Feed RSS
  • Home
  • Appendice
  • Grandi Eventi
  • scatti di gioia
  • Segnalazioni @abuse
 
martedì 22 gennaio

Mentre dorme il pescecane

tagliata.jpg

Mi sarebbe piaciuto associare il romanzo breve (Mentre dorme il pescecane) di cui ho preso in prestito il titolo del post, per parlare della sua straordinaria autrice Milena Agus, e invece mi è venuto spontaneo associare la società dormiente (e potente) al grosso pescecane e noi ci tocca aspettare che si addormenti per tentare d’uscire dalla grande bocca. L’ho già detto, vero, che ho delle bizzarre sinapsi in testa? E mica solo quando ho la nevralgia, macché, fare queste elaborate contorsioni neuronali oramai è quasi un vizio. Associare una meraviglia come il romanzo della Agus all’argomento di cui snocciolerò qualche pensiero appare davvero raccapricciante, se osservato da un’ottica standard, ma dal mio punto di vista è come se ci fosse bisogno di un confronto netto per dimostrare quanto sia indecente l’idea di una bistecca clonata nel piatto, quasi quanto uscire dalla bocca del pescecane, mentre dorme.

pecora.jpg
Della pecora Dolly ne sappiamo poco o niente, in fondo, chi più chi meno, apprese la notizia con un interesse abbastanza distaccato, come fossero esercizi di bravura di qualche scienziato eccentrico nei suoi ritagli di tempo, e invece no. A distanza di anni dalla vita (e pure dalla morte) della pecora Dolly oggi sappiamo che quegli esercizi un po’ di cattivo gusto erano in realtà propedeutici ad un presente e (forse) ad un immediato futuro. Sto alludendo alla vicenda che vede protagonista la clonazione animale. L’autorità sanitaria USA si appresta a dare il via libera al consumo di animali clonati. Sono come gli altri, dicono. Insomma la nostra cena domani, sarà clonata? Ovvero come rovinarsi la vita in poche semplici mosse.

Ma il grosso problema non è nemmeno cosa stanno facendo dall’altra parte dell’Oceano, ma quello che stanno inventando qua a casa nostra, difatti la Ue ha dato il primo assenso alla bistecca clonata e subito c’è la rivolta popolare, verrebbe spontaneo chiedersi chi rappresentano, da chi sono pagati, insomma a chi rispondono del loro operato gli individui che si assumono questo tipo di responsabilità per l’intera collettività. Chi ce li ha mandati? Chi hanno consultato? A chi hanno chiesto consenso? Quale ministro avalla le loro teorie e finanzia i loro esperimenti? Dove stanno le interviste/dichiarazioni in cui spiegano e motivano le loro azioni? Nel sito dell’Efsa ho trovato, tra mille pagine in inglese un pagina dove, informano, si è avviata una pseudo consultazione pubblica.

Per il momento ad interessare i produttori di schifezze sono gli hamburger, il cui costo, spicciolo più spicciolo meno, si aggira attorno ai 100 dollari l’uno. Questo a quanto pare è il prezzo della carne di animali clonati. Che l’Fda, l’organismo americano che tutela la sicurezza alimentare, sta per mettere sul mercato, insieme al latte da loro prodotto e presumo anche di tutti i derivati.
Ahi voja a raccontarci, con una dichiarazione preliminare, che per ora questi prodotti sono da considerarsi sicuri, intanto metteranno sul mercato merce non etichettata, perché la normativa sull’etichettatura delle bistecche clonate è stata rinviata alla prossima primavera. Quindi il consumatore, di fatto, non saprà nulla sulla provenienza della merce che si troverà nel piatto. Peggio di quello che già succede oggi, intendo.
Si insiste a sostenere che non è necessario informare i consumatori dell’origine di ciò che stanno acquistando, dato che gli animali clonati (e il loro derivati, latte incluso) sono uguali a quelli prodotti con metodi naturali.

gallina.jpg

“in Giappone la carne di manzo clonato è sul mercato da dieci anni”, sostiene Cesare Galli, docente all’Università di Bologna e direttore del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione di Cremona dove sono nati il toro Galileo e altri animali clonati. Come non rallegrarsi che con i miei soldi, da anni, si sono fatte ricerche in tal senso anche in Italia? Questi soldi quale ministero li ha sborsati? A fronte di quale progetto? “La tecnica è sostanzialmente la stessa, ma piuttosto che utilizzare le cellule di un embrione, di cui non si conosce la riuscita, si preferisce prenderle dal corpo di individui adulti scelti per le loro caratteristiche”, spiega Galli. O addirittura da bistecche, come hanno fatto nel 2002 i ricercatori dell’Università della Georgia insieme a Prolinia, un azienda specializzata in clonazione: per la buona ragione che certe informazioni sulla qualità della carne si ottengono solo dopo la macellazione. Quindi se ho capito giusto, anziché usare le staminali per trovare risposte e soluzioni per drammi come la sclerosi et affini, si sono usati soldi pubblici per metterci nel piatto carne biotech, a nostra insaputa, che con un po’ di fortuna nel medio-lungo termine ci potrebbero causare malattie ancora più gravi. Ma saremo cretini, dico io? Ma sta gente la paghiamo noi?

Già nel 2002 la National Academy of Sciences americana aveva decretato sicure le carni degli animali clonati, quindi l’autorizzazione per l’immissione nel mercato da parte dell’Fda è arrivata dopo più di due anni di indagini e polemiche. Per ora si tratta di una decisione limitata, che riguarda solo cloni convenzionali, anche se la clonazione è uno dei metodi con il quale potrebbero essere prodotti animali transgenici. La Fda, bontà sua, ha comunque ammesso di aver bisogno di nuovi dati, visto che quelli disponibili sono scarsi e riguardano quasi solo i bovini.
La notizia è scioccante, più per l’ennesima dimostrazione dell’atteggiamento disinvolto degli Stati Uniti che per una concreta conoscenza degli stessi rischi, per adesso le normative europee non consentono di importare questi prodotti e richiedono per la carne protocolli di qualità e tracciabilità, dopo la brutta faccenda della mucca pazza (e di altre storiacce simili) si era riusciti ad ottenere almeno questo. Ma l’apertura alla carne clonata rischia di acuire la tensione commerciale tra Europa e Usa, già alta a causa del bando comunitario sulla carne americana agli ormoni, insomma qualcuno se le ricorderà vero le bistecche gonfiate?

Io non vorrei dire, ma negli ultimi 2 anni non mi pare di aver sentito voci chiare di dissenso da parte dei politici italiani ed europei, cosa devo pensare che hanno ragione le associazioni dei consumatori? Cosa ne direbbero i ministri competenti di entrare nel merito della vicenda e soprattutto di smettere di usare i miei soldi per obbligarmi a mangiare bistecche clonate, oltrettutto senza che io ne sappia nulla?

mucca.jpg

Visto che ancora posso, consentitemi di gustare questo trancio di carne alla griglia, magari accompagnata da delle verdurine al vapore, domani chissà se mi sarà concesso…

Tweet
Share|

Post simili

  • sia fatta la tua impunità (0)
  • Rosso come il cielo (1)
  • le regole sono regole per tutti e vanno rispettate. Il mondo non deve essere dei furbi (0)
  • Haberrante (4)
  • .. scripta volant (0)

altri post simili:

  • Il cliente da voi chiamato risulta irragiungibileIl cliente da voi chiamato risulta irragiungibile
  • <b>«Working on a dream» la globalizzazione della speranza?</b>«Working on a dream» la globalizzazione della speranza?
    Cominciamo subito con un po' di musica giusta, perché se la speranza trova gambe per andare avanti è sempre una grande conquista, tanto grande da mitigare la delusione di accettare l'idea che quelle gambe non ci appartengono. O no? Finalmente d...
  • <b>Il deserto dei Tartari e l'esercito del male</b>Il deserto dei Tartari e l'esercito del male
    La notizia più o meno è questa : l'esercito del male sta insidiando le belle donne che vivono tutte assieme nel deserto dei tartari, lasciando perdere prede molto più comode ma pure molto più cozze, e tutti noi sappiamo che l'esercito del mal...
  • <b>Nei secoli fedele</b>Nei secoli fedele
    Le immagini sono un doveroso tributo ed un ringraziamento agli uomini e alla signorina Maresciallo che si sono presi cura di me nelle ultime ore, e vengono direttamente dal loro sito (appropò ci sono andata per la prima volta, è proprio bello)....
 
 
schiamazzi grafomaniriflessioni


Stampa questo articolo Stampa questo articolo

27 Commenti »

 
  • comidademama scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 07:15

    Cara fiordisale, se vogliamo il problema sta ancora più a monte, a partire dalle colture e da come animali non necessariamente clonati vengono nutriti contro natura e di ciò che ne consegue.
    Se ti capita in mano sfoglia “The Omnivore’s Dilemma” di Michael Pollan. Lo sto leggendo in questi giorni ed è illuminante su cosa succede negliUSA.
    Buona notte, qui è l’una del mattino e vado a dormire, mentre tu forse stai già facendo colazione

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 08:49

    Io non posso che essere d’accordo con te, tra l’altro ho la fortuna di avere un cugino ricercatore universitario che da anni lavora su questi temi e che mi passa materiale tristemente interessante, soprattutto dagli USA.
    Comunque io sto diventando cattiva, e sono molto pessimista quando mi guardo intorno: la gente è molto disposta ad accettare tutto quello che ci viene rifilato, molto più di quanto lo sia a parole. A parole sono tutti pronti a scandalizzarsi e a fare le crociate se necessario. Nella pratica, è molto comodo avere alle spalle le multinazionali, che prima ti mettono nel piatto il veleno-riempipancia (dato che controllano la filiera della produzione di cibo dall’inizio alla fine) e poi però ti curano (e quello è il vero businness, il più grande che c’è: inventare, creare le malattie, e giocare con le paure della gente, e grazie a queste tenere le redini del mondo intero).
    Cara Fiordisale, abbiamo ragione ad arrabbiarci, ma cosa bisogna fare perché la gente apra gli occhi SUL SERIO?
    Buona giornata, spero che con i denti vada meglio.

    Replica
  • miciapallina scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 09:44

    Che aggiungere ancora?
    GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

    Replica
  • cocozza scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 11:38

    E qui proprio lo voglio aggiungere un grano di sale,questa notizia sulla clonazione della carne giunge come la goccia che fa traboccare il vaso dopo la spazzatura, la melma politica,della mia regione e oltre e la cosa che mi deprime di più è che sembriamo tutti assenti,come se tutto questo ci deve accadere per forza e tutto per guadagnare soldi e soldi e soldi,non so proprio più cosa pensare come poter sfuggire tutto lo schifo che abbiamo intorno,forse mi faccio una bistecchina naturale anche io,di quelle che ancora si trovano fortunatamente da me
    ciao cocozza

    Replica
  • comidademama scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 16:49

    cosa vuoi che si possa fare? non comperare.
    Pensa che la mia amica viennese mi ha detto che gli USA hanno ingiunto un ultimatum al loro Stato: o comperano soia e vegetali alterati dalle loro tecniche o aumenteranno i prezzi di esportazione dei prodotti austriaci di un tot per cento.
    20 giorni per pensarci. Era sui giornali e sulle news che sente da qui. I 20 giorni sono passati, non oso chiedere cosa lo Stato abbia deciso.
    Come credi che un consumatore normale possa incidere su queste dinamiche. Non può, al limite può non acquistare.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 17:16

    mah Comida sai bisogna anche dire che per filosofia di vita per me la maggioranza vince sempre. DEVE vincere. A me non basta dire non mangio più carne, perchè il resto (come sottolinei) non sta meglio e il pensiero che finanzio ricerche che (forse) mi procureranno delle malattie per poi dover finanziare la ricerca contro queste stesse malattie per me è da cretini e mi fa sentire cretina.
    siamo scesi in piazza per cose molto, ma molto meno importanti e interessanti, credo che se il consumatore medio, perlomeno quello occidentale, scendesse in piazza mandando a cagare questo modo di fare, tutta la piramide indecente basata sul profitto anzichè sulla qualità e il benessere salterebbe. Non ci sono abbastanza animali per nutrirci tutti? Puttacaso ci stanno anche un sacco di disoccupati, e se si tornasse a fare i coltivatori e gli allevatori vecchia maniera?
    io (probabilmente) parlo in modo ingenuo rivolta ad un mondo ideale, però dobbiamo ammettere che tante porcherie, ha ragione Elisabetta molte porcheriue, le abiamo “scelte” col nostro silenzio. Anzi ti ricorderai i commenti imbecilli delle donnine al mercato di qualche tempo fa, quando si lamentavano per la scarsa bellezza di pere e mele. Adesso gli scienziati ci hanno dato le pere e le mele bellissime, da cartolina, peccato che non sanno di niente e soprattutto non sappiamo (e nessuno può escluderlo) se ci faranno venire il cancro.
    La colpa è solo nostra, perchè solo secoli non abbiamo ancora capito che è chi ha il portafoglio in mano che decide il flusso di mercato, non l’inverso, perchè la gente trova più comodo, lavorando più ore di quanto dovrebbe, andare al supermercato a prendersi robe con provenienza dubbia, anzichè andarsi a cercare i carrettini degli agricoltori o i mercatini.

    Replica
  • geillis scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 19:33

    carissima, condivido in pieno il tuo sdegno! Io sono diventata vegetariana quando ho visto di persona i metodi di allevamento di una azienda agricola (un agriturismo tra l’altro): era l’unico modo per protestare, mi rendo conto conto che è pochissimo (anche perchè continuo ancora a mangiare latte e uova, per motivi di salute).
    Cercare di sensibilizzare gli altri su questi argomenti è difficile, a parole sono tutti bravi a protestare, poi tanto l’avranno vinta loro…io, ogni tanto, mi chiedo quanti veleni ci mettiamo in corpo, comprando le cose comuni al merrcato o al supermercato, poi mi rendo conto che sono l’ultimo anello della catena, che posso solo limitare i danni, scegliendo di comprare le cose che mi sembrano più sicure, ma chi me lo assicura? L’argomento è ampio, e ci vorrebbe ben altra discussione, comunque preoccupa molto anche me…

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    martedì 22 gennaio 2008 alle 21:06

    La gente ha paura di sentirsi diversa, e a protestare sul serio si rischia l’isolamento. Quanti sono quelli che vogliono davvero correre questo rischio? Altrimenti non ci si spiega perché, nonostante sia palese, detto e ripetuto, che le medesime multinazionali prima ti ammalano con il loro cibo e poi ti soccorrono con i loro farmaci, nessuno (noi briciole non contiamo) batta ciglio. Cornuti e contenti.
    Chi comanda lo sa bene, e si preoccupa dell’opinione pubblica tanto quanto si può preoccupare di una mosca fastidiosa, niente di più. La psicologia in questo senso aiuta solo chi sta già in posizione dominante.

    Replica
  • Nino scrive:
    mercoledì 23 gennaio 2008 alle 12:11

    Non serve a niente polemizzare, probabilmente
    non ci rendiamo conto che la colpa risiede
    principalmente in noi stessi, purtroppo noi ITALIANI siamo abbastanza menefreghisti, se un domani una qualsiasi organizzazione indicesse
    una giornata di protesta per un qualsiasi motivo
    veramente serio l’adesione sarebbe si e no di un cinque per cento, asppettiamo sempre che gli altri protestano per noi, purtroppo i nostri PASTORI (POLITICI e AFFINI) sanno il comportamento delle loro pecore (NOI) e si comportono di conseguenza, si siamo bravi a dare sfogo privatamente.
    Cordialmente vi Saluto
    Nino

    Replica
  • stelladisale scrive:
    mercoledì 23 gennaio 2008 alle 20:03

    mah io cerco di stare molto attenta a quello che compro, e ho fatto delle scelte ben precise su quello che mangio, e anche su come mi curo, non so se basta per essere al sicuro e per non sentirsi complici, ma è qualcosa

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 10:40

    Geillis io non ho mangiato carne per 10 anni, ma sono arciconvinta che essere vegetariane non tutela contro questo modo di fare. Ti dice niente il grano trasgemico e tutte le porcherie a contorno? io sono strabiliata dal livello di tolleranza del cittadino (mondiale) medio. Sono scandalizzata dal menefreghismo striscainte, come se queste cose toccassero gli altri e non noi, le nostre cellule, le cellule dei figli che mettiamo al mondo.
    Secondo me si possono sconfiggere solo con la diffusione di informazioni, con il tamtam costante.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 10:46

    elisabetta mmmm non sono convintissima, perchè le cose sono un tantino diverse da anni fa. Insomma fino ad un 10 anni addietro, chi l’avrebbe detto che i primi 2 libri in classifica sarebbero stati gomorra e la casta, rispetto ai vari romanzi italiani ed esteri? Io ho molta fiducia nel futuro e sono convinta che la gente, se gli si danno gli strumenti per scegliere, seleziona quello che gli fa bene, almeno in gran parte. Dopo il libro “no logo” in molti abbiamo smesso di comprare neslè. vabbè io ho smesso anche perchè la faccenda della truffa attorno al pesto mi aveva reso questa marca insopportabile, poi la questione del cioccolato ha dato il colpo di grazia. E non credo assolutamente di essere una persona speciale o più informata di altri o di guadagnare così tanto da potermi permettere cene da 300 euro a sera, sono una persona comune, il che mi fa sperare che ci sia un sacco di gente che la pensa intimamente come me.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 10:49

    Nino per fortuna non sempre e non ovunque le cose stanno così. Attorno alle manifestazioni slowfood c’è una calca indescrivibile. Se uno perde la speranza di migliorare se stesso e il mondo che l’attornia è come se avesse decretato la propria morte (perlomeno dell’anima).

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 10:51

    Stella in cosa consistono le tue scelte? Magari potresti essere utile a chi (e sono tanti)non sceglie perchè non sa che avrebbe (o potrebbe avere) altre possibilità!

    Replica
  • viviana scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 13:55

    Sì Fiordisale, sono d’accordo con te le cose oggi sono diverse… oramai siamo tutti più stufi di sentirci presi in giro e tutti più attenti a ciò che compriamo… c’è da dire però che spesso molte informazioni ci vengono un tantino omesse e questo proprio perchè siamo arrivati al punto in cui l’unico modo per farci star zitti e non farci sapere… e lì accidenti diventa dura! perchè non tutti riescono ad accedere alle informazioni!! Ben vengano quindi Post come questo tuo!!! più se ne parla più aumenta la consapevolezza! :D
    un bacio

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 15:10

    Io sono d’accordissimo con voi, e da parte mia faccio tutto il possibile con le mie scelte quotidiane, ma c’è sempre qualcosa che non torna… c’è un anello della catena che da qualche parte sembra mancare, non so come spiegarmi.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 15:44

    Vivi è esattamente quello che penso.
    ad esempio te la ricordi la vicenda della cadaverina nelle colombe pasquali (e si sospettò pure nei panettoni e prodotti da forno industriali)?
    bene è esattamente da allora che ho smesso totalmente di comprare roba da forno industriale e sai perchè? perchè NESSUNO ha saputo/voluto stilare la listarella delle marche che erano clienti del distributore di queste uova marce (l’ho spiegata un po’ contorta, forse). insomma io da allora il sospetto che il signor doria, piuttosto che il signor bauli o barilla, mettessero nei loro impasti sta porcheria, risparmiando da na parte sui prodotti di base e aumentando il prezzo del prodotto finale fanno si che a me potrebbe venire il cancro e i CdA di ste aziende gonfierebbero i loro introiti.
    bene, con me si attaccano all’autobus, perchè è esattamente da allora che mi faccio le brioscine (e facsmili) in casa, oppure mangio cereali (ora sai perchè sta cosa del forno mi rende n’anticchia nervosa).
    ecchecavolo, se le mamme smettessero di dare i buondì (tanto per fare un nome) a sti bambini, secondo me gli farebbero solo un favore, sopsetto persino che gli allungherebbero la vita. Era così buono il pane, olio+zucchero di quando ero bambina!

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 15:51

    Elisabetta qua sono riusciti a spezzare un po’ la catena, che poi è la filiera, facendo i mercatini dei produttori nella maggiore piazza della città.
    La cosa divertente è che si rischia di comprare chessò i broccoli a 60cent/Kg e sono prodotti al naturale contro i 250 della coop e contro i 200 dei mercati comunali.
    capisci cosa intendo? se la gente anzikè ammazzarsi al sabato, appresso ai supermercati, spendendo di più per avere un prodotto qualitativamente inferiore, andasse tutta verso questi mercatini/produttori ti assicuro che per non andare in malora, qualcosa cambierebbe (sui prezzi magari non so, ma sulla qualità si, penso di si)
    se ne approfittano perchè la donna media lavora, magari fino a tardi, magari ha figli, rimane così poco tempo per se stessa che figuriamoci se lo spreca in giro per mercati. e fu così che ci fregano, tanto per rendere l’idea.
    una patata dal poroduttore costa 1cent, se la compri attraverso la filiera costa 50cent, va da se che uno deve scavalcare la filiera, ti pare? questo è il modo per fregarli.

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 18:00

    Lo so, lo so, io compro attraverso i GAS o direttamente dai produttori e tanti come me lo fanno, e questa di portare i produttori dalla gente e non viceversa è, in questo frangente, la mossa vincente, affinché il messaggio arrivi a tanti, ai più, e non solo ai pochi che hanno tempo di impegnarsi in questo senso.
    Io confido nel fatto che sia solo una questione di tempo, e che quello che seminiamo verrà raccolto dai nostri figli.
    Il problema è che tutto questo sistema, che noi in qualche modo cerchiamo di cambiare, coinvolge le persone profondamente sotto il profilo culturale, nel senso più ampio del termine, e lì non è facile andare a lavorare. Sono ancora troppi quelli che preferiscono farsi comandare, avvelenare, derubare purché chi fa tutto questo si accolli anche l’onere di pensare al posto loro.

    Replica
  • stelladisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 23:14

    niente di drastico, solo non compro quasi niente che non sia bio e non compro mai niente di confezionato, non è una garanzia assoluta ma è un passo avanti, di industriale il minimo indispensabile, se olio e farina e cereali e pasta possono essere considerati industriali, perchè poi faccio praticamente tutto io… la carne non la mangio, pesce pochissimo, pochissimi formaggi, niente latte, neppure l’acqua compro perchè ho il depuratore, da tempo penso di iscrivermi ad un gas, poi ho sempre rimandato, non lo so, mi sembra una cosa troppo drastica, ma credo che lo farò prima o poi…
    roba con conservanti coloranti additivi vari non ne prendo, il problema è che di solito non ce lo scrivono, per esempio quando mi sono informata sulla colla di pesce, per vedere con cosa la facevano (ha origini suine a volte bovine) ho scoperto che la mettono dappertutto come addensante, succhi, yogurt, e negli ingredienti non compare…

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 23:44

    Stella come la storia della polvere di uova marce nelle colombe, biscotti, merendine, panettoni, giusto? non hanno mai detto le marche e sta cosa me la sono legata al dito.
    sulla carne e sul pesce ‘mbo non so, tu dovresti avere maggiore fortuna rispetto a me, insomma credo che allevatori normali dalle tue parti dovrebebro essercene ancora. che cos’è un GAS?
    su bio, perlomeno il bio da supermercato, ma io userei proprio il termine bio, per come lo hanno divulgato ad oggi, nutro fortissimi sospetti e ho veranete scarsa fiducia. Non so nemmeno cos’è stato a farmi stare sull’altolà ma nei mercatini dal produttore ci compro con maggiore fiducia, nel banco della coop una confezione bio di qualunque cosa mi costa il doppio (e talune cose anche il triplo)il che mi fa veramente pensare a quei vecchi trucchi da prestigiatori, dove scomparivano da sotto gli occhi gli invenduti di un settore per comparire, maggiorati nel prezzo, dall’settore.
    Diciamo che il bio è (adesso) molto di moda, come qualche anno fa lo era la macrobiotica e in altri periodi era altro ancora, ecco siccome io sono una che le mode se le è fatte tutte (+ per curiosità che per fede) in questo frangente (e doo qualche assaggio) sono tornata sui miei passi, perchè ho visto qualche campo bio, ed era a fianco degli altri (stesse falde, stesso tutto, ma un costo triplicato), mi sento truffata, per dirla chiara.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    giovedì 24 gennaio 2008 alle 23:57

    Elisabetta pure tiu con sto gas, ma cos’è?
    cm sul resto sii fiduciosa, mio figlio è parecchio più sveglio di me quando avevo la sua età, e su tante cose è lui che mi fa notare le storture. Il che mi fa ben sperare sui giovani, sulla loro capacità di fare scelte, più dei loro genitori, intendo

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    venerdì 25 gennaio 2008 alle 08:38

    GAS sta per Gruppo di Acquisto Solidale, gruppi di cittadini che si uniscono per acquistare insieme direttamente dal produttore. In questo modo: si scavalca la distribuzione al dettaglio (con relativi costi), si acquista solo da chi fornisce determinate garanzie qualitative ed etiche. Ci sono gruppi enormi (tipo il GAS di Padova, circa 120 famiglie), altri molto più piccoli e non necessariamente strutturati “ufficialmente”, diciamo gruppi spontanei. Qui nel triangolo Venezia/Padova/Treviso non ci possiamo lamentare, i GAS sono una realtà piuttosto diffusa.
    Però quella dei farmer’s markets, se prendesse seriamente piede, sarebbe la soluzione migliore, perché andrebbe incontro a chi abitualmente, per pigrizia, per disinformazione o per vera mancanza di tempo, resta al di fuori di questi canali di acquisto “a filiera corta”. E sarebbe davvero il modo più semplice e diretto di far incontrare produttori e consumatori, alla luce del sole.
    Questo l’hanno capito, per il momento, statunitensi e inglesi, che si trovavano in situazioni peggiori delle nostre, quanto a: qualità dei prodotti in circolazione, situazione spesso drammatica dei produttori seri, strapotere delle grandi catene di distribuzione.
    C’è un bel libro, “Non c’è sull’etichetta” di Felicity Lawrence, edito da Einaudi, parla di questi temi ed è molto ben documentato.

    Replica
  • viviana scrive:
    venerdì 25 gennaio 2008 alle 09:14

    pure la mia mammaaaaaa me lo preparavaaaa e me lo portavo a scuola!! ah ah ah ah! Sai che col Bio c’ho anche io lo stesso sentore ah ah ah… l’unico vero Bio che sono certa di aver mangiato proveniva dall’orticello del mio fidanzato… purtroppo non abitiamo + lì e fare l’orticello in balcone è difficile ah ah ah…
    sai che ho ancora una mela in perfette condizioni… l’ho comprata due mesi fa! sembrerò scema, ma io cerco la frutta e la verdura che marcisce!!!
    sì, ricordo la storia delle cadaverine… chissà se lo scopriremo mai…

    Replica
  • geillis scrive:
    venerdì 25 gennaio 2008 alle 09:41

    Io mi sono abbonata alla rivista Altroconsumo, quando ho letto cosa mettevano nei biscotti e nelle merendine, soprattutto quelle Light e senza zucchero, mi si è rivoltato lo stomaco. Da allora non tocco una merendina e un biscotto manco se mi pagano…ecco perchè sforno tanti dolci!! Sperando che anche gli ingredienti siano buoni, ovviamente…
    Per fortuna mio padre coltiva l’orticello, almeno un po’ di prodotti biologici sono sicura di mangiarli (va addirittura a raccogliere la cacca di mucca in montagna…)

    Replica
  • comidademama scrive:
    mercoledì 30 gennaio 2008 alle 05:02

    scusate se ho abbandonato al discussione che trovo veramente interessante, ma ho perso il giro di questo commento, ogni tanto mi capita

    fiordisale hai ragione quando dici che siamo scesi in piazza per molto meno ma non sono d’accordo sul fatto di aver accettato senza oppormi le politiche di coltivazione che sono state fatte fino ad ora. Le ignoravo, le ignoravo e basta. Io mi ricordo quando un signore che affittava il terreno di mio papà mi faceva vedere i sacchi di fertilizzante e mi spiegava i simboli NPK, a chimica ne abbiamo parlato e anche in agraria (ho frequentato un Istituto tecnico per geometri, vecchio stile una gran scuola) ma credi che qualcuno mi abbia informata di quanto squilibrio questi componenti potessero portare?
    Forse ho iniziato a sentire qualche cosa dallo scandalo dei livelli di atrazina dell’acqua. Hanno poi aumentato i limiti sostenibili, se non mi sbaglio, ma ero ragazzina.Bisognerebbe fare una ricerca su quando tutto questo è saltato fuori e non intendo saltato fuori tra i piccoli circoli che predicano ai convertiti, ma intendo alle masse, cioè a me.
    E’ tutto da verificare che i mercati dei coltivatori locali vendano verdura migliore di quella del supermercato, tra l’altro. Capiamoci, io sono assolutamente favorevole a questi mercati e benvengano.

    elisabetta dice che le sembra che le manchi un anello della catena e quello sono le decisioni che la CE attua in tema di agricoltura. Io direi che una buona cosa sarebbe parare di persona con un coltivatore diretto e farsi spiegare bene cosa deve o non deve fare per poter portare alla vendita il suo prodotto. Biologico o non biologico.

    gaillis anche a me piace la rivista Altroconsumo ed è fantastico che tu abbia l’orto, è una gran fatica!!!!

    Replica
  • comidademama scrive:
    mercoledì 30 gennaio 2008 alle 05:11

    sarebbe utile che io non scrivessi commenti alla sera, sono veramente sconnessi :=)

    Replica
 

Lascia un Commento

Fare clic per cancellare la replica.

XHTML: È possibile utilizzare questi marcatori: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« Mondo Cibo purio!
Genova per noi »


    vi interessa la pubblicita' su questo blog?
  • gennaio: 2008
    L M M G V S D
    « dic   feb »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  












  • Archivio completo

    • gennaio 2012
    • dicembre 2011
    • novembre 2011
    • ottobre 2011
    • agosto 2011
    • luglio 2011
    • giugno 2011
    • maggio 2011
    • aprile 2011
    • marzo 2011
    • febbraio 2011
    • gennaio 2011
    • dicembre 2010
    • novembre 2010
    • ottobre 2010
    • settembre 2010
    • agosto 2010
    • luglio 2010
    • giugno 2010
    • maggio 2010
    • aprile 2010
    • marzo 2010
    • febbraio 2010
    • gennaio 2010
    • dicembre 2009
    • novembre 2009
    • ottobre 2009
    • settembre 2009
    • agosto 2009
    • luglio 2009
    • giugno 2009
    • maggio 2009
    • aprile 2009
    • marzo 2009
    • febbraio 2009
    • gennaio 2009
    • dicembre 2008
    • novembre 2008
    • ottobre 2008
    • settembre 2008
    • agosto 2008
    • luglio 2008
    • giugno 2008
    • maggio 2008
    • aprile 2008
    • marzo 2008
    • febbraio 2008
    • gennaio 2008
    • dicembre 2007
    • novembre 2007
    • ottobre 2007
    • settembre 2007
    • agosto 2007
    • luglio 2007
    • giugno 2007
    • febbraio 2007
    • dicembre 2006
    • settembre 2006
    • maggio 2006
    • settembre 2005
    • giugno 2005
    • maggio 2005
  • Recent Comments:

    • Aiuolik:Oggi è ufficialmente finito l’abbecedario culinario (http://muvara.blogspot.com...
  • Tatiana:Salve, E’ da poco che frequento il suo blog, e devo dire che questi biscotti mi fanno rimpiangere non aver...
  • Lo:allora buona nuova casa…e ti devo confessare che io sono una vecchia gallina…non ce la faccio a rinunciare...
  • sara:Gìììììììììììììì ì!!!!Non sai da quanto tempo tento di lascairti un messaggio, mi rigettava sempre...
  • sara:Riuscirò a mandare un messaggio?
  • Giò:bentornata!!! mi mancavano i tuoi post, chissà mai che prima o poi torno pure io. la sola idea di ristrutturare casa...
  • Sabina:Bellissima ricetta e bello il tuo racconto. Devo confessarti che non adoro Gordon ma tu me l’hai fatto...
  • enzo:Davvero ottimo piatto
  • christian:Ciao, ti capisco bene ne so qualcosa….. sia dello stare fermo col blog ….che di salmone in crosta ;)...
  • Gio:beh un bel po’ di cambiamenti :) ottima la ricetta do Gordon, mi piace molto e lo seguo spesso le modifiche che...
  • fiordisale:accendere la mente, ecco. Del resto non vi sarà sicuramnte sfuggito che ho attinto alla sua verve anche qua ...
  • Federico:Buonasera, complimenti per la cura e la passione con cui aggiornate il blog. Mi sembra un contenitore originale e...
  • Giulia:Io la roveja la adoro e sono anche io alla disperata ricerca di nuove ricette. le migliori che ho trovato fino ad...
  • enrica:Vedere quelle immagini drammatiche alla televisione è stato lacerante per il Cuore. Continuiamo a ripetere che...
  • risomandorlino:Un abbraccio a tutta Genova, a tutta la Liguria, so che è pochissimo, che non ci fate niente…ma...
  • Lo:ci sono
  • Twostella:L’alluvione e’ una ferita profonda nell’animo e nel paesaggio. Io ho perso una persona cara...
  • silvia.moglie:#renzi per favore non incensarti troppo, che basta una consonante e insensarti è un attimo. #leopolda ecco...
  • laFrancese:ah non piace a molti sia chiaro il suo lavoro di sindaco non è altro che la continuazione e conclusione di...
  • donatella:finalmente qualcuno che non lo venera.. a me s’to tipetto non mi piace e non mi è mai piaciuto. non...
  • enrica:Ciao! Che meraviglia il tuo blog. Amo la tua città…ed ora per assaporarla fino in fondo…grazie per...
  • Mauro Gaggiotti:Ciao, anche se il post è un po’ vecchio, compare nella top ten di google cercando a cimma di faber....
  • donatella:Ciao. La rabbia provata alla nostizia di quel crollo è stata troppo grande, troppo forte da poter essere...
  • brii:Mi sento male :( E’ un’ingiustizia difficile da digerire. I miei sono immigrati, sono arrivati in Svezia...
  • chiarina-ina:Grazie per questo post, hai espresso dei concetti che condivido e che non riuscivo a tradurre in parole.
  • dauly:che spettacolo! pensa che raramente mangio formaggi ma sono allo stesso tempo il cibo che mi ingolosisce di più! il...
  • brii:Gìììììì. tutto ok? ti penso. baciusss brii
  • Fabiola:“Ecco per te il 2° numero di OPEN KITCHEN MAGAZINE! Per sfogliarlo gratis clicca qui:...
  • Norma:è un po’ che non riesco a oziare del tutto, e nemmeno a leggere i libri che vorrei… mi so ritrovata a...
  • symposion:io ho passato tutto il week end a oziare! interessanti i tuoi consigli :) grazie
    • Recent Trackbacks:

      • fiordisale: survivor (eh già, io sono ancora qua :-))
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • I FRITTULI: e ascoltando più volte la canzone di De...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
      • Il Blog di Norma Carpignano: Negare tutto, anche con le...
    • Posts Recenti


        • Il Paradiso puo attendere (il blog no!)

        • survivor (eh già, io sono ancora qua :-))

        • Un fiocco nero per Genova

        • cavallo di troia (con rispetto per le troie)

        • Anticipi di stagione, ovvero otto marzo è sempre

        • il talento di Mr. Jobs

        • La patonza gira ma neanche la vacca rossa sta troppo ferma

        • Elogio dell’Ozio

    • Meta

      • Collegati
      • Valid XHTML
      • XFN
      • WordPress
    • e tu con chi stai?



















    Facebook

    A G� Fiordisale piace

    A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'ItaliaA.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
    Crea il tuo badge "Mi piace"




    • archivi

      • gennaio 2012
      • dicembre 2011
      • novembre 2011
      • ottobre 2011
      • agosto 2011
      • luglio 2011
      • giugno 2011
      • maggio 2011
      • aprile 2011
      • marzo 2011
      • febbraio 2011
      • gennaio 2011
      • dicembre 2010
      • novembre 2010
      • ottobre 2010
      • settembre 2010
      • agosto 2010
      • luglio 2010
      • giugno 2010
      • maggio 2010
      • aprile 2010
      • marzo 2010
      • febbraio 2010
      • gennaio 2010
      • dicembre 2009
      • novembre 2009
      • ottobre 2009
      • settembre 2009
      • agosto 2009
      • luglio 2009
      • giugno 2009
      • maggio 2009
      • aprile 2009
      • marzo 2009
      • febbraio 2009
      • gennaio 2009
      • dicembre 2008
      • novembre 2008
      • ottobre 2008
      • settembre 2008
      • agosto 2008
      • luglio 2008
      • giugno 2008
      • maggio 2008
      • aprile 2008
      • marzo 2008
      • febbraio 2008
      • gennaio 2008
      • dicembre 2007
      • novembre 2007
      • ottobre 2007
      • settembre 2007
      • agosto 2007
      • luglio 2007
      • giugno 2007
      • febbraio 2007
      • dicembre 2006
      • settembre 2006
      • maggio 2006
      • settembre 2005
      • giugno 2005
      • maggio 2005
    • RSS l’Unità

    • Tag

      berlusconi biscotti cake dolci carne CGIL cioccolato colazione cucina genovese d'alema dessert Diritti umani Dolci donne Ernst Knam eventi film Finger food Genova e robe limitrofe gilioli giornalismo gite golose libri meme merende golose nessuna ricetta pasta pasta fresca PD pdl pesce politica primi piatti riso ristoranti roba dolce Robe genovesi Santoro schiamazzi grafomani sciopero blog tempi duri torte tortini verdure vita da blogger zuppe
    • catalogo















      Dona on line con carta di credito







      G Fiordisale



      antiplagio_banner








      il cannocchiale Follow my blog with Bloglovin
    Powered by WordPress . Purpletime (1.0 beta) è basato su TwentyTen; un po di design è di fiordisale ;-). Valid XHTML 1.1 and CSS 3. special thanks to danielVai a inizio pagina