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Non ci resta che ridere

Posted By fiordisale On sabato 12 gennaio 2008 @ 02:40 In biscotti,Roba genovese | 374 Comments

cubeletti_mirtilli.JPG

Come dice bene Katia in questo post , a volte i post si scrivono per non palare di cibo e le ricette diventano un puro pretesto per far emergere altro, il cibo diventa l’eccezionale strumento di trasmissione delle nostre emozioni, degli stati d’animo, delle nubi che ci oscurano l’orizzonte, degli arcobaleni che ci attraversano la strada. I blog sono anche questo, almeno credo. Sicuramente lo sono per me. Oggi dovrei parlare dei cubeletti fatti prima di Natale, come suggerirebbe l’immagine, ma già ne parlai qua e anche se questi sono un po’ diversi e più sfiziosi, non mi dilungherò più di quel tanto. Mi ispira di più condividere le mie (meste) esperienze con il nuovissimo forno. Comincerò col dire che sono orgogliosa di me, solo al 5° giorno fallimentare consecutivo ho concretizzato il sospetto che non fossi io a sbagliare (dosi, temperatura, intervallo di tempo, etc) ma che fosse proprio il forno ad avere dei problemi.


Non saprei spiegare perché ma a me piace scoprire nelle azioni del quotidiano come sono fatta, o averne conferma, è una stupenda cartina di tornasole per verificare i propri cambiamenti. E in questo non sono cambiata, ho conservato la dose di umiltà che mi è stata insegnata da piccola. Non ci posso fare niente, dovrei fare un post fuoco e fiamme contro la smeg e i suoi forni da mille euro che non funzionano ed invece riesco a trovare almeno una cosa buona anche in questa situazione, però questo mi fa stare bene. Non si può vivere con la sindrome della sconfitta, prima o poi si soccomberebbe, no? Però al servizio clienti della smeg un paio di cose mi urge spiegarle, prima di tutto sarebbe opportuno che assumessero un umanista con cognizioni tecniche, per far sì che i loro manuali, a corredo degli elettrodomestici, siano all’altezza della definizione “manuale”, volete una prova? andate qua e ditemi se non dovrebbero vergognarsi si stampare robe così, come ho detto altrove, se nella mia azienda mandassimo manuali del genere in accompagno ai nostri prodotti saremmo falliti da tempo. Per non fallire la smeg, uno si dice, devono avere sicuramente una qualità di prodotti elevatissima, eccezionale. Ed andiamola ad analizzare sto popò di qualità, dal vivo, a manuale chiuso. Premetto dicendo che io (finora orgogliosamente) ho comprato solo forni smeg, li ritenevo, all’interno della gamma dei loro prodotti, un capitolo a parte e di qualità superiore al resto. Evidentemente dev’essere successo qualcosa dal mio penultimo acquisto, perché questo forno, non merita i soldi che ci ho investito. Potrebbe capitare di avere voglia di un plumcakino, ed allora un forno normale lo farebbe lievitare a dovere fino a cuocerlo restituendocelo ben cotto e morbido al punto giusto. Questo forno no. A volte lo brucia, altre invece lo brucia solo all’esterno, lasciandone il cuore crudo, e via dicendo. Ho fatto 5 prove in 5 giorni, 5 prove che hanno dimostrato la mia caparbietà, è vero, ma anche che sto forno segna la temperatura sbagliata. Stasera a forno vuoto (eh non mi frega, per oggi ho già dato, grazie :)) e comprando un termometro da un centro assistenza e ricambi, che si sa come sono fatti i signori del servizio clienti, hanno una pericolosa attitudine a convincere i poveri clienti che sono loro in errore, giammai la smeg! Dov’ero rimasta, assì, al termometro, bene ne ho comprato uno ed ho simulato una cottura, diciamo che al bip di raggiungimento della temperatura i due termometri, il mio e quello del forno, erano più o meno allineati, insomma era leggermente più alto il mio, ma ci può stare, l’elasticità è il minimo, la cosa interessante, direi, è successa durante la cottura simulata, perché il termometro del forno era inchiodato alla temperatura preimpostata ma al suo interno il mio termometro continuava a salire ch’era ‘na bellezza. Ecco spiegato il motivo per cui brucia le mie robe buone, il fetente. A quel punto ho chiamato il centro assistenza e nel sito c’è un numero verde apposito, un numero verde a pagamento, ovviamente, e già questo, se ci avessi riflettuto prima, avrebbe dovuto darmi degli ottimi spunti per scegliere una marca diversa, ma lasciamo stare. Al centro assistenza, dicevo, la signora mi è sembrata costernata e ci siamo aggiornate a lunedì-martedì per un appuntamento con il tecnico. Non soddisfatta ma anche un po’ curiosa delle reazioni del signor smeg per voce di un suo rappresentante, ho chiamato il servizio clienti smeg, questa volta un’interrurbana normale. Il signore che mi ha risposto credo avesse sotto gli occhi una tabella con le risposte prestampate, e giammai gli è venuto il sospetto che avrebbe dovuto, innanzitutto, scusarsi col cliente, in questo caso io, giammai gli è venuto il sospetto che veramente il loro forno è difettoso o malfunzionante, giammai ha pensato che il cliente finale non è pagato per fare le prove di funzionalità di un forno che dovrebbe essere testato con maggiore serietà, giammai gli è venuta l’idea che io potrei chiedere tranquillamente le specifiche di test e i relativi test report che mi convincessero che questo elettrodomestico ha concluso positivamente l’iter di produzione. Cosa dovrei pensare, che alla Smeg hanno assunto degli ingenui? O che loro, nella loro infinita e arrogante presunzione d’innocenza abbiano la convinzione persistente di trovarsi perennemente di fronte a dei perfetti imbecilli?
chissà.

cubeletti_mirtilli_2_1.JPG

Torniamo ai cubeletti, ovvero quando in questa casa regnava una perfetta armonia tra me e ciascun elettrodomestio, forno incluso.

La sostanziale differenza con quest’altra ricetta sta nella presenza della polvere di nocciole nell’impasto e che il ripieno è costituito da marmellata di mirtilli e nocciole tritate.

250 g di farina,
50 g di polvere di nocciole,
150 g di zucchero,
1 uovo,
150 g di burro,
la buccia grattugiata di 1 limone
due cucchiaini di zucchero a velo
2 cucchiaini di cacao amaro

per il ripieno:
300 g di marmellata di mirtilli,
30 g di nocciole,
Versare la farina sulla spianatoia, aggiungere lo zucchero, l’uovo, il burro a pezzetti, la buccia grattugiata di un limone. Impastare velocemente e lasciare la pasta frolla riposare per un’ora circa. Stendere la pasta, farne delle forme rotonde da mettere negli stampi, per praticità (e perché la frolla lo consente) ho fatto tagli approssimativi con i quali ho foderato le formine (unte), tagliando i bordi, questa volta ho usato formine lisce e basse. Aggiungere la marmellata, a cui si si sono unite le nocciole tritate, un cucchiaino per ogni formina dovrebbe bastare, e comunque non deve superare i 2/3 dell’altezza interna del biscotto, coprire con un altro pezzo (strato) di pasta e farla combaciare con quella con cui si è foderata la formina, farla aderire bene con le dita, tagliando la parte eccedente.
Disporre le formine sulla placca del forno foderata di carta forno, e cuocere a 170° per 20-25 minuti, ma al solito i tempi del forno sono soggettivi (mai frase fu più pertinente, vi pare?), quindi dopo 15 minuti dateci un occhio.

Quando sono freddi spolverlizzarli prima con lo zucchero a velo e poi con il cacao

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