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martedì 11 marzo

Sotto il segno dei pesci

ostrica-gratinata.JPG

Sono stata allevata con amorevole cura da una donna pesci, che incredibilmente odiava qualunque tipo di pesce. Questo ha compromesso irrimediabilmente il mio rapporto con gli inquilini acquatici per tantissimi anni, ma ero piccola, o comunque la più piccola di casa ed ero costretta a subire i maldestri tentativi di venerdì di magro che mio padre esigeva e mia madre ci infliggeva.

I miei fratelli, tutti più grandi di me, erano fortunati, perché, non si sa come, ogni venerdì a pranzo avevano un impegno che disgraziatamente gli impediva, benché lo avessero desiderato assai, di assaporare il settimanale piatto di pesce di mamma. Questa cosa, è andata avanti per anni, aggiungerei anche con una certa sofferenza da parte mia, visto che con mio padre ero rimasta l’unica testimone. Dopo qualche tempo incontrai quello che sarebbe diventato il mio futuro marito e che di fatto mi iniziò al pesce, così come dovrebbe essere e come a tutt’oggi amo che sia. Lui ne era un vero cultore, dai gusti semplici e raffinati, non tollerava il pesce maltrattato ed avviluppato in aromi tesi a sminuirne il gusto del mare. Un anno in vacanza in Calabria andammo a Crotone, dai pescatori, e riuscì persino a farmi mangiare i ricci crudi. Era fatta. Gli brillavano gli occhi. La mia evoluzione era completa. In realtà il poverino non sapeva che non ero ancora in grado di capire appieno quello che infilavo in bocca, lo facevo, quando lo facevo, più per assecondare le sue voglie e non deludere le sue aspettative che per reale bisogno. Questo tipo di crescita è avvenuta col tempo, riuscendo a conoscere il pesce, quasi ogni specie, non entrando in panico di fronte ad una tipologia che magari si cucina poco, come mi accadeva prima. E questa è forse la grande differenza tra chi il pesce lo ama da chi lo mangia e basta. E’ rarissimo che un piatto di pesce non riscuota il mio consenso, insomma bisogna impegnarsi davvero tanto per riuscire a non farmelo apprezzare.
Il mio primo incontro con le ostriche è stato amore al primo assaggio, il che ha destato grande sorpresa tra i conoscenti Mah sarà che era estate ed avevo avuto un’intensa giornata appresso ad un corso, che mi aveva lasciato la gola arsa, il che probabilmente ebbe un certo peso quando mi portai alla bocca l’ostrica ghiacciata. Non so bene come accadde ma me ne innamorai per sempre. La cosa divertente in quella cena, fu che le ragazze schifarono l’intero enorme vassoio di ostriche, che invece fu preso d’assalto dai loro rispettivi mariti e fidanzati, più me. Così ci dividemmo anche la porzione delle ragazze e sono grata a chi alla quinta ostrica mi fermò spiegandomi gli effetti collaterali, ovvero che data la sua pesantezza non bisognava abusarne, che a vederla così piccinina uno mica lo direbbe ch’è pesante vero? Così se ho ospiti davvero importanti cerco di infilare sempre nel menù quel paio di ostriche ed ogni volta mi sbizzarrisco a prepararle in modo diverso, com’è successo stavolta, facendo le

ostriche gratinate alla Rockefeller

[dal libro “Conchiglie” di De Tommasi]

Ingredienti per 4
16 ostriche
1 cipollotto fresco tritato,
la parte bianca di 1 gambo di sedano,
1 cucchiaioni di dragoncello,
1 cucchiaino di tabasco,
1 cucchiaino di pernod (o altro liquore all’anice)
1 cucchiaino di vino bianco,
80 g di burro ammorbidito
sale grosso
pepe

Fate aprire le ostriche, e qui non ho nessunissima intenzione di aprire un forum parlando delle mie ferite ai polpastrelli, vista la mia innata incapacità alla forza bruta, essì che c dovevo pensare da me che con ste signorine ci dovevo parlare e convincerle ad aprirsi da sole, in perfetto stile, apriti sesamo :))))
Comunque una volta aperte le ostriche filtrate il liquido che rilasciano e tenetele al fresco. Versate il sale in una teglia da forno in uno strato di almeno un paio di cm, non ovunque, ma sol nei punti dove si andranno a poggiare le ostriche. Mettere nel frullatore tutti gli ingredienti e lavorateli fino ad ottenere un composto omogeneo, unendo anche il liquido delle ostriche. Sistemare ciascuna ostrica sul un mucchietto di sale, premendo quel tanto per farla stare in piedi bella dritta, e distribuiteci sopra il composto. A termine distribuite un cucchiaino di pangratato su ogni ostrica.
Ah mi sono scordata di dire di usare la parte più profonda della conchiglia, è ovvio, ma è meglio specificare, )
Infornate a 200°C per 5 minuti meglio se al grill.

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25 Commenti »

 
  • Cristina scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 09:50

    Anche io sono stata allevata da una donna non pesci, ma gemelli ascendete pesci (forse è peggio!) che odia il pesce… E pensare che ha metà sangue veneziano e pure appassionato di ogni cibo che viene dal mare!
    Così io ho ignorato il pesce – a casa nostra esisteva solo sotto forma di scatoletta di tonno! – fino al matrimonio, che mi ha regalato un marito e una figlia che adorano il cibo che viene dal mare. L’altra figlia purtroppo ha preso da mia madre…
    Così ho dovuto imparare da zero… però tu sei più avanti di me.

    P.S. Primo intervento sul tuo blog… speriamo bene! Ciao!

    Replica
  • Spilucchina scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 10:08

    Per me, invece, la situazione opposta.
    Sono cresciuta raccogliendo ricci di mare e aprendoli col coltellaccio per poi risucchiarne avidamente le uova.
    Ho sempre mangiato pesce di ogni genere e tipo e ho incontrato un uomo che a mala pena contempla la scatoletta di tonno.
    Sono anni che tento di educarlo al pesce, ma non so proprio come affrontare la cosa.
    Così, mi ritrovo settimanalmente in un sushi bar per supplire alle mie carenze marine.
    Ma il pesce è il pesce e il sushi è il sushi.
    Ecco.

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 11:20

    Sono cresciuta in una famiglia in cui il rapporto con il pesce era ottimo (cucinava mia nonna, donna che si sarebbe nutrita esclusivamente di pesce, se avesse dovuto seguire solo i suoi gusti), però quello crudo non era contemplato. Prima che diventasse una moda, era appannaggio esclusivo di chi viveva SUL mare (noi avevamo una manciata di chilometri a separaci dall’acqua).
    Ci provo da anni, ma i miei gusti in fatto di crudo sono piuttosto precisi (e quindi irrimediabilmente limitati). Conto di migliorare (ma le ostriche proprio non mi vanno giù, chiedo venia).

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 13:25

    Cristina ma sai che io mica l’ho mai capito come ruscisse a rovinare qualunque tipo di pesce?
    L’unico che le riusciva bene era lo stoccafisso. Cmq dopo il matrimonio ho dedicato tutte le mie energie proprio nel pesce, aiutata anche dal fatto che mio figlio lo adora, da subito solo i classici senza spine, ma col tempo, piano piano sta cominciando a capire che pure gli altri sono una vera delizia. Ecco per quanto potrei fare a meno della carne, credo che non riuscirei mai e poimai a stare più di tre giorni senza mangiare pesce, qualunque tipo, non importa. a me basta che si senta il sapore del mare

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 13:29

    spilucchina hai provato con piccoli imbrogli? tipo le polpettine di pesce, o le seppioline ripiene o ancora le acciughe ripiene. in molti (dicono) che non glipiace il pesce perchè hanno paura di non saperlòi pulire dalle lische o non hanno voglia di farlo, e allora basta fregarli, pulendoglieli prima:)
    prova e vediamo di recuperarlo a sto ragazzo!
    e te lo dice una ch’è pazza di sushi, ma il pesce ha un campionario d’usi ch’è davvero sconfinato, persino più della carne, secondo me (o forse io la vedo così perchè lo conosco meglio)

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 13:41

    Elisabetta a me il pesce crudo piace, piace da morire, ma devo essere certadella freschezza e della provenienza. Detto questo, il modo in cui amo di più mangiare il pesce è sulla piastra, appena scottato. E una cosa che mi ha sempre incuriosito è apunto perchè le persone che hanno incertezze o poca esperienza in materia non si affidano a questo metodo di cottura, dove è abbastanza difficile sbagliare (mia madre a parte!)
    cmq se tu mi svelerai quali sono i tuoi gusti precisi in fatto di crudo di pesce io ti prometto solennemente di non mangiare ostriche (appropò, ma non ti piacciono manco cotte?)

    Replica
  • Mikamarlez scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 14:38

    Anche a casa mia non c’è questa gran cultura del pesce perché a mio padre non piace particolarmente e io fino ai 16 anni l’ho letteralmente ignorato…poi me ne sono innamorata..però per me è difficile cucinare il pesce..non lo cucino quasi mai..è come un oggetto misterioso…qualcosa faccio..anche cose carine, ma poche e ben collaudate, non mi azzarderei mai a fare una roba così elaborata come le tue ostriche…tu sei bravissima!! Un abbraccio.Lety
    http://www.pasticcidimemole.blogspot.com

    Replica
  • campodifragole scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 14:45

    Penso che dovro’ mettermi gli occhiali…Pensavo fosse una fettina di formaggio di capra, sai il President? Con una fettina di zucchina al centro…scusa..non e’ colpa della foto e’ che io gia’ non ci vedo piu’..troppo tempo davanti lo schermo! Complimenti per le ostriche Rockfeller, l’unico modo per farmele mangiare! Besos

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 14:46

    Lety ma vuoi dire? basta pigliare tutti gli ingredienti e metterli nel frullino, sembra elaborato ma si fa in 5 minuti, ti assicuro. Sui pesci ci è voluto tanto tempo e tanta pazienza prima di avere la giusta confidenza, l’unica è provare-provare e riprovare, sperimentando sempre. Vedrai che sarà divertente oltre che istruttivo (ti basti sapere che ci ho impiegato quasi un anno per capire e distinguere al volo un pesce freschissimo da uno che no!)

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 14:53

    campodifragole ahahahahha formaggio di capra con zucchina, credo che lo terrò presente.
    la foto mi piaceva e poi, devo essere sincera, l’ho fatta col mio ospite a tavola che mi guardava dapprincipio esterefatto e poi, visto che ci ho impiegato meno di 30 secondi, divertito. Credo che ad un certo punto abbia pensato che i piatti li fotografo per ricordarmi cosa cucino, chennesò, avrà pensato ad una senilità precoce :)

    Replica
  • lenny scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 17:13

    E se fondassimo un club di “nate da mamme sotto il segno di pesci?

    Replica
  • mike scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 17:19

    ma questo post è bellissimo!!!io adoro il pesce a casa mia si è sempre cucinato bene:mio nonno fu pescatore…cmq se un giorno deciderai di farti un viaggetto qui a palermo,io ci sarò!!!bacio

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 20:20

    Lenny ma anche la tua odiava i pesci come la mia?

    Replica
  • fiordisale scrive:
    martedì 11 marzo 2008 alle 20:23

    Mike eh magari! potessi guarda ci verrei per un’intera settimana. Quella è una delle città più affascinanti del mondo. E’ bella, ma non solo, ha mille anime, e tremila volti. Vivere lì dev’essere un’esperienza indimenticabile e a volte mi viene da pensare ai troppi che per vivere hanno dovuto prendere un treno per il nord, chissà con che struggimento hanno vissuto… bah

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 08:54

    Ma a me il pesce alla piastra piace (e lo preparo di gusto)! è solo quello crudo 100% che non sempre riesco ad affrontare (detto chiaro e tondo: è la consistenza dei molluschi crudi che non mi va giù, per il resto va tutto bene).

    Replica
  • Cristina scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 10:47

    Mia mamma proprio non li rovinava, non li faceva poprio i pesci e nulla che uscisse dal mare…
    In effetti il tonno era passato in scatolificio prima, quindi era stato “purificato”.
    L’unico altro piatto (se il tonno con i fagioli o i piselli può consideratrsi un piatto) di pesce che faceva (ma ora ha smesso pure quello) era il baccalà alla vicentina. E le veniva pure buono.
    Putroppo non me l’ha insegnato (in cucina mi ha insegnato poco o nulla, hanno provveduto babbo e nonna) e pure in quello sono autodidatta… Per fortuna che in cucina sono dotata di “fattore C” e un intuito scientifico per le combinazioni…

    Replica
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 13:51

    Elisabetta allora aggiudicato, quando ci vedremo solo pesce alla piastra, così saremo strafelici entrambe.

    Sai una cosa? oggi venendo in ufficio, vabbè, apparte i nervi perchè tra ieri e oggi c’è un tempo strepitoso, come dicevo a Stella, comunque ascoltavo l’oroscopo di lindaUolf su raidue (alle 7,50 più o meno) che diceva che oggi sarò parecchio polemica. Così (‘scolta che adesso diventa divertente) appena arrivata in ufficio, ho avvisato tutti quelli che ho incrociato e non contenta ho mandato mail a tutti quelli con cui avrei rischiato entrare in contatto (perlomeno oggi). Bè, è da stamattina alle 8 che sto aspettando di tramutarmi in una rompiscatole polemica, ma per ora niente. Anzi sono più felice e serena di ieri.
    Quindi se volessi usarmi la cortesia di farmi scattare la molla polemica te ne sarei grata, non vorrei mai risultare n’incompiuta :)

    Replica
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:08

    Cristina a parte la bizzarria, perchè io mi sono sposata che non avevo manco vent’anni e le due, tre cose che sapevo cucinare me le aveva insegnate mia nonna, alla quale tra l’altro mia mamma aveva inibito i fornelli, vista l’età. Mia mamma, e va a sapere il perchè, non mi ha trasmesso praticamente niente, allora conoscendola, con gli anni mi sono fatta furba, e facendo finta d’intavolare discorsi, mentre impastava o cucinava, la osservavo e cercavo di immagazzinare le immagini nel mio archio della memoria. Cosa utilissima perchè a tuttoggi se devo impastare la prima cosa che mi viene a mente sono le mani di madre.

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:08

    E perché mai? Lascia che il mondo apprezzi anche il tuo lato più luminoso! Omioddio, parlo come una santona….aaaaaahhhhhhh……..

    Replica
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:11

    elisabetta sarai mica vestita di bianco, nè?

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:17

    Noooo…… SaiBaba-look solo d’estate

    Replica
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:21

    elisabetta bisogna che risolva sto problema, devo assolutamente diventare polemica entro oggi, sennò mi saltano tutte le previsioni e chissà come andiamo a finire.
    Cosa dici, posto una rece a caso? :)))

    Replica
  • Elisabetta scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:29

    Che sei superstiziosa??? Affronta la giornata da buona – e la mattina accendi la radio dopo le 8.

    Replica
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 14:39

    Elisabetta certo che no che non so’ superstiziosa, però, dico io, proprio su di me devo sperimentare la veridicità di sta cosa? faccio prima a trovare uno spaccaball vero, non come il figlio di Marco, e farmi il mio quarto d’ora polemico, così sto apposto!
    :)

    Replica
  • Cristina scrive:
    mercoledì 12 marzo 2008 alle 15:04

    Nel mio caso hanno funzionato di più istinto, scienza (e più passa il tempo più mi accorgo che è uno strumento che mi facilita la vita culinaria e non), un pizzico di incoscienza e spavalderia e una certa dose di orgoglio nel dimostrare che “volere è potere” (o quasi) pure in cucina. Nonché il piacere dell’autogratificazione e della gratificazione altrui nell’ottenere un ottimo risultato.

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