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Ci sono ricette che colpiscono al primo colpo, al di là dell’impatto visivo. Colpisce la semplicità, la facilità di reperire gli ingredienti, la sensazione che chiunque possa essere in grado di cimentarsi. Questa è una delle più belle caratteristiche di uno chef, e questo signor chef è veramente una persona splendida, in grado di spiegare in maniera sobria, o meglio, traducendo passaggi apparentemente complicati, in azioni semplici, qualunque preparazione. Ho fatto moltissime sue ricette, adoro la sua essenzialità, la sua chiarezza di esposizione. Il suo ordine si incastra perfettamente nell’algoritmo dei miei gesti, badate che ho decinaia di libri di ricette, e vi assicuro che è cosa rara trovare qualcuno con questa dote. E’ per rendergli il giusto onore, dopo aver così tanto attinto dai suoi archivi, che oggi mi è venuto il desiderio di proporvi una sua ricetta, che ho eseguito fedelmente, come la più diligente delle allieve ;-)
Se volete un suggerimento scorazzate dentro il suo blog, ogni ricetta per me, è stata un successo :-))))
Gnocchi di castagne di Christian
Ingredienti per 4 persone
350 gr. farina di castagne,
160 gr. di farina bianca,
30 gr. di grana grattuggiato,
sale, pepe, acqua q.b.
Impastare le 2 farine setacciate con il grana con dell’acqua, aggiungere il sale e pepe, lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Una volta ottenuto l’impasto ricavate gli gnocchi nella forma che volete, io ho riprodotto fedelmente l’originale, ma ho provato anche a farli a disco, tagliando a coltello dei rotolini oppure anche la forma classica, l’unica cosa essenziale è non farli troppo grossi perché è un impasto molto consistente ed è un problema cuocerli, io mi sono attenuta alle istrizioni di Christian “ grandi al massimo come una castagna“.
La passata di sedano rapa è stata una bella scoperta, non ringrazierò mai abbastanza Christian per averla pubblicata.
Occorre tagliare le rape il sedano rapa e unire delle patate tagliate a cubetti (usare metà del peso delle rape) , fare stufare il tutto in una pentola con dello scalogno, bagnare con circa tre quarti di latte e un quarto di acqua, sale e pepe, a cottura ultimata frullate con un pochino di olio e mantecare con del burro, seguendo le indicazioni di Christian, il tutto rimarrà più morbido.
Cuocere in abbondante acqua salata, quando vengono a galla estraeteli e conditeli con del burro e mandorle e disporli sopra la crema di rape.
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Tag: pasta fresca, primi piatti
Scritto da fiordisale mercoledì, 21 gennaio, 2009
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mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 11:40
Se non fosse per la tua spumeggiante personalità, di cui, vivaddìo, trasuda il blog, ti metterei le corna sfacciatamente con ’sto Cristiano lì che è stata proprio una bella scoperta! La ricetta è semplice ma di grande effetto, bravissima a replicarla e diffonderla (le cose belle non si tengono tutte per sè). Piuttosto non mi spiego una cosa: le rape sono verdi, giusto? Come mai nella passata non si vedono tracce delle rape? Il colore è di un giallino patata assoluta, ma in che proporzione vanno le rape? Orsù, dunque, sciogli l’arcano….
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 12:03
giò
in realtà mi sono espressa male io, grazie per avermelo fatto notare. Trattasi di sedano rapa e non di rape, quelle che servono per le orecchiette pugliesi, vado subito a coreggere :-)
lo vedi che ho ragione a dirti che tengo bisogno di te? :-PP
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 13:11
bella idea Gì!Sta voglia di gnocchi secondo me è contagiosa..li ho fatti anch’io ieri!
bacioni
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 14:02
io aaaaaaaaaamo il sedano rapa, in tutti i modi in tute le salse…
non riesco a immaginare come ci stia con la farina di castagne, ma la mia testa starebbe già elaborando la associazione con un altro tipo di gnocco, con un altro tipo di verdura, misconosciuta…
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 14:33
da quanto tempo non passavo da quel blog, grazie per avermelo ricordato! Mi era rimasta impressa in particolare la sua disponibilita’ :))
Ho tante castagne passate e surgelate, penso che potro’ facilmente adattare la ricetta di questi gnocchi, anceh perche’ e’ da un po’ che preferisco usarle in versione salata piuttoscto che dolce, sono davvero tutte da scoprire!
Un bacione!!!
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 16:30
Adesso vado a sbirciare il suo blog, ma prima ti faccio tanti complimenti per il piatto e per la sua presentazione:)
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 17:03
Interessanti e intriganti!
Perfetti per la raccolta di Tatiana:
http://peccatidigolaediamicizia.blogspot.com/2009/01/gnocchi-due-sapori.html
o quella di Rossa:
http://rossa-di-sera.blogspot.com/2008/11/nuova-raccolta-fatti-prendere-in.html
a te la scelta!
Buonissima serata!
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 17:04
Elvira beata te!
quest’anno qua da noi non è stata una bella annata per castagne e funghi, avevo adocchiato a suo tempo la bella torta di maroni e mi sa che mi toccherà conservarmela per tempi migliori.
Certo che, visto che tu ce le hai in frigo, se volessi farla, io mica potrei rifiutarla eh.
:-))))
Cristina eh la fretta mi aveva fatto scrivere da cani :-(
posso chiederti una cosa?
sto tentando di fare una torta farina di farro e mele (o pere)
il primo tentativo è stato come gusto buono da impazzire, ma non mi ha soddisfatto l’altezza (insomma la morbidezza) tu che esperienze hai?
le cosiddette esperienze di farro, hihihihihihi
Saretta maddai davvero? hai fatti i classici?
anzi non dirmelo, li vengo a vedre :-P
sweetcook onnò, io ho cercato solo di imparare dal maestro
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 17:08
cinzia ma grazie al cielo che ci state voi , sennò mica sono sicura che riuscirei a star dietro a tutto. Anzi per essere sincera ultimamente non sono stata brava a star dietro a niente. Però non sono una farna in tutto, come scasso i server io….
ehheheeheh
GRAZIE infinite per la segnalazione, mi attivo :-))))
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 17:30
Il farro è sempre una specie di Triticum, quindi parente stretto del grano; ha tre varietà: monococcum, dicoccum e spelta (vedi anche qui: http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/farro.htm); per la preparazione dei dolci so che vanno meglio la prima e l’ultima – soprattutto questa – mentre il dicoccum va meglio per la pasta perchè più assimilabile al grano duro. Devi tenere presente che il farro è catalogato come farina di tipo 2, cioè come quella integrale “seria”, quindi richiede una quantità di liquidi più alti rispetto alla farina normale. Questo potrebbe avere influito sulla tua torta, rendendola un po’ bassina e compatta; forse si presta un po’ di più per le crostate. Se però vuoi fare una torta lievitata, direi che dovresti calcolare almeno parità di peso tra i liquidi (conteggiando anche le uova e il burro se fuso) e forse anche un po’ di più, e la farina di farro (se usi solo quella).
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 18:19
Ciao Fiordisale, che bella sorpresa…..per come l’hai raccontata penso sia la citazione più bella che ho ricevuto da quando ho il blog, grazie a te :)
mercoledì, 21 gennaio, 2009 alle 18:40
[...] & mattarelli Gnocco di Chef Ci sono ricette che colpiscono al primo colpo, al di là dell’impatto visivo. Colpisce la [...]
lunedì, 26 gennaio, 2009 alle 13:48
che scoperta questi gnocchi! Da provare al più presto!
Il sedano rapa non mi appassiona, ma ci provo lo stesso, non si sa mai…
Un abbraccio!
lunedì, 26 gennaio, 2009 alle 14:00
Cristina nel frattempo ho trovato modo di usarne un po’, ma tant’è la torta di mele per come l’avevo in mente ancora niente. Dentro è rimasta umidissima, ma tanto eh.
Mentre invece fatta a frolla o solo con acqua per dei tortini mignon (aggiunta alle mandorle) è venuta perfetta. va a capire!
Christian chiunque venendo nel tuo blog potrà confermare che ho scritto la verità. Sei una persona splendida, la tua disponibilità quasi imbarazza! :-)
cricri ci credi se ti dico che a me non piaceva proprio il sedano rapa, o meglio, visto che mi sono sempre rifiutata di mangiarlo ero convinta che non mi piacesse per niente. Poi tant’è la curiosità… l’ho provato e mi sono rimangiata le vecchie convinzioni. E’ un piatto perfetto.