Una vera colazione da Donna!
La Donna a cui alludo, ovviamente, è Donna Hay, che credavate!? Finalmente mi sono decisa a riportare fedelmente una ricetta di questo libro, perché più giorni passano e più m’attizza. La riporto perché è abbastanza raro che non manometta una ricetta con robe mie, che poi in realtà è parzialmente vero pure questo, ho fatto una porzione doppia, una così come ho trascritto, riportato dal libro, all’altra ho aggiunto un paio di cucchiai di grano saraceno. Ci credete che tra i due tipi ancora non riesco a decidermi su quale mi piace di più? Dico davvero, sto facendo un giorno uno e un giorno l’altro, sembro ridolini!Uno mi piace per la dolcezza e l’altro esattamente per l’opposto. Mioddio, non starò mica diventando come Uolter pure io? :-) Avete presente il concetto “mi piace dolce, ma ANCHE no!?” Ecco portando l’assaggio ad un amico gli ho spiegato la situazione in questo modo, a momenti si scompisciava, ha decretato che Uolter mi sta danneggiando (see fosse solo in questo!).
Comunque, ogni promessa è debito: vi avevo promesso che avrei fatto qualcosa di goloso di Donna Hay in maniera fedelissima e mantengo, spero che approverete la scelta, a me è piaciuta da morire, poi, non so se riuscite a capirmi, ma mi hanno portato dalla Sicilia le arance tarocco e quindi non potevo proprio resistere!
tortini all’arancia, mandorle e grano saraceno (*)

Ingredienti:
2 arance lavate
65g di burro
225 g di zucchero semolato
5 uova
275 di farina di mandorle
2 cucchiaini di lievito
sciroppo d’arancia
225 di zucchero
125 ml di succo d’arancia appena spremuto
125 ml d’acqua
Mettere le arance in una casseruola piena d’acqua su un fuoco medio.
coprire e fare bollire a fuoco vivace per 1 ora o finché sono molto morbide. Frullate i frutti interi fino a ridirli in purea. Scaldare il forno a 180°C. Lavorare il burro e lo zucchero nel robot da cucina, e per chi non ce l’ha magari col minipimmer, o si dia da fare col braccio perché ci vuole un pochino di energia fino ad ottenere un composto leggero e cremoso. Aggiungere gradualmente le uova, sbattendo bene (bene, bene!) . Unire la farina di mandorle, i 2 cucchiai di grano saraceno, il lievito e le arance frullate e sbattere finché il composto risulta omogeneo.
Imburrare e infarinare 6 stampi per muffin (il modello alto il doppio, vengono più carini) e se usate quelli in materiale plastico, che ho usato io, fate ancora prima basta ungerle d’olio col dito o col pennellino. Ah prima che mi scordi – piccolo inciso - in realtà è successo un sacco di tempo fa ma mi ero scordata di raccontarvi che il mio amico forno ha fatto la pace cogli stampi in materiale plastico, che in effetti un po’ mi stava sulle scatole per quelli che avevo li ad ammuffire e poi in genere c’è più varietà. Sono veramente contenta. Oppsss scusate l’inciso ma sta cosa mi ha reso entusiasta!
Vabbè tornando al nostro impasto, versarlo nello stampo e cuocerlo per 45 minuti (a 180°C., repetita juvant) verificando la cottura con lo stecchino.
Per lo sciroppo all’arancia
versare lo zucchero, il succo d’arancia e l’acqua in un pentolino su un fuoco medio. Cuocere per 10-15 minuti o finché il composto assume la consistenza di uno sciroppo. Per servire, versarlo sui tortini tiepidi.
Se usate la forma di muffin cicciotta vengono (dovrebbero venire) 6 tortini
(*) per la versione con la farina di grano saraceno aggiungerne un paio di cucchiai subito dopo la farina di mandorle (a momenti mi scordavo!)
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Io vivo perennemente in bilico tra il “mi piace dolce, ma ANCHE no!”
Approvo la scelta e apprezzo l’accostamento con la salsa all’arancia.
Baci
Che DDDonna!!!!buonerrimo!
Bacone
Ma hai dei libri bellissimi!!io preferisco la versione “manomessa”!
Considerato che dev’essere abbastanza dolce, inizierò a provare.. la tua “manomissione”, grazie, davvero bellini!
anch’io sono pro manomissione! mi piace molto sperimentare farine alternative nei dolci!
Credo che questo libro dovrò procurarmelo proprio.
Questi tortini sono davvero irresitibili e… Uolter! Che risate che mi faccio!
mi piace si! così a gusto e per il mio bisogno di manomettere avrei diminuito lo zucchero… però magari era uno scempio! baciotto
Bella questa ricetta!
Ma anche no :)
Mandane qualcuno a Uolter. Di quelli meno dolci, però, così magari tira fuori un po’ di carattere :-)
ciao fiordisale, amo molto il tuo blog, il tuo stile e le tue idee…
oggi però devo farti un appunto grammaticale.fai attenzione agli imperfetti, perchè scappano… si dice “credevate” e non “credavate”. scusa ma da te mi aspetto il meglio.baci
fantastici!!!! Questi li faccio al 100% :-P
izn e fai bene! ne vale davvero la pena
Grazia eh… quanti danni fa il gergo dialettale!
Giovanna in questo preciso momento a Uolter sai che gli manderei? Lo steso cesto regalo che manderei a Napolitano. Se lo meritano
Erbaviola bentornata! (ma anche no ;-))
Lo il bello di Donna Hay è che a volte esagera così tanto in burro e zucchero che uno può giostrarsi le ricette come crede, diminuendo l’uno o l’altro senza rovinare la ricetta (anzi!)
Elisa sarà he io li ho tutti i libri di Donna Hay che posso davvero dire che è un po’ il vademecum per imparare gli stratagemmi veloci per fare bella figura
Giò anch’io, anch’io, anch’io è la cosa più divertente in assoluto
Barbara se ti pare troppo dolce diminuisci lo zucchero, oppure fagli la variante con i surrogati ;-)
Lenny a me sto bilico invece destabilizza. uff
Saretta eh di sti tempi ci vorrebbe un kg di zucchero al giorno per mandar giù certi bocconi!
molto interessante questa ricetta; se avete altri idee, consigli, innovazioni….date una occhiata al mio nuovo sito gustorante e lasciateci sapere delle vostre creazioni!!!
Gustorante il vostro sito, che in realtà è un portale, ha il grave difetto di non avere esplicitato al meglio (e dettagliatamente) tutti i redatori che pubblicano. Questo fa si che il suo valore, in termini di credibilità ne risentano parecchio. Pensateci