E tu che numero sei?
“[...] I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti tra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell’intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie. [...]”
Questo è un piccolissimo stralcio del ventunesimo capitolo del bellissimo “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.
Ho tentato in ogni modo, con qualunque piccolo trucco di prolungarmi la lettura di questo libro, come a volermi protrarre all’infinito il piacere di quest’opera, ma tant’è l’ho finito ugualmente. Capita raramente di poter dire di un autore giovane, di appena venticinque anni, alla sua opera prima, che è stilisticamente maturo, ma Giordano ha dimostrato, nero su bianco, di esserlo e il suo libro è stato come un regalo, inaspettato, sorprendente. Questa è dunque un’ opera prima che non sembra un’opera prima.
Ho dovuto assistere ad un’intervista allo stesso autore prima di arrendermi all’idea che la sua età non fosse una delle solite invenzioni publicitarie, perchè, veramente, leggendolo non si direbbe.
Di questo libro mi hanno colpito la scrittura che è matura, ricca, elegante, personale, la definirei ricercata. Ma al contempo ha lasciato la netta sensazione di essere esatta, misurata, pulita. Poi mi ha sorpreso la trama stessa, così lontana dal suo mondo esperenziale.
I protagonisti di questo romanzo sono Mattia ed Alice, sono loro i numeri primi, quei numeri che sono divisibili solo per uno e per se stessi, che in alcuni casi sono separati da un solo altro numero e allora si chiamano primi gemelli. Come l’11 e il 13, o il 17 e il 19. Numeri solitari, destinati ad essere simili, a sfiorarsi ma a non con-fondersi mai.
Paolo Giordano segue Alice e Mattia attraverso la loro vita, nei loro tentativi di uscire dal silenzio che li custodisce e nella loro ritrosia, nel buio dei loro rispettivi irricevibili segreti, e traccia la storia della loro amicizia e del loro affetto, senza cadere mai verso un tono patetico e scontato, senza concedere niente al sentimentalismo, ma senza rarefarli come insetti sotto la lente dell’entomologo.
Mattia e Alice sono osservati con uno sguardo attento ed affettuoso, da fratello maggiore e le loro vite vengono scandagliate con una diligenza rispettosa del loro dolore.
Sono tanti i temi che entrano nel libro, tic e smorfie della nostra società , e Paolo Giordano li tratta con scrupolo e maturità , senza ridurli a cliché, ma senza eluderli.
Confesso che a tratti ho avvertito una totale empatia con i protagonisti e ad un certo punto mi è sorto spontaneo il dubbio di essere anche io uno di quei numeri primi così bene disegnati.
Non vi dirò come la storia si snodi e in che modo termini perchè vi priverei del piacere che io stessa ho provato a vedermela snocciolare sotto gli occhi, pagina dopo pagina, assaporandola, perchè questo è un libro da assaporare, controllando il desiderio di divorarlo in poche ore. Proprio come si farebbe col dolce migliore della vostra vita.
E vi auguro che davvero abbiate il desiderio di scoprire il piacere della scoperta di questo giovane autore che, sono certa, farà ancora parlare molto di sé.
“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.
Mondadori € 18.00
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E’ meraviglioso con quanta sensibilità descrivi la bellezza di questo libro e del suo autore mi é venuta voglia di leggerlo e stai certa che appena metto piedi in Italia lo cerchero’ sarà la mia lettura dell’estate, anche se vorrei già leggere queste pagine che tu hai descritto con molto sentimento.
Fà riflettere…ed io rifletto sui numeri..ho difficoltà a capire avvolte..non amo la matematica, ma questi numeri non sono matematica sono vita..un abbraccio Mari….
Odio la matematica anche se quando me la spiegano bene passo da un 3 ad un 7 :)
Bellissma la descrizione che fai di questo libro. Gia mi immaginavo quest’estate sotto l’ombrellone con la brezza marina… ha catturato anche me e come te quando amo un libro cerco che non finisca mai anche se poi lo divoro in un paio di giorni…
Dico sempre che devo tornare a leggere in italiano perche’ tra l’inglese e lo spagnolo specialmente faccio un papocchio. Ti esprimi davvero bene….o dovrei dire ti “espressi” certo suona orroroso ma per chi mastica lo spagnolo tutti i giorni ti assicuro it could sound perfect! Lo vedi? A che punto sono arrivata?
Un bacio, daniela
Capisco la sensazione di non voler finire un libro per non esserne abbandonati….mi e’ successo la prima volta con “Cronache di poveri amanti” di Pratolini….
E’ proprio questa sensazione che descrivi che mi ha incuriosito su questo libro, e la tua recensione e’….professionale! Wow! :)
Ne avevo già sentito parlar bene, ma devo dire che con la tua recensione così sentita mi hai convinta del tutto. A questo punto lunedì DEVO andare in libreria, e prima finire quel tomazzo che ho sul comodino da troppe settimane…
sto per uscire, e dato che spesso le librerie sono il mio……passar tempo, ora so cosa andare a spulciare,……….. magari mentre bevo un caffè proprio lì in libreria!!!!chiudo e vado……….. naturalmente a presto!!!ciao.
Gì, ribadisco che sei eccezionale anche quando scrivi e recensisci un libro.La tua descrizione è così bella che basta da sola per invogliare a leggere questo giovane scrittore.
Grazie dello spunto e buona giornata!
saretta
Mariluna sei sicura di poter resistere fino all’estate? :)
campodifragole in realtà è un libro di numeri che ha ben poco a che fare con la matematica. I numeri primi sono solo un pretesto per parlare dei tipi di solitudine e forse attraverso di essi cercare eventuali motivi per cui talune esistenze nascano e poi si sviluppino in un certo modo. Tutto si potrà dire di questo libro tranne che sia un libro di matematica, anzi ti dirò di più l’unico passo dove c’è un accenno ad essa è appunto lo stralcio del capitolo che ho citato (il 21°, mica il primo!)ma anche li si intuisce che si parla di numeri per disegnare persone, caratteri, esistenze. Io leggo un numero spropositato di libri, che al 90% dimentico pure tanto sono comunque livellati sullo stesso piano, trame e quant’altro, è assai difficile che io inviti e chieda a qualcuno di leggere un libro, capita, se capita e se sono fortunata, una volta l’anno, ma questo libro non può non essere letto. A prescindere dal credo ideologico, dalle abitudini alimentari, dallo stato civile, dalle abitudini letterarie, questo è un libro da leggere e già so che sarà l’unica cosa che regalerò per molti, molti mesi. Perchè secondo me è il regalo più prezioso col quale onorare un’amicizia o un’occasione.
Elvira sai la prima cosa che ho pensato affrontando l’ultima riga? “devo assolutamente rileggerlo, il prima possibile” davvero è … è straordinario di come una manciata di pagine possano trasmettere così tante emozioni e sensazioni, come siano in grado di portarti ovunque senza andare in nessun posto preciso, di tenerti compagnia quando tu stessa sei incapace di farne a te stessa. Questa è la magia della lettura, l’unico vizio che non ho mai abbandonato … da quando non sapevo nemmeno leggere :)
Uvetta la cosa divertente è che io ho cominciato a sentirne parlare dopo aver comprato il libro. Lo so che è cretino, ma io i libri li compro per istinto, e a volte, come in questo felicissimo caso, sono fortunata. Se avessi aspettato, avrei sospettato in un libro commerciale, pubblicizzato, non so come spiegarti, e forse avrei rimandato o, peggio, desistito, perdendomi l’occasione straordinaria di una delle più belle letture degli ultimi anni.
Astrofiammante Ti è mai capitato di innamorarti a prima vista di un libro, senza nemmeno aver sfiorato la copertina? Senza averne gustate nemmeno le prime righe? Ecco a me con questo libro è capitato proprio così. Era lì, accatastato in pile e pile, appena arrivato in libreria, pochi giorni prima della sua uscita “ufficiale” (citata nel manifestino li appoggiato) e prenderlo è stato un atto praticamente dovuto, tra me mi sono detta, lo leggerò prima che qualcuno mi possa dire quant’è bello o brutto. Ed ora l’unica cosa che posso fare è condividere la gioia immensa che mi ha dato questa lettura
saretta sono sicura che a te piacerà . Non so’ è una sensazione ma secondo me tu sapresti apprezzarlo. Buona giornata tesora!
Purtroppo non ho alternativa qui non credo di trovarlo e non vorrei casomai leggerlo in francese, devo aspettare per forza a meno che..ma dai vieni a trovarmi…Mari…
ma nnnoooooooo!l’ho visto in libreria e la copertina mi ha attirato subito. In genere mi fido più del mio istinto che delle recensioni..mi piacciono libri talmente diversi tra loro che non saprei nemmeno come “definirmi”..ma quella volta non l’ho preso, non so nemmeno perchè..però, però..se questo tempo resta così noioso..ci sta che mi accomodi su una bella poltroncina…
Questo we corro a prenderlo!:***
mi hai fatto venire voglia di leggerlo ed è da tanto che non mi regalo un libro…mi ha catturato già la parte del libro che hai proposto e le tue parole dopo…non aspetto la brezza marina…ma mi metterò comoda sul divano mentre fuori piove SGRUNT!!!!
p.s. ho fatto una torta intera…seguendo i tuoi consigli sul forno ed è venuta!!!! smuacks
Oh, anche a me è capitato talvolta di sentirmi orfana dopo aver finito di leggere un libro… e di rallentare il ritmo di lettura delle ultime pagine come a non volerlo lasciare. Hai davvero stile, cara mia, e scrivi da brivido!
Tu che numero primo sei…?
Ce l’ho in wishlist ma mi hai fatto venire voglia di uscire sfidando il diluvio per comprarlo…
claud credo che per uno scherzo del destino io sia il numero “2″. e come direbbe erri de luca, risulto essere il contrario di uno. l’unico numero primo pari e’ il 2, a quel punto sorge il sorriso, più unico che solo, vero? grazie … ma non lusingarmi, che sono timida:)
Bè Laura se non lo pigli col diluvio che t’inchioda e condanna al divano tutto il we, non so proprio cos’altro potrebbe stimolarti :)
Lo maddai, davvero ci sei riuscita? ora vengo a vedere, l’hai messa online? sui libri… dammi retta sono l’unico vero cibo per la mente, l’unica cosa in grado di trascinarti lontano dalla realtà e mostrarti mondi lontanissimi.
saretta si però poi dimmelo se ci ho azzeccato con la mia percezione, nè
mariluna ma ti è arrivata la mail? a me sta casella email sta facendo mai tanti di quei casini….
monique anch’iooooo. davvero è buffo ma io i libri li fiuto e all’80-90% ci azzecco sempre, nel senso che riesco a prendere libri di cui non ne so niente, di cui non ho letto né critiche, né recensioni e mi piacciono. Poi capitano libri come questo che sono un pizzico sopra la media, oltre le aspettative, come si direbbe. Dai che magari la prossima volta ci ricapiti :)
…volevo venire qui, a casa tua, a ringraziarti per il bel commento lasciatomi, e poi arrivo e rimango scioccata dal post che trovo…è incredibile, ma questo libro è arrivato stamattina nella mia cassetta della posta dall’italia, dopo che alcuni giorni fa avevo richiesto ai miei genitori di mandarmi qualche bel libro in italiano che mi ero stufatamarcia di leggere in inglese.
caspita, quando si parla di coincidenze!
grazie ancora per aver avuto la curiosità di sbirciare quello che faccio!
Adoro leggere, sempre, tanto, ovunque…mi ci tuffo e ne esco solo quando l’ho assorbito…spesso chiudo il libro e ancora per un po’ mi sento immersa nel mondo magico…mi stranisco che fuori non sia come dentro!
p.s. per la torta si si l’ho messa sul blog…e mi sono pure inventata la ricetta da zero!!!!
Ricevuta..grazie e buna notte Gi’
sono stata fuori per un po’ e trovo una valanga di post… avrò bisogno di tempo per leggere tutto
Avevo sentito un’intervista all’autore di questo libro alla radio, e ne ero rimasta incuriosita, ora, dopo la tua descrizione non posso fare a meno di leggerlo… si aggiungerà al lungo elenco di titoli in attesa…
Merçi e buon weekend
leggere, leggere, leggere… sempre, ovunque, comunque! non saprei nemmeno immaginare una vita senza senza libri…grazie per il consiglio, me lo procurerò e lo metterò nella lista, sempre più lunga, degli indispensabili…
Buon WE, son di corsa il tempo è poco… baci
tu mi vuoi male.
no scherzo…immagina la scena la mia collega che nello spogliatoio femminile (si fa per dire, meglio conosciuto come fumoir, pausa caffè, il giornale chi l’ha comprato) tenta di illustrarci il libro passando per l’iniziale trauma e raccontando tutta la trama.
morale: ce l’abbiamo mandata, ora leggo la tua recensione e mi rammarico che siano le 4.30 del mattino e che abbia una botta d’insonnia.
porca paletta…