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Rispondo incredibilmente nei tempi regolamentari all’invito fatto da Elga nel suo blog. Il quesito era di mostrare la vista dalla propria finestra. Dacché io mi ricordi ho sempre abitato di fronte al mare, ovvero dalle mie finestre, fin da bambina era la prima cosa con cui mi riempivo gli occhi al mattino, prima ancora della faccia della mamma, del tazzone del latte e del peluche di compagnia. Aprivo quelle enormi e pesantissime persiane, estate e inverno e guardavo se il mare era arrabbiato. La mia ex casa stava leggermente più in alto, in collina, quindi la visuale, pur essendo quasi la stessa, risultava più fasci-nosa.
Qua, nella casa (diciamo) nuova, invece, si sente il salmastro. Dall’altro lato si ha la prospettiva dell’orizzonte, e quando mi trovai, casi della vita, a dover tamponare l’emergenza di cercarmi casa, da un giorno all’altro, non stetti molto a guardare contorni o inutili fronzoli, persino il quartiere avrebbe potuto essere una variabile, ma di una cosa ero certa, ovunque fosse stata questa nuova casa, avrebbe dovuto garantirmi la vista del mare. Per me è una cosa imprescindibile. Già l’ho detto nei commenti, da qualche parte, tempo fa mi capitò un’interessantissima e lusinghiera collaborazione in quel di Milano, mi fu addirittura offerto l’alloggio in zona S.Siro, bè ho retto 3 settimane, dopodiché andai in centrale e mi feci un abbonamento col treno. Per me era mille volte preferibile alzarmi un’ora prima, facendo la pendolare quotidiana, ma poter cominciare la giornata guardando il mare, piuttosto che stare in un posto che alle 8 di sera non trovavi manco un bar aperto. Poi preferii tornare a Genova, ad un terzo dello stipendio milanese, rifiutando il contratto che mi venne offerto. Il soldi vanno e vengono, ma il piacere di svegliarsi di fronte al mare non ha prezzo. Del resto l’ho sempre detto che so’ strana, no?
piesse
Appropò ma è normale che i quartieri milanesi siano così smortini? :))
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Tag: meme, schiamazzi grafomani
Scritto da fiordisale mercoledì, 23 aprile, 2008
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12 Marzo 2010 (1)
A mani nude: una meno di cento
molto forte ma incredibilmente meno vicino
The Scarlet Brothers
alzati che si sta alzando la canzone popolare se c’è qualcosa da capire ancora…
piccolo strazio pubblicità
l’indignazione
dipingerei di colori tutti i muri e stelle sul soffitto ti direi le cose che non ho mai detto che pericolo la quotidianità e






Technorati
IceRocket
del.icio.us 







mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 07:22
Buongiorno Gi’, sei fortunata a aver potuto scegliere il mare…sai la mia casa in Calabria é a 500 m. dal mare dal…un piccolo appartementino nello stesso immobile dove vive la mia famiglia d’origine…il mare lo vedevo e sentivo tutti i giorni, il sole era immenso nella mia casa e la brezza marina meravigliosa da respirare quando il mare é agitato…al tramonto vedevo e vedo quando ci torno, lo stromboli, mentre te lo racconto mi attraversano i brividi addosso…bellissimo ma….quanti problemi e difficoltà nel sud disastrato da calabresi malsani e da potenti corrotti!!!!
mi sono bloccata a scrivere qui…mi fà molto male tirare fuori i problemi di una regione dove il mare é presente e la rende bellissima ma carica di sofferenza e difficoltà a reggersi in un Italia che malaguratamente ancora di più oggi la esclude…e mi fermo qui cara Gi’…un bacio
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 07:24
Ehhh ma che bella vista! Porto o no che sia avere il mare di fronte è sempre bello poi lo trovo anche molto rilassante.
Io abituata solo alle colline del Chianti mi incanto a guardare foto come le tue!
Bellissimo!
Silvia
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 08:16
Grazie Gì, mi hai regalato foto e testimonianza toccante, sono proprio contenta di venire a trovarti e di emozionarmi tutte le volte!
P.S Lasciami il link di K, il suo blog è K-Kitchen, vero? Elga
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 09:50
Mariluna parli con una che ha avuto 3/4 della famiglia obbligata ad emigrare per poter vivere e mangiare … Fin da piccola ho sempre pensato che la Calabria senza tutta una buona parte di calabresi sarebbe una terra da sogno, senza manco esagerare. Ed è un vero peccato, è un dolore infinito che lì non nasca l’uomo del futuro, una persona che finalmente sia in grado di aggregare i consensi e faccia si che risaltino le qualità di questa terra che è veramente bella. Mah chissà, potrebbe pure diventare una realtà, no? Dai per ora non hanno ancora tassato/inibito sognare :)))
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 09:59
Eh Silvia quando mi arriva l’estratto conto e lo rigiro tra le mani un po’ sconsolata, vado alla finestra e trovo sempre validi i motivi che mi hanno indotto a fare talune scelte (come direbbe mia madre, un po’ scellerate)
Le tue colline del chianti ‘ndo stanno? per un certo periodo ho frequentato assiduamente un’amica senese e devo ammettere che in quell’ambientazione non mi sono mai resa conto che non ci fosse il mare. Ti auguro che il tuo panorama fosse come quello lì…
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 10:01
Elga visto che ritardavo (scusa!!!) ho notato che lo hai trovato da te il blog di k, e se hai notato io e lei, oltre ad avere qualcosa di molto, molto simile in fondo al cuore, abbiamo pure lo stesso identico panorama (seppure da angolature diverse). Io ci credo alla cosa che ci stanno affinità elettive (talvolta sommerse)e tu?
baci
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 10:34
Giorno Gì!Che fortuna quella di vedere il mare ogni giorno!Sarà che a me la vista dello specchio d’acqua apre il cuore…Per quanto rigirda la tua scelta la trovo coraggiosa e fantastica allo stesso tempo:rinunciare a qualcosa di materiale per riempirsi l’anima ogni giorno di bellezza beh, sei una grande!Del resto, sono convinta anch’io che i soldi senza felicità valgano pochino..
I quartieri milanesi non sono un granchè in generale..ma, devo spezzare una lancia per alcune zone davvero belle( penso ad alcune zone in Porta venezia, ad alcune viette in zona Ticinese, in zona fiera, i Navigli..)Certo non è come avere il mare a due passi.Ad Amsterdam mi sono convinta di quanto faccia la differenza veder un piccolo specchio d’acqua..è calmante, distensivo e dà pace.Forse è anche per questo che là sono tutti felici?beh, poi non hanno dentiera da cavallo come premier!;)(battutaccia me la permetti?!)
Ho finito il libro:davvero BELLISSIMO!Sottile il senso ed appassionante la vicenda dei due numeri primi.Grazie ancora del consiglio!
Un bacione grande ed una buona giornata da una Milano col sole(cambia le cose un pochino…)
saretta :D
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 10:59
Anch’io a volte sento l’odore del mare da casa… l’odore del mare nelle città di mare è diverso da quello delle spiagge… non so se capisci cosa intendo, è come se fosse filtrato dalla vita della città stessa.
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 11:43
Ciao Fiordisale… quanto ti capisco nel tuo bisogno di vedere il mare! anche io sono cresciuta con il mare di fronte a colazione e nonostante quando mi sono sposata mio marito lavorasse già a Milano abbiamo tenuto duro, deciso che la nostra vita era a Genova e cercato una casa con vista mare, bella e di respiro (che a volte il mare a Genova te lo vogliono vendere a tutti i costi ma mica c’è nemmeno se ti sporgi tanto tanto dalla finistra!). Un abbraccio virtuale via mare!
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 11:48
che bello… mi manca molto la vista dell’acqua da perugia: almeno da casa dei miei vedevo il lago, ma da qui un triste palazzone “d’autore”, con rispetto parlando per l’autore eh… ciao!
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 13:00
Questa è la vista dalla tua finestra?!? Altro che sale iodato.. ragazzi che rosicamento ;)
Ecco spiegate tutte queste splendide ricette di pesce.
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 13:44
vista mare… imperativo categorico…
capisco benissimo
anch’io sono nata sul mare, ho vissuto per più di 30 anni di fronte al mare… poi in camppagna per 7, ma salendo sulla terrazza si vedeva uno spicchietto blu nell’icrocio di due colline, e poi per andare a lavorare tornavo difronte al mare…
ora ci vivo dentro.. mi sembra una buona progressione ;o)
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 14:37
ho sempre sognato una casa vicina al mare…tu me ne hai regalato un po’ l’odore…e mi hai fatto venire in mente che:
1) c’è il sole posso fare la foto per Elga
2) c’è il sole e NON faccio il cambio degl armadi…che poi il mio l’ho già fatto e solo il pollastro è ancora vestito da eschimese ;)
ehi BUONA GIORNATA DEL LIBRO
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 18:19
Le tue bellissime e suggestive foto trasudano una visione salmastre della vita che non è affatto “strana”, ma senza dubbio coraggiosa.
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 18:53
Che bello svegliarsi e vedere il mare…comunque da buona milanese da generazioni mi sento in dovere di difendere la città e dire che non è affatto smortina, soprattutto di sera :-)
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:12
Lenny che buffo, pensa che invece mi ha fatto sentire tanto codarda sta cosa …
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:14
Laura no no no… io parlavo proprio di zona San Siro, non mi chiedere dettagli perchè proprio non la conosco! L’unica cosa che so che alle otto era tutto chiuso, quindi se ci si accorgeva di avere finito le sigarette era un dramma, rimaneva la stazione del metrò, ma se non ne aveva bisognava spostarsi di parecchio. Le altre zone non erano così!
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:16
Lo io ti devo ringraziare, dopo una giornata così-così leggere il tuo commento mi ha già rimesso un po’ in sesto l’umore :)))
buona giornata del libro anche a te tesora
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:17
Eh Valeria appena trovo il filibustiere giusto lo faccio pure io quel passo!
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:25
Ciao Renzo benvenuto, ho cercato di capire dal tuo blog (posso dire ch’è divertente, esilarante?) da dove scrivevi ma non ci sono riuscita. Stai a Pavia?
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:30
Salsa in effetti un po’ hai ragione, stai un po’ al centro e ti tocca fare un po’ di strada. Però, c’è un però. Devo ammettere (e ho un sacco di robe che lo provano) che la tua regione è in toto (ed assoluto) quella in cui ho fatto la mia vacanza italiana più bella. C’era verde ovunque, di tutte le tonalità. Credo di ricordarlo così nitidamente perchè è stata la prima volta in vita mia che entravo in un posto così verde. bellissimo. Un giorno conto di tornarci, ogni volta che penso a Gubbio di scappa da ridere, il mio ex mi ci portò per farmi ammansire …
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:33
Bluerosa mi sa che hai ragione, ed è una cosa tremenda che abbiano riempito di cemento ogni angolo. Per non dire vergognoso che ogni accesso al mare sia diventato privato, tranne un paio di eccezioni, che se uno volesse rilassarsi andando a leggere col sottofondo della risacca avrebbe pure qualche problemino (oppure sarebbe costretto ad andare fuori città, come faccio spesso). Hai fatto bene a tenere duro, a non rimanere a Milano, dico davvero.
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:41
elisabetta è verissimo. é il salmastro che si fonde col cemento, cogli intonaci, coll’asfalto, con le aiuole. è un salmastro diverso e sarà che ci si abitua così tanto, ma poi è difficile farne a meno. La cosa bizzarra è che ci sono (stati) giorni in cui o il maltempo o il malumore, mi hanno impedito di vedere fisicamente il mare, eppure io sentivo che c’era. ne sentivo l’odore ed attraverso questo mi arrivava la sua presenza.
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 19:46
Saretta come dicevo a Laura, io intendevo proprio zona s. Siro, non tutta Milano (che manco conosco)La zona di Milano che in assoluto amo di più è Brera, ed è una zona che consiglio a tutti di visitare, perchè è proprio bella-bella. Invece per la vita di sera sono stata sui navigli. Hai presente il ristorante spagnolo che sta lì? ecco ogni volta che vado a Milano è una mia tappa (ci sono affezionata) :)))
piesse
sono contenta che il libro ti abbia lasciato così entusiasta, io non vedo l’ora di rileggerlo, sembra cretino, ma tant’è
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 21:09
sono felice :) smuacksssssssss
mercoledì, 23 aprile, 2008 alle 21:35
posso spezzare una lancia a favore delle montagne?!? non saprei nemmeno immaginare di vivere lontano dall’abbraccio protettivo delle alte cime, tanto più che ai loro piedi c’è un lago… non sarà il mare, ma mi accontento!
giovedì, 24 aprile, 2008 alle 00:47
Anch’io, cara Fiordisale, “sono strana”: pur di stare sul mare e passeggiare sul mare e vedere il mare e leggere il giornale davanti al mare e… E anche morire sul mare un giorno, faccio la pendolare e ho lasciato Roma e le amicizie e le lusinghe della grande città per la piccola Santa Marinella che non offre niente altro che il mare. Ma a me basta e avanza.
giovedì, 24 aprile, 2008 alle 08:01
…mannaggia..che nostalgia mi hai fatto affiorare ora… sono qui con gli occhi lucidi davanti al pc a ricordare la mia casa in puglia… vabbeh…quando passero’ da Genova pensero’ a te…quello scenario che hai fotografato mi fa proprio capire dove sei..!!
;-))
baci
Grazia
giovedì, 24 aprile, 2008 alle 08:48
come ti capisco essendo un essere marino ho nel dna, e ahimè il mare adesso lo vedo in cartolina,ma basta un tratto di mare davanti a me è avere una grandissima sferzata d’energia e buon umore buon ponte
lunedì, 28 aprile, 2008 alle 16:56
purtroppo a Roma il mare non c’è! Io, per fortuna, ho avuto la grazia di vivere trent’anni a Trastevere, un quartiere molto affascinante, ed ora sono dieci anni che vivo in un quartiere non centralissimo, ma a dieci minuti di autobus dal Vaticano: una zona ancora a misura d’uomo, tolta la strada principale: casette a due, tre piani, piccoli giardini, le bancarelle del mercato,la chiesa con le campane…come panorama non ho un granchè, solo una di queste casette col giardino,ma sicuramente meglio del resto delle periferie!! Però il mare te lo invidio proprio…