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Mannò, non ho nessuna intenzione di farvi na capa tanta con Calvino e con le sue memorabili Six memos for the next millennium. Anche se a dire la verità, sono convinta che ogni occasione per non parlarne è un’occasione persa, semmai lo faremo un’altra volta. Adesso abbiamo un compito da superare, magari insieme, why not?
Ci sono altre sfide e robe affini, e ho voglia di donuts (o baggels) ma non all’americana, magari con la bollitura o la friggitura (pè carità) ho cominciato a provare il primo impasto, quindi non stupitevi se vedrete di volta in volta altre simpatiche ciambelline con cui mi divertirò a giocare per un po’. Del resto mi sono pure comprata sto stampo apposta. L’ho già detto, sì, che io sono una ciclica? Ecco per esempio adesso è il momento giusto per le robe coi buchi! Ma veniamo al dilemma, al di là di questa prima prova, che è venuta benino, sì, ma non era quello che cercavo, perché voglio qualcosa di morbido ma che non risulti mapposso, ed ho trovato solo ricette che prevedono la precottura attraverso la bollitura (bleah) o la friggitura, insomma robe all’americana. Secondo voi esiste la possibilità di un impasto da mettere il quella bella formina e che mi dia i risultati della foto? Dai facciamo un comitato pro ciambellina per la difesa del buco :D
Ogni suggerimento, esperienza e quant’altro vi venisse voglia di condividere sarà assai apprezzata e provata seduta stante, accettate la sfida della ciambella perfetta? E se per una volta mostrassimo agli americani come si fa una ciambella senza per questo ammazzare il fegato di prima mattina? E se gliela facessimo noi una lezione americana, in stile calvinesco?
Parlando di queste ciambelle, invece, ho usato l’impasto dei panini illudendomi che conservassero, almeno in parte la fragranza e la morbidezza, e invece no, il risultato è stato molto più simile ai taralli, se riuscite ad capire cosa intendo. Insomma ho trovato la ricetta per una specie di tarallucci golosi ma cercavo altro. Mi sa che ho fatto una roba tipo Colombo, insomma.
ciambelline con gocce di cioccolato
Ingredienti
500g di farina
250 di latte
25 g di lievito di birra
50 g di zucchero
25 g di burro
7,5 g di sale
1 uovo e ½
100 g di gocce di cioccolato
farina per il piano di lavoro
Mettete la farina a fontana sul piano di lavoro. Al centro mettete il latte tiepido, in cui avrete diluito il lievito e lo zucchero, il burro tagliato a pezzetti e il sale. Impastate leggermente e unite le uova, uno alla volta, incorporandole bene. Unite le gocce di cioccolato, precedentemente raffreddate in frigorifero (o ancora meglio, in freezer) per evitare che si sciolgano.
Impastate bene e lasciate lievitare l’ impasto , coprendolo con della pellicola trasparente o un canovaccio umido, per non farlo seccare .
Capovolgere l’impasto sul piano di lavoro infarinato e stendetelo leggermente con il matterello. Con il tagliapasta rotondo ritagliate un disco-porzione di circa 30 g, facendo un foro al centro con un altro tagliapasta (io ho usato l’attrezzo per i cannoli).
Disponetele sulla formina unta precedentemente.
Far lievitare per un’ ora e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Fateli raffreddare e metteteli nel cestino.
*Considerazioni obiettive
Nel latte, la mattina, mi sono piaciute da morire, perché in questo momento ho voglia di robe poco zuccherose, però sono rimaste un pizzico troppo secche per essere mangiate da sole, come spilucchino a metà pomeriggio, quindi se volete riprodurle tenetene conto
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Tag: colazione
Scritto da fiordisale sabato, 29 marzo, 2008
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12 Marzo 2010 (1)
A mani nude: una meno di cento
molto forte ma incredibilmente meno vicino
The Scarlet Brothers
alzati che si sta alzando la canzone popolare se c’è qualcosa da capire ancora…
piccolo strazio pubblicità
l’indignazione
dipingerei di colori tutti i muri e stelle sul soffitto ti direi le cose che non ho mai detto che pericolo la quotidianità e






Technorati
IceRocket
del.icio.us 







sabato, 29 marzo, 2008 alle 11:30
…e se provassi a fare un impasto base tipo: 250 gr di farina + 150 gr di patate lesse schiacciate + 25 gr di lievito di birra + 2 uova + tutto il resto che ti pare, lo zucchero, le gocce di cioccolato ecc ecc…
l’impasto risulterà molliccio e noioso da lavorare, rimane anche un po’ appiccicoso, poi va lasciato anche levitare (forse st’impasto è un po’ una palla…) ma il risultato è ultra morbido…
sabato, 29 marzo, 2008 alle 11:32
Valeria eh si, però rinuncerei alla sfida di calare le calorie, o no? Uhmmm le patate di prima mattina? li proverò, grazie!
sabato, 29 marzo, 2008 alle 11:38
se vuoi calare le calorie allora, per ora, non comprare i multistampi…
non so, buttati su qualcosa che non stimoli la fantasia pasticcera…ehehe
buon fine settimana.. (mi sa che questa volta il sole si dà!)
sabato, 29 marzo, 2008 alle 14:03
Uh! Ciambelline! Proprio quello che ci vuole per iniziare il fine settimana. BElle, belle belle! Ma sai che la bollittura seguita da cottura in forno e’ la maniera con cui si cuociono i taralli-tarallucci? Non so se a Genova li conoscete? Spero di si. Si fanno un po’ in tutto il meridione…be’ anche partendo dal Lazio direi…
Baci :D
sabato, 29 marzo, 2008 alle 17:08
ci starebbe bene l’impasto delle brioche sicule che tanto ti è piaciuto.
a me quei buchi lì a parte l’impasto da baba savarin mi fanno gola con un bel babà salato.
sabato, 29 marzo, 2008 alle 18:44
hallo!
c’era una volta un impasto simil- Krapfen che apettava di essere buttato nell’olio ma la cuoca colta da sincera repulsione stava invece decidendosi per la spazzatura quando un attimo prima del gesto fatale .. vide la luce e ..inforno’
A Bari si dice che dal guasto viene l’aggiusto, parole sante perche’ il dio risparmio la premio’ e da allora sforna ciambelle sane,facili e veloci,che volere di piu’?
qui alla voce “they became ecc..” potete vedere la versione dolce con i raisins+ ricetta.
http://www.flickr.com/photos/nishanga/page5/
per 500gr. di inpasto / 10mn di manipolazione / 15/20 mn in forno…piu facile di cosi!!
ciao a tutti ma specie alla padrona di casa..of course!!
sabato, 29 marzo, 2008 alle 19:06
ma dai, anche io sta mattina ho fatto delle cose col buco! delle tortine mobbide mobbide senza burro senza olio praticamente una di quelle cose a prova di deficente che faccio io :-)
sabato, 29 marzo, 2008 alle 19:25
ma perché sei così avversa alla bollitura? giusto per principio che è americana magari…
sabato, 29 marzo, 2008 alle 19:35
Io ho la teglia con 9 spazi per le ciambelline, non so se è la stessa che hai tu. Comunque dato che il fritto non mi piace tanto io le faccio al forno con questa ricetta: 200 gr farina, 1 bustina di lievito, un cucchiaino di cannella, 375 gr farina, 235 ml latte, 3 uova, 15 ml miele, 115 ml burro fuso. Amalgama il tutto e cuoci una decina di minuti a 200 gradi. Poi io le glasso o con zucchero a velo+latte o con cioccolato fuso+latte
sabato, 29 marzo, 2008 alle 19:41
ho cercato in rete cosa serva la bollitura. :-) serve a far sì che la crosticina fuori si formi, mantenendo morbido e chewy l’interno. Per dare l’aspetto luminoso e croccantello alla crosta l’amido della farina sulla superficie dei bagel assorbe “l’umidità” dell’acqua bollente e diventa come gelatina. Questa conferisce una falda protettiva. Nel mentre il bagel cuoce nel forno questo strato di amido gelatinoso diventa una crosticina croccante mantenendo morbido l’interno. Un bagel dovrebbe essere bollito finché raggiunge una temperatura interna di 140 gradi, nel qual momento la fermentazione finisce.
sabato, 29 marzo, 2008 alle 20:03
io ho fatto i krapfen di Nightfairy ma al forno, e li ho fatti lievitare mi pare cinque ore (2 più 3), e non sono venuti male, ma devo perfezionare la tecnica…si potrebbe farli col buco (magari poi non chiamandoli Krapfen): se ci riesco, poi ti faccio sapere come sono venuti.
domenica, 30 marzo, 2008 alle 13:09
Davvero molto bella questa foto, complimenti: e` “calda”. Vedo spesso in giro foto o sopraesposte o scure, difetti che cmq possono essere corretti con un minimo di postprocessing.
Questa direi che e` perfetta, sia per la luce che per la composizione (non e’ la solita foto in pratica :)) e le ciambelline sono sicuramente deliziose.
domenica, 30 marzo, 2008 alle 18:12
Ieri sono stata al salon Europeo du sucre e du chocolat link http://www.europain.com/fr/intersuc/
e ne ho viste di ciambelline con buco che non potrei elencartene la quantità. Ho comprato pacchi di formine della Silikomart e Demarle con buche e senza e aspetto di utilizzarli al piu presto.Ricette non me ne hanno date era solo per gustarle,e farci comprare le formine, la loro opera é stata compiuta. Ora cerco anch’io qualche ricetta poco calorica, ti faro’ un cucù se la trovo.
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 07:34
Per il “comitato pro ciambellina” non posso dare la mia adesione, perchè non ho esperienza in merito e non saprei esprimermi in merito, ma per la ciclicità (non solo in cucina), se volessi fondare un comitato, potrei essere un membro onorario.
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 12:11
mamma mia sono bellissime!! un abbraccio!
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 19:53
Valeria anfatti ho pensato bene di andare al sole per 2 giorni ;)
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 19:56
campodifragole no, non lo sapevo, ma la bollitura allora mi fa l’impasto compatto, tipo consistenza del pane raffermo (a parte il gusto, dico)?
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 19:56
Enza l’impasto babà? mmm sai che po’ essè?
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:01
nishanga ma benvenuta, sei simpaticissima! grazie della ricetta e delle dritte. Ci ragiono un po’ su e farò un po’ di prove, ti farò sapere, grazie ancora, mi hai regalato un sorriso
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:02
stelladisale ma come, sono venuta a cercarle da te e non le ho viste! Scusa ma mica lo so se vale che mi dici che l’ahi fatte e:
a) non me le mostri
b) non mi dai le ricetta
c) non me ne dai una.
uffi
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:07
adina bè non è che sono prevenuta in assoluto sulla bollitura, cioè a dire la verità non lo so. Prò se io penso a una roba colazionesca me l’immagine fragrante, profumata e morbida ad un peso calorico ridotto. Ecco, ti ho dscritto il mio prossimo obiettivo, e già ho detto che fine fanno gli obiettivi con me ;)
Per quello che ne sapevo io sui baggels, ma non ne so abbastanza per far testo, è che si bollono per chi non ha lo stampo e per fargli mantenere la forma col buco, ovvero dopo la bollitura di enne minuti, si posizionano sulla piastra del forno e di cuociono.
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:08
geillis mi vengo a cercare la ricetta da te e la provo, o quantomeno ci ragiono, grazie!
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:22
Elisa ma grazie! Però ti posso assicurare che non ho fatto assolutamente niente, solo uno scatto, il resto è merito della luce giusta. A proposito del fotoritocco però vorrei dire che a me non ispira molto, le volte che sono stata “costretta” a manipolare una foto l’ho ritenuto un personale fallimento. Per me le foto sono lo scatto così com’è venuto, l’unica manipolazione è il ridimensionamento per ovvi motivi. Se dovessi mai perdere tempo in maneggiamenti di ogni foto in ogni post per me sarebbe una palla sconfinata, sarebbero foto inespressive che non mi direbbero granchè e il piacere sarebbe ridotto a -70%. Preferisco una foto imperfetta ma che esprime qualcosa, piuttosto di una finta perfezione. Secondo me, perlomeno nel cibo, c’è qualcosa che va al di là dell’estetica, ed è questa specie di trasmissione emozionale sul possibile.
Basti pensare che di fronte ad una bellissima foto di un’alba boreale si ha un atteggiamento assai diverso, se capisci cosa intendo. Un qualunque cibo, fa venire le voglie che si possono realizzare, un alba boreale mica tanto, no?
Una foto è anche una questione di fortuna mi dico sempre, e vuoi che una giocherellona come me si priverebbe del divertimento di questa scommessa?
:-D
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:24
mariluna affare fatto! allora la prima che trova la ricetta col buco perfetto fa un chiamo all’altra :)))
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:26
lenny ebè, non per niente sei un segno di fuoco (e perciò incostante) come me. Io vado avanti finchè non imapro a menadito una cosa, o cmq finchè il punto d’osservazione è a 360°, poi passo ad altro. Per questo non mi stufo mai e non saprei descrivere il concetto di noia, (e già so che siamo spiccicate) :)
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:27
Dolcezza ma grazie! sei sempre dolcissima :)))
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 20:38
Fiordisale, ci credo, ci credo, eh :)
E cmq la postproduzione eccessiva non piace nemmeno a me, solo che se lavori in condizioni di luce sfavorevole, tipo luce artificiale di diverso calore, come succede solitamente nei ristoranti, senza l’attrezzatura adeguata, il fotoritocco puo’ migliorare.
Io figurati, vengo dalla scuola delle macchine analogiche e il risultato lo vedevo sempre e solo quando andavo a ritirare le foto (a colori); quelle in B/N me le sviluppavo da sola ti assicuro che in camera oscura si faceva un po’ quello che si fa oggi con il computer.
Concordo perfettamente sulle emozioni che puo’ darti un’alba boreale, inavvicinabili vero (io le definisco visioni divine), mentre in cibo e` alla portata di tutti e noi giochiamo con ricette e con foto, ma ti assicuro che chi e` un professionista sa bene cosa vuole ottenere.
Fortuna o bravura, a me questa tua foto piace moltissimo, la vedrei bene in un libro gourmand perche’, come ti dicevo, ti fa desiderare le ciambelline, ma trasmette anche il calore della casa in cui sono state preparate e te ne fa immaginare il profumo ;)
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 21:00
Elisa Mi ritengo un’assoluta neofita ignorantella. Vivo d’istinto più che per capacità. lo so e ne sono cosciente. Sulle foto con luce artificiale in ambienti disgraziati non immagini quanto ti capisca. Ci sono state mie foto che avrei amato tantissimo se solo ci fosse stata la luce giusta, e invece mi sono dovuta accontentare di quello ch’è venuto, ovvero un discreto compitino senza troppa emozione. Il ristorante di settimana scorsa poi, con quelle luci e le pareti rosse-arancio-giallo è stata un’impresa ardua assai. Anzi mi piacerebbe che qualcuno che ci chiappa per davvero mi mostrasse come si fanno le foto nel difficile :)))
Pur non essendo professionista (in ogni senso) la cosa buffa è che io una foto la vedo prima dello scatto, e semmai la delusione è quando lo scatto si discosta (troppo) da quello che già avevo in testa, non so se riesco a spiegarmi. Un po’ come quando mi divertivo con l’analogica a far le foto seduta sul sedile del passeggero e la macchina in corsa. Sono sempre rimasta strabiliata dai risultati davvero al di sopra dello sperabile, degli arcobaleni che manco ad occhio nudo sono così vivi e perfetti. Però te lo ripeto è solo fortuna, una volta ogni tanto capita anche a me:)
I tuoi complimenti, proprio perché li fa un occhio avezzo all’immagine sono più che graditi e già fatico a star seduta, sento ch sto lievitando, mò mi gaso per 3 giorni, anzi la faccio diventare il mio desktop :-D
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 21:53
adesso quando ho voglia le posto neh, ma sono una cavolata banalissima, praticamente di quello che vuoi fare tu mi sa che hanno solo il buco :-)
lunedì, 31 marzo, 2008 alle 21:58
stelladisale bè, cominciamo a vedere le tue, così so se orietarmi da quel lato o discostarmene!
martedì, 1 aprile, 2008 alle 10:50
Che matta! Beh, sono contenta che con tanto poco ti abbia resa “leggera” e felice. Gongola pure ;)
In quanto alla tecnica, bisogna vedere pure che macchina/obiettivo hai. Cmq, si` le pareti arancioni + luce artificiale non rendono il compito facile. Con l’analogica in questi casi usavo filtri blu, mai provato con la digitale, ma penso sia la stessa cosa.
martedì, 1 aprile, 2008 alle 18:46
Hai preparato un sacco di delizie, ma mi fermo qui perchè trovo pane per i miei denti! Potrei guardare quella foto per ore immaginandone il gusto! Brava..ma non ho idee!!!Elga
lunedì, 12 maggio, 2008 alle 00:31
[...] un passo indietro, e le ricordate le mie quasi memorabili Lezioni americane? Ecco ci risiamo. Perché comunque io, oramai lo sapete, sono una caparbia, e tant’è finché [...]