Libera nos a Malo

Stamattina, stanca di leggere i soliti giornali, nonostante mi senta completamente aderente con taluni articoli, ho voluto fare un giro di perlustrazione tra lo sconfinato mondo virtuale destrorso, insomma mi sono mimetizzata tra i fans dell’RSI, che sono molto più numerosi di quel che sospettavo, l’obiettivo era capire cosa rapprenti l’8 settembre per le loro comunità. Posso affermare in tutta serenità che ho compreso che trattasi perlopiù di persone esaltate (da antichi fasti?), convinte che l’8 settembre coincida con il tradimento alla loro causa. Visto il clima, mi aspetto da un momento all’altro, che si sovverta anche un precedente sondaggio. Vorrei dire al sindaco di Roma, stretto parente di Rauti e militante attivo di Forza Nuova (il braccio destro della destra) e al suo collega di partito, nonché attuale ministro della difesa, che non è che non si voglia omaggiare i morti di Salò, o tutti gli altri nazi-fascisti che morirono in quegli anni, per crudeltà d’animo o insensibilità verso il dolore delle tanti madri e mogli, come peraltro sostiene da anni Pansa. Ma il fatto, molto più semplicemente, è che convenzionalmente a suo tempo, ovvero subito dopo la fine della guerra, si decise di onorare tutti coloro che avevano sacrificato la vita per i comuni obiettivi di libertà e antifascismo. E puttacaso, in quelle liste, non compariva nemmeno un esponente dell’RSI, che anzi operò contro i propri connazionali, colpendo con particolare e raccapricciante crudeltà i civili, non tanto per difendere l’Italia, in quanto Patria, ma per difendere colui che ritenevano rappresentasse meglio il (loro) concetto di patria.  Capiranno bene lorsignori che non si può onorare chi di fatto ha disonorato il territorio d’appartenenza, capiranno sicuramente che non si possono fare commemorazioni a due piazze con, da una parte i dracula della situazione e dall’altra le loro vittime; sarebbe come se un qualunque esponente delle Br andasse al governo, anche se adesso mi si dirà che sì, pure li riuscimmo a sfiorare il ridicolo nello scorso biennio, lo so! Dicevo che sarebbe come se un esponente delle Br ipoteticamente al governo, nell’atto di commemorare la morte di Aldo Moro, estendesse il cordoglio anche a coloro che commisero quella strage e tutte le stragi con la stella a cinque punte.

Ma cos’è diventato questo, un paese senza vergogna, oltreché senza nemmeno un briciolo di cultura storica e di memoria? Per anni ci hanno raccontato che il male del secolo era il cancro, io non ne sono affatto convinta, anzi ho proprio il dubbio concreto che il vero male, che ha attraversato e sta attraversando svariate generazioni, sia il revisionismo storico, stretto parente del negazionismo solo così si spiegherebbe tutto quello che gli italiani hanno attraversato e non ancora compreso.

Mi sarebbe piaciuto, e dico davvero, fare un intero articolo dedicato a Lui, a cui tanto deve la mia vita, per ricordare il tristissimo giorno di 10 anni fa, in cui tutte le emozioni si ammutolirono, ma un tipo, ch’è più stolto dell’imitazione che di lui fa Fiorello, ha deciso diversamente :-(