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La negazione del male e un paio di domande

Posted By fiordisale On mercoledì 28 gennaio 2009 @ 11:16 In indignazione,nessuna ricetta,schiamazzi grafomani | 13 Comments

deportati

Quello che è successo nei giorni scorsi, ha dello strabiliante, e siccome poi col tempo pure gli animi candidi come il mio un paio di domande se le fanno, tanto vale pigliare appunti. Per i pochissimi che si fossero persi la questione, sintetizzo dicendo che la chiesa Cattolica nella persona del suo Maximo rappresentante ha riammesso i seguaci di Marcel Lefebvre, a suo tempo scomunicati perché oppositori delle riforme apportate dal Concilio Vaticano II.

Tra questi signori prima scomunicati ed oggi riammessi, c’è un tipo che nega l’Olocausto, in una intervista nega che siano esistite le camere a gas, al culmine del suo disturbo psichico, sostiene che le Torri gemelle le abbiano autoabbattute gli stessi americani, in tema di dialogo definisce gli ebrei “nemici di Cristo”, si oppone strenuamente alla libertà delle donne di mettersi i pantaloni [in un'epoca di smutandate? maddai!], chiede più virilità agli uomini [ecco su questo potrei concordare, ma forse per i trans sarebbe controproducente], è convinto dell’autenticità dei Protocolli dei Savi di Sion [ahhhh beccato, ecco un altro che ha letto il codice da vinci!) ed è un ammiratore dichiarato dell’ufologo neonazista Ernst Zündel [Maddai sta a vedere che pure lui era un fan di X-files]. Ecco dicevo, questo personaggino è stato appena riammesso in seno alla chiesa madre con la carica di vescovo.

E domande che sono li sospese sono tante, ad esempio, come mai sto popò di Ratzinger ha aspettato di essere a ridosso del 27 gennaio, giornata della memoria per fare questo passo? Come mai, nel suo sconfinato perdono, non ha sentito l’esigenza di puntualizzareche però” la chiesa non appoggia e giustifica le parole di un suo vescovo? Come mai i cattolici italiani hanno reputato di starsene zitti lasciando gli ebrei soli nella loro indignazione? Come mai il portavoce della sinistra è diventato Fini? Come mai si critica tanto la trasmissione “annozero” e poi si accetta che un Williamson qualunque infanghi la morte di migliaia di persone? Come mai il  mondo (ho proprio scritto mondo) si riempie tanto la bocca di ipocrite frasi preconfezionate e poi lascia che piano piano il Museo di Auschwitz rischi la chiusura? Stesso rischio, del resto che corrono associazioni come l’ANPI, e anzi a questo proposito invito tutti, specialmente i giovani, ad iscriversi alla sede ANPI più vicina a casa, il contributo è minimo, volendo anche attraverso il 5×1000, e servirà solo per sopportare le spese di mantenimento delle banche dati, di tutto quell’immenso e straordinario insieme di documenti autografi dei nostri padri culturali. Non è una scelta partitica, l’ANPI non è un partito ma, a suo tempo, è stata la somma di tutti i partiti (esclusi i fascisti) che lottarono per la nostra libertà (il che fa parecchio la differenza, mi pare). Non riesco nemmeno pensare che vadano perdute le lettere dei condannati a morte… avete presente si? Perché ricordiamoci che la madre degli imbecilli è sempre incinta e mica lo sa se il nascituro diventerà metalmeccanico, politico, vescovo o altro. Quindi di fronte a questo tipo di rischio uno degli antidoti potrebbe essere la conservazione delle prove del nostro patrimonio culturale, magari facendo qualche piccola modifica architettonica, chessò costruendo una dependance nel perimetro del  Museo di Auschwitz,  in pieno stile lager, e farci risiedere per periodi più o meno brevi tutte le personalità che nel pieno della responsabilità del loro ruolo si permettono certi lussi, anche laddove vengano smentiti e rinnegati dagli stessi compagnucci di merende. Ora non vorrei dire ma, secondo me, con sifatto vitto e alloggio, la gente ci penserebbe su due volte prima di dire stupidate (in basso la piantina dell’eventuale villaggio vacanze per i ritiri spirituali).

Potrebbe essere un’idea, pensiamoci.

piantina_auschwitz

Vi lascio con la striscia rossa di oggi, che poi sarebbero le parole che Claudio Magris ha pronunciato ieri al Quirinale:

La Shoah è uno spartiacque dopo il quale il mondo non è più come prima. La Shoah non è solo ebraica ma universale: l’abiezione dell’odio e del disprezzo per gli ebrei mostra l’infamia e l’imbecillità di odiare e disprezzare qualunque comunità.

Claudio MagrisQuirinale 27 gennaio 2009

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