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    Murta è un antico paesino sulla sponda destra del Polcevera, la sua storia è affascinante e fa comprendere le origini delle immediate periferie cittadine. Un tempo era meta delle vacanze di ricche famiglie genovesi, le tracce delle antiche ville e villini sono in parte ancora presenti e sono diventate eleganti residenze, a cui si sono aggiunti anche moderni villini. Nel 1869 il paese, che fino ad allora era una frazione del comune di Rivarolo, su richiesta degli stessi abitanti, fu aggregato al comune di Bolzaneto (che poi nel 1926 insieme ad altri 18 comuni confluì nella Grande Genova). É situato interamente in collina ed è composto da un nucleo centrale sul crinale della collina, con la chiesa parrocchiale, e da alcuni gruppi di case sparse, gli abitanti erano per la maggior parte dediti all’agricoltura, il prodotto più rinomato era il vino bianco Polcevera, prodotto ancora oggi, anche se in quantità limitata. Oggi Murta è una zona residenziale, con numerose villette distribuite su tutta la collina tra il paese e la sponda destra del torrente Polcevera.

    La Valpolcevera raccoglie oggi i quartieri di Pontedecimo, Bolzaneto, Rivarolo, Sampierdarena e Cornigliano. Quartieri a cui la città, a partire dalla metà dell’Ottocento fino a oggi, grazie ai numerosi insediamenti industriali, deve gran arte del suo benessere e della sua espansione e che hanno fatto la fortuna della città. Oggi dopo le varie vicende di crisi e dismissioni in luogo delle vecchie fabbriche sono sorti i più grandi centri commerciali. Giusto per darvi i riferimenti geografici si può dire che Murta fa parte dell’unità urbanistica di Bolzaneto, e quindi è compreso nel Municipio V Valpolcevera, ma essendo urbanisticamente staccato dal resto della città può essere considerato una frazione.

    Non pensate che stia parlando di posti isolati e difficilmente raggiungibili, la rinuncia dell’antico status indipendente ha fatto guadagnare all’antico paesino tutta una serie di vantaggi tra cui ottimi collegamenti con il centro cittadino, difatti è collegata con la stazione ferroviaria di Bolzaneto dalla linea di autobus 74 della rete urbana di Genova.

    La caratteristica di questi quartieri è che hanno comunque conservato nei decenni una loro identità di comuni indipendenti, spesso ricordata da celebrazioni locali ancora importanti.

    Fra queste, la festa della zucca di Murta che nel giorno di San Martino (11 novembre) vede la collaborazione di tutti i cittadini nel mettere in mostra i migliori prodotti delle coltivazioni locali, tipicamente autunnali. Per Murta l’autunno si tinge di tutte le sfumature della zucca. Come ogni anno, per due fine settimana, il borgo della delegazione genovese di Bolzaneto si trasforma in una sagra a cielo aperto con la ventiduesima edizione della mostra “dall’A… alla Zucca“.

    Le zucche sempre più belle, sempre più strane, più lunghe e più grosse sono esposte in un’area dedicata del paesino. Scusatemi, ma noi lo definiamo affettuosamente così, proprio per evidenziare le sue specialissime caratteristiche, in pochi minuti, e per una volta tanto non è un modo di dire, si passa dal caos cittadino in un ambiente naturale fantastico. Sto bene ogni volta che ci vado, è un posto che rasserena allontanando tutti i clamori e le frenesie cittadine, è uno dei nostri preziosissimi polmoni di vivibilità immersi nel verde.

    Il tema di questa ventiduesima edizione è Murta: Zucche trombetta e… canne d’organo, ovvero la musica secondo il paese delle zucche.

    Il tema è stato scelto per celebrare il restauro dell’organo parrocchiale “Lingiardi anno 1882“, curato da parte dei Fratelli Marin di Lumarzo (Bolzaneto)una storia che questa edizione vuole raccontare attraverso l’esposizione di strumenti musicali realizzati con parti di questi deliziosi ortaggi, alla scoperta di un utilizzo molto particolare e poco conosciuto.

    É un’occasione per presentare le zucche anche dal punto di vista prettamente gastronomico, nei loro svariati utilizzi in cucina che in realtà non è molto noto ma indubbiamente interessante. Due interi weekend di degustazioni, concorsi e altre curiosità nella festa d’autunno più saporita della Val Polcevera

    Due weekend, dedicati alle cucurbitacee in tutte le loro forme, bitorzolute, rotonde, oblunghe, e declinazioni culinarie. Una festa da buongustai perché le ricette a base di zucca non si contano: torte dolci e salate, marmellatine, primi piatti, zuppe, insomma un vero spasso per chi, come me, ama smisuratamente la zucca!

    Come da tradizione nel corso dei due fine settimana saranno premiate

    la “Zucca d’Oro

    la Zucca più grossa

    la Zucca più lunga

    la Zucca più strana

    la Zucca più bella

    la Zucca più fortunata

    La Zucca più strana e la Zucca più bella saranno determinate in base alla votazione da parte dei visitatori e non mancheranno riconoscimenti bizzarri come quello per la zucca più fortunata. Ma l’ambitissimo premio di quest’anno è quello per la Zucca d’oro dei ventidue anni che, per regolamento, deve avere un peso il più vicino possibile a 22 kg.

    In mostra anche i fiorai genovesi, con le loro decorazioni floreali a base di zucca, per il concorso Forme e Colori. Saranno premiate anche le migliori composizioni di zucche esposte nei negozi della Val Polcevera e del centro cittadino aderenti all’iniziativa Vetrine in festa.

    La mostra è anche l’occasione per assaggiare piatti della tradizione ligure e le ricette a base di zucca di famosi ristoratori, il tutto accompagnato dal vino bianco appena vendemmiato.

    La mostra è anche l’occasione per assaggiare piatti della tradizione ligure e le ricette a base di zucca di famosi ristoratori, il tutto accompagnato dal vino bianco novello appena vendemmiato, altre informazioni sul sito della zucca. Sabato è stata anche l’occasione per conoscere e degustare le ricette tradizionali liguri a base di zucca. Ma questa volta non mi sono limitata a mangiare e o comprare, ho fatto praticamente il giro di tutti gli stand carpendo e rubacchiando tutte le ricette a base di zucca che proporrò prossimamente.

    La mia ammirazione e il mio plauso va a tutte le persone che organizzano e lavorano per far riuscire bene questa manifestazione, che di fatto è l’unica in tutta la regione a mantenere la caratteristica di sagra nel vero senso della parola. Perché di finte sagre in giro ce ne sono fin troppe. Se avete la possibilità, non perdetevi la cerimonia di premiazione nel prossimo fine settimana, questa è una manifestazione da non perdere.

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    Tag: girovagando, mostre, sagre, zucca
    Scritto da fiordisale martedì, 11 novembre, 2008
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    16 grani di sale to “Murta, il paese delle zucche”


      mmm che voglia di… zucca :D

      Mamma mia che bella festa! Io ho una passione viscerale per la zucca. Peccato la distanza se no questo sarebbe un appuntamento annuale che non mancherei per nulla al mondo…vabbè mi consolerò con le prossime ricettine che ci svelerai
      Un bacio
      Fra

      Ciao Fiordisale, farò il possibile per tornare a Murta, ne ho un ricodo bellissimo. Speriamo che non piova!!!

      Da bambina a casa mia l’unico o quasi modo di mangiare la zucca era riso, latte e zucca, una meraviglia. Diventata mantovana per matrimonio ho imparato moltissimo (soprattutto i tortelli) e ora amo la zucca appassionatamente, ma putroppo qui a Roma zucche asciutte alla mantovane se ne trovano poche e così sono costretta a comprarne o farmene comprare alcune lassù più o meno a questa stagione e a sbizzarrismi quando arrivano. L’anno scorso sono stata a un festival della zucca al ristorante Nizzoli a Villastrada (MN) ed è stato fantastico, ma questa tua segnalazione è talmente entusiasmante che cercherò di venirci l’anno prossimo.
      PS il link al sito della zucca non funziona. Puoi fare qualcosa?

      Oh Gi!! Tu non sai quanto adoro i piatti di ceramica con le ricette disegnate sopra, mia mamma ne faceva collezione e io, seppure non li attaccherei mai sul muro, ci sono molto affezionata! Belle foto, ti abbraccio,
      Elga

      wow zucche bellissime!
      :-o
      appro… ho una zucca che mi aspetta finirà in risotto, ma non sola… devo decidere ancora quale compagnia assegnarle: uno stracchino o un “brie” di capra?

      le zucche sono altamente fotogeniche :)

      Che meraviglia! Grazie per la segnalazione Buona serata

      Ciao Gi, che belle foto!!
      e così sei già stata a Murta!
      noi andiamo il prossimo fine settimana, tempo permettendo, ed anche non, perchè ci piace troppo! di solito torno a casa carica come la befana, con zucche per tutto l’inverno (e oltre!!)
      peccato non esserci incontrate.. sarebbe stato carino.
      un abbraccio
      patrizia

      Certo che l’Italia è proprio bella…anche i paesi più piccoli, sperduti o poco conosciuti possono rivelarsi a chi li visita dei veri gioielli. Bellissima questa festa della zucca! Da vedere, e chissà che il prossimo anno… :) Un abbraccio

      Che belle!
      La zucca oltre ad essere molto varia e colorata è anche ottima e salutare…meglio di così. In questo periodo mi sto nutrendo di vellutate di zucca…ne approfitto finché dura!!!Nel nord est c’è Venzone, un paese gioiello, famoso per la zucca. Ahimé è già passata la festa.

      ciao ciao

      Che meraviglia. Molto bella questa versione italiana della festa della zucca. In tedesco la zucca a turbante si chiama “mitra del vescovo” :-)
      Ciao
      Alex

      ma sembra proprio un paese da fiaba…..troppo bella deve essere questa sagra, grazie per averci portato con te!

      potrei morire in unposto cosi’! mi piace tantissimo la zucca, è proprio il posto per me mia cara! quel barattolo di marmellata è una favolaaaa!

      alla fine sei andata, brava! Io purtroppo non sono riuscita, e non riesco neanche il prossimo weekend, mannaggia… per consolarmi ho appena fatto un soufflè di zucca e cacao :P

      vedo solo ora queste meraviglie…reportage fantastico e zucche magnifiche!…io le adoro!!!
      l’anno prox a S. Martino tutti a Murta per la sagra!!!

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