Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore “tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?”

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Sono letteralmente inchiodata davanti alla tivvù a guardare lo special su De André, che ho annunciato ieri. Una gradita visita mi ha impedito di fare prima il post perchè tra organizzare il pranzo e tutto il resto, chiacchiere incluse, mi ha tenuto lontana dalla rete, ma alle 20 mi sono rimpossessata dei miei spazi, giusto in tempo per vedere questa trasmissione. Probabilmente sono la persona meno adatta a parlarne perchè sono commossa, da lacrime agli occhi, dico davvero. Non è tristezza, capitemi. Non c’è alcuna tristezza. É commozione allo stato puro.

Mi schianta dentro vedere tanti artisti accorsi per tributare uno dei più grandi poeti degli ultimi 50 anni. Mi ha emozionando, mi sta emozionando, come fosse uno specchio riflesso, la loro emozione nell’eseguire canzoni che tutti sappiamo a memoria fin da bambini. Ed allora ripenso al povero Celentano, al brutto scherzo che gli giocò l’emozione, in una serata tutta cittadina al Carlo Felice anche questa organizzata come tributo a Faber. Vedendo l’emozione di Nicola Piovani piuttosto che di Battiato, quasi incapaci di parlare, ho finalmente perdonato l’Adriano nazionale, la cui sensibilità in quell’occasione doveva essere a livelli sovrumani. Per chi non ha respirato l’aria (il mondo) di Faber probabilmente sarà difficile comprendere tutto questo gran movimento attorno ad un solo artista, però come parametro si potrebbe usare proprio l’immenso livello di stima e considerazione che Faber aveva tra i colleghi e gli addetti ai lavori. E quello dello spettacolo non è proprio un mondo di favole, diciamocelo. Sono tutti li con il coltello tra i denti pronti a farsi la guerra tra loro per scalare una qualche classifica, e invece con Fabrizio non lo hanno mai fatto, né da vivo né da morto. Questo secondo me la dice lunghissima. Magari da un’idea della distanza che esisteva (ed esiste) tra la sua persona e la sua opera e tutti gli altri, senza per questo voler denigrare nessuno, ma Faber pareva davvero venire da un altro mondo ed io sono consapevole della fortunata coincidenza che lo vide nascere proprio a Genova e dedicare a questa amatissima città, ai suoi margini, ai personaggi più disgraziati che vi albergano, moltissime delle sue canzoni. Io ci vivo in questa città, e molto spesso vado in centro storico a zonzo, solo per cercare le sue tracce, come avessi paura che Faber scompaia. Anche da qua, intendo. E forse è proprio questo il segreto per cui in questi lunghissimi dieci anni ho incassato la sua perdita, qua ogni luogo è ancora pregno dell’odore di Faber e vi assicuro che non è un modo di dire e non è mai stata una prassi genovese, almeno fino ad oggi, tutti sanno quanto i liguri siano reticenti a mostrare le proprie emozioni, difatti abbiamo la (giusta) fama di essere un po’ scontrosi e riservati.
E così sono anche io, mi rendo conto che non sono mica stata capace di descrivere il rapporto che avevo ed ho con la sua poesia, dovrei fare un post lungo una vita: la mia.

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Anche io raccolgo l’invito di Fazio e metto online amore che vieni, amore che vai, dopo mi rincattuccerò in compagnia di Faber, compagno di tante sere, ma prima vi ricordo che a Palazzo Ducale c’è una bellissima mostra dedicata a questo straordinario artista, dura fino al 3 maggio.

22 pensieri riguardo “Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore “tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?””

  1. pur non essendo genovese condivido con te la stessa emozione
    mi ha praticamente allattato, mi ha tenuto per mano nelle notti di studio, ha emozionato in ogni cosa scritta anche in quella lingua pietrosa ed incomprensibile che è il zeneise.
    senza tener conto del fatto che genova è secondo me una cttà piena di fascino e mistero, forse la città Italiana che amo di più
    ieri maurizio maggiani ha detto una cosa che mi ha molto colpito.
    a genova la lingua di uso comune è il dialetto poi arriva l’italiano e anche in questo faber è stato un anarchico, un anarchico delle parole.

  2. Ciao fiordisale,
    ho visto anch’io ieri sera la trasmissione di Fazio sul grandissimo poeta De Andrè, e devo dire che è stata una serata bellissima ed emozionante! Sono stata incollata alla tele, diciamo ipnotizzata nel sentire cantare
    le sue canzoni da tutti quei artisti venuti in suo onore per questo grande evento!
    E la canzone in diretta contemporaneamente da 300 radio che dire…un’emozione da brivido…solo se ci penso mi viene la pelle d’oca!
    E il saluto del porto finale?
    Beh tutto è stato perfetto e magico.
    Bravi tutti da Fabio Fazio alla Rai e a tutti i partecipanti perchè hanno trasmesso l’amore, i sentimenti e l’affetto che hanno nel cuore nei suoi confronti.

    Grazie per la raccolta del pesto, un pdf bellissimo e pure con l’indice!

    Un bacio
    Carla

  3. So che bestemmio in questa sede, ma non ho mai ascoltato de andrè, sebbene ne conoscessi la fama e alcuni stralci di canzone.
    Ieri sera, ho seguito apposta Fazio per colmare un filo la mia ignoranza.Mi ha commosso Battiato, eccellente!
    Davanti a cotanta accorata partecipazione, ho scoperto un uomo eccezionale, oltre che un poeta ineguagliabile.
    Non è mai troppo tardi per imparare no?

  4. davvero commossa dopo la puntata speciale di chetempochefa dedicata a Faber…una grande festa per ricordare la grandezza di questo uomo. Commossa dall’affetto degli amici e di chi pur non avendolo conosciuto ha fatto tesoro delle emozioni e degli ideali che le sue canzoni contengono.
    La canzone che ho postato l’ho dedicata a te, spero ti faccia piacere
    Un bacio
    Fra

  5. Cara Gì,
    non ho parole per dire quanto anche io mi sia sentita coinvolta nella serata di ieri…per una volta la genovesità è stata spiegata a tutti quelli che non riescono a capirla, con il migliore interprete possibile. Ho avuto la sfortuna di iniziare ad apprezzare Faber solo quando ci aveva già lasciato (nonostante “Nuvole” mi accompagnasse già da bimba), ma per me la sua musica resterà sempre, oltre che straordinario poesia, un modo per sentirmi a casa ovunque io sia nel modo…e ieri sera ero alle lacrime, inspiegabilmente per me che difficilmente mi commuovo.

  6. ma sai che è stato davvero un spettacolo bellissimo? erano anni che non mi capitava di vedere qualcosa di così emozionante alla tele… e poi c’era un sacco di gente che adoro, maggiani, jovanotti, bersani, fossati, vabeh tutti dai :-) ti ho pensato quando hanno parlato della cima :-)

  7. Ciao,
    mi permetto il tu, anche se non ci conosciamo, perchè, dopo aver letto, con commozione, i tuoi articoli su Faber, un legame, anche se virtuale, si è comunque creato.
    “Amore che vieni, amore che vai” quella sera ha commosso tutti e tutta la serata è stato un lungo, caldo abbraccio a chi, dal vivo, non avremmo mai avuto il coraggio di azzardarci a regalare.
    La casa è piena di libri, fotografie, CD di Fabrizio, eternamente ripresi, sfogliati nuovamente e riascoltati, e penso che presto, col mio compagno, verrò a visitare la mostra .
    A questo proposito mi azzardo a chiederti un consiglio su dove andare a pranzo, per non interrompere la sicura emozione che la mostra susciterà.
    Pensa che non sono mai stata a Genova, ma penso di entrare dalla porta principale, facendolo in questa occasione.
    Grazie per i bellissimi post che lasci e che leggo con regolarità.

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