- fiordisale - http://www.fiordisale.it -

Ultima fermata Paradiso (e ritorno)

Posted By fiordisale On martedì 23 dicembre 2008 @ 09:40 In ristoranti et affini | 9 Comments

Come promesso svelo il mistero della mia ultima gita golosa. E’ difficile tornare indietro da queste montagne, dopo tutta questa pace, l’aria che odora di cielo, il silenzio  dei sentieri, il vino buono e le risate attorno al fuoco, ci si catapulta di colpo nel pieno della baraonda prenatalizia in una città stretta dalla morsa del traffico e con poche strade ad offrire alternative. Il centro completamente congestionato i negozi presi d’assalto, fiumi di persone in preda a sindrome d’isteria collettiva, sembra quasi di essere sbarcati in un altro pianeta.


Ci si arriva (quasi) comodamente da Borghetto Vara o da Brugnato, nello spezzino, e da lì ci si inerpica su per stradine tutte tornanti fino in cima, dove non si può andare oltre ed il cielo sembra ad un passo.
La località Casoni sta nel percorso dell’Alta Via dei monti liguri, ma il suo passato, perlomeno quello storico, non è cominciato nel 1993, data di costituzione del consorzio omonimo, basta andare alla locanda Volpi (in località Casoni) per averne qualche interessante assaggio.
La posizione è indubbiamente strategica, sta in cima al monte, da una parte c’è il golfo dei poeti, dall’altra strizza l’occhio al parmense. Era un crocevia già alla prima guerra mondiale, nella seconda fu fondamentale, solo i nativi sapevano (e sanno) percorrere ad occhi chiusi ogni singolo sentiero senza timore di perdersi, ed era qui, appunto che cercavano riparo dai nazifascisti. Qua la gente è pragmatica, con quella scontrosità bonaria, tipicamente ligure, gente di poche parole, abituata al lavoro della terra e a non farsi incantare dalle sirene della televisione.

Perché qua in cima, gli unici sostentamenti derivano proprio dal frutto del proprio lavoro, dal pane alla pasta insomma si fa tutto in casa. E posso assicurare che il pane è così buono che non si smetterebbe di mangiarlo, quindi siete avvisati.

La locanda esiste proprio dalla prima guerra mondiale, la sua posizione invogliava alla sosta per chi affrontava il valico. Nei decenni ha subito molte trasformazioni e non poche sono le leggende partigiane che su questi monti si sono consumate. Ma solo nel dopoguerra ha ripreso in pieno la sua attività diventando piano piano un punto di riferimento sia per il versante ligure che per quello parmense. E vi posso assicurare che fa uno strano effetto ritrovarsi li a pranzo sentendo i due dialetti fondersi in un unico cicalio.

Mi raccontava un vecchio della zona che qua la povertà di qualunque risorsa ha costretto la gente ad industriarsi, ad inventarsi soluzioni. Qua i teorici fanno poca strada, è vita per gente pratica, per contadini, per presone che sanno dare il giusto valore ad ogni cosa. E’ un posto dove ci è capitato di andare con enne carte di credito, ma quasi senza contanti, scordando peraltro che qua le carte di credito non servono, mica possono usare le mucche come bancomat! Ci hanno risposto tranquillamente – non ti preoccupare, ce li darai la prossima volta.- Cioè… vi rendete conto?

La famiglia volpi è qua da sempre, mi sono presa l’impegno di farne la storia romanzata attraverso le generazioni, con il vissuto dei nonni ed il ricordo dei nipoti. Un tempo la locanda era conosciuta (solo) come locanda dei cacciatori, tutti gli insaccati sono di loro produzione, come il pane,  come il dolce casereccio. La selvaggina è bottino di stagione. La zona è praticamente circondata da boschi che offrono funghi di qualità in abbondanza, buoni per condire i ravioli casalinghi o le tagliatelle. Il vino è di queste zone, genuino e gustoso, quando in tavola finisce la bottiglia, non c’è bisogno di chiedere, arrivano a portarne subito un’altra (senza aumentare il prezzo!) e lo stesso atteggiamento familiare lo hanno anche con le porzioni sempre abbondanti, ma senza superflue esagerazioni.
E l’acqua? rigorosamente di fonte, ovviamente :-)

Se cercate un posto con le tovaglie di fiandra o lo stovigliame di Ginori, ecco.. .questo non è un posto per voi. Ma se volete provare il piacere di un’oasi fuori dal tempo, dove riscoprire gli aromi della memoria, con attorno solo alberi e pace (e nient’altro!) ecco, allora questo è il posto giusto.

Ed aggiungo che un pasto completo va dai 20 ai 25 euro, se poi fosse tardi, con qualche bicchiere di troppo nel sangue e si decidesse di fermarsi a dormire, si arriverebbe attorno ai 50 euro, non male no?

Queste giornate hanno avuto la bellezza del cielo terso e limpido, con dei tramonti mozzafiato, l’aria era fresca e frizzante, e nonostante fossimo attorno ai 1000 metri sopra il livello del mare, siamo riusciti pure a stare solo col maglione.

Mi sono innamorata di questi posti un sacco di anni fa poi, dopo una lunga e triste pausa, li ho ritrovati intatti e persino migliori del miglior ricordo che la mia mente aveva gelosamente custodito, e se ci fosse un posto dove tornare è qui che tornerei.

Trattoria Volpi
Loc. Casoni, 5 -
Suvero  -  Rocchetta di Vara (SP)
0187-890024

Related posts:

  1. Tempi duri – 3 – ovvero il ritorno di Barbablù É il periodo, mi rendo conto. Nonostante vorreipotreiavrei tutt’altre...
  2. Il paradiso (non) può attendere Domani, in occasione del trentesimo anniversario della morte di...
  3. Intermezzo goloso, ovvero il ritorno ai fornelli. No dai, davvero, facciamo un intermezzo in questa guerra...
  4. Punto di non ritorno Prima che il corpo diventi tutt’uno con l’amata amaca,...

Article printed from fiordisale: http://www.fiordisale.it

URL to article: http://www.fiordisale.it/2008/12/23/ultima-fermata-paradiso-e-ritorno/

Copyright © 2009 fiordisale. All rights reserved.