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giovedì 10 gennaio

La Polenta

polenta-golosa_2.JPG
Tanto per cominciare dirò che amme la polenta manco mi piace. Cioè, non è che non mi piace proprio nel senso letterale, è che non mi ispira quella nel piatto, molliccia e bollente. Forse sarà che quando ero piccola mia mamma me ne mise un cucchiaio bollente in bocca và a sapere, però io con la polenta ho sempre avuto un rapporto di una qualche, come dire? … diffidenza, ecco.

Poi, casi della vita, mi capitò in sorte un uomo che amava la polenta, quindi io ebbi la necessità d’inventarmi stratagemmi per superare il ahem… problemimo. Le donne, non c’è che dire, sono veramente brave a trovare le strade delle mediazioni.
Se vogliono. Tra i vari modi di polentizzarsi, ivi compreso al forno, affettata e farcita, nel piatto (sob) e in forma, ne trovai uno che è diventato il mio preferito: quello alla piastra. Il segreto sta, oltre che a mangiarla il giorno dopo (ovvio) nell’aromatizzarla con qualcosa di molto gustoso, ne basta davvero poco, come in questo caso ho fatto io, con del rosmarino avvolto nel lardo di Colonnata e passato sui vari pezzi di polenta. I vantaggi di quest’operazione,specie per una single, sono che si può porzionare meglio e che le parti rimanenti si possono congelare per averle già pronte successivamente. Entrambi motivi validissimi, no?
Tralasciando che con le formine si possono inventare svariate forme e diventerebbe un appetizer da urlo.
Stavolta l’ho accompagnata ad una ratatouille di peperoni, topinambur e melanzana, sapete che vi dico? Una cena da signori! :)

Piesse non ricordo se l’ho già detto, al limite ripeto, su suggerimento di una signora di Colonnata, ho provato a mettere il pezzo di lardo nel congelatore, ed ho verificato che la signora aveva ragione, ogni volta che se ne ha bisogno di una fettina, tagliarlo è facilissimo, non sembra quasi surgelato. Si vede ch’è così dannoso per il colesterolo che manco il gelo se l’acchiappa! Comunque a parte gli scherzi, per me era sempre un problema permettermi piccole trasgressioni con cibi proibiti, (dai formaggi ai salumi) perchè una volta aperti occorreva “finirli”, il che presupponeva la scelta consapevole di far schizzare il tasso di colesterolo alle stelle, senza contare che a mangiare per enne giorni il salame al tartufo, alla fine viene a noia, quindi ci si ritroverebbe sconfitti e con le molecole di colesterolo a far la rumba nel mezzo delle vene. Questo metodo, che ho sperimentato su vari salumi e già lo scorso anno su consiglio di un pastore sardo, sperimentai col pecorino (a pezzi) mi sta dando grandi soddisfazioni e mi consente di dosare con la massima parsimonia ‘ste bontà, che, mannaggia a loro, sono un sacco deleterie.

polenta-golosa.JPG

Polenta aromatica grigliata

Acqua – 1 litro
Farina – gialla (di mais) 1/2 kg
Sale – 1 cucchiaio
1 peperone rosso e uno giallo
1 melanzana
1 cipolla
1 pezzo di topinambur
1 rametto di rosmarino
2 fettine (o 1 se è abbastanza grande da poterla avvolgere al rosmarino)
2 cucchiaini con spezie varie (timo, rosmarino, alloro, etc)
2 bicchieri di brodo
sale

Mettere a bollire l’acqua in una pentola o, meglio, se l’avete, il Paiolo in rame con mescolatore elettrico, aggiungere il sale e quando l’acqua bolle far scendere la farina di mais a pioggia per non far formare grumi. Se si è scelta una farina di qualità, cosa che suggerisco assolutamente (quella pronta in 10 minuti non sa di niente!) il tempo di cottura è attorno ai 45 minuti, un’ora, però col paiolo manco ci se n’accorge. Mentre la polenta gira e rigira, pulite le verdure, dedicando una buona dose di pazienza ai topinambur, tagliatele tutte a pezzi non troppo grossi. Nel frattempo mettete a rosolare in uno wok con un filo d’olio la cipolla e prima che si rosoli completamente aggiungere le verdure e coperchiate. Trascorsi 5-10 minuti (dipende dal tipo di materiale della pentola, la mia è in ghisa e ci vuole più tempo) aggiungete mezzo bicchiere di brodo, le spezie e il sale, coperchiate e andate avanti ad aggiungere brodo fino a fine cottura. Il brodo in questione può tranquillamente essere sostituito con l’acqua.
A questo punto facciamo finta che la polenta sia pronta, versatela in un recipiente con un po’ di fondo, va benissimo anche il piatto fondo (uno o più) e siccome non si ha tempo per aspettare, si usa il metodo della nonna, ovvero mettendola a raffreddare fuori dalla finestra. Quando è fredda (non tiepida, fredda) di taglia con tagliapasta (quelli nuovi in materiale plastico sono eccezionali). Mettere la piastra in ghisa sul fuoco più grosso e mentre la piastra si scalda per bene arrotolate la fetta di lardo nel rosmarino. Mettere le fette di polenta sulla piastra e non toccarle, né girarle per qualche minuto, quando sono pronte da un lato, rigiratele e metteteci sopra il rosmarino lardellato (il calore basta e avanza).
Mettete nel piatto con le verdure e accompagnate con un bel bicchiere di lambrusco. Non ve ne pentirete.

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polentafarina di mais, polenta


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13 Commenti »

 
  • Elisabetta scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 09:04

    Io sono cresciuta a polenta abbrustolita, mi piace tantissimo anche da sola, senza alcun accompagnamento. Ma capiscimi, sono veneta!

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 09:13

    Elisabetta bè in veneto ho mangiato la migliore polenta della mia vita, bianca, col baccalà. Un delirio di gusto. Ecco dovesse mai venirmi voglia di un tour gastronomico comincerei proprio dal veneto, tra le cucine regionali, specialmente del nord, è quella che mi piace di più, non è condita come la romagnola, non è pasticciata come la toscana, non è forte come la piemontese Insomma, gastronomicamente parlando, se non fossi ligure, vorrei essere veneta.

    Rispondi
  • Uvetta scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 09:20

    Anche io non vado matta per la polenta, cioè una o due volte l’anno la posso anche mangiare… Bella questa idea, specialmente da finger food.
    Non sapevo si potessero congelare salumi e formaggi!! io di solito congelo il burro, proverò.
    Mi piace molto il tuo stile, chè te l’ho già detto? :-)

    Rispondi
  • salsadisapa scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 10:24

    ciao! guarda, la polenta ha cominciato a piacermi quando l’ho assaggiata in friuli: grigliata (e pure affumicata!) e bella soda! purtroppo dalle mie parti (in umbria) si fa più liquidina… e a me quel pappone molle non aveva mai convinto!
    bella ricetta :-)

    Rispondi
  • monique scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 11:02

    che ridere la storia del lardo in congelatore…quello di colonnata poi è una vera droga…io invece adoro la polenta..in tutte le salse!

    Rispondi
  • Elisabetta scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 15:27

    Se sei più giovane di me posso sempre adottarti…

    Rispondi
  • sandra scrive:
    giovedì 10 gennaio 2008 alle 17:23

    Da grandi si cambia gusti!! Anche a me da piccola la polenta non piaceva tanto, ora invece la adoro!
    Se poi me la rpesenti così, con un bicchierino di vino rosso.. :-))))
    Buonaserata!

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    venerdì 11 gennaio 2008 alle 00:27

    Elisabettaperchè adesso mi fai la razzista? non puoi adottarmi a prescindere? pensa che guadagno, so già lavarmi i denti da sola e anche prendere l’autobus. per te sarebbe un affarone, e quando ti capita un’altra candidata così? :)

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    venerdì 11 gennaio 2008 alle 00:28

    Sandra eh a me quella molliccia non è che convince ancora molto. ma lasciala rassodare e con me ha un grande futuro, ci posso fare di tutto ed allora si che l’adoro

    Rispondi
  • Moscerino scrive:
    venerdì 11 gennaio 2008 alle 11:33

    ma sai che oggi pubblico polenta e lardo pure io??? ho scritto la ricetta ieri sera ma poi avevo troppo sonno e non l’ho finita…anche a me la polenta piace fredda e poi grigliata…specie visto che uso quella “che non sa di niente”!!

    Rispondi
  • Elisabetta scrive:
    venerdì 11 gennaio 2008 alle 13:57

    Averne di prole così giudiziosa e poco impegnativa… sei la prima candidata ufficiale all’adozione a distanza!

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    lunedì 14 gennaio 2008 alle 12:02

    Moscerino mavvà! Urca se siamo in sintonia io e te! Bella sta cosa no? Però, togliti lo sfizio e una volta che hai un’oretta da buttare, prova la polenta, quella vera, bianca o gialla è indifferente. Ti avviso, una volta provata la differenza non riuscirai più a tornare indietro e non potrai che rimpiangere, come capitò a me, tutte le volte che, per risparmarmiare tempo, hai usato l’altra. Non sono paragonabili sia per consistenza che per gusto.

    Elisabetta scusa però non mi conviene mica tanto farmi adottare a distanza a menochè non mi mandi il cestino con le merende!
    Me lo mandi, nevvero? Guarda che sennò chiamo telefono azzurro, eh
    :) :) :)

    Rispondi
  • Un menù da trattoria | fiordisale scrive:
    martedì 22 aprile 2008 alle 08:58

    [...] Per prima cosa pulire e tagliare il coniglio in pezzi, dopodichè metterlo a marinare mescolando la salvia, il rosmarino, il timo e l’aglio tritati, con olio e succo di limone. Infornare ad alta temperatura con la doppia resistenza (o comunque usando il grill) e una volta dorata la carne terminare la cottura a temperatura più bassa. Qualche idea per la polenta sta qua. [...]

    Rispondi
 

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