Al di là del bene e del male
Finalmente è sabato e ci siamo lasciati alle spalle il venerdì infernale, che comunque, tanto per tornare all’ottimismo stile pubblicitario, mi ha lasciato ancora viva, e di sti tempi non è manco poco, eh.
Sto per uscire, in realtà ho praticamente già un piede fuori dalla porta, questo è un we intensissimo per i genovesi, tra fiere, i monumenti aperti dal FAI, appropò, date un occhio a quello che offre la vostra zona, potreste scoprirne delle belle. Poi ci sono i mercatini alimentari e un paio di giri di shopping in stile consumismo a volontà . ‘nsomma non mi posso lamentare e non sono certa che il poco tempo mi sia sufficiente per fare tutto, ci proviamo dai.
Lascio una ricettina fatta quest’inverno, più per scommessa che per altro. L’avevamo vista simile al supermercato e boriosamente ho pensato “eccheccevò?!” Bè in realtà ho dovuto faticare un pochino per trovare l’equilibrio giusto tra gli ingredienti.
Se non l’avete mai fatta e vi si prospettano un paio d’ore libere, fatela! Ne vale la pena. A me ne è venuta abbastanza e l’ho messa in congelatore.
Ah un’altra cosa la forma è quella tipica dei pansoti liguri, come si usa dalle nostre parti :)
Tortelloni di radicchio
Per la sfoglia:
400 gr di farina
200 gr di semolino
4 uova intere
200 gr di radicchio
1 presa di sale
1 cucchiaio d’olio extraverginc d’oliva
Disporre sul tavolo la farina e il semolino e ricavarne al centro una cavità in cui mettere le uova, il sale e l’olio.
Impastare con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo. A parte passare nel frullatore (o mixer) il radicchio e strizzarlo per bene. Unirlo all’impasto e rilavorare fino a quando appariranno sulla superficie delle minuscole bollicine d’aria. Lasciar riposare la pasta ottenuta per circa un’ora avvolta in un panno.
Nel tirare la pasta ricordarsi di tenere uno spessore superiore a quello della pasta normale: la presenza del radicchio la rende infatti meno elastica.
Cospargere di farina la sfoglia, con una certa abbondanza, prima di tagliarla usando un coltello ben affilato o il tagliapasta
Per il ripieno:
½ kg di ricotta di pecora
½ kg di radicchio di Chioggia Verona
1 cipolle di Tropea
17 gr. di prosciutto di Parma
2 uova grandi
150 gr. di parmigiano reggiano
pepe nero e noce moscata
olio e.v.o.
Far rosolare la cipolla affettata sottilmente in olio e.v.o., aggiungere il prosciutto di Parma tagliato a striscioline sottili e quando si sarà scaldato unire il radicchio tagliato anch’esso a striscioline sottili salare con moderazione (poco perché c’è già il prosciutto) e pepare (a piacimento).
Mescolare, coprire e lasciar stufare per diversi minuti.
Il radicchio deve arrivare a ”sfarsi”.
Terminata la cottura, togliere il coperchio, far evaporare l’eventuale liquido in eccesso e lasciar raffreddare il tutto.
A questo punto, in un ampio contenitore lavorare bene la ricotta, aggiungere il composto di radicchio, le uova (una alla volta), il parmigiano, e una grattatina di noce moscata (se piace).
Porre il tutto in frigorifero a raffreddare fino al momento di metterlo nei ravioli
Per il condimento:
200 g ricotta
timo (la quantità stabilitela voi, io ne ho messo un bel po’)
sale e pepe
lavorare con una forchetta la ricotta col trito di timo, unire sale e pepe e mettere da parte
Piccola nota del 30 settembre 2008
questo post partecipa all’iniziativa
La pasta ripiena
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Stamattina la prima cosa che ho fatto è stato scaricare il pdf delle iniziative FAI!!!
Spero di riuscire a fare un bel giro domani…
Che bella questa pasta ripiena, quando ho visto rosso pensavo alle rape, invece è radicchio, il sapore deve essere ecccezionale (e complimenti per la forma….!!)
Buon week end allora!
Posso solo dire una cosa? La prossima volta prova con il Verona. Il redicchio di Chioggia è tanto amaro per una preparazione così delicata. Volendo evitare lo sveno del Treviso tardivo (e anche il precoce che è sempre più amaro), io opterei per il veronese.
A meno che non ti aiccia proprio che il tortello abbia un’amaro intenso.
L’aspetto è meraviglioso, se dici che vale la pena, proverò di sicuro! Felice di saperti incolume dal venerdì, un abbraccio forte, Elga
P.S. Vieni a vedere l’iniziativa che ho lanciato sul blog, mi piacerebbe vedere anche da casa tua!!!
Buonissimo w.e. e divertiti … a me tocca un battesimo-comunione-compleanno in un’unica volta!!! :-(
ciao, Grazia
ecco perchè c’era un mucchio di gente a Monastero di Torba…ci sono passata davanti e guardavo a gente in coda….buona domenica!!!
Io non sono un’amante del radicchio, ma credo che questi fagottini siano fantastici…sono di un colore così bello…che brava che sei…ti abbraccio fortissimo e buona domenica. Lety http://www.pasticcidimemole.blogspot.com
ciao tesoro…da me c’è un premio che ti aspetta, passa a ritrarlo quando vuoi. un abbraccio. lety http://www.pasticcidimemole.blgospot.com
Anche a me viene da pensare: “e che c’è vò?”, ma mi fido della tua esperienza e mi riservo di provarla dedicando il giusto tempo.
Penso però che la fatica venga compensata dal gusto.
due domande stupidissime ma io son gnurant: il radicchio l’hai solo sbollentato prima di essere frullato o fatto andare in padella? seconda (e qui mi prebderò le mi responsabilità )..come si piegano i pansotti?!
Fantastici!!!!
Il semolino nella sfoglia, molto particolare…
Mi sa che mi ci vorrebbero un po’ più di 2 ore, però…
Ciao cara, buona settimana!
Elvira essì adesso è il momento che ho voglia di ricette rosse! :)
Cristina qual’è il radicchio Verona? ma grazie sei sempre una fonte di conoscenze!
Elga essì eh siamo sopravvissute al venerdì, abbiamo dato fondo alle energie nel we ch’è statao fantasticamente di sole e perciò mi sento tutta ringalluzzita :)
Se li rifai sappimi dire cosa ne pensi… ah si possono condire anche semplicente con del burro aromatizzato (con salvia o altro) sono già buoni di loro!
Grazia mi hai fatto scompisciare! Scusa fammi capire è uno che compie 35 anni e fa
battesimo-comunione-compleanno in una botta sola? :)))
piesse
sopravvissuta? stanca? stufa? dai è andata! anzi meglio essersi tolti tutto in una botta sola, così mò sei libera di goderti i prossimi we,no ?
Allora…
Il Radicchio di Chioggia IGP è il “papà ” di tutti i radicchi rossi. Gli altri sono derivati da selezioni e incroci. Ha una forma pressochè sferica e nervature vcentrali e laterali pressochè simili. Il sapore è tendenzialmente amarotico
É questo: http://www.regione.veneto.it/Economia/Agricoltura+e+Foreste/Agroalimentare/Prodotti+tipici+e+di+qualita/DOP+e+IGP/Prodotti+in+via+di+riconoscimento/radicchio_chioggia.htm
Il Radicchiom di Verona IGP è ovoidale, più corto e più chiaro del Treviso precoce, con costa centrale prevalente e significative coste laterali. Il sapore è leggermente e gradevolmente amarognolo.
É questo
http://www.regione.veneto.it/Economia/Agricoltura+e+Foreste/Agroalimentare/Prodotti+tipici+e+di+qualita/DOP+e+IGP/Prodotti+in+via+di+riconoscimento/radicchioverona.htm
http://www2.regione.veneto.it/videoinf/rurale/prodotti/radicchio_vr.htm
…
perdonami, se a volte puntualizzo, ma il radicchio è una “passione” per me :-P
Lo e tu? no dico tu ne hai approfitatto dell’apertura aggratisse? :)
Lety se vuoi fare amicizia col radicchio prova il risotto di cristina (è nel post “strazzi di rosso”) è-uno-schianto. Anche chi non è appassionato o amante ne rimarrà completamente entusiasta. garantisco. è un piccolo gioiellino, fidati.
Lety corroooooooo
Lenny si in realtà non è stata una passeggiata velocissima, ma devo dire ch’era la prima volta. I pansoti li faccio e so come regolarmi invece questi ero già più scettica e imbranata. Ma il gusto mi ha ricompensato alla grande!
monique guarda nelle tracce di ricette che avevo trovato dicevano di sbollentarlo, ma a me il sapore di radicchio bollito non è che m’attizzi sto granchè, quindi l’ho frullato a crudo, volendo avrei potuto passarlo nel microonde per un paio di minuti, ma stavolta ho provato a crudo e secondo me rimane meno amaro.
la forma pansottesca è una scemenza, seguimi con le dita:
partiamo dalla forma di fazzolettino tondo che è la base, si mette al centro il ripieno (non troppo) e si chiude a semicerchio, poi si rivolta il lato lungo di semicerchio e (girando verso il basso) si chiude sul davanti. In pratica è come fosse un enorme tortellone. Le botteghe di pasta fresca di nuova generazione che non hanno il bagaglio delle tradizioni, li fanno a forma triangolare, molto più sbrigativamente, però cambia proprio tutto, a cominciare dalla tenuta della cottura.
provaci così vediamo se sono riuscita a spiegarmi
spilucchina vabbè io ci ho messo di più, ma pensavo fosse perchè sono imbranata! voi siete tutte bravissime e magari ci impiegate pure meno!
Cristina ti ringrazio per la puntualizzazione e guardando le foto mi sono resa conto che ho usato il verona, perchè era si cicciottello, però era allungato, non sferico come il chioggia. nella bancarella al mercato c’era scritto ghioggia e mi so’ fidata.
In realtà , quello che ho scoperto essere il chioggia non lo compro mai perchè non riesco a staccare le foglie, mi si scassano sempre e sono poco usabili per eventuali guarnizioni.
facciamo così, se mi dai un numero di cellulare, la prossima volta, prima di fidarmi dei mercatari, ti mando un mms con la foto, così verifichiamo al volo che sto a comprà :)
già che ci sono vado a correggere la ricetta, ma guarda tu che figure, qua è già tanto se c’è la dicitura “radicchio”! ero io che avrei dovuto sapere le differenze, sob
Lo vedi che c’è bisogno che tu sia precisa? ti farei un monumento!!!
:-D guarda che lo so che all’”estero” col radicchio fanno confusione… ma pure qua fanno confusione, che so, col basilico – mi vogliono sempre rifilare quello greco e io non lo voglio – e se gli chiedo la borragine mi guardano con tanto d’occhi.
Per il Chioggia, consolati; pure a me mi si strappa tutto, tanto che lo uso solo e soltanto per le insalate tagliato a chiffonade. Il Verona, invece, va bene per usi simili al Treviso e gli asomiglia pure nella buona sfogliatura ed è più adatto a queste preparazioni. Il tuo naso t’ha guidato bene ;-)
Cristina più che il naso è stata la convinzione di essere incapace a sfogliarlo senza penare (vabbè, facciamo gli onesti e definiamola pigrizia). Non immagini che compiacimento, tu hai la stessa pignoleria che io ho per i cibi tipici liguri. Se io vedo una torta pasqualina con meno di 33 sfoglie storco subito il naso e se vuoi far la prova fa il confronto tra questi due post
http://www.giallozafferano.it/ricetta/Pansoti
http://www.fiordisale.it/2007/10/10/pansoti-au-preboggion-di-magro-al-sugo-di-noci/
le mie ricette, quelle liguri soprattutto, sono frutto di anni di studi e ricerche, sia gastronomiche (negli ingredienti) che storiche (per le origini). Perchè mi piace approfondire tutto quello che posso. Quindi tu per me sei una vera manna, ho reso l’idea?
Che meraviglia che hai fatto qui, Gi, scusami ma sono stata in famiglia e davanti alla famiglia non c’é…ma mi sei mancata lo ammetto ed ora devo rileggermi tutti sti tuoi ultimi ma stasera, dopo la danza, torno alla 10 e doccia e via al PC che ho chiamato “fiordisale”, lo so’ non é originale, ma per me lo é…(mentre ti scrivo sono al lavoro)ora ti lascio e Bay-bay Mariluna
Macciao Marilù ti pensavo ancora col fratellino.
ha fatto proprio una scappata!
dai che ho fatto qualcosina di carino per spazzarti via la malinconia del fratellino partente, sei felicina almeno un po’, adesso? ti ho pensato un sacchissimo!
hai chiamato il tuo pc Fiordisale? AHAHHAHAHAAHA ma è fantastico. devi mandarmi una foto, è come se ne fossi la madrina, adesso!
ahahahahha troppo forte.
ma com’è che tu mi metti sempre di buon umore?
uhhhhhhhhhhhh io no…tutta quella gente che masticava chewigum e rispondeva al telefono mi metteva i brividi…fortuna che il monastero l’ho visto in solitaria…devi sapere che c’è un cerchio magico di alberi..dove ballano le streghe-fate…ma lo vedo solo io!
Vuoi la foto del mio Pc? Sai che ti dico, che se vieni a Parigi te lo presento, ne sarai fiera, almeno spero…ora vado a lavorarci sopra un po’, sono stata assai assente e si lamenta non c’é neanche un post…ino pronto cosi’ mi passa la tristezza.. ma no!!! dai,;D) va tutto bene, ti leggo e mi rilasso e poi mi si aprono le ideuzze dunque a più tardi.. Buona serata
Bravissima!! Peccato che qui il radicchio non lo trovo altrimenti mi ci mettevo pure io. Che bboni’ pero’ :P
Baci bella :**
No, non era un adulto con un trittico da festeggiare, ma un adulto con tre figlioli da festeggiare!!! sono viva… !!! :-)))
;-)))
Per Mikamarlez se vuoi diventare radicchio-dipendente (ma solo col Treviso tardivo, gli altri ho provato e non sono altrettanto seducenti) fallo fritto in tempura. Una pastella semplice semplice – acqua gelata, farina e un pizzico di sale – li tagli in quarti o sesti con il loro pezzettino di fittone e li tuffi dentro e da lì una bella abbronzatura in olio profondo. Da mangiare subito e piangere quando è finito.
ups! ho “strongato” troppo!
Cristina ah sta pur certa che lo proverò. Lo sai no, che oramai sono la tua allieva più diligente :))) Fino ad ora l’ho fatto alla piastra (e pure li a piangere quando finisce, non si scherza, eh) poi l’ho fatto al forno, senza condimenti. Cioè in pratica una teglia con parecchie verdure diverse, un goccino d’acqua perchè non attacchi al fondo, qualche nocciolo di mozzarellina e via al forno, un piatto unico da favola. Però in tempure al modo tuo mai fatto, e rimedierò presto. Ah che meraviglia averti incrociato, sei uno schianto di donna
Grazia e menmale, sennò noialtri come faremmo?
Uno schianto, nel senso che ti schianti per terra appena mi vedi…
:-P
Vabbè, battutacce a parte, ti devi sbrigare se non vuoi svenarti o mangiare pessimo radicchio…
Magari un pochino fallo pure marinato, neppure quello scherza se ti piace il genere.