Ti sei fatta ‘na vesta scollata…

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Questa canzone era la preferita di mio padre, credo che l’abbia cantata a mia mamma fino a quando gli è stato possibile. E a proposito di mio padre e mia madre c’è un bell’aneddoto che li riguarda, mettetevi comodi.

Si conobbero da ragazzini, insomma molto più ragazzini di quanto non si usi adesso, e poi nel meridione, all’epoca, era usanza che le fanciulle si sposassero molto giovani. Mio papà l’aveva adocchiata all’uscita da messa e da allora non le si era scollato da dosso, si narra che mia madre fosse la più bella del paese, quindi la concorrenza era spietata. Era assolutamente normale che verso i 16 anni, nei paesini del meridione, arrivasse un pincopallo a chiederti in moglie. Vabbè apparte che tra loro due non funzionò proprio così, visto che mio papà prima di fare i passi formali voleva accertarsi che il suo gradimento fosse corrisposto, ma soprattutto, conoscendolo, non fatico a credere che ci tenesse in maniera smodata a conquistare la fanciulla prima di fare altri passi. Si narra (cioè me lo disse mio padre) che l’oggetto del suo desiderio si fece sospirare parecchio, senza mai dargli la soddisfazione di fargli percepire quel gradimento tanto agognato, insomma mia madre faceva la suffragetta, ma si sà le pesce sono fatte così :D (Vivi non mi uccidere! Enza no, non parlo di te, tu sei atipica, te l’ho detto!) in più lui era quello che si direbbe oggi un rampollo di un antenato latifondista, ergo il suo futuro sarebbe stato tra proprietà terriere ed ulivi e a mia mamma sta cosa mica piaceva tanto. Mia madre se la tirava perché aveva il papà “mastro” ed anche se ai quei tempi era deportato in Germania in un campo di concentramento, per lei rimaneva un modello unico. Questo fece si che mio padre cambiò decise di cambiare lavoro, cosa non si fa per amore, eh!?
Si sposarono un paio d’anni dopo i primi approcci, ed anche se era il 1945, in piena guerra, occupati oramai da ogni lato, trovarono il modo di riuscire a mettere insieme una festa nuziale dignitosamente povera, come i tempi permettevano. All’uscita dalla chiesa, mi raccontavano spesso con risolini vari, cominciarono a sentire un suono di campane da sopra le colline dei paesi vicini, come se fosse una specie di tamtam, un eco perpetuo. Dopo qualche minuto, tutti i paesi intorno erano un unico scampanellio festoso, e mia madre, santa ingenuità egocentrica, guardò innamorata e grata mio padre chiedendogli ma lo hai fatto sapere pure a tutti paesi vicini? Sottintendendo la faccenda matrimoniale. Mio papà non riuscì a focalizzare immediatamente di cosa stesse parlando la sua novella sposa e in suo soccorso vennero una manciata di bambini urlanti che correndo giù dallo stradone principale, li sorpassarono e con gridolini eccitati gli dissero che la guerra era finita: era l’alba del 25 aprile. Una data doppiamente importante da allora.
Questa pasta è una rivisitazione di quella che faceva mia mamma, spesso la faccio esattamente come lei ma questa volta ho voluto fare una variazione sul tema, le foto non rendono onore alla ricetta, ma avevo ospiti e il tempo per le foto era ridotto ai minimi termini, l’unica concessione è stata l’aggiunta di 2 ciuffetti di broccoletti appena sbollentati e messi da parte per la guarnizione, abbiate pazienza.

Reginette al ragù di broccoletti

Ingredienti per 4
per le Reginette all’uovo:
300 g di farina
3 uova
1 pizzico di sale
per il ragù:
3 filetti d’acciuga sottolio
scalogno
battuto di aromi (sedano, carota, prezzemolo)

500 g di broccoletti già sbollentati
sale rosa dell’Hymalaya
la punta di un cucchiaio di matcha
prezzemolo (poco)

olio evo (2 cucchiai)

Per la pasta:
Versare la farina a pioggia sulla spianatoia di legno, fare un buco nel mezzo per sgusciarvi le uova intere. Aggiungere il sale. Con una forchetta sbattere le uova e incominciare ad amalgamarle alla farina. Lavorare la pasta per una decina di minuti; se risulta troppo morbida e appiccicosa integrare un po’ di farina. Se, al contrario è troppo dura, aggiungere un po’ di acqua tiepida. Formare una palla, infarinarla, coprirla con un tovagliolo e lasciarla riposare per 10-30 minuti. Sulla spianatoia leggermente infarinata stendere la pasta con un lungo mattarello, partendo dal centro, fino a raggiungere lo spessore ideale, lo spessore dovrebbe essere almeno 0,3 cm o anche meno. Tagliarla poi con la rotellina per formare le reginette, dopo averla fatta riposare almeno 15-20 minuti.

Per il ragù di broccoletti:
Mentre i broccoletti, dopo essere stati sbollentati, riposano e scolano l’acqua superflua in uno scolapasta, fare imbiondire uno scalogno in una pentola o padella antiaderente con un paio di cucchiai d’olio, unire le acciughe avendole scolate del loro olio, io ne ho messi 3 filetti, direi che si può diminuire la quantità ma eviterei di aumentarla, il gusto invaderebbe troppo. Quando le acciughe sono praticamente sciolte (o sminuzzate) unire i broccoletti, dapprima i gambi tagliati in piccoli pezzi e dopo 5 minuti aggiungere i ciuffi verdi, ricordando di tenerne da parte almeno un ciuffetto per porzione, servirà per la decorazione. far consumare la verdura, umidificando con qualche cucchiaio d’acqua ove necessario, unire con del sale rosa dell’Hymalaya aromatizzato con una puntina di matcha come la splendida kja ci spiega in questo post, anzi se mi date retta, fatevene un vasettino con le proporzioni di kja, adesso che andiamo incontro alla bella stagione sarà una manna con i carpacci, io non riuscivo davvero a credere alla bontà, così abituata com’ero a d usare il matcha solo per i dolci. Spegnere il fuoco quando la consistenza della verdura è ridotta quasi a crema o comunque in pezzetti e spolverizzate con pochissimo prezzemolo. Cuocere le reginette molto al dente e versarle sul ragù mescolando delicatamente ma in maniera tale che la rugosità della pasta trattenga il condimento, decorare con ciuffetti di broccoletti e servire. Se volete darmi retta, prima che la stagione dei broccoletti passi, fatevi questa ricetta, è semplice e straordinaria nel contempo

43 pensieri riguardo “Ti sei fatta ‘na vesta scollata…”

  1. Bella storia quella fra i tuoi genitori “gi” (posso chiamarti anch’io così?) e bella anche la tua ricetta.
    sai, per me sa un po’ di casa essendo io pugliese, anche se i broccoletti sono diversi dalle cime di rapa.
    Per far si che la pasta rimanga più ruvida ed “acchiappi” meglio il ragù io toglierei le uova ed userei la semola rimacinata con un pugno di farina integrale. Provare per credere:-)

  2. sunny certo che puoi chiamarmi così, lo fanno tutti! Si è stato singolare che il loro “si” eterno coincidesse proprio con le campane della liberazione d’italia. Questa cosa ha sempre inorgoglito mio padre al di là del sospettabile. Quando poterono permetterselo, ogni anno, approfittando del ponte festaiolo, si concedevano una gita, e lui gongolava tutto, come se la casualità di quella data fosse stata strategicamente pianificata a tavolino, che tenero!
    grazie per le dritte sulla pasta, eseguirò! :-o

  3. cioè vuoi dire che risolvo due problemi in un colpo solo e cioè cosa fare con il matcha che mi ha regalato anna e cosa fare col sale rosa dell’himalaya che ho comprato perchè mi piaceva il colore ma non uso mai? wow
    lo posso mettere nel macinacaffè il sale?

    ma che bello ma che romantico sposarsi il 25 aprile che liberazione fantastica quanti bei ricordi che hai, cioè vabeh tu mica c’eri, ricordi ereditati diciamo

  4. Torno a leggerti oggi e trovo questo post bellissimo.
    La mia mamma e il mio papà si sono sposati il 25 aprile, anche loro, ed era così bello poter unire quella festa, il principio di quella festa, al loro anniversario.
    Amori come quelli non si trovano quasi più oggi come oggi, non so perchè, non voglio pensarci ora, ma solo godermi le tue parole, così belle e ben scritte e condividere un ricordo!
    nasinasi
    p.s…… anche le reginette… mica male da condividere!

  5. Ciao Gisella!
    Ti leggo sempre e mo’ mi paleso eccheccavolo…
    Oltre a farti i complimenti per l’abilità culinaria, beh, un applauso per la tua capacità narrativa!Mi fai letteralmente accartocciare dalle risate!E brava pure x l’eclettismo di saper trattare di cucina e tante altre cose..
    Le tue querelle scherzose con Stella poi, che spasso!
    a presto
    saretta

  6. questo racconto mi ha affascinata così tanto che sono qui impalata a immaginare quello che è potuto essere per i tuoi genitori vivere in quel periodo…

    bello quello che ti hanno trasmesso…
    la gioia di quel momento e il segreto della felicità… sei molto fortunata!

  7. Stella si guarda quella è un’idea geniale. Io aromatizzo spesso il sale e poi me lo metto da parte, lo faccio pure con l’olio, a volte basta un pochino d’olio al basilico o alla salvia per cambiare la faccia di un crostino o comunque di un piatto, e poi sono quelle scematine che ti trovi mezze pronte alla sera quando rientro, e con poco tento di fare qualcosa di gustoso. Se hai un barattolino metticene un po’ dentro col mix di kja, io l’ho provato anche coi lievitati (sia pane che panbrioscia) ed è venuta na sciccheria.

    sul macinacaffè direi di no se ha la macina in metallo.
    i macinini per il sale devono avere obbligatoriamente il meccanismo in ceramica perché il sale è corrosivo e quelli di metallo li ossida, mentre i macinini di plastica durano un giorno.

  8. sunny se mai mi risposerò (mai dire mai)sarà obligatoriamente il 25 aprile, secondo me è una data che porta bene!

    stassentì ma come la presero i tuoi quando abolirono il 2 giugno come festa nazionale?Immagino l’incacchiamento

  9. Bella storia Gi’, le storie dei nostri genitori sono tutte belle, fatte di gioia ma anche di grandi sofferenze i tempi erano diversi forse più sani, più romantici, più bisognosi di unione e di sentimenti puri. Racconti talmente bene le cose che emozioni…
    eccoti un piccolo premio da parte mia,se hai voglia di prenderlo, un po’ per ridere un po’ per giocare ma anche per fare sul serio Sei grande…GI’_:-)

  10. eh elga sono quegli amori eterni come piacciono a me, ci si sceglieva a 15 anni e si andava avanti fino a dopo gli ottanta, tra alti e bassi ma sempre assieme. una cosa meravigliosa. Ma gli uomini con quei requisiti stanno scomparendo mi sà, perché a me capitano solo gli altri :(

  11. azz Alex non è che te la sei presa no, nè? dai che a me piace il candore unico delle pescette. Eppoi, devo dirlo, a tuttoggi, nonostante l’esperienza, io non sono brava come mia madre, ch’è stata infaticabile fino al suo ultimo giorno. Una persona da rimpiangere al di là del legame affettivo, era proprio in gamba, come sanno esserlo le pescette!

  12. macciao saretta, benvenuta! Graze dei complimenti, spero tanmto di meritarli. Che bello quando uscite dall’ombra silente! sono proprio ultra-ultra-ultra strafelicissima, non so perchè ma sta cosa mi mette allegria. E’ come cominciare un dialogo vero, e la cosa mi piace assai. Spero di chiacchierare un sacco con te. (si vede tanto che so’ una chiacchierona-ona? :D)

  13. cuochetta è un periodo così lontano culturalmente dal nostro presente che quasi si fa rimpiangere, sai?
    A me fa specie che le giornate e le serate delle ragazze di allora dai 12 anni in poi fossero dedicate al ricamo del corredo (a cui contribuiva la made)Il mio corredo lo ricamò interamente mia madre, quasi non lo uso per non rovinarlo, magari lo faccio girare una volta l’anno per rinfrescarlo, ma .. bè non so, ho come la sensazione che quello sia l’unico ricordo “vivo” di mia mamma e voglio che mi duri il più a lungo possibile, e magari passarlo a mio figlio. Che allora mica si facevano i lenzuoli scadenti come oggi …

  14. campodifragoleebbè, quelle sono canzoni diventate icone di un’epoca, non hanno una collocazione temporale unica, un po’ come nel blu dipinto di blu o granada. sono universali!

    se mi dai retta prova quel mix di matcha e sale, è una bontà :*

  15. Felicissima anch’io!Beh, quando ti va facciamo due chiacchiere(sono ciacolona pure ioooo!!!Stella può confermare..) da me.Ho appena aperto i battenti e mi sto organizzando( mi vergogno da tanto sono “preistorica” rispetto ai vs bellissimi blog..hem un po’ di pazienza che sono refrattaria alla tecnologia(leggasi incapace..).
    http://defelicitateanimi.blogspot.com/
    A presto!
    Saretta

  16. nel periodo di “oscurantismo” hanno cominciato tutti(quelli delle 2 rispettive famiglie) a prendersi un giorno di ferie per festeggiare sempre e comunque tutti insieme questa loro ricorrenza.
    :-)
    io è meglio che non ripeta quando vorrei sposarmi sennò mi tocca aspettare un’altro anno
    perciò mi prendo la prima data utile e via.. non si può mica aspettare in eterno;-)

  17. bella la novella delle campane.. :o) la mamma sarà stata in estasi!!! E che anni particolari.. la mia mamma é nata nel 43, e si ricorda qualcosa del 45, ma proprio poco.. il nonno(vicentino) era soldato in Sicilia e rimase folgorato dalla nonna tanto che alla fine se la é portata a casa! Quanto mi mancano i nonni…
    Sono in periodo pastoso (anche se non dovrei esagerare, dovendo buttare giù ancora due kg!)
    Ma questa pasta é una goduria!
    baci madame dal real genovese mortaio!

  18. uhhhhhhhhh tesorin tesorin stelasssaaaaaaaaaaaaaaaaaa d’oro….sono di corsa corsissima…ma devo dirti che ho seguito i tuoi consigli e mi sono venuti dei muffins fantastici…cottissimi….altissimi…buonissimi…uhhhh …grazie io ti strapazzo e ti stra-abbraccio….ora che dici stessa funzione stesso piano e provo una torta…pendo dalle tue labbra!!!! Grazie smuacks

  19. saretta ho trovato finalmente il modo di andare a sbirciare il tuo blog ed è davvero interessante. anzi, sai che ti dico? quella torta di pere e cacao la vedrai prossimamente su sti schermi, GRAZIE! Ma come adoro questo modo di continui incroci di genti e vie. Lo adoro guarda, dico davvero eh! e spero che vorrai tenermi compagnia nel mio continuo chiacchierare ;)

  20. sunny lo avrei fatto anche io ;)
    e sulla data … bè secondo me sceglila e fa na festa campestre per rinfresco, spenderai un decimo e ti divertirai come una pazza (in genere i matrimoni non sono mai divertenti, specie per gli sposi… troppo stress)
    dai in bocca al lupo, sono con te!

  21. Lo wow allora ne stiamo venendo a capo? quindi riassumendo spiegami per filo e per segno cos’hai usato
    posto del ripiano/piatto forno
    temperatura
    tempi
    e vediamo di uscire dalla crisi, dai te l’avevo detto che ci saremmo riuscite. La Smeg è na marca fetente perchè è “troppo” ma una volta capiti i parametri, il gioco si semplifica (ora rispondo alla mail, smack!)

  22. parolediburro io (grazie all’intreccio di link) sbircio spesso nel tuo blog e , anche se non mi sono mai palesata, mi è sempre piaciuto un sacchissimo. Benvenuta spero che ci incroceremo spessissimo

  23. ah gisè, ma quanto scrivi accindentolina!!!! io non iela fo ad entrrae qui, non leggere e scrivere solo.. per cui ogni volta mi partono 5 minutini buoni! :-))) divertente però! e il matcha sulla pasta mai provato (in verità il mio l’ho regalato. non mi piaceva granché…)

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