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Lo confesso, io sono tra coloro che hanno questa sindrome, che non è come tutte le altre, coi nomi improponibili e che in genere colpiscono le popolazioni per fascia d’età o ceto sociale. No questa è una sindrome democratica, colpisce, quando colpisce a prescindere dall’età e pure dal portafoglio titoli. La cosa bella che come se ne viene così pure se ne va. Non mi pare di aver visto molti trattati medici che abbiano perso tempo a descriverla, in compenso un identikit perfetto di questa sindrome lo dobbiamo a Pascoli, per chi se lo ricorda (mannaggia a me e alla mia memoria). Ma in cosa consiste, comincerete a chiedervi allarmati. Bè la Sindrome di Alexandros è quella data sindrome che coglie il vincitore, il conquistatore di natura, colui il quale oltrepassa Alpi e colline in cerca di sempre nove vittorie, poi un giorno, capita, può capitare, che il nostro conquistatore inside, trovandosi di fronte al mare, si renda conto di non aver più nulla da conquistare, di aver finito tutto, esaurito le cose da fare, consumati i suoi obiettivi. Ed è quello il momento in cui il grande conquistatore, in questo particolare caso lo chiameremo, appunto, Alexandros, vacilla nelle sue certezze, crolli nel suo intimo, si senta perduto, perchè le cose da fare sono esaurite. Esattamente come recita Pascoli nella sua stupenda Alexandros, e sono quasi sicura che qualcuno ancora si ricorda il bellissimo riferimento-omaggio che fece Vecchioni nella sua bella canzone, L’ultimo spettacolo (“Con l’occhio azzurro io ti salutavo / con quello blu io già ti rimpiangevo”) che ieri, attanagliata nella morsa della dolcezza, mi so’ scordata di citare O).
Tutto questo discorso a cosa serve, oltre a giustificare che ho quasi finito la farina di mais e sono presa da mezzo sconforto? [:))]
Bè potrebbe in parte giustificare l’inoperosità della nostra classe politica, ci avevate mai pensato? Questi non hanno mai finito niente, da certi ponti mozzi, alle autostrade, agli ospedali, alle cattedrali nel deserto, insomma non li sto giustificando, sto cercando d’inculcarvi il ragionevole dubbio che forse non erano(sono?) ladri, concussi, tangentisti, ma potrebbero tranquillamente ricadere nella folta schiera di coloro che inconsapevolmente sono acchiappati dalla succitata Sindrome. Del resto se lasciano così tante cose a metà per forza devono essere vittime di una qualche sindrome, saranno mica scemi, no?
:)
Ma adesso parliamo di quest’ennesima applicazione colla farina di mais, comunemente detta polenta, ottimo escamotage e potrebbe diventare un buonissimo fingerfood colle fette tagliate spesse e poi dimensionate a quadrotti, oppure, una volta fredda, posizionarci la fetta del formaggio preferito dal coniuge, riscaldare il tutto al microonde, servirlo con una ricca insalata, accompagnare con un vinello delle nostre colline piemontesi o toscane et voilà, si avrebbe una cenetta che persino il buon Alexandros Magno v’invidierebbe :))))
Cake con semi di papavero e mais
ingredienti
200 g di farina di mais
100 g di farina00
3 uova
25 c di latte
7 cl di olio evo
3 cucchiai di semi di papavero
1 bustina di lievito in polvere per torte salate
½ cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaino di curcuma macinata
fiordisale
½ cucchiaino di coriandolo tritato finemente
Nel mentre che si scalda il forno a 180°C, mettere le uova in una ciotola e sbatterle leggermente con il latte e l’olio. Aggiungere delicatamente le farine ben setacciate con il peperoncino, la curcuma, il coriandolo e in ultimo i semi di papavero e il sale. Mescolare e incorporare delicatamente il lievito. Versare l’impasto nello stampo e infornare subito.
Cuocere per 50 minuti e lasciare raffreddare il cake prima di sfornare. Per facilitare l’operazione, suggerisco di rivestire l’interno della teglia con della carta forno.
E adesso scusatemi ma, onde evitare che la mia sindrome s’aggravi, corro a comprare subito un altro kg di mais :PP
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Tag: robe salate
Scritto da fiordisale venerdì, 23 maggio, 2008
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venerdì, 23 maggio, 2008 alle 07:24
Buongiorno dolcezza! :-D questa sindrome ogni tanto viene anche a me..è che non sapevo che avesse un nome!
Di solito mi prende alla fine di un matrimonio dopo che tutti gli invitati se ne vanno e io lì sò di aver finito il mio lavoro..sembra patetico ma ti giuro che dopo tanti mesi di lavoro mi sembra di aver scoperto un nuovo pianeta dalla soddisfazione :-D
Bello il cake! Hai visto che a forrza di usare questa farina l’hai finita? :-D
Bravissima
bacio
Silvia
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:28
esattamente così mi sento quando ho finito una “battaglia”…ma con una certa soddisfazione guardo il mare…e sorrido! Farò esattametne così con l’odioso forno, vi rispondo qui:
con il vecchissimo forno precedente che mi consumava quintalate di energia elettrica le torte venivano alte, ma piatte…cresciute in modo omogeneo…insomma normali!
Attualmente uso tortiere a cerniera antaderenti..in metallo….silicone o vetro (che ho sempre felicemente usato) ora sono nel dimenticataio…
quindi riassunto:
prima rimaneva cruda e crollava la lievitazione a causa della fetentissima griglia…, sistemato questo e lanciato la griglia dalla finestra, ora a punta…aggiusto di temperatura abbassando un pochino???
uso sempre la posizione bassissima nel forno?
Sono fortunata: il mio gatto nella notte si è fregato e mangiato la torta a punta…le briciole sono andate ai passerotti….sono OBBLIGATA dal destino a farne un’altra….e per la sindrome di Alexandros…hiphip urrà!
Buona giornata carissime! C’è il sole! :)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:34
Aahhhhh, io invece sono affetta dalla sindrome opposta… le cose non mi sembrano mai abbastanza “finite”.
E in cucina sono anche abbastanza masochista da ricomprare ingredienti che avevo impiegato tempo e fatica a finire (come se tu, appena tarminata la tua interminabile scorta di farina di mais, ne ricomprassi subito una decina di kg e cominciassi a lamentarti perché non sai come darne fuori).
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:50
silvia pure io, uguale uguale, solo che mi è successo pure col matrimonio mio, secondo te è grave? :PP
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:55
Ciao Gi, un salutino veloce,dalle mille cose da fare questo fine settimana…mi prendero’ il tempo più tardi di leggerti meglio, con calma….quanti semini!!!!hai abbondato qui…ma io l’adoro sai?….un grande bacio e a plus(dicono i francesi)^_^
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:57
Lo tutto ieri sera ho pensato al tuo forno, allora per fare delle prove serie, altrimenti non ne verremo fuori, la prima regola è di non cambiare i parametri nel durante, ovvero tieni la teglia ferma dall’inizio alla fine allo stesso punto, che io suggerisco in basso, sulla teglia scorrevole del forno.
la T invece la puoi assestare un pelino in corso di cottura, in genere si abbassa, quindi in pratica ti tieni alta, a 180°C fino a lievitazione, e non aprire ’sto forno, statti calma, che lo so io che ti fai pigliare dall’ansia! Che io mica l’ho capito come fai a stabilire che una torta è cruda dentro se ancora sei a metà cottura, sai?
ho come il sospetto che tu una cottura dall’inizio alla fine come ti ho indicato io mica l’hai fatta, in parole povere fai una torta a 180°C dall’inizio alla fine nella parte più bassa del forno, se poi non viene analizzeremo cosa non viene, anzi preparati la macchina fotografica così mi potrai far vedere l’interno. non aprire il forno, legati le mani se occorre, chetati e vedrai che ne usciremo brillantemente e sarai una provetta pasticcera smeg! :)))
dai coraggio, ci siamo quasi, la punta è venuta perchè hai spostato la teglia, ci scommetto quello che vuoi!
bacio-bacio
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 08:58
Mariluna no so se riesco a farti un paio di altri tiramisù, questo è un we particolare, poi ti spiegherò, un bacio
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 09:03
Elisabetta io invece ho un escamotage tutto mio, che poi è quello che usano tutti, finisco le cose lasciando indietro qualcosina, come quando ho ristrutturato casa un paio d’anni fa, ho montato quasi tutto, escluso chessò, appendere ancora qualche quadretto, mettere lo zoccolo in cucina, e altre cosette così… così amme sta sindrome non m’acchiappa, insomma io di fronte all’oceano ci faccio na pernacchia altro che sconforto da fine lavori! Che di cose da fare ne ho sempre un milione, a cui ne aggiungo un certo numero tutti i giorni.
di la verità, sei o no orgogliona della furbizia di sta figlia tua? :P
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 09:14
A dir la verità vorrei ogni tanto essere presa anch’io da questa sindrome, invece per me è l’opposto: ho sempre in mente 1000 cose da fare e vorrei riuscire a farle tutte subito, cosi mi prende la sindrome del “cavoli-corri-che-non-fai-in-tempo” e non mi succede mai di rimanere con lo sconforto di avere finito tutto…
Nella tua sindrome hai realizzato un cake favoloso!!! Io adoro i cake fatti con i semi di papavero e questo ne è bello ricco. Inoltre ho a casa ancora mezzo chilo di farina di mais fine che devo consumare… ricetta stampata! Grazie!
Buon fine settimana!
Stefy
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 09:24
@ Lo… ci ho pensato stanotte (eh… avevo un po’ di insonnia…).
Potrebbe essere che la temperatura del ventilato sia troppo alta. In genere, per regola, rispetto a quella data per lo statico, va diminuita di 10-15°.
Quindi dico come Gì, scalda bene il forno, porta a 180° fino a che non è lievitata e poi abbassa.
Io eviterei le teglie in vetro, che potrebbero non scaldarsi a velocità adeguata e far “rimanere indietro” di cottura la base.
Per il resto fermiamoci qui con le variazioni. Poi vediamo.
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 10:04
Mi hai fatto morire con la sindrome di Alexandros!!!!!
Ma hai ancora tante sfide davanti a te con ingredienti da consumare, o no????? :))
Un bacio e buona giornata!!!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 10:26
Siete troppo forte! Allora non è colpa dei nostri politici se va tutto a rottoli e sfascio? mi sento in colpa di averli giudicati male!
Grazie per la ricetta, faccio questo w.-e., ho il papavero a casa e cercavo nuovi usi.
Buonissima giornata
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 11:02
Gì mi fai diventare matta la gemelli che è in me con i tuoi riferimenti letteral-musicali..ADOOOROOOOO queste cose!Ah sei unica….
Il cake m’attizza’n zacco, proverò con lo stampo giusto però!hehehh poi capirai col mio secondo post…
Bacioni e buona vacanza!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 11:51
Buongiorno a tutti, che oggi, tanto per cominciare non è ancora piovuto!
Grazie per la focaccia, è proprio quello che cercavo, appena ho un attimo la riproduco!
Sindrome di Aléxandros, magari… comincio mille cose, ne ho in mente un milione e progetti per un miliardo… per me delirio di onnipotenza, piuttosto!
@Lo, sto seguendo le tue vicissitudini col forno con la stessa trepidazione con cui leggo un poliziesco…
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 14:22
Dolcetto eh ma guarda che tu adotti la mia stessa strategia, cominciare circa un milione di cose in più rispetto a quelle che si possono fare.
É colpa della sindrome, É colpa della sindrome, É colpa della sindrome!
Cristina purtroppo finchè non farà una prova dall’inizio alla fine senza cambiare niente (in corso d’opera) è difficile fare un’analisi e di conseguenza una diagnosi precisa, nè?
Elvira è che so’ astuta e non vi siete accorti che ho già cominciato a far fuori cereali e legumi … hiihiihi
chantilly no no no, non è colpa dei politici ed amministratori se i ponti sono a metà, è che poracci per sfuggire all’atroce morsa sindrome so’ costretti a fa tutto a metà, capisci poracci? non è colpa loro, insomma non so’ stronzi, so’ solo malati :)))
saretta ma lo sai che il miglior modo per tenere allenato un muscolo è esercitarlo. Bè, so per certo che concorderai che vale pure per il cervello co’ tutti i suoi neuroncini. Tanti s’incacchiano, ma mica perchè so’ pigri, è che proprio ci manca la materia, capisci?
Maude se fai la focaccia segui 3 sole regole e mi amerai per sempre:
a sfoglia il più elastica e sottile possibile, se si rompe quella sopra fregatene, quella sotto stacci attenta ma manco troppo, meglio sottile e rotta che spessa :))
b non usare formaggi strani, una crescenza per consistenza e equilibrio aromatico sarebbe perfetta (lo stracchino è troppo dolce la prescinseua troppo acida per capirci)
c non allontanarti dal forno, cuoce in un attimo (visto ch’è così sottile è pure normale) se ti distrai ti sei giocata la cena.
d (vabbè me n’è venuto in mente un altro e allora?:P) se volessi prepararla per portarla in giro o per un aperitivo o insomma con degli ospiti, puoi farlo tranquillamente, ci perdi un pelino, ma è sopportabilissimo. qualche istante prima del consumo mangereccio passala al microonde per qualche istante 20-30 secondi(bada che sia la quantità giusta sennò fai a rate)
bon mi pare che le raccomandazioni so’ finite, facci sapere com’è andata a finire mi raccomando
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 15:30
oddio mi sento in colpa….non avete dormito stanotte…la torta è in forno…sono calmissima….
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 15:32
Maude….grassssssssssssieee ora io penso a te e alla focaccia ;)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 15:33
Lo dai tira fuori tutti i dati.
T?
tempo?
a metà cottura com’è?
hai usato sempre la ricetta della ciambella che piace a me, porca miseria se ti viene me la vengo a mangiare.
tu non lo sai, ma oramai il tuo forno è una questione d’onore per me, oh
piesse
appropò, stamattina ce le hai pulite le lucette facendoci le coccoline?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:10
sta venendo sono sotto sequestro…poi ti racconto tutto…stamattina l’ho insultato uhhhhhhhhhhh
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:15
Lo avrei pagato per vederti, guarda!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:26
“Ed il più grande
conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perchè più in là
non si poteva conquistare niente;
e tanta strada per vedere un sole disperato
e sempre uguale e sempre
come quando era partito” (Vecchioni – Stranamore)
Ma come, Fleur de sel, hai dimenticato di citare la mitica Stranamore? Stai perdendo colpi, bella de mamma, sarà l’alzaimer che avanza? Io me la ricordo, invece, soprattutto quando dice che si sentì un co…, insomma, mi ci sono identificato parecchio! cmq complimenti per la ricettona, bella & bona, come la padrona (Uhps!)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:30
Veramente mi piace tantissimo anche quando fa:
“E il primo disse: “Sì, non vuoi comprare il nostro giornale”
Gli altri: “Lo teniamo fermo tanto per parlare”
Ed io pensavo: “Ora gli dico sono anch’io un fascista”
Ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
La mia paura non bastava a farmi dire basta…”
Mette i brividi, eh Gisè?
Abbasso tutti i totalitarismi, gli imperialismi & i colonialismi (e il SISMI, i qualunquismi, i sillogismi, e i gargarismi….*)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:32
avete appena assistito Ad una magistrale interpretazione di Carletto in stranamore straordinaria canzone del Vecchioni dei tempi migliori
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:47
carlè alla prima ti sei risposto da te, missà che ti stai a vizzià.
sulla seconda mi stupisci e mi sorprendi. maccome, non hai riconosciuto il profilo del tuo sindaco nuovo di zecca (e non era quello che i pugni li pigliava eh)
te la ricordi si tutta la storia sulla memoria? sul fatto (anche) che tanti (e in tanti) non hanno detto ai figli, fratelli e/o cugini più giovani, le loro esperienze, perchè questo ha fatto si che tutti quelli come il disgraziato della canzone oggi si trovassero in condizione grottesca, con magari dei figli destrorsi, oppure manco di essere creduto. capisci l’ironia?
ahhhh senti ti spiace se aggiungo il link al tubo?
chissà quanti non conoscono vecchioni
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:52
credo si sia risentito…forse ho usato toni troppo accesi…non è venuta…altezza 1,5 cm…insomma da buttare…forse non devo fare QUELLA torta…forse è un segno degli angeli…forse nella mistura c’è un ingrediente a cui io sono mortalmente allergica e il mio spirito guida mi sta avvisando….vado a farmi un giro a dopo :(
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:55
Lo ma la ricetta era quella della ciambella? con la ricotta?
Lo mi è venuta un’idea, hai una arancia, una manciata di noci e un paio di pugni di farina?
facciamo un cake?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 16:57
Ricordo Furio Colombo che raccontava come rileggendo ogni giorno i giornali degli anni 20/30 ci si accorge che un pò alla volta l’opinione si incrina, si flette verso un punto preciso, ciò che prima era permesso oggi dà fastidio e domani non si può fare più, la ricostruzione dei fatti, prima pacifica, oggi viene messa in discussione, domani ribaltata nel senso opposto: stava nascendo una ideologia totalitaria. Oggi si nega il fatto storico dell’olocausto e a Bargischow, in Pomerania, il partito neonazista è al 31% dei consensi. Noi stiamo messi meglio? Non direi….
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 17:02
Carletto oggi si ha paura di mettersi contro la massa, il potere.
oggi in tanti non hanno altri stumenti culturali se non per avvicinarsi a quiz e GF, altri ancora si defilano perchè hanno paura. Perchè sta gente a chi dissente la vuole eliminare e questo fa davvero tanta paura, perchè sanno che sono capaci di farlo
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 17:20
@Lo però la prova con la ricetta originale (cioè senza la ricotta) io l’avrei fatta. Non sia mai che quella roba così combinata debba venire un mattoncino…
Riprova con una torta sicura, che non falliVA mai. Partiamo da quella prima di odiare perennemente il forno ;-)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 17:26
Hai dimenticato anche questa di canzone:
“Gi-selle ma belle,
sont les mots qui vont
tres bien ensamble,
tres bien ensamble….”
ETC: ETC:
Nun me fà sbilancià sennò qua partono con i fiori d’arancio…
SMACK!!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 17:27
…Te sei fatta rossa….TE VEDO!!!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 18:12
Carletto ahem … senza offesa ma io rossa, anzi ROSSA lo ero già da prima :P
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 18:17
Per qualche anno ho dedicato un po’ di tempo nei miei viaggi all’estero a cercare il ferro per caramellare lo zucchero della crème brulée. Da Harrods a Londra non sapevano neanche cosa fosse, a Stoccolma mi hanno proposto un lanciafiamme. A Berlino niente, finché un giorno mio marito mi porta da Parigi, dove era andato per lavoro, un ferro meravilgioso e perfetto, elettrico e pesantissimo. Da allora non ho più fatto la crème brulée
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 18:20
morgaine e perchè? manco una volta? tuo marito non c’è rimasto male?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 18:57
facciamo un cake…ke cake???non ho l’arancia ho i limoni per il resto ho tutto…ho anche la teglia nuova da 24 cm…state tranquille non odio il forno odio la ricetta…sto guardando la foto della stessa torta fatta dal mio amico dario….è perfetta e ha messo la ricotta al posto del burro…ora vi faccio una domanda???
ho fatto la prova stecchino a cottura ultimata senza mai aprire il forno prima…era umido sotto…insomma a me sembra sempre cruda sotto…e anche al taglio ha circa 3\4 millimetri cotti sopra e sotto cruda…
che cake faccio??? la torta schifida la regalo ai passerotti fuori…..
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:00
Lo che T per quanto?
riesci a fare una foto ravvicinata sia del profilo che dell’interno?
dario l’ha messa online sta torta?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:02
faccio le foto del mostro, ho anche quelle di dario…ke faccio mando via mail??
T a 180° abbassata a 175° a lievitatura
mai aperto il forno
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:04
Lo si si manda. Perchè hai abbassato?
e se fosse bastato prolungare i tempi? cioè voglio dire la ricotta, ammetterai ci impiega + del burro ad asciugarsi, quindi semmai ci vuole + tempo per asciugarsi no?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:04
lo la ricetta qual’è?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:09
la ricetta è quella di Simo che ti avevo lincato…ho allungato i tempi ma oramai si era formata la crosta esterna dura e non si cuoce più nulla infatti crolla…ti giro la mail di dario con foto e poi mando le mie
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:17
fatto….ora ceno, poi vado allo spettacolo della mia gnoma, mi ricarico le batterie e stasera provo qualcosa…sperando sia decente per domani che mi consigli…muffins?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:20
Lo mi stampo tutto, vado in palestra e ci penso, ti mando una mail e ti cerco una ricetta.
hai detto di avere limone?
mmm se fai i muffin fa quelli col papavero. cmq dopo ne parliamo, ora stampo
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 19:27
ciao cara tatina…a dopo un bacio
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 20:53
Io però per verificare non farei muffin ma una torta o un cake, proprio per capire tempi e modi di cottura. Quello che non riesco a capire è perchè questa torta ti resta cruda e quella ti diventa l’everest. Sono due comportamenti incongruenti tra loro…
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 21:07
@ Lo… ma a guardare le foto della ricetta che hai linkato quella torta mi pare molto umida dentro già nell’originale. Non è che un po’ per la ricotta che dà un effetto ancor meno mollicoso e un po’ per un prefigurazione che a volte ci facciamo dei risultati, ti stai incaponendo su una torta che deve invece venire così? L’hai assaggiata? Sa di crudo o è solo molto umida e quasi cremosa?
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 21:23
Grazie per i consigli,li seguirò scrupolosamente poi ti farò sapere.
Stamattina andavo talmente di fretta che non ti ho nemmeno fatto i complimenti per il bellissimo cake della foto, così invitante con tutti quei semini… da provare anche questo, tanto qui ripiove già e a quanto pare pioverà domani e dopodomani e dopodomani ancora… che sia iniziato il diluvio universale e noi non ce ne siamo accorti?!?
Piesse, amo molto Vecchioni, soprattutto la sua musica più ” datata “, trovo che ( e vai di luogo comune… ) ” Luci a S. Siro ” sia una delle canzoni più belle degli ultimi 40 anni!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 21:25
@Lo, coraggio…io tengo le dita incrociate!
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 22:23
:-D macchè grave è normale..allora che dovrei dire che piango sempre ..sembro la mamma della sposa :-D
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 22:26
Silvia annò, io sarò prfessionalissima, non piangerò affatto, al limite farò piangere gli sposi e parenti limitrofi, ma solo per il gran ridere!
:)
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 22:27
Maude concordo, come non potrei? è che vecchioni, dall’epoca della legge Urbani mi ha un po’ deluso e cerco di scordarmi che esiste
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 22:29
Lo ti ho scritto.
il tuo forno è come fosse il mio. se ho raddrizzato quello scavezzacollo che ho in cucina vuoi dire che non riusciamo a sistemare il tuo? tzè, non mi conosce ancora quello li, non ha mica capito di cosa sono capace!
mettici la mia foto davanti alla porta, così s’intimorisce
venerdì, 23 maggio, 2008 alle 23:02
Ma che buono, io sto vivendo il periodo “semi di papavero” e li trovo buonissimi con il dolce e il salato. Ma il cake non l’avevo ancora fatto, grazie dell’idea!!!
sabato, 24 maggio, 2008 alle 09:17
buon fine settimana
sabato, 24 maggio, 2008 alle 10:40
ciao ragazze belle….sono qui.Perdonami Gì l’assenza di ieri…ti ho scritto…come non mai mi metto a fare la torta…
Cri la torta è proprio immangiabile…ho visto la foto di Simo e annche io avevo pensato che era umida…la mia pare più un budino di 1,5 cm…e l’altra era svettante…
buon sabato
sabato, 24 maggio, 2008 alle 13:06
@Lo, forza… magari è la volta buona! Non ti arrendere…
Se vi può interessare, piove anche oggi!
Buon we a tutti
sabato, 24 maggio, 2008 alle 15:09
io adoro questa
http://it.wikisource.org/wiki/Canti_di_Castelvecchio/L‘ora_di_Barga
la polifonica s lorenzo di montevarchi l’ha anche musicata è da piangere commossi.
il cake è buonissimo però io in versione finger lo vedrei con una bella fetta di pesce affumicato, chissà perchè :D
sabato, 24 maggio, 2008 alle 15:29
@carletto
a meno che fai riferimento a cose che non so o non posso capire, la canzone diceva :”Michelle”, ma ci è sta Giselle?
sabato, 24 maggio, 2008 alle 15:35
orrore fiordisale!
volevo fare il tuo cake e mi rendo conto che sono senza la farina di mais. ma si può? chi tanta chi niente!
ho già infilato il mio costume di super eroina della cucina! non ho voglia di cambiarmi di nuovo, uscire, andare al negozio e rifare tutta la traffila buh buh buh
provo con farina normale? UFFA!
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:28
NewsNewsNews allora oggi la nostra prode (ho scritto prode, non Prodi, non distraetevi adesso!), dicevo la nostra adorabile Lo ha fatto con successo un cake, alto ben 5 cm e con un’ottima prova stecchino. Questo ci fa ben sperare di avere intrapreso la strada giusta verso la soluzione di tutti i problemi, e in un paio di settimane (ma anche prima) prevedo che potrà esibirsi in una torta di quelle superbelle. Tutto questo mi rende immensamente felice, un altro forno scavezzacollo reintegrato nella società civile :P
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:31
Chantilly certo che puoi usare un’altra farina, se ce l’hai tipo farro o integrale sarebbe ancora + buono
piesse
ahem … guarda che Carletto lo sa che fa Michelle etc… faceva una burla a me! :D
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:31
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:32
ups! Non è uscito niente… comunque
CLAP! CLAP! CLAP!
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:37
Cristina sto cercando una ricetta “semplice” (coè per il momento senza ricotta e senz yogurt e affini, per capirci) per Lo. Un qualcosa non a brioscia e lievitazione lenta, ma insomma una torta, e incredibile ma vero, non mi viene tra le mani niente di semplice, tu hai qlc (tipo con nocciole tritate fini fini, a farina. bò, mò me la invento e faccio prima)
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:42
La mia prima torta – 8 anni – è la semplicità fatta torta e direi che è pure “economica” per in tentativi (la si può farcire se si vuole una volta cotta).
Spe’ che mi ricordo…
350 g di farina 00
150 g di zucchero
2 uova
1 tazzina da caffè di olio
3 tazzina da caffè di latte
1 bustina di lievito.
Miscelamento classico e in forno a 180° per 40-45 minuti.
Potrebbe andare?
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:46
Cristina è perfetta, al limite le consentiamo la buccia del limone e un frutto (pera-mela, etc)volendo da caramellare e mettere sotto, tipo torta rovesciata, come torta domenicale potrebbe andare, no?
ah come sono contenta, ti ringrazia un scco, oggi er euforica!
Sei stata davvero gentile, abbiamo fatto una squadra di recupero forni hihihihihihihi
sabato, 24 maggio, 2008 alle 21:53
Sì buccia di limone o un po’ di vaniglia.
Io eviterei la frutta sotto almeno la prima volta, proprio per vedere bene la cottura.
Però potrebbe tagliarla a metà una volta cotta e farcirla con, che so, della cioccolata o della marmellata… Poi la volta dopo, fa quel che vuole, alla faccia del forno domato-
Appropo’… potremmo fare una scuola di addestramento forni: quelle per gli animali fan fortuna, non sia mai che ci riusciamo pure noi ;-)
sabato, 24 maggio, 2008 alle 22:01
Cristina mmm concordo, la prima volta meglio andarci sul leggero, giusto per calibrarci
io il tuo impasto col mio forno lo farei andare a 180 per 25 minuti (a crescere)
come potremmo chiamarla sta scuola?
vocational training oven potrebbe andare? Sai giusto per darci un o’ d’importanza, che magari con sto metodo recuperiamo pure forni stranieri hihihiihhihiihihhi
sabato, 24 maggio, 2008 alle 22:06
ohyeah… fa profescional…
dopo le schifezze che ho visto oggi nel market ‘mmericano qualsiasi forno straniero farebbe la fila per una scuola così.
domenica, 25 maggio, 2008 alle 14:37
VOCATIONAL TRAINING OVEN A RAPPORTOOOOOOOOOOOOO!!!!yuppiduuuuuuuuuuuu yuppid uuuuuuuuuuuuuuuuuu yuppiduuuuuuuuuuuu la torta è venutaaaaaaaaaa alla carota yeahhhhhhhe l’ho spolverata di zucchero e l’ho portata a cena fuori e quando non se l’aspettavca ce la siam magnataaaaaaaaaa yeahhhhhhhhhhhhh era cotta giusta, era morbida …non era bruciacchiata…non era umida …non era cruda….sempre in me rimane indelebile il ricordo di quella prova stecchino asciutttooooooooooooo uhhhh prima di sera eseguo i compiti e faccio la ricettaaaaaa yeahhhhhhhhhhhhhhhhhhh chemia vete detto yeahhhhhhhhhh con la buccia del limone e la vaniglia yeahhhhhhhhhhhhhh e le gocce di cioccolato?????????? yeahhhhhhhhhh
come non avete scritto cioccolato???? uh
vi strabacio vi strapazzo vi stracoccolo
domenica, 25 maggio, 2008 alle 17:17
Ciao, ti ho invitato a un meme…
buona domenica!
baci
domenica, 25 maggio, 2008 alle 21:09
ciao ciccia!!ho fatto i compiti!!bacini
domenica, 25 maggio, 2008 alle 21:22
@Lo, BRAVA, COMPLIMENTI!!!! Era ora, questa novela telematica sul tuo forno riottoso cominciava a mettermi l’ansia…
E complimenti a tutta la squadra operativa vocational training oven!
domenica, 25 maggio, 2008 alle 22:10
aleeeee ohoooooo aleeeeeee ohooooo
e anche il forno di Lo è stato domato.
Lo confessa l’hai minacciato che l’avresti mandato al riformatorio dei forni :D
ohhhh finalmente un pò di tempo per commentare. settimana memorabile…praticamente da dimenticare.
lunedì, 26 maggio, 2008 alle 11:48
Franci ma grazie, vengo a vedere!
enza tu sei wonderwoman, ho appena visto da te che meraviglia, sei… non esista una parola che possa racchiudere tutto quanto sei. ora vengo da te a ricopiare :P
Monique arrivoooo!
tutte le fan del forno di Lo a presto la nostra temeraria si esibirà con una torta come si deve :))