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Da questa parte della riva

Posted By fiordisale On venerdì 21 marzo 2008 @ 01:22 In fuori dai denti,nessuna ricetta,schiamazzi grafomani | 36 Comments

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É vero lo ammetto, accusatemi pure di meteroantipatia, però mica si può stare sempre zitti e parlare d’aria fritta eh. Si d’accordo oggi sarebbe il primo giorno di primavera e di argomenti ce ne sarebbero parecchi, incluso il sospetto di moratoria pure sul primo giorno di primavera, visto che qualcuno sosteneva fosse ieri (si vede che in questo paese i problemi pregnanti sono in eccesso vero? :)
In questo momento sto mangiando un dolcetto al cioccolato, l’ho cotto 5 minuti di troppo secondo me, ma ne parleremo in un altro momento, per adesso valuto che almeno il gusto è ottimo e forse avevo bisogno di un gusto davvero buono e genuino per contrastare l’amaro che che alberga nella mia bocca da anni, già ne parlai qua.

Ho sentito ultimamente interessanti dichiarazioni che mi hanno lasciato ancora più perplessa, soprattutto sapendo com’è andata a finire la storia della commissione d’inchiesta. Però bisogna anche ammettere una volta per tutte che i procuratori come si deve, oramai, si trovano solo in qualche legal triller all’americana o, politica permettendo, in qualche aula di tribunale, ovviamente americana anch’essa. Questa è l’unica spiegazione con un minimo di senso logico che mi è venuta in mente quando ho letto st’interessante notizia su repubblica, quindi facendo qualche conto si potrebbe presumere che sia molto più conveniente farsi assumere dalla polizia e poi minacciare, (fare) denudare, strappare piercing e massacrare la malcapitata piuttostosto che andare in giro in squallidi ed angusti autobus per azzardare la banale palpatina d’altri tempi.

É bella, reale e tranquillizzante l’immagine di questa giustizia sociale equa, apolitica, al di sopra di qualunque parte.
E dire che per anni mi hanno spacciato ideologie illuminate da giuristi consumati, evabbè, lo ammetto, a volte un po’ confuse forse, ma qualcuna era davvero brillante, accidenti, e chi ci sarebbe arrivato ad immaginare la favola delle molotov apparse, poi scomparse e poi riapparse per scomparire definitivamente? Se non fosse stato per gli uomini alla guida degli organi di potere e sicurezza di questo stato, non ce l’avremmo mai fatta ad inventare una roba così, quando si dice la fantasia al potere, vè?
Il fantastico e insieme lo stupido di certe cose è che non hanno altro confine di sé stesse e di sé stessi.
Ci sono soddisfazioni che non si possono comunicare a nessuno.
Chi si diverte a pensare al primo ingrassatissimo amore che adesso va dall’analista?
Con chi si può dividere l’incazzatua per un amico morto, insultato a colpi di buonanima?
A chi si siringa la gioia, lo stupore, il posto della prima camporella?
Chi gode del crollo di quella ragazza imposta a modello per tutta la vita?
Devi farlo da solo, sottilmente, implacabilmente.
L’incomunicabilità, la solitudine, il deserto intellettuale sono proprio questo: bricciole, pagliuzze, capelli spezzati, foruncoli, pidocchi deficienti imprigionati nella coscienza.
Nessuno li può capire, a nesuno è possibile rifilarli; e almeno restassero calmi, macché, sotto una cenere cazzona sono sempre accesi, già eterni.
Com’era quella frase di Loste? Cerca un poliziotto, già. Ecco qua a Genova abbiamo imparato a farne a meno.
É come guardare le stelle da una riva d’ortiche.
Non resta che grattarsi.

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