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    [immagine presa da qua]

    Capita di ascoltare la radio la mattina, e capita di farlo, magari mentre ci si trucca o ci si sta ancora lavando i denti in evidente ritardo sui tempi canonici. Capita che alla radio diano il notiziario, e capita che il notiziario sia quello della propria regione, che, magari, dica le previsioni metereologiche della giornata, indicando un cielo sereno mentre fuori c’è il diluvio, ed è successo giuro, da lì ho capito che la tipa non era una giornalista ma una pappagalla alla quale era stato vietato di affacciarsi alla finestra. Ma tornando a bomba, nel bel mezzo delle notizie cittadine è emersa la notiziona del noto e stimato ginecologo che esercitava al Gaslini ed aveva 2 studi che se pure gli studi medici avessero le stellette come gli alberghi, qua ci dovremmo piazzare un quattro stelle fisso.

    La notizia in verità non aveva nulla di ludico e non riesco a convertirla all’ironico nella giusta misura, ma partiamo dall’inprincipio.
    Devo subito precisare che il Gaslini, ospedale nel cuore di tutti i liguri, soprattutto nel mio, visto che gli devo un paio di cose bellissime ed una che invece no, ma credo sia un sentimento d’amore sparpagliato un po’ per l’Italia, dio solo sa quanti piccini siciliani, pugliesi, calabri, etc ha salvato nei decenni, con le mamme ed i papà accampati alla bell’e meglio nei corridoi, o nelle stanzette dei bimbi. Si, è vero, ci sono affezionata, e sono un pizzico orgogliosa di averlo qua a un quarto d’ora da casa, è stato il primo ospedale ad avere un pizzico d’attenzione anche verso i parenti, che stavano lontani da casa centinaia di kilometri, e si sta parlando di gente che non aveva la possibilità di starsene in alberghi (et affini). Comunque da sempre il Gaslini ha una doppia identità, una fantastica con medici davvero straordinari per quello che riguarda la medicina infantile e l’altra, quella che io chiamo un po’ l’anima nera, che riguarda la medicina prenatale. All’epoca in cui aspettavo mio figlio scelsi di NON andare assolutamente lì, perchè giravano un paio di voci (voce di popolo…) una riguardava l’abitudine di tacere alle dirette interessate i reali risultati delle analisi, salvo poi, farne rivelazione una volta scaduti i termini per usufruire della legge 194 ovvero l’interruzione della gravidanza. L’altra cosetta per dirla eufemisticamente, fastidiosa era che se in fase di gravidanza o durante il parto, fosse sopraggiunto un qualunque tipo di problema, l’attenzione primaria da parte dei medici era rivolta verso il bambino, dopo qualche disgraziato caso in cui le poverine ci hanno rimesso la pelle o hanno riportato qualche antipaticissimo inconveniente, fattami due conti, ho preferito altra struttura pubblica. Ma sta cosa comunque ha fatto si che io smettessi di devolvere soldi a quella struttura come avevo fatto fino a quel momento (chiamatelo pure fioretto, a volte nella vita si fanno eh,) però reputavo davvero repulsiva l’idea di una struttura pubblica che si ostina a rinnegare una legge, come se si trovasse in un altro stato. Questo lunghissimo prologo mi è servito per spiegare meglio la vicenda del nostro Dr. Dobermann di cui la notizia alla radio di poco sopra. Si da il caso che lui fosse un ginecologo, addirittura specializzato in gravidanze a rischio, nell’ospedale Gaslini, e come ho spiegato, lì non si fanno aborti, e tutti quelli che ci lavorano, probabilmente, fanno un passaggio all’arcidiocesi prima di firmare il contratto, ma questa è una mia congettura, torniamo ai fatti, il dottor Dobermann, all’anagrafe Ermanno Rossi, stimatissimo e irreprensibile ginecologo dell’Istituto Gaslini si è ucciso gettandosi dalla finestra del suo studio di Rapallo. Proprio quella mattina aveva subito una doppia perquisizione, sia nello studio di Rapallo che in quello genovese; perquisizione ordinata alla ricerca di tracce su presunti crimini, difatti l’ipotesi di reato è quella riferita all’articolo 19 della legge 194 del ‘78 riguardante l’interruzione volontaria della gravidanza al di fuori delle procedure e delle strutture previste dalla legge stessa, cioè detta alla semplice trattasi di aborti clandestini totalmente fuori controllo di qualunque legge e con un esborso da parte delle pazienti.

    Oggi, dopo due giorni dalla sua morte, la vicenda assume contorni diversi e forse meno marcati, le notizie che filtrano dal palazzo di giustizia non sono così affidabili da potersi fare un’idea completa, ma qualche piccola teoria vien da farla.
    Era un Dr. Dobermann come nella canzone di De Gregori oppure un poveraccio che cercava di mantenere un prestigioso posto di lavoro e contemporaneamente cercava di aiutare qualcuna tra le sue pazienti?
    Ma per aiutarle al meglio non sarebbe bastato inviarle a qualche collega di una struttura al cui interno si effettuano gli aborti come previsto dalla legge 194? Magari l’AIED o il consultorio di zona.
    Sia chiaro a me spiace che il dottore in questione abbia preferito partire per altri lidi piuttosto che rispondere delle sue questioni davanti alla legge, per la nota questione che davvero per me, la legge deve essere uguale per tutti, non mi interessa infangarne il nome sulla lapide, ma penso che riflettere su l’accaduto sia il minimo per ciascuna donna, soprattutto per quelle che vanno in televisione a dar fiato al signor Giuliano Ferrara quando propone una revisione della legge 194.
    Ora mi domando, in pieno stato di bastard inside, la revisione della 194 serve per ingrassare i conti in banca di tutti i Dr. Dobermann, perchè comunque sono soprattutto le disgrazie altrui a rimpinguare le tasche delle persone perbene (nella fattispecie, ovviamente alludo agli antiaboristi)?

    piesse
    “Dottor Dobermann” è un brano inserito nel cd 19.4.1989, che parla di quei simpaticoni di medici che in privato praticano l’aborto clandestino e in pubblico fanno gli obiettori di coscienza. L’arrangiamento è poco convincente ma Francesco canta versi molto pesanti e diretti con l’aria di stare scherzando, date un’occhiata al testo e vi renderete conto

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    Tag: schiamazzi grafomani
    Scritto da fiordisale giovedì, 13 marzo, 2008
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    19 grani di sale to “Quante volte, Dr. Dobermann?”


      Ciao Gisella! Ti ho invitata per un meme cosi’ tanto per conoscerti un pochino di piu’…se ti fa piacere ovviamente. Tra le ricette in giallo non ho visto la mia..comunque ti rimando la e-mail… Baci:*

      P.S:Complimenti per la riflessione che fai in questo tuo ultimo post.

      vexata quaestio!
      gise gli sciacalli son dappertutto e non me ne voglia il defunto dottore che se le accuse fossero comprovate farebbe parte di diritto della schiera degli sciacalli.
      son dentro i reparti di oncologia quando ti spillano i soldi sottobanco per visite privatein strutture pubbliche che non potrebbero fare e quel che è peggio danno false speranze a chi speranze non ne ha più, e questo è uno dei tanti esempi.

      e veniamo a noi.
      io sono un obiettore di coscienza, in ospedali cattolici (come cattolico è l’ospedale dal quale provengo) non devi passar dall’arcivescvado a farti dare la benedizione.
      se sei laureato in una università cattolica allora sei obiettore di coscienza de iure e de facto, se non lo sei e ti assumono in un ospedale cattolico, firmi l’obiezione al momento dell’assunzione.

      Anche l’obiezione è quindi una cosa seria.
      il resto è feccia.
      E, come vedi, pur essendo un obiettore di coscienza, non mi sogno minimamente di ostacolare la 194 perchè in scienza e coscienza la ritengo una legge sacrosanta.

      tu dira, sconclusionata…manco per niente.
      non fosse altro che la 194 dovrebbe limitare (non evitare purtroppo) gli enne sciagurati e merdosi (passami il termine poco fine) che si prestano a fare questo.

      che poi non evita i suicidi, vabbè c’est la vie.

      però la questione dell’obiettore di coscienza è cosa seria, e mi sembra che a volte le pietre si tirino unicamente a chi, come me, fa parte della categoria.

      l’ho sentito con le mie orecchie e visto con i miei occhi ginecologi obiettori invitare le pazienti a riflettere, chiarire che l’ospedale presso il quale erano ricoverate non effettuava nè interruzioni volontarie di gravidanza, nè aborti terapeutici.
      ho visto e sentito professionisti seri, moralmente ineccebili avvertire i futuri genitori che dovevano riflettere e calcolare i tempi per poter eventualmente cercare posto in ospedali dove queste pratiche vengono eseguite.

      Ho sentito mille votle il vento sottile della calunnia impervesare sulla mia università dicendo che lì non si fa l’anestesia epidurale al parto perchè son cattolici e si sa che il parto è sofferenza.
      io ne ho partorite 3 e ho avuto l’epidurale per tutte e 3 e non da sola, anche le mie compagne di disavventura l’hanno avuta.
      che poi tentano il parto spontaneo in tutto e per tutto fin che possono e tendono ad evitare il cesareo mi trovano pure d’accordo.
      e non solo, sono molto chiari in questo.
      all’ingresso ti dicono qual’è la loro filosofia, te lo ribadiscono al corso preparto.
      ci provano finchè possono, se la cosa poi presenta rischi e per il neonato e per la mamma allora procedono con il cesareo sennò stai lì e accetti lo spontaneo e nessuno ti nega l’anestesia, ovviamente.
      è una scelta e sei messa in condizione di farla in modo consapevole.

      così mi sembra che a volte la calunnia sulle istutuzioni sia un vento sottile.
      che poi c’è anche il dr Rossi e dove lo mettiamo, personalmente se è vero che ha fatto quello che ha fatto io un posticino bello caldo dove collocarlo ce l’avrei.

      però non addosso all’obiezione.
      credetemi che si può essere seri e corretti anche se obiettori.

      ah, sa va sans dir adesso lavoro in un ospedale dove si effettuano le interruzioni volontarie di gravidanza.
      Ma nessuno mi ha chiesto di rinunciare all’obiezione di coscienza, cosa che comunque non avrei fatto.
      è un fatto personale.
      è una scelta si può essere più o meno d’accordo.
      personalmente non è nemmeno una scelta legata al mio credo religioso, è una scelta interiore maturata e pensata che non c’entra niente con le mie appartenenze.

      così, pur non essendo ginecologa, potrebbe capitare che ci si rivolga ad un ospedale pubblico che effettua interruzioni volontarie di gravidanza come il mio e ci si trovi davanti in turno il medico obiettore.

      son cose vere, da tener presenti.

      Purtroppo in Italia di dottor Dobermann ce ne sono tanti però pian piano tutti i nodi vengono al pettine.
      ciao cocozza

      campodifragole grazie per il meme, però ci devo pensare un paio di giorni, mica lo so se ho le foto come te! ‘mmazza aho quanto sei precisa!
      ah una cosa, stassì, sto cercando la vera ricetta della paella nera, la conosci? non so di che punto spagnolo sia, però s ch’è di pesce e m’attizza

      Enza mioddio, mi fai sentire in colpa, tu stai male e ti faccio pure infervorare! allora cominciamo col dire che obiettore individuale è diverso che ente obiettrice.
      facciamo degli esempi un po’ a caso, se ti trovassi di fronte un soldatino che aspira ad essere obiettore, (facendo finta che ci sia ancora la leva) sarebbe normale. ma se tutto il suo reggimento, magari chiamato per qualche missione “di pace” “terremotata” o altro, si dichiarasse obiettrice a me non starebbe bene. continuando col gioco degli assurdi, sarebbe come dire che uno che lavora in una macelleria si dichiarasse obiettore (ossia vegetariano) ma se lo facesse tutta la macelleria sarebbero da ricoverare, no?
      la stessa cosa sta negli ambulatori e negli ospedali, io non concepisco strutture pubbliche che prendono comunque contributi da me e che si dichiarano contro una legge che io ho votato. potrebbero salvare la faccia se destinassero un misero reparto per la 194 e invece non lo fanno, perchè non gliene frega na mazza a nessuno di sta legge e del suo significato profondo (come pure di cosa significhi generare, abortire o partorire un figlio, chiariamoci) a loro interessa solo salvare il principio che li non fanno aborti. tutto li. e questo per me è profondamente incivile ed intollerabile, tanto che se fossi per un giorno il signor stato, gli toglierei il diritto ad essere ospedali (perlomeno pubblici). un medico ha il diritto a manifestare il proprio disagio, capita anche nelle officine meccaniche quando nel mucchio di operai ti capita quello allergico al nichel, e non è che a quel punto cambi produzione o riconverti la fabbrica ad altro, semplicemente stabilirai che nelle mansioni del lavoratore con quel disagio non sia prevista la vicinanza col nichel. perchè questo principio non è applicabile negli ospedali scusa?
      perchè è statutario, assodato e universalmente accettato che un obiettore ha diritto al rispetto ed invece una candidata all’aborto invece no? perchè ste donne devono subire un viavai alla ricerca di una struttura pubblica che le accolga? perchè i medici obiettori sono così stronzi (mi si consenta il francesismo) che tacciono le eventuali malformazioni del feto addossando a due persone che non sono messe in condizione di fare alcuna scelta di dover subire per tutta la vita l’onere delle scelte e delle convinzioni altrui? io non credo che a questi medici qualcuno gli abbia imposto una qualunque cosa, perchè loro si sentono in diritto di decidere per gli altri? sarò ben in grado di decidere se me la sento di allevare un figlio handicappato e in che misura, oppure no. e guarda che non parlo per dire, perchè è capitato abbastanza vicino a me, sta cosa, davvero eh.
      e putacaso il ginecologo era del gaslini (dove oltretutto si sguazzava di cesarei, perchè i neonati pativano meno) cmq dicevo, sono state taciute delle analisi che indicavano una situazione abbastanza grave di questo feto, ed è stato rivelata una parte della verità solo al 7° mese di gravidanza. il bambino nacque che era un perfetto vegetale (ve-ge-ta-le) e sti cretini di medici hanno fatto il lavaggio del cervello ai genitori per fare un’operazione affinché sto bambino rimanesse così (per sempre).ovvero non era sperabile di più.
      per fortuna o purtroppo il bambino morì dopo un paio di mesi (in cui è stato sempre attaccato alla macchina) è normale? per me no. per me è integralismo, è un qualcosa che va davvero oltre il buon gusto, non solo la medicina. se questo fosse un caso limite, un esempio eclatante, ci si potrebbe pure stare, ma invece per una scuola ed una larga fetta della medicina le cose stanno così. Se fosse successo a me forse ni sarei beccata qualche denuncia, perché a quei medii non è che gli avrei stretto la mano e bon.
      io mi fidavo così poco dei ginecologi che mi sono fatta seguire solo da un’ostetrica e il ginecologo l’ho visto solo (per sfiga) al momento del parto (che grazie a lui non è stato uno scherzo).
      Enza è sempre pericoloso pensare che la nostra posizione sia migliore o più degna di quella di qualcun altro. perchè ci sarà sempre qualcuno di più forte o potente che potrà accampare lo stesso diritto. La cosa più saggia e civile sarebbe se ci si accettasse ciascuno con le proprie differenze.
      Dalla mia parte lo facciamo da secoli, dall’alta non hano mai iniziato. E questo è un fatto.
      cmq io non darò mai la mia beneficenza a strutture come il gaslini o il galliera (comunue strutture gestite da filosofie o strutture ecclesiastiche) perchè li ritengo ospedali peggio di quelli afgani (almeno in certe cose), cioè gestiti da teste di ….

      cocozza bisogna anche dire che dietr ogni dottor dobermann c’è una donna deficiente, ignorante, ed estremamente fragile.
      basterebbe che migliorassero loro, il resto verrebbe da se

      non entro nel merito del fatto in sè, quanto per dire la mia sul gaslini.. io ci sono entrata indirettamente a 6 anni, dato che mio fratello era stato operato lì neonato. allora la vivevo come una bambina di 6 anni, tra l’indifferente (non ricordo ad esempio molti particolari del soggiorno di mio fratello e mia mamma) e il pensiero ricorrente (ricordo dei disegni in 1 elementare con tema “cosa hai fatto ieri” ed io ci disegnavo letti e corsie d’ospedale con su “Giannina Gaslini Genova”) e i viaggi, quall’autostrada alessandria-genova che era diventata l’abitudine. ma oggi, ripensando a quei momenti, tremendi per mia mamma, e vedendo mio fratello 24enne.. bè, il mio grazie al Gaslini lo devo tutto!

      gi, ho letto la tua risposta e mi piacerebbe scrivere un commento articolato ma purtroppo ho pochissimo tempo.
      non è poca voglia è proprio che mi difetta il tempo.
      hai visto che commento logorroico? :)

      Che dire, gì… anche io ed ema siamo rimasti piuttosto basiti da tutta questa storia.E sono d’accordo con te al 100%.
      Certo, poi, come scrive alemu, anch’io devo ringraziare in qualche modo il gaslini, perché da piccolissima mi hanno salvato la vita, ma questa è un’altra storia.
      E i toni dei giornali genovesi di questi giorni mi piacciono pochino: non conosco i dettagli dell’inchiesta, ma mediaticamente sembra che si sia aperta una caccia alle streghe (che abortiscono) Bah!

      Enza è sempre pericoloso pensare che la nostra posizione sia migliore o più degna di quella di qualcun altro. perchè ci sarà sempre qualcuno di più forte o potente che potrà accampare lo stesso diritto. La cosa più saggia e civile sarebbe se ci si accettasse ciascuno con le proprie differenze.

      verissimo gi, ma vedi…il problema sta proprio lì.
      ti ho detto, pur essendo un obiettore di coscienza convinto, pur ribadendo che non c’entra niente con il mio credo religioso l’essere obiettori spesso si identifica con il talebano cattolico della peggior specie.
      Il senso del mio intervento era appunto questo.

      è come per l’università…tutti lì a dire non ci si può permettere il figlio all’università.
      o che l’università è preclusa a chi non ha soldi.
      io ho studiato in una università privata che garantiva anche a chi non aveva soldi di studiare sostenuto anche economicamente.

      mi sembra che il problema vero sia la disinformazione.
      il fatto che è più semplice dire che la 194 non viene rispettata piuttosto che cercare il centro accreditato che applichi alla lettera la 194.
      e ce ne sono, e lo sapete e garantiscono l’applicazione della legge senza problemi.

      inoltre la scorrettezza è ovunque e anche quella fa parte di un percorso personale.
      ti ho anche fatto l’esempio dell’oncologo.

      l’ospedale pubblico in cui lavoro ha proprio il cartello all’ingresso per l’ivg c’è una unità operativa semplice che lavora a questo e inoltre non so perchè ma sembra quasi che non ci siano ospedali pubblici che operino in questo senso.

      la realtà invece a me risulta diversa.
      nel senso che l’ospedale pubblico ha e prevede l’ivg e che basta rivolgersi all’aied come giustamente menzionavi tu.
      poi arriva l’intervista di una delle persone che hanno fatto l’interruzione di gravidanza e ti dice…
      non l’ho fatto in pubblico (in ottemperanza alla 194) per evitare l’umiliazione delle domande, del colloquio psicologico, avevo già deciso.
      così da che parte stare diventa abbastanza complicato.

      invece sembra una cosa impossibile, sembra come cercare una mosca bianca o l’ago nel pagliaio e questa cosa mi sembra un pò pilotata oltre che esagerata.

      secondo punto: si hai il diritto di scegliere se avere un figlio con handicap oppure no.
      e l’obiettore di coscienza al quale ti sei rivolto ha l’obbligo morale di metterti a parte di quanto sta succedendo perchè chi si trova in queste condizioni ha il diritto di sccegliere che cosa fare.
      ma ti ripeto è un fatto di correttezza personale, tutto qui.
      inoltre appunto se sai che il gaslini promuove un certo discorso di cura piuttosto che la linea abortista allora rivolgiti altrove.

      è come andare al gemelli e chiedere l’interruzione volontaria di gravidanza.
      impossibile.

      d’altra parte non posso credere che i ginecologi preparati e fighissimi esistano soltanto al gaslini.
      ci sarà qualche ginecologo bravo magari al s martino piuttosto che al santa corona

      altro discorso…io ho partorito assistita dalle ostetriche tutte e tre le volte.
      ma solo perchè non c’è stato bisogno del ginecologo, sennò a togliere dalle peste l’ostetrica deve necessariamente intervenire il ginecoogo, sembra quasi che tutti i ginecologi siano sfigati o interessati o peggio incapaci.

      gi, la generalizzazione così crea solo veleno e livore inutile.
      e distoglie lo sguardo dalla veduta di insieme che è molto meno catastrofica.
      puntare il dito contro le categorie è inutile.

      il discorso della macelleria con i vegetariani…
      mi sembra un pò un paragone dell’assurdo come correttamente hai detto tu.
      l’obiezione di coscienza è una libertà garantita esattamente come quella di abortire prevista dalla 194.
      il problema è proprio nella disinformazione.
      se vuoi abortire rivolgiti alle strutture competenti che esistono e sono anche ben rappresentate sul territorio e inoltre in quelle strutture non troverai mai un macellaio vegetariano.

      ah ovviamente da un pezzo ho il logo della 194 sul mio blog ma proprio perchè ne riconosco il valore pur essendo un obiettore.
      insomma far passare come al solito che gli obiettori sono tutti stronzi bugiardi e infidi e che peggio mi sento son tutti intrisi di talebanismo cattolico mi sembra peggio che parlarne in senso costruttivo.

      La prima volta che ho sentito parlare del Gaslini ero una bambina di 8 anni circa… e vivevo ancora al Sud… Mia mamma l’ho vista partire con il suo fagottino rosa, accompagnata da babbo (che faceva su e giu’ per continuare a lavorare) e tornare, dopo 6 mesi circa, da sola… e lì ho imparato anche cosa fosse Staglieno… E già da allora sentivo un forte legame con quella che sarebbe poi diventata la mia città…
      1 anno e mezzo fa poi, al Gaslini, per la prima volta, ho visto le manine di quello che sarebbe diventato il mio fagottino azzurro… che è poi tornato piu’ volte per emergenze varie in quell’ospedale… Mia mamma ha sempre definito i medici, le infermiere e i volontari… degli Angeli… e mi raccontava del profumo delle grandi magnolie…
      Quando è nato il mio bimbo ero dai miei e con mio marito abbiamo comprato, regalato e piantato nel giardino di mia mamma una grande magnolia! Per me ha un significato speciale!
      E’ un gran bell’ospedale… Anche io sono orgogliosa e fiera di averlo a 1/2 ora da casa… Forse il mio commento centra poco con il post… ma leggendolo mi ha suscitato questi pensieri/ricordi… e volevo fartene partecipe! ^__^

      ciao! è stato belle leggere il post e i vostri botta e risposta! i vostri punti di vista. È vero, è bene non generalizzare, ma anche garantire ogni libertà individuale.
      È un piacere sapere che la mia cocccarda sia così apprezzata ;-)

      Alemu io per certi versi devo la vita al gaslini, quindi la riconoscenza ce l’ho proprio radicata nel cuore. Sono contenta che tuo fratello stia bene, magari anche tua mamma avrà i miei stessi sentimenti

      katia è proprio l’atteggiamento verso le candidate abortenti che sta circolando in giro che mi infastidisce al di là di ogni misura. In questo momento è come se fossero loro le criminali o le poco di buono, ce un vero e proprio caccia alle streghe. Che poi siano disinformte, ignoranti e coglionazze p tutto un altro discorso, ma non mi pare che la struttura a cui si sono rivolte e il medico in questione siano stati in grado di informarle ed aiutarle.

      Albicocca eh… chi meglio di tua madre potrebbe testimoniare lo strazio di talune situazioni? Quando ci sono di mezzo i figli e il loro benessere non devono esistere barriere. Te lo ricordi la proposta del governo berlusconi che voleva imporre che ciascuno si facesse curare nel proprio luogo d’origine? tu pensa a quanti piccini del sud sarebbero morti senza il gaslini o il gemelli…

      La francese uè macciao, ogni tanto fai capolino! eh la libertà vera è un gran bel teorema

      Allora monscerì Enzuccia vediamo di capirci. Intanto ti comunico che ti rispondo dopo un odioso sabato uggioso e con pioggia a singhiozzo, il che non agevolava affatto il desiderio di leggerezza. poi mettici dentro che ho comunque appena steso le lenzuola e dovrò sorvegliare, pronta a ripigliarmele se si rimettesse a piovere coi goccioli. PERO’… però c’è un però. Ho fatto nell’ordine una torta da portare in casa d’amici stasera e mi è venuta ch’è la fine del mondo, credo che ad oggi, dall’inizio della mia avventura col forno, sia la meglio riuscita. Fa persino dispiacere non fotografarla (ma mica posso portargliela tagliata ;), sull’onda di questa ricerca di benessere e di ossigenazione neuronale ho pure fatto dei muffin che sono bellissimi, oltre che buoni; si, non ho resistito, perchè ho fatto una roba un po’ strana, di cui dettaglierò a breve, e ne ho già assaggiato uno. Quindi con queste premesse e cotanta riserva di buonumore m’appresto a ribadirti che qua (ma forse manco altrove) NESSUNO si è sognato di criminalizzare il personale medico e paramedico obiettore. NESSUNO. Né a livello individuale e manco a livello generalistico. Anzi come dicevo a Katia a me pare che siano sempre e da sempre criminalizzate le donne che sono costrette a ricorrere a tale scelta. Parliamoci chiaro ciccia, questo genere di cose è frutto di educazione, cultura e altri piccoli optional, io mi ritengo una donna estremamente fortunata perchè non mi sono mai trovata nelle condizioni di usufruire della 194 e di conseguenza di subire interrogatori, colloqui e quant’altro (non era buttiglione che voleva sottoporre le abortenti ai colloqui ecumenici-psicologici?) ciò non toglie che leggo i giornali, ascolto la radio e soprattutto osservo il mio dattorno, e ti posso assicurare che la tua sensazione di criminalizzazione è solo personale, ma non ha riscontri nella realtà. E a dirtela tutta non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di chiedere al mio ginecologo come la pensasse a riguardo. Io difatti ho detto che ce l’ho con le strutture pubbliche che per vivere prendono soldi dallo stato e poi non si mettono in condizioni di rispettare le leggi dello stato, comprese quelle antipatiche come la 194. Tu mi dirai, come mi hai detto, ma che andassero ad abortire da nartra parte, ce ne sono tante strutture. Allora a parte che non è vero che ce ne siano così tante, a parte che la finestra temporale in cui si può agire è strettina, a parte la llllunga lista d’attesa (e il conseguente stress) direi che pure le strutture pubbliche che si permettono il lusso di pigliare i soldi statali e comportarsi da privati, potrebbero diventare ospedali privati a tutti gi effetti, magari facendosi mantenere da coloro che credono ed appoggiano nelle loro teorie. Scusa ma ragionando così, la signorina pincapalla potrebbe pensare che i suoi soldi loro li usano e magari l’unica volta nella vita in cui ha un bisogno sti ospedali sono offlimits.
      Facendo un gioco di ruolo (non erotico che sennò mi si potrebbe sgonfià la torta ))
      Io sono lo stato e sarebbe cosa buona e giusta se potessi fidarmi delle strutture a cui destino dei soldi, molti soldi che puttacaso prelevo dalle tasche dei miei cittadini, quindi riterrei normale aspettarmi che nelle scuole si insegni il teorema di pitagora e dante, anziché asterix (anche se non so se sia na gran scelta, ma andiamo oltre)che nelle caserme ci sia personale specializzato alle imprese più disparate e drammatiche (anziché dei bontemponi che mi fanno venire un colpo, detto appunto il colpo di stato) che negli ospedali e in tutte le strutture sanitarie ci si attenga alla costituzione ed alle leggi che regolamentano la materia (tutte le leggi, non selezionando questa si-questa no). Potrei aggiungere i giudici, i pompieri, fino ad arrivare al nostro affezionato macellaio vegetariano. Ciascuno ha modo di esprimere la propria libertà, a patto che sia in linea con le linee papali.
      questo tassello forse ti manca, ed io non parlo di individui, te lo ripeto, ma di istituzioni e non generalizzo mai e cmq quale che sia la tua specializzazione, io da te ci verrei, scemotta!:) però, se per te non è un problema, potremmo vederci quando sto in salute? :))))

      [...] Cosa pensa di dimostrare Maroni non consentendo le cure a questi cittadini? Dr. Doberman secondo te, ’sto signore si rende conto che un clandestino che magari si ammala o m’importa [...]

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