Feed RSS
  • Home
  • Appendice
  • Grandi Eventi
  • scatti di gioia
  • Segnalazioni @abuse
 
giovedì 8 gennaio

post sfigatello

Tanto per cominciare pregherei di non mettervi a ridere, non fate i furbi, intendo manco sotto i baffi! Giusto per sfatare l’idea che ci si deve arrendere alla sfiga, ripubbico il post di capodanno di cui avevo conservato la bozza, tanto per capirci è quello che ha mandato in tilt non solo il blogghino ma pure il server aruba (al customer erano di un felice che ve lo faccio immaginare!). Ovviamente ho apportato le opportune modifiche perché non mi si schianti di nuovo tutto (spero!), però mi piaceva l’idea di riazzerare, ripartendo da dove mi ero interrotta bruscamente. Eppoi a ben pensarci nel gran caos non sono manco riuscita a fare gli auguri come si deve. Però faccio una promessa, questa è la terza volta che ci provo (anche se ho cambiato il titolo) e sarà pure l’ultima, o la va o la spacca e sto post rimarrà per sempre ad uso  privato (quindi approfittate, potrebbe sparire da un momento all’altro!).
johann-strauss-vater-radetz

Non so ancora (!) cosa ne sarà di me questa sera, ma una cosa certa so come comincerà il mio nuovo anno, buona musica, buona compagnia e tanta, tanta serenità, che è una delle cose che sono scarseggiate nell’anno (ancora) in corso.

Sono contenta che quest’anno stia finendo, è stato pesante, davvero. Non è stato negativo, intendiamoci, ma ho come la sensazione che ogni cosa mi sia costata il doppio (in ogni senso), ed essendo che sarei pure un tantinello pigra (noché diretta) odio far tanti giri per ottenere quello che si raggiungerebbe con minor sforzo. Mah sarò strana?! :-))

Lo scorso anno era finita così, con in bocca un retrogusto amaro, quasi che anzichè spumante si stesse bevendo una pozione venuta male.
Quest’anno potrei fare un lunghissimo elenco di tutte le cose che si sono guastate in questo equilibrio mondiale sempre più precario, ma rischierei d’annoiarmi, quindi dedico il mio ultimo (e primo) pensiero dell’anno ad una occasione davvero speciale, che vede protagonista un uomo eccezionale.

Sono certa che molti si chiederanno chi sia costui e perchè mai io rivolga proprio ad un tale sconosciuto il mio primo pensiero dell’anno, il pensiero più importante, almeno per me.

Randy Pausch era un professore ed una vera personalità nel campo degli studi sulle interazioni uomo-macchina e dell’informatica creativa (chiamiamola così) scoprì nel 2007 di essere malato di cancro. Ha raccontato la sua storia, la sua esperienza nel suo sito, come fosse un diario, e questa è la sua ultima lezione. Normalmente The last lecture è d’uso tra coloro che lasciano la cattedra per andare in pensione. Si intitola “Really Achieving Your Childhood Dreams“, ovvero “Come realizzare i sogni della vostra infanzia”. Se non seguite bene l’inglese [qua potrete trovare i sottotitoli in italiano], oppure se avete problemni con i video c’è la trascrizione dell’intervento messa online da Alessandro Gilioli, a cura di Anna Bissanti.

Già la sua pagina web dice molto di lui, ma siamo stati in tanti, anche in Italia, a rimanere completamente rapiti dalla sua lezione di vita. In questi casi, si dice, che gli ultimi interventi pubblici delle vittime del cancro, siano costellati da frasi di circostanza, da mestizia e imbarazzati silenzi. Bè per Randy Pausch non è stato certamente così, i video e i link fanno emergere una personalità che non si è arresa mai, che ha fatto con serenità il bilancio della sua vita, che nell’ultima lezione è stato continuamente interrotto da applausi e risate. Quando lessi il suo libro mi colpì l’apparente ironia tra il suo inno alla vita e la (sua) morte. Il professor Randy ha realizzato molti sogni della sua infanzia e probabilmente non si aspettava che la sua ultima lezione diventasse il vademecum (di vita) per così tante persone che, magari, di fronte ad una qualche avversità mollano la presa, come fossero demotivati a vivere, schiacciati da piccoli problemi diventati mostri insuperabili, se guardati attraverso la lente della loro privata depressione, queste persone in pratica smettono di lottare e talvolta ad amare.
É difficile capire ed accettare i propri sogni, avere chiaro in testa dove veramente si vuole andare e trovare il coraggio di aggirare gli inevitabili ostacoli, comprendere nitidamente cosa veramente si vuole lasciare di noi. Ecco, forse è questa la chiave di lettura della vita che ciascuno può fare. Perché solo se si comprende quanto il tempo per ciascuno sia limitato si vedono chiaramente le priorità, i veri valori e le lotte per cui vale davvero la pena spendersi.
Questo libro è anche per chi crede di essere arrivato, per chi è convinto di non aver più nulla da imparare, (c’è qualcosa di più assurdo?). Non pensate neanche per un attimo che questo sia un post triste, perché triste sarebbe parlare di un’esistenza vuota e incapace di lasciare una qualunque traccia di sé. Ma Randy di tracce ne ha lasciate parecchie, è stata una persona che ha davvero saputo dare un senso alla vita e sapeva che arrendersi è il modo migliore per cominciare a morire, ecco il motivo per cui non lo ha mai fatto, fino alla fine dei suoi giorni. Io e Randy (assieme a qualche decinaia di persone) avevamo un sogno comune, quello di abbattere qualunque spezio tramite la rete, gli sono grata di avermi restituito intatto il mio sogno, attraverso i suoi studi e il suo lavoro.
Un cincin di gratitudine a lui e un grande brindisi di felice anno nuovo a tutti voi, davvero col cuore.

Related posts:

  1. Ancora un poco (arrangement post) É successo un disastro, adesso io è il mio amico...
  2. ATTENZIONE! Post erotico, da maneggiare con cura ;) No scusate ma è che avevo davvero un conto...
  3. Due pizze al post(o) di una! Ho un irrecuperabile ritardo verso tutti i premi, le...

altri post simili:

Fatal error: Call to undefined function get_related_posts_thumbnails() in /web/htdocs/www.fiordisale.it/home/wp-content/themes/purpletime/single.php on line 29