Controrecensione – 2
finalmente sono riuscita a recuperare la lettera aperta che Giorgio Bocca ha scitto a Spike Lee ieri, oggi c’è già la risposta… che dire? GRAZIE Giorgio!
Scusatemi questo è un post davvero personale, perchè vorrei fissare questo modo diverso d’intendere la storia, al di la dei link che gentilmente Repubblica ci offre, preferisco il copiaincolla, almeno per questa volta.
Perché desidero sopra ogni cosa che questo film sia un clamoroso flop e che i registi, gli scrittori e sceneggiatori comincino, laddove già non lo facessero, a rispettare la storia e l’onore dei morti.
[da repubblica del 1 Ottobre 2008]
Caro Spike Lee, ecco perché io partigiano sparavo e fuggivo
di GIORGIO BOCCA
UN REGISTA cinematografico, Spike Lee, in cerca di pubblicità per il suo film sulla strage nazista di Stazzema ripesca i luoghi comuni dell’attesismo e del revisionismo antipartigiano e i giornali disponibili al riflusso neofascista li pubblicano con risalto. Che barba! Che pena! Val la pena di rispondere al signor Spike Lee? E’ un dovere storico anche se probabilmente inutile. Spike Lee dice: “Dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche”.
Spike Lee ha una idea sia pur labile di cosa è la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E’, per l’appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l’alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l’attesismo che fa comodo all’occupante.
Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c’era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l’attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore.
Spike Lee dice che fu il maresciallo Kesselring a dettare il codice delle rappresaglie: “Ogni soldato germanico ferito o ucciso verrà vendicato cento volte”. Ma non fu Kesselring a stabilire la punizione terroristica, fu il comando della Wehrmacht, fu Hitler. L’attesismo era la resa senza condizione a un nemico che disponeva della vita e della morte di ogni italiano e che procedeva con i suoi “verboten” alla nostra servitù totale: proibito riunirsi, proibito informarsi, proibito avere ospiti, proibito aver piccioni viaggiatori, proibito tutto.
Nel film di Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, le centinaia di donne e bambini trucidati, fu “colpa” di una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell’arrivo delle SS.
Spike Lee si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: “Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant’Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell’eccidio”. Spike Lee ha aggiunto: “Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi”. Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film.
Tutti i giornali italiani hanno titolato la notizia riportando le parole di Spike Lee. “I partigiani? Spesso fuggivano, abbandonavano le popolazioni alle rappresaglie”. Chi è stato partigiano sarà “suscettibile” ma capisce che il vento è cambiato, che il rispetto e la riconoscenza per chi ha messo a rischio la sua vita per la libertà di tutti, hanno lasciato il campo alla diffamazione e alla ostilità .
E’ un cambiamento sgradevole ma prevedibile. Un giorno della primavera del ’45 ero assieme a Livio Bianco sul monte Tamone in val Grana da cui si vede la pianura e la città di Cuneo. Indovinando il mio pensiero Livio disse: “Andrà già bene se non ci metteranno in galera”. I prudenti, i vili, la maggioranza non perdonano alle minoranze di aver avuto coraggio o semplicemente il senso di un dovere civico. Ci sono anche da noi molti antipartigiani semplicemente per una questione anagrafica, di non aver potuto per ragioni di età partecipare alla Resistenza. Ci sono molti antipartigiani che vedono nei partigiani un reducismo privilegiato e fastidioso. Curioso reducismo. Curioso privilegio. Cinque anni dopo la liberazione i carabinieri della val Maira riferivano sul mio conto a un magistrato: “Si ricorda che circolava armato con atteggiamenti spavaldi”. E anche io, come dice Spike Lee, sparavo e poi scappavo.
(1 ottobre 2008)
[da repubblica del 2 Ottobre 2008]
Spike Lee: “Caro Bocca io non sono suo nemico”
di SPIKE LEE
Caro Giorgio Bocca, ho letto ieri con grande interesse il suo intervento. Credo che lei si riferisca ad una mia dichiarazione a proposito dei “partigiani che fuggivano sulle colline dopo gli attacchi ai tedeschi” fuori dal contesto in cui è stata pronunciata, ovvero durante una conferenza stampa a Roma e un convegno accademico a Firenze (dal titolo “Cinema e Memoria”, organizzato da Mediateca Regionale Toscana).
Signor Bocca, io non sono suo nemico. Io non sono nemico dei partigiani. Il mio discorso completo esprimeva il concetto che i partigiani non erano universalmente amati dalla popolazione italiana. Del resto, come poteva essere diversamente, visto che l’Italia si trovava nel pieno di una guerra civile, con famiglie lacerate, fascisti contro partigiani? Conosco la storia. Stavo facendo un esempio di guerra con tecniche di guerriglia. Le tattiche usate dai partigiani contro i nazisti sono le stesse usate da Fidel e dal Che a Cuba, dall’Anc nel Sudafrica dell’apartheid, dai Vietcong in Vietnam, dai Mau Mau in Kenya e dai miei antenati contro gli schiavisti in America.
Signor Bocca, lei crede veramente che io stessi condannando queste tattiche? Crede onestamente che le mie simpatie vadano alla 16ma Divisione delle SS che il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema massacrò 560 italiani innocenti, tra vecchi, donne e bambini?
Il suo articolo mi fa pensare che lei non abbia visto il film. Spero che abbia occasione di vederlo presto in modo tale da poter giudicare personalmente e non sulla base di una citazione mal riportata.
James McBride, l’autore del romanzo e sceneggiatore del film, ed io abbiamo entrambi sottolineato che “Miracolo a Sant’Anna” è un opera di finzione ispirata a fatti storici. Per questo abbiamo inserito un cartello all’inizio del film che lo dichiara. Crediamo sinceramente che l’unico fatto su cui tutti siamo d’accordo è che 560 esseri umani sono stati massacrati dai nazisti. Al di là di ciò, ognuno ha la sua teoria e il suo punto di vista. Questo, semplicemente, è il nostro film.
Le reazioni viscerali di questi giorni mi fanno pensare che la profonda ferita apertasi in Italia durante la Seconda guerra mondiale non si sia ancora rimarginata. Signor Bocca, io rispetto profondamente il suo ruolo nella Storia di combattente per la libertà , ma vorrei ricordarle che la sua guerra non è contro di me.
(2 ottobre 2008)
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Sedilo, Sardegna, fine Agosto 2008.
Sono gia` le 22, sto percorrendo la statale con mia moglie e le mie 2 bimbe. Dobbiamo ancora cenare. Vediamo un ristorante / pizzeria, praticamente deserto.
Ci sediamo e ordiniamo. Accanto a al nostro tavolo in tutto il locale solo altri 4 clienti. Quattro signori distinti,sulla sessantina,sicuramente benestanti, all’apparenza un po’ snob, dall’accento milanese, parlano delle loro partite di golf … dopo un po’ non so perche` il loro discorso va sui Partigiani … due di loro sostengono che non erano poi cosi` bravi, che erano dei balordi … ascolto con piu` attenzione mi viene la pelle d’oca … uno di loro si alza molto alterato :” mio zio e` morto Partigiano,e voi mi fate schifo … domani me ne vado !!!!Si alzo` e usci`.Gli altri tre continuarono a cenare.
Quando uscimmo dal locale trovai nel deserto parcheggio antistante,il signore in macchina che aspettava gli altri tre.
Mi sono venuti gli occhi lucidi, ho bussato al suo finestrino(con accanto le bimbe che mi dicevano cosa stavo facendo); “cosa vuole ?” “volevo solo dirle GRAZIE, GRAZIE MILLE e …. ” … e poi nient’altro ma stringergli la mano e fissarlo negli occhi e stato come aver fatto mille discorsi.
Per fortuna l’Italia e` fatta anche di queste persone…
Papa`, papa` chi sono i Partigiani, … care cucciole i Partigiani …….
Saluti,Max.
Beh si, certo che non si è rimarginata la ferita, se la storia non viene rispettata, se si coglie nell’aria un tentativo di revisionare cose che si sono vissute personalmente… quando leggo Giorgio Bocca mi chiedo sempre cosa succederà quando non ci sarà più quella generazione lì, quella dei testimoni, se si fa un film su un fatto storico la storia va rispettata, anche se non è un documentario, non è questione di punti di vista, oltretutto c’è appena stata una sentenza, non sono argomenti da trattare con leggerezza.
Scusa… sono passata di qui, incuriosita dal meme sul pesto (a proposito, posso partecipare?), e mi sono fermata a leggere… Grazie per aver speso qualche parola sulla necessità di non dimenticare e di non rivedere un passato in cui non c’è niente da rivedere, ma dal quale dovremmo solo imparare.
La nipote di un partigiano (abbastanza famoso, mi auguro almeno più di Spike Lee)
…ah, ti ho passato un meme…
“Signor Bocca, io non sono suo nemico. Io non sono nemico dei partigiani. Il mio discorso completo esprimeva il concetto che i partigiani non erano universalmente amati dalla popolazione italiana. Del resto, come poteva essere diversamente, visto che l’Italia si trovava nel pieno di una guerra civile, con famiglie lacerate, fascisti contro partigiani? Conosco la storia. Stavo facendo un esempio di guerra con tecniche di guerriglia. Le tattiche usate dai partigiani contro i nazisti sono le stesse usate da Fidel e dal Che a Cuba, dall’Anc nel Sudafrica dell’apartheid, dai Vietcong in Vietnam, dai Mau Mau in Kenya e dai miei antenati contro gli schiavisti in America.”
Avrà anche studiato la storia, ma l’accomunare questi tipi di guerriglie non ne rivela uan grande conoscenza. Spike Lee mi ha deluso profondamente
ho letto ieri la risposta di spike lee su la repubblica, mi sembra proprio abbia le idee un po’ confuse..e che non conosca la storia come afferma. Sai anche io ho paura che quando la generazione che puo’ testimoniare il vero svolegersi degli eventi non ci sara’ piu’, come ha detto stella, la storia verra’ riscritta a piacimento di chi comanda.. E magari per i nostri nipoti i partigiani non saranno nemmeno un trafiletto di poche righe.. Sicuramente questo sara’ uno dei film che mediaset mandera’ in onda in prima serata appena possibile..Che nausea.
Ti abbraccio mia cara..
Ciaoooo!! :) scusa il ritardo ma ce l’ho fatta! :) ho postato il mio pesto per la tua raccolta!
vai a vedere! ;)
scusa se mi intrometto come i cavoli a merenda però ho postato il ricordo e volevo il tuo parere.
Passo solo a salutarti e a dirti che
a) ho pubblicato un pesto per la tua raccolta
b) neanche gratis andrei a vedere questo film. Se fai un banner di boicottaggio (che io non sono brava come grafica) lo metto sul blog.
baci e buon we!
Già il titolo l’ho trovato da subito offensivo……miracolo????
col cavolo che lo vado a vedere!!!!!
Fiodrdisale, mi dispiace ma non riesco a postare il mio pesto per la tua raccolta…
Sono completamente d’accordo con te. Non è un film da vedere!
Temo che questo film, nonostante le buone intenzioni di Spike Lee, finirà con il confondere ancora di più le idee nella testa dei più giovani – io (come molti di voi) per fortuna sono di una generazione che è cresciuta sentendo parlare di Resistenza quasi quotidianamente.
Con la brutta aria che tira e la smania di revisionismo dilagante, anche le migliori intenzioni, se mal comunicate, possono fare danni.
Comunque questa pellicola continua a non attrarmi.
Non l’avrei visto comunque, viste le critiche feroci che si è attirato: anche perchè, secondo me, un americano che non conosce nulla della nostra storia (e di solito gli americani conoscono anche quasi nulla della storia europea, manco esistessero solo loro al mondo) non può fare un film su degli argomenti così complessi e dolorosi, senza cadere nella retorica o nella finzione romanzesca più superficiale (come immagino sia avvenuto).
Mi spiace che questa superficialità sia venuta proprio da lui, avrei capito Mel Gibson o uno pseudo regista simile…
ho visto il film, e adesso capisco i tuoi sentimenti