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martedì 7 ottobre

sette per due fa ventuno ;-)

2_pigne_0.jpg

Stella mi ha passato un Meme bellissimo, a lei lo aveva passato Vivi, bè lo sapete come vanno ste cose :-), in genere sono sempre così in affanno di tempo che riesco sempre a farli scadere tutti, ma tutti eh, parrebbe quasi che sia geneticamente scortese, e invece no, è che a volte, nonostante i miei sensi di colpa e di frustrazione proprio mica ce la faccio a starvi dietro in tutto, siete troppe ragazze mie e il fatto grave è che siete pure interessanti la stragrande maggioranza delle volte. Bisogna che m’inventi come moltiplicarmi le ore, del resto se quellolì racconta che è capace a camminare sull’acqua, volete che a me non riesca una cosa così semplice? :-)

E’ il meme delle 14 cose da salvare, 7 da salvare nel mondo e 7 personali, ma io ho fatto una piccolissima e quasi insignificante modifica (mannaggia a ‘sto vizio!)

Quello che salverei di mio per me.

  1. La passione. Senza la mia passione per tutto ciò che mi attornia io mi sentirei persa, nuda ed impotente. La passione è quel qualcosa che mi fa sentire viva e mi fa inventare i percorsi più assurdi per arrivare ai miei obiettivi appassionati anch’essi.
  2. La mia forza. Che detta così fa pure senso e da una certa idea spocchiosa e invece no. Per far capire quando ero ragazzina, in quell’età cretina in cui non si è nè troppo piccoli né abbastanza grandi mi scassai un po’ di ossicine e mia mamma cominciò un dialogo con la dottoressa come se io non fossi presente, una roba in stile terza persona, per capirci. Dopo un buon 10 minuti la dottoressa la interruppe e rivolgendosi a me mi disse “tu non lo sai ancora, ma hai così tanta forza addosso da riuscire a superare qualunque cosa”. Ecco a dispetto del desiderio vittimistico che talvolta accarezza la mente di ognuno di noi, a me torna sempre in mente quella frase, un po’ come cartina di tornasole, per verificare s’è sempre valida, ma molto per darmi la forza per superare un’eventuale rogna. Auguro a tutti di scoprire nel proprio profondo la riserva di forza ch’è indispensabile per riuscire a vivere decentemente.
  3. La memoria. Mi piace la mia memoria, mi piace anche quando m’imbarazza, anche quando mi fa scoprire vecchi errori a cui non avevo dato il giusto valore. La memoria è la mia copertina di Linus
  4. L’umiltà. Magari chiedere scusa senza nemmeno accorgermene, tanto lo ritengo un gesto del tutto naturale
  5. La positività. E se lo dico io, nell’attuale situazione italian, dove si è circondati nella migliore ipotesi da cretini superficiali e in ipotesi peggiori da razzisti, violenti ed approfittatori, vien proprio da pensre che sia un buon modo per mantenere la lucidità necessaria per trovare le soluzioni (sperando che siano giuste)
  6. La leggerezza. Ho impiegato un sacco di tempo a capire che quel certo modo sbarazzino di pigliare la vita era parte integrante del mio modo di essere, nonostante sia (e mi ritenga) una persona piuttosto seria e profonda. Ma la vita senza il gioco è un deserto nella neve.
  7. L’amore. Ho un concetto dell’amore molto adolescenziale, quindi lo vedo più come espressione di pancia che elaborazione neuronale, quindi in base a questo posso tranquillamente affermre che i veri amori, che possono essere anche amicizie, non finiscano mai veramente. Se ami davvero ami per sempre, altrimenti era un calesse (utile pure quello per carità ;-))

Quello che salverei nel mondo per tutti.

  1. Il pianeta. Questa è pari pari alla scelta di Stella. Vorrei che tutti i governanti del mondo siano acchiappati da un virus che gli imponga solo scelte intelligenti a tutela di quello ch’è rimast del nostro povero Mondo (si sono utopica ma siamo solo al punto uno!)
  2. il rispetto, che in fondo s’intrinseca col punto uno. Perchè se esistesse questo valore verso la natura, si avrebbe anche verso gli umani e di conseguenza anche verso gli animali.
  3. L’altruismo. Quando sento nei Tg che persone sono state aggredite senza che nessuno attorno si sia sentito in dovere d’intervenire, magari solo chiamando i carabinieri, rabbrividisco e mi chiedo come facciano a dormire la notte.
  4. La Libertà. La parola. Il concetto. Bisognerebbe ci fosse una protezione per le parole importanti, in modo che possano essere usate solo da chi non ne banalizzi il significato. Sono costretta ad usare le stesse identiche parole di Stella perchè davvero nessuno è riuscito ad esprimere così bene questo concetto.
  5. La cultura, che poi sarebbe anche l’unica piccola cosa che ci distingue dagli animali. La cultura, la curiosità di scoprire una qualunque cosa.
  6. La ricerca basata sul rispetto per ciò che esiste e con gli obiettivi di trovare soluzioni a malattie esistenti.
  7. L’innocenza. Le persone non sono più capaci di essere davvero innocenti, che non significa essere sprovveduti ma semmai di aver conservato integra la capacità di stupirsi o essere felice anche per cose molto piccole, gesti semplici. Anche un sorriso potrebbe bastare.

A questo punto me ne dovrei stare ed accontentarmi, ma lo oramai lo sapete come sono fatta ;-)) Indi per cui ho pensato bene di fare una piccolissima aggiunta al Meme magari inserendo

Quello che eliminerei dal mondo per me, per te, per tutti.

  1. il Disarmo. Per prima cosa mi piacerebbe che venissero eliminate tutte le armi del mondo. Ma proprio tutte eh. Se proprio si volesse fare la guerra che si facesse con le fionde come da bambini
  2. I granai. Mi piacerebbe che tutti gli sforzi degli uomini siano rivolti ad eliminare la fame nel mondo, che è un problema serio e vero.
  3. Malattie. Non penso solo a quelle serie e gravi dell’occidente, penso anche, se non sopratutto, a tutte quelle malattie debellate da decenni dal mondo civile e che fanno delle vere stragi nei paesi poveri, non so immaginate un qualcuno che morisse per scarlattina, per poliomielite… fa senso vero? Ecco, perchè non si ha lo stesso sentimento se la stessa cosa avviene in Africa?
  4. il razzismo. Ecco questa è una cosa che mi fa imbestialire. E il razzismo non è solo quello degli slogan, delle botte e degli striscioni, esiste un senso di razzismo strisciante in una classe sociale che non ha veramente nulla di più degli stranieri che disprezza
  5. L’ignoranza. E per farlo bene sarebbe meglio agire a livello mondiale, perchè tutti hanno diritto d’istruirsi.
  6. La violenza. Ecco cercate di capire, l’uomo in se ha un potenziale d’imbecillità ch’è praticamente inesauribile. riuscirebbe a far dei gran danni anche disarmato (vedi punto uno) quindi non rimane altro che rendere inoffensivo quel proiettile di stupidità che ha sempre in canna, e purtroppo la maggior parte delle volte non sbaglia un colpo.
  7. Quellolì, ed ho detto tutto. Eliminando Quellolì secondo me starei meglio io, te, e tutto quanto il mondo :-P

Lo passo a: Monica, Enza, Elisabetta, Grazia, Anna, Dolcezza, Ciboulette, anche se non ne hanno voglia, ovviamente ;-P

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19 Commenti »

 
  • stelladisale scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 09:15

    senti un po’ “quella-che-chiede-scusa-senza-neppure-accorgersi” bel meme, ma io mi chiedo, perchè siamo tutte brave con le parole, poi in realtà nella vita di tutti i giorni, facciamo qualcosa anche di piccolo per cercare di salvare qualcosa di importante? per evitare l’effetto “miss-italia-che-vuole-la-pace-nel-mondo”, non so se mi spiego, quando lavoriamo, facciamo la spesa, parliamo con le persone, il razzismo l’ignoranza la violenza e anche quellolì, sono cose che siamo in grado di riconoscere davvero anche quando sono in embrione, meno identificabili, magari dentro di noi nascoste, o le vediamo solo quando sono eclatanti e lontane? boh domande da appena alzata, bacioni

    Rispondi
  • monique scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 09:21

    Oleeeeeeeeeee! Pure a me piaceva tantissimo questo meme e nessuno m’aveva ancora invitato, me tapina!! Vai..tra domani e dopo mi applico!
    Baciiii

    Rispondi
  • manu_silvia scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 09:26

    E’ difficile questo meme, ma te la sei cavata alla grandissima….
    bacioni

    Rispondi
  • Chiara scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 09:53

    Addio a scià Maria
    dal Secolo xix di oggi 08 ottobre 2008| Paolo Crecchi

    Se n’è andata la Maria, Maria Manté, a scià Maria come era d’obbligo chiamarla nella sua trattoria di vico Testadoro, una creuza nascosta nel cuore della city che già evocava, nel nome, qualcosa di fantastico e alternativo. Maria aveva 85 anni e da qualche tempo non lavorava più, ma è stata popolare a Genova come Vialli & Mancini, Beppe Grillo, Paolo Villaggio. Ha sfamato legioni di studenti, artistoidi, intellettuali, mezzemaniche, coppiette innamorate e ubriaconi solitari, squattrinati tout court: tanto che a lei e non ad altri LeMonde, il più autorevole quotidiano di Francia, dedicò nel 2003 un reportage di una pagina e mezzo, affidandolo a una delle sue firme prestigiose: Michel Samson, inviato politico e corrispondente da Marsiglia.

    Samson venne a Genova per raccontare la Superba, che rialzava la testa dopo gli anni bui del declino industriale, e varcò abbastanza per caso la soglia del numero 15 di vico Testadoro. «Quello che vidi – raccontò al SecoloXIX – fu qualcosa di fantastico. Lunghe tavolate con la gente che si accomodava una davanti all’altra senza conoscersi, si salutava e cominciava a parlarsi. Tovaglie a quadri bianchi e rossi macchiate d’ogni colore eppure accoglienti, calde e familiari come le posate spaiate o i bicchiari diversi. Mi sedetti, ordinai. E scoprii di essere arrivato in paradiso».

    Pochi euro per un piatto di ravioli e due fette di cima, la pietanza che proprio De Andrè ha eletto a simbolo della sacralità cuciniera in una delle sue canzoni più belle: «Cos’atro fa / cos’atro daghe ao cé?».

    Cos’altro fare, cos’altro dare al cielo Maria Mante’ lo sapeva bene. Non solo ravioli di borragine, non solo la cima ripiena ma anche polpo e patate, tomaxelle, stoccafisso, trenette e minestrone, trippa, buridde, sardine impanate, coniglio al verde. La scià Maria riportava all’onor del mondo l’essenza profonda della ligusticità, la cucina d’ingegno, costretta ad arretrare e a rifugiarsi sull’Appennino incalzata dalle orate finte e dal pesto senz’aglio, quello che lo storico Paolo Monelli definiva «orribile manteca, buona per le bocche morbide dei milanesi».

    Sull’esempio di Le Monde si occupò di lei anche il New York Times, e a quel punto il successo fu planetario. Il pittore genovese Camillo Cuneo organizzò nella Grande Mela una mostra con i menù, e “Pollo al Forno” divenne il titolo di un’opera d’arte moderna. Una favola, dopo sessant’anni passati a spignattare. Eppure la Maria, anziché trasferirsi sul lungomare o cominciare a frequentare i salotti televisivi, magari insegnando alle casalinghe di tutta Italia che il basilico non bisogna toccarlo col coltello, perché diventa nero, restò orgogliosamente in vico Testadoro. Nemmeno qualche avamposto di fighetti riuscì a guastarlo, regolarmente respinto dalle macchie sulle tovaglie o dal rutto d’ordinanza del commensale all’angolo. A spaventare i concorrenti, che pure avrebbero volentieri riciclato il modello Maria e inviavano agenti segreti a spiare menù e atmosfere, bastavano invece i prezzi: cinque, sei, sette euro… Scappavano, dopo aver capito che mai avrebbero potuto competere con l’onestà.

    Se mai avesse bollito un branzino, facendo torto a se stessa e alla storia di una grande cucina che è d’orto e non di mare, la scià Maria non avrebbe mai osato chiedere 24 euro a porzione. E anziché giustificarsi spiegando che «il prezzo del pesce fresco è salito alle stelle» avrebbe acquistato le sardine, sul mercato, gli sgombri, i merlani, i sugarelli. Avrebbe naturalmente lavorato di più a prepararlo, il cosiddetto pesce povero, e guadagnato di meno: ma avrebbe ancora una volta dimostrato che la cucina è sempre superiore alla cottura, pura e semplice, e che i sapori spesso dipendono dai saperi.

    Domani (alle 11,45) i funerali di Maria Mante’ saranno celebrati nella parrocchia di Santa Maria delle Vigne, cuore del centro storico, a un passo dalle battone politicamente scorrette e dalle ultime trattorie che si ostinano a preparare piatti da operai. Una cosa semplice. Non ci saranno le massime autorità, non tutte almeno, non saranno letti i messaggi del Frank Sinatra di turno perché dalla scià Maria non ci andavano le star. Ci andava Dario Fo, ecco, incantato dall’atmosfera di cordialità umana scomparsa dai ristoranti e dai fast-food, dai bar, da “localini” del gusto omologato. Ci andava Beppe Gambetta, grandissimo chitarrista capace di accordare musica e cibo. Ci andava soprattutto la gente semplice.

    Del resto, mangiare dalla Maria voleva uscire con il profumo di Genova nell’anima e nel cuore, e anche sugli abiti, e andarne orgogliosi nel grigiore olfattivo della civiltà deodorata. Voleva dire ritirare un sorriso, assieme allo scontrino, e conservarlo nel portafogli dei sentimenti che posseggono soltanto i ricchi veri, quelli che sono capaci di spendere la felicità.

    Rispondi
  • Chiara scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 10:05

    Scusate non volevo essere invadente .. volevo segnalare questa notizia a Fioredisale. Credevo di scriverle una e-mail.
    Chiara

    Rispondi
  • Giovanna scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 10:08

    E come non condividere?
    Quellolì, poi…

    Rispondi
  • Saretta scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 10:42

    hihihi Melius abundare quam deficere…che giusta che sei, ti approvo!;)
    baci
    saretta

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 11:45

    Stella non sono sicurissima di aver capito quanto hai scritto, io posso solo portare l’esperienza del mio vivendo. Ad esempio, tanto per capirci, un paio di giorni fa ero sull’autobus in uno di quei posti quadrupli, e di fronte a me si è seduta una signora che forse conosco pure, credo sia una commerciante o giù di lì. Bella donna, elegante il giusto con un puntina d’ecceso nei gioielli. Mi è sembrata cortese e gentile nei modi. Fino a chè negli altri 2 posti non si sono sedute due ragazze sudamericane che hanno continuato a chiacchierare tra loro. Non a voce altissima, intendiamoci, ma quel tanto da non essere ignorate.
    Dopo qualche attimo (cioè una fermata) alla signora citata si è unita una sua conoscente, e a sto punto quella che era apparsa come una persona gentile e cortese si è trasformata in una jena. Ad voce bella alta, raccontava alla sua amica dello scandalo di consentire a “quelle persone lì” di chiacchierare in pubblico, perchè non stando zitte un attimo disturbano (ecceteraecceteraeccetera) Ora visto che il percorso (e quindi il relativo fastidio) è relativamente breve a ben vedere, che bisogno c’è di fare certe scenate?
    Questo razzismo, mascherato da intolleranza a me fa paura, perchè persone apparentemente normali e civili si trasformano in caimani, oltretutto sia io che lei eravamo zitte, quindi le ragazze non avevano interrotto o disturbato niente. cosa potevo fare, senza rischiare una coltellata nelle costole? Niente, non mi è venuto in mente null’altro che sommergerla di occhiatacce :-(

    Monique eh toscanaccia non vorrei ai che il trasferimento ti abbia impigrito :-))

    manu_silvia obbè, basta scrivere quello che si pensa diventa facile nè

    Rispondi
  • Dolcezza scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 12:04

    quindi ora sono “costretta” a scrivere un altro post, questo meme è troppo bello per farlo cadere.. sto un po’ in crisi-blog..

    che dire su quel che hai scritto? sara’ dura farlo senza farsi influenzare dalle tue idee, che come oramai sai bene, sono spesso ntifiche spiccicate alle mie..! devo aggiungere anche io le cose da eliminare? perchè io comincerei da quello li..! :)
    un abbraccio mia cara!

    Rispondi
  • Elvira scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 12:55

    E pensare che se quelloli non dovesse decidere cosa ne e’ del nostro paese sarebbe anche divertente nel suo involontario umorismo :)

    Come al solito, mi smuovi sempre qualcosa nel cuore e nella testa, non si passa mai indenni da questi lidi :)))

    Grazie mille del meme!!! C’ho molta voglia, il guaio e’ trovare il tempo, ne sai qualcosa????????? :)))) Un bacione!

    Rispondi
  • enza scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 13:15

    sul punto 21 ci avrei scommesso, è che i bookmaker manco c hanno provato!
    tanto è il mio stesso ipotetico\utopico punto 21.

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 15:10

    rieccomi :-)

    chiara ti ringrazio immensamente per l’articolo, che terrò caro, magari riproponendolo in un post, quando farò una delle sue ricette. Adoravo quel posto, molto prima che diventasse trend. Chissà adesso che fine farà, chi si prenderà cura del popolo di Maria…

    giovanna magari se lo scriviamo in tanti po’ essere che accada no? Come gli incantesimi delle fiabe (più o meno) ;-)

    Saretta Guarda che io non ti ho inserito che già lo aveva fatto Stellina, eh

    Rispondi
  • Mariluna scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 15:31

    mi associo Gi’, eliminiamolo e salveremo il mondo per tutti… poi lasciamelo dire…quanto sei bella Gi…dentro intendo perché non ti conosco fisicamente, vista la tua considerazione sull’amore, uguale uguale, ma proprio uguale alla mia…mi piaci pure ad occhi chiusi;)-
    come si fà la faccina con gli occhi chiusi???

    Rispondi
  • viviana scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 15:46

    ma quanto mi piace quando prendi queste inziative!! :) bellissime le cose che vuoi salvare, e le cose che vorresti eliminare! :)
    un bacio grande, ad una grande!

    Rispondi
  • Lo scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 21:56

    eccola qui la mia stupenda Gì….tutta di filato…passione ed energia….eliminare quellolì lo sento prioritario…e così mi sa che faccio come te…ogni singolo secondo lo elimino salvando tutte le cose e che non riesco ad essere positiva come te se guarod il mondo e la gente…bacio

    Rispondi
  • fiordisale scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 22:50

    Dolcezza essì tesora mi sa proprio che stavolta ti ho incastrato per benino :-)

    Elvira oddio devo essere sincera? secondo me senza tutti i suoi soldi non avrebbe visto una donna manco in cartolina. Quelli come lui qui da noi li definiamo “sgreuzi” (gretti) nel discorrendo quotidiano (e non politico) è uguale e identico alle sue televisioni: vuoto e volgare.

    Enza tu non lo sai (o forse si), ma vorrei che il 90% dei cittadini (votanti) facesse proprio il mio punto 21….

    Mariluna eh l’amour, l’amour. Ma dimmi, tu hai trovato qualcosa di disarmante?

    Vivi ahahhaha la verità è che mica mi sono ancora stufata di fare i meme, ma va a capire com’è sta cosa.. buffo nè? E stella lo sa che mi fa contenta (anche perché poi lo sa che le tengo il broncio per un paio d’ore…ehehheheeh)

    Lo sai che faccio per non deprimermi? guardo quei 4 deficienti all’opposizione e prima che mi monti la rabbia (e ci sono volte che li sfascerei come fossero puzzle)comincio a leggere o ascoltare le interviste di quellolì e allora mi tranquillizzo, perché tra i due non c’è proprio storia. Lui è inarrivabile, la sua indecenza è invincibile.

    Rispondi
  • Lo scrive:
    mercoledì 8 ottobre 2008 alle 23:42

    ahahha ci leggiamo nel pensiero? io mi stavo facendo quattro risate su questa dichiarazione di quellolì:
    “In Parlamento c’è un popolo di persone depresse” perché sentono di “sprecare tempo” in quanto “le discussioni in Aula per un provvedimento, con un’opposizione che fa ostruzionismo, invece di essere ‘x’, diventa ‘x per’”.

    ahahah è irrangiungibile! bacionotte

    Rispondi
  • Elisabetta scrive:
    giovedì 9 ottobre 2008 alle 10:18

    Ma come faccio, se le cose che tu hai scritto le condivido assolutamente pure io? ti copio-incollo???
    Vabbè, vedo di provarci ;-)

    Rispondi
  • Certe notti… bianche | fiordisale scrive:
    lunedì 14 settembre 2009 alle 16:28

    [...] che vi parlai di Maria la zozzona (stra) conosciuta anche oltralpe? Ecco, sta qua, l’insegna rispecchia la semplicità che ha sempre [...]

    Rispondi
 

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