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venerdì 8 febbraio

Ai confini della realtà

tortini-salati.JPG

Oggi farò un post un po’ sconclusionato, di quelli che inizialmente non mi piacciono molto, ed anzi lotto contro me stessa per evitare, però quando li rileggo dopo un po’ sono proprio quelli che mi divertono di più, vuoi per i nonsense che zampillano, vuoi perché ha dentro tanta roba da evocare nella mente dispense traboccanti ogni sorta di delizia, ma soprattutto perché sono gli articoli più veri, quelli scritti quasi in autobus, di corsa.


dannahay_0.jpg

Comincio col dire che un po’ di tempo fa ho comprato il nuovo libro di Donna Hay “”Classici moderni. Vol. 1”, lo sto ancora osservando con curiosità, è un libro che si diverte a rivisitare i classici del passato, trasformandoli in piatti moderni, e a scegliere quel che c’è di meglio nella cucina contemporanea restituendolo in ricette destinate a diventare classici. Donna Hay per me bisogna trasdurla nel nostro mondo ed allora si che diventa davvero interessante.
Comunque, datosiché ho un forno ancora in fase di rodaggio devo per forza cominciare dalle cose meno impegnative, cosa vi credete che dopo aver passato un paio d’ore per stendere le 33 sfoglie della Pasqualina, più o meno tra un mese, rischierei di farmela rovinare dal forno? Meglio volare bassi e cominciare con le tortine di pollo di Madam Hay, per rifarmi ci ho aggiunto qualcosina.
Però la cosa più interessante in realtà mi è successa prima di arrivare in libreria.

Il fischietto mi è arrivato alle spalle una mattina, molto prima di vedere le labbra che lo stringevano nervosamente. Stavo cominciando la discesa per attraversare la strada, andando in libreria quando ho sentito il primo fischio lacerare l’aria, per sicurezza ho alzato lo sguardo, come se in questo paese dopo l’acqua pure i semafori si potessero trasformare, e invece no, il verde dell’avanti era ancora li, fisso. Ero quasi arrivata a metà quando ho sentito un’altra raffica di fischi alle mie spalle, più per curiosità che altro ho voltato la testa quel tanto per riuscire a vedere quel fesso di automobilista che stava facendo arrabbiare la vigilessa. È stato più o meno in quel momento che l’ho vista. Era una donna alta, un po’ più alta della media, si muoveva in maniera scoordinata agitando le braccia, stava dicendo qualcosa al mio indirizzo, quando finalmente sentii la voce riuscii solo a distinguere un –stia ferma lì-
“e adesso questa che vuole? “ mi sono chiesta. Non ho dovuto aspettare molto per scoprirlo: “Ha attraversato la strada” “Bè si in effetti, si. Era verde e mi sono sentita in dovere di approfittarne” “non faccia la spiritosa” “Ma ci mancherebbe, poi mi toccherebbe spiegarle le battute ed oggi avrei un po’ fretta”Adesso mi era di fronte, mi analizzava dall’alto in basso con aria irritata e stava sostenendo che avevo attraversato senza autorizzazione. “Autorizzazione, ha detto?” “scusi ma il semaforo con su scritto avanti ha smesso la sua funzione e adesso fa parte dell’arredo urbano?” Alla mia resistenza l’ho vista barcollare, era un po’ sgraziata, con delle ciocche di un rosso ibrido, segno di tinture casalinghe sovrapposte, che fuoriscivano dal copricapo d’ordinanza, mi stava elencando i miei capi d’imputazione ed io ero lì a fissarla col sorriso un po’ incredulo, alchè ho tentato di spiegarle che avevo altro da fare e che benché mi sarebbe piaciuto approfondire la conoscenza dovevo proprio andare. Nel frattempo avevamo raggiunto il marciapiede, È stato precisamente in quel momento che le ho visto il lampo di puro odio attraversarle lo sguardo mi accusava che, mentre le era in mezzo alla strada dalle 7 della mattina, io passavo tutto il giorno a spassarmela. Era il delirio. Inizialmente ho persino pensato scherzasse, ma nei 10 minuti in cui si è esibita in una specie di arringa delirante ho capito che faceva sul serio. Alle mie proteste, educatamente ordinate, per porre fine al suo sproloquio e liberarmi della sua protesta, ha cominciato ad alzare la voce. “Senta io adesso me ne devo proprio andare, mi aspettano in ufficio” “lei non se ne va da nessuna parte devo multarla” Multarmi? Ma allora era peggio di quel che pensassi. “senta adesso io me ne vado, se lei mi vuole multare, facciamo così, mi pigli la targa e mi mandi la multa a casa”. Dopodiché mi sono voltata e ho proseguito per la fermata dell’autobus, dopo qualche attimo voltandomi a guardarla ancora,. Come assicurarmi di non aver avuto una visione fantastica, ho notato che aveva estratto il libretto delle multe dalla fondina e guardandomi il fondoschiena, scriveva.
Cosa diavolo scrivesse è un mistero! Adesso quando vado in giro ho come il timore di vedere i manifesti con un wanted del mio fondoschiena disegnato, ecco spiegato il motivo per cui da allora uso giacconi e cappotti lunghi, ma soprattutto ecco spiegato il motivo per cui ogni volta che prendo in mano il libro di Donna Hay, comincio a ghignare.

Tortini di pollo

350 g di pasta brisée
375g di pasta sfoglia

Ripieno

1 cucchiaio di olio
2 porri tritati
1 kg di cosce di pollo tagliate a cubetti (2 cm)
750 ml di brodo di pollo
185ml di vino bianco secco
250g di champignon piccoli, tagliati a metà
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di maggiorana tritata
2 cucchiai di maizena
60ml d’acqua
Sale e pepe nero macinato
1 uovo, leggermente sbattuto.

Per il ripieno, cuocere in una pentola a fuoco medio i porri nell’olio per 3 minuti, finché sono teneri. Unite il pollo, il brodo e il vino. Fate sobbollire senza coperchio per 45 minuti, finché la carne è tenera. Incorporate i funghi, la maggiorana, il prezzemolo e cuocete per 5 minuti. Mescolare la maizena e l’acqua fino a ottenere un composto liscio, versatelo in pentola e cuocete, mescolando per 5 minuti o finché si addensa e ritorna a lieve ebollizione. Regolare di sale e pepe. Lasciate raffreddare. Stendere la pasta a 3mm su un piano infarinato e rivestire le tortierine (o una tortiera da 24cm), versarci dentro il ripieno. Stendere l’altro disco di sfoglia a 3-4 mm Praticate un buco al centro. Chiudete la torta appoggiando la sfoglia sul ripieno. Rifilare la pasta in eccesso sigillando bene i bordi e spennellate con un po’ di uovo sbattuto. Infornare a 180° per 40 minuti (che tradotto per il mio forno superstar fa 150° per 50 minuti, più o meno)

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carnepollo, tortini


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11 Commenti »

 
  • miciapallina scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 11:25

    Ma… ma …. ma eri a piedi?
    E attraversavi con l’AVANTI?
    A volte sono proprio folli certe persone, che mettigli una divisa addosso e ti buttano addosso tutta la loro frustrazione!
    L’idea però è….. che targa ti ha preso?
    Mi raccomando…. Cappotti lunghi e maglioncioni coprenti!
    Continua così!
    Sei favolosa!
    nasinasi

    Rispondi
  • Ady scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 12:09

    Fantastica al tua storia, veramente ai confini della realtà!
    Sono senza parole!
    Buon we

    Rispondi
  • lenny scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 14:40

    Hai vinto un premio: vuoi sapere perché?
    Ciao

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 16:40

    lenny ma grazie, corro a vederti immanantemente (si scrive così sta roba alla totò?)

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 17:10

    Ady sapessi io! guarda quando ero lì dovevo avere gli occhi sbarrati dallo stupore, cercavo di capire se scherzasse oppure no, fosse stata un uomo avrei pure pensato che voleva a tutti i costi far colpo. Sono sinceramente curiosa di sapere che tipo di targa mi ha preso

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 17:12

    miciapallina si attraversavo la strada a piedi con l’avanti verde. Gurda dicevo ad Ady che mi piacerebbe scoprire che targa mi ha preso. Ma sai che se me lo avesse raccontato qualcuno o lo avessi letto da qualche parte mica ci avrei creduto? è troppo oltre la realtà!

    Rispondi
  • enza scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 20:18

    o mamma mia.
    tenetemi non ce la faccio piùùùù.
    questo mondo è proprio pazzo ma pazzo pazzo pazzo.
    e poi ti immagino con la targa incollata al sedere.
    prego scusi generalità…
    vabbè ma di che delitto orripilante ti eri macchiata alla fine?
    sarà che nonostante la mia aria angelica io ho un caratteraccio l’avrei buttata giù dai tacchi e avrei chiamato i carabinieri.
    comunque u make my day!!!!!

    Rispondi
  • Lo scrive:
    venerdì 8 febbraio 2008 alle 20:33

    ma ti è successo per davvero??? non ci credo….è fantastico e surreale!!!!! uhhhhhhhhhh Lo

    Rispondi
  • geillis scrive:
    sabato 9 febbraio 2008 alle 18:36

    Oddio, mi sto schiantando dal ridere! Certo che di personaggi folli se ne trovano, oggigiorno…

    Rispondi
  • ginger scrive:
    mercoledì 2 aprile 2008 alle 17:40

    Hai sperimentato altre ricette del libro? Vorrei comprarlo e volevo un tuo parere. Ci sono ricette di dolci? E muffin?
    Grazie.

    Rispondi
  • Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa | fiordisale scrive:
    domenica 14 dicembre 2008 alle 13:20

    [...] è che io proprio ho sempre cercato di evitare di parlare bene di questo o quel libro, tranne in rare occasioni in cui davvero non ho potuto esimermi. Però la recente vicenda del libro di Allan Bay, [...]

    Rispondi
 

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