatto che mia madre preparava per la cena del 24, se ti venisse voglia prova un pezzetto di quello che hai … unica raccomandazione mettere pochissimo sale nell’acqua della pasta e nelle patate!
Lenny ma sai che io non ho mai fatto la carne con le prugne? ossignur, quanto sono indietro, quanta roba mi ha rubato il mio letargo!
buona giornata dolcezza!
Qui invece lo stoccafisso va con tutto, sia nei piatti semplici (per esempio il baccalà “cònso”, cioè lessato e condito con olio e prezzemolo) che in quelli più elaborati – ce n’è una grande varietà , oltre a quello alla vicentina. In genere si acquista uno stoccafisso intero, lo si ammolla e poi si prepara in più modi.
A me a Natale piace sperimentare le varianti portoghesi, però questa tua mi intriga molto, proprio perchè, come dice Lenny, quando si pensa alle prugne in un secondo piatto, si pensa ad una pietanza di carne.