E se giocassimo all’antico gioco delle Crociate?
Il can can pubblicitario è cominciato da lunedì, con qualche intervista provocatoria, dapprima su “il lavoro” (le pagine liguri di La Repubblica) e poi con interviste delle varie tv ai dirigenti dell’UAAR.
Senza voler entrare nel merito, ‘chè come ogni questione religiosa mi farebbe infilare in una spirale dispersiva (di cui al momento non m’importa dipanare la matassa) però indubbiamente la risposta compatta da parte degli atei europei una qualche riflessione dovrà pur stimolarla no?

ad esempio c’è una correlazione tra questo papa così integralista, conservatore, revisionista e le forme (peraltro civili) di dissenso?

Insomma di fronte ad uno stato, tanto per rimanere entro il nostro nostro disgraziato confine, che anzichè eseguire una sentenza della corte di cassazione (si alludo proprio al caso di Eluana), ultimo grado di giudizio, asseconda l’ideologia clericale un qualche modo per esprimere una propria laicità bisognava inventarla. Sicuramente c’è qualcosa che non torna.

Come non tornano i conti attorno al prete condannato di pedofilia e difeso dalla curia, che ha detto (testuali parole) “non volevamo sfiduciarlo” (e lo hanno nascosto in convento, lontano dal carcere). É normale?
Non è che i due pesi e le due misure ci siano solo oggi, intendiamoci, però ad ascoltare il commento del portavoce della curia mi sono sorpresa a pensare che il cittadino medio, forse, avrebbe avuto molta meno tolleranza se il pedofilo fosse stato il signor Rossi o Bianchi, reclamando per lui la giustizia terrena ancora prima di quella divina.
Come mai? É la sudditanza secolare che ancora fa fatica ad essere messa da parte? É l’incapacità di comprendere il netto distinguo tra la fede e il clero?
Quali sono i motivi per cui un movimento ateo (europeo) ha deciso di fare questa provocazione? Secondo voi hanno ragione a sentirsi discriminati?
Però la domanda che più mi preme, a prescindere dalle religioni, ma se veramente esistesse un dio (e per ciascuno il proprio, non è questo il punto) sarebbe normale la sua attitudine di far morire così tanti bambini? Così tanti civili, così tanta gente inerme?
Cioè, per dire, chi ci ha una qualche confidenza, non è che gli può mandare un sms per avvisarlo, chennesò, è pure capace che esista e si è semplicemente distratto, no?
O, peggio, non è che tutto ‘sto bailame è solo per timore che la gente, in preda all’isteria causata dalle evidenti difficoltà sociali (a loro volta causate da schifezze politiche) si butti a pesce morto sulla religione?
Ma dite la verità , voi ce lo vedete, per esempio, uno con la faccia da tolla di Formigoni partire per le crociate?
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Quando ho sentito la notizia stamane al Tg, che a Genova avrebbero sfilato quel tipo di strilloni pubblicitari, nella stessa Genova del povero Babu, mi son detto “Ahi, ecco che qui ci s’attacca…”. Infatti stasera la notizia è puntualmente ripresa da Fiordisale News 24. Siccome il tuo uditorio è misto e trasversale ti do atto che non hai calcato la mano e hai detto la tua con umorismo e guanto di velluto. Però ora dico la mia: chi confonde la fede con il clero non vale granché, su questo siamo tutti daccordo. Allora perché parlarne assieme. La religiosità è un aspetto fondamentale dell’essere umano, da quando quest’ultimo s’è reso conto d’essere al mondo, ed è un valore che non può far altro che migliorare l’uomo (se vissuta coerentemente). Chi dice “io non credo in Dio perchè la Santa Inquisizione ha ucciso tante persone” fa il paio col pirla che dice che il comunismo è il Male perché Stalin ha fatto quello che ha fatto. Ergo: ognuno è libero di professare o meno il proprio credo ma chi sente il bisogno di esprimerlo in questo modo, e soprattutto in nome del più becero consumismo imperial-capitalistico (“Enjoy” dice la Coca-cola!), è pirla 2 volte. Concludo solo dicendo che se ha ancora un senso raggruppare il nostro popolo sotto un unico nome, “italiani” (visto che ormai manco la stessa lingua parliamo più), è proprio in quell’identità religiosa di cui non ne è rimasta che una pallida eco. Basta andare in un qualsiasi paese mussulmano o buddista per rendersene conto.
E adesso sparatemi pure, morirò come il Che, aiutando il mio aguzzino a tener fermo il mitra perché la mano gli trema troppo….
Tento di darti una risposta laica alle “nefandezze” sotto gli occhi nostri ogni giorno (guerre, malattie, ecc.).
Qualsiasi cosa succeda, ha sempre una ragione che immediatamente non riusciamo magari a comprendere, ma che fa parte di un “ordine” generale, come un terremoto, una peste o la lotta per la sopravvivenza tra un leone e un’antilope.
Dal punto di vista umano molto spesso questo è inconcepibile, e ci chiediamo dove stia Dio, ma rientra (purtroppo, se vogliamo) nel “grande gioco cosmico”. In un libro giallo – quindi tutt’altro che filosofico – il protagonista citava un proverbio americano: quando una foglia cade in Cina, in California sentiamo un terremoto.
E’ dura da ammettere in molti casi, ma è così.
Sulle provocazioni degli atei, poi, non ho nulla da ridire: come credente (espulso d’imperio dalla gerarchia cattolica) non mi scandalizzo, chè ognuno ha diritto ad esprimere le proprie opinioni politiche e fideistiche. E’ ovvio che un integralismo provoca altrettanta reazione integralistica, sugli autobus come a Gaza.
Mi fa solo rabbia che si debba arrivare a doverlo gridare sul fianco di un autobus, che un altro modo di pensare è possibile. E che la religione debba essere cosi determinante nella vita civile, quando dovrebbe essere un fatto privato (mica solo quella cattolica: tutte).
Ciao Gì cara, un bacio
Sinceramente non credo sia necessario addobbare gli autubus con quegli slogan. Cerco di spiegarmi: chi crede in Dio non necessariamente ritiene i precetti della Chiesa sempre validi o applicabili. Molte persone pur considerandosi fedeli dispongono e usano il proprio libeo arbitrio in modo da agire senza andare contro alla propria religione ma nel rispetto di chi non crede. Per quelle persone che invece ritengono i dogmi e le intrepretazioni della Chiesa qualcosa di incofutabilmente vero quegli slogan non serviranno a nulla. A mio parere il vero problema è il peso che l’opinione del Papa e del clero ha ancora nella nostra società . Certe affermazioni e posizioni sono solo focolaio di intolleranza e rigidità mentale. E’ questo l’aspetto che mi preoccupa di più
Ciao Gì.Qualche giorno fa ho letto di questa iniziativa degli autobus atei e sono rimasta un po’ perplessa…mi è parsa una pagliacciata.Uno deve mettersi a scrivere sui muri “IO CREDO” adesso?!maddai…
Personalmente mi trovo d’accordo con molti punti di vista di cui sopra.Da credente particante cattolica, frequentemente mi trovo in disaccordo con molte cose che la Chiesa ha fatto o dice.E questo mi pare spirito critico, e diritto di coscienza.Aborro i massacri. l’Inquisizione, gli abusi coperti, le prese di posizione feroci su alcuni temi…Tuttavia continuo a credere in un Dio misericordioso che non va incolpato dei mali del mondo..L’uomo ha facoltà di scelta, dopo tutto.
Non mi ritengo una brava cristiana ma conservo la mia fede, anche se tante cose mi fanno accapponare la pelle.Io preferisco guardare a chi ancora segue l’esempio di San Francesco ed iuta il prossimo con quell’amore gratuito incondizionato:i missionari( e qui potrei spendere milioni di parole, ma non ho la pretesa).Ci sono tante altre persone che sono la faccia pulita, forse fa più comodo guardare al marcio che al bene.
Sia chiaro, vi sono altrettante bravissime sante persone atee ma che, quantomeno non vanno in giro coi cartelli.
Io sono per la tolleranza e la convivenza pacifica, il dialogo.Mi spiace quando questo s’interrompe.Trovo che da chi la pensa in modo diverso si possano trarre spunti per crescere come persone.
Poi questa è solo una spassionata opinione personale…
Tutti grazie per gli interventi, che ho trovato belli, davvero eh!
Il mio post non voleva essere una mina vagante, una (altra) provocazione, quelle in giro bastano e avanzano.
Per me la religione (il credo) è una questione privatissima degna del rispetto assoluto, a prescindere se la persona in questione professa il credo verso il Dio cristiano o Allah, piuttosto che per la mucca Carolina, per capirci. Non ho chiusure mentali, e secondo me la religione, per chi, fortunato lui, la possegga, deve essere libero di professarla a prescindere dal paese (alludo a paesi che impediscono il libero credo, ad esempio).
Però indubbiamente questa provocazione, che si hai ragione Saretta, è una pagliacciata, per fortuna di tutti non è offensiva, ma semmai ironica. Perlomeno a me mi ha fatto sorridere :-)
Dicevo lo stesso sentimento di tutela che si ha verso i credenti di ogni specie, non potrebbe avere anche per gli atei? in fondo è pure quella una forma di religione, no?
A me non piace moltissimo come vengono etichettate persone degnissime come Augias o Oddifreddi, è chiaro, in un paese libero ciascuno dice la sua, nel totale rispetto. Bisognerebbe che qualcuno lo faccia presente anche in Vaticano, no?
Quindi se questa provocazione servisse a far comprendere a taluni personaggi dell’alto clero che l’alta inquisizione è passata damò, e che gli esseri umani bisogna rispettarli a prescindere, va anche bene. Se servirà per scalfire le ottusità , dando luogo ad un dialogo nel pieno rispetto dei ruoli, io ne sarò ben felice.
piesse per giò
come noterai io non sono entrata nel merito di credere-non credere, non solo perché sinceramente non me ne frega niente, ma perché è in antitesi col mio concetto di totale rispetto verso gli altri. A me stanno bene i credenti. Come mi stanno bene i non credenti. Mi stanno persino bene i mussulmani, i protestanti, gli induisti, e vabbè tutte le altre religioni.
Sull’identità (europea direi)sono parzialmente d’accordo. Perchè s’è vero che la chiesa (quindi come noti non la fede) ha influenzato molto del nostro remoto, dalle arti alla politica, per capirci, è anche vero che non la si puà imporre comme dogma illiberale all’interno di una costituzione europea (motivo per il quale il varo della stessa costituzione è naufragato). Noi siamo popoli liberi, non abbiamo i trascorsi di altri popoli arabi che formano le persone con lo studio capillare di corani, vecchi testamenti, etc (anche nell’oggi). Quindi in quel caso, a dimostrarsi poco liberali e (come sempre) poco tolleranti ed elastici sono stati coloro che si sono impuntati per una costituzione a marchio cristiano. Non vedo quest’urgenza di sottolineare in una costituzione il fatto che i Cristiani abbiano influenzato 2 secoli di storia europea, e sicuramente non basteranno 2 righe in una costituzione ad impedire l’avvento di altre tipologie religiose nei nostri terrirori, come non mi pare abbia fermato il desolato abbandono delle chiese (sabato sono stata in un bellissimo Santuario delle Langhe, sono capitata in orario di messa, c’erano si e no 15 persone. E ho detto tutto). Io sono preoccupata come Fra, e non mi piacciono le contrapposizioni faziose.
Sommessamente, il mio parere è che la provocazione degli autobus serva a riaffermare una presenza e un’identità che sono sempre più negate ed emarginate. Di questi tempi il laico si sente disprezzato e tiranneggiato, diciamolo. Sembra che la libertà di culto sancita dalle costituzioni dei paesi civili significhi, almeno nel nostro: sei libero di professare qualsiasi religione (be’, si fa per dire…) ma NON sei libero di non professarne alcuna. Personalmente mi fa veramente imbufalire il fatto che non si riconosca l’esistenza di un’etica laica, quasi come se essere laico significasse essere incline a qualsiasi nequizia e turpitudine. Sono arcistufa di sentir parlare di relativismo etico, talmente stufa che comprendo si possa avere una reazione un tantinello fuori dalle righe, come è questa propaganda atea viaggiante. Però fa sorridere anche me; sarà perché avrei tanta voglia di urlare? :-)
Sono daccordo con Giovanna… ma ero passata per segnalarti sta cosa qui, l’hai vista?:
http://misterfool.wordpress.com/2009/01/19/dove-gli-atei-non-arrivano/
Thanks for an idea, you sparked at thought from a angle I hadn’t given thoguht to yet. Now lets see if I can do something with it.