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lunedì 9 febbraio

Abuse of power (or authority) may be the prime source and true essence of moral EVIL – Evil is the ABUSE of power.

revoluscon

Sono stata al cinema ieri, che vabbè di per sé non sarebbe nemmeno una notizia se non fosse che, al solito, ho scelto un film dal mucchio per istinto, ispirata dalla voglia di tenerezza che il titolo pareva essere in grado di soddisfare, che tutto sommato nella settimana di San Valentino ci sta  pure. E invece, con sgomento, per me che cercavo un paio d’ore d’evasione dai terrificanti e sconvolgenti titoli dei giornali, è stata peggio di una beffa. Un film stupendamente tremendo, con l’eutanasia come vera protagonista e fonte ispiratrice di profonde riflessioni, dove in fondo si scardinano parecchi pregiudizi del quotidiano ed anche dove tutto quello che sembra in realtà non è. É stata una scelta involontaria, ma in fondo alla fine del film, col mascara sfatto, tanto da rendere la mia faccia più simile ad un clown, sono stata contenta e credo di aver scelto il film giusto al momento giusto.


In realtà c’è stato un altro film che si è affacciato alla mia mente a cavallo col fine settimana, è vecchiotto, ma da un’idea limpidissima di cosa significhi l’abuso di potere. É un’americanata, d’accordo, ci sono dettagli assolutamente superflui (come la gravidanza della protagonista) ma tutto il resto ci può stare. Ecco, se in questi giorni avessi dovuto spiegare la situazione in Italia, avrei usato questo film come metafora perché pur cambiando completamente longitudine e coefficienti, il risultato è tristemente eguale.
Il potere abusa contro dei semplici cittadini quando questi, pur avendo ragione, vengono ignorati, oppure quando, attraverso un iter legale, fino al massimo grado di giustizia, se riescono a far valere le proprie ragioni:  è  allora che il potere esecutivo mente, minaccia, ricatta, ingiuria, calunnia, fino a presentare un apposito disegno di legge che tenti di inficiare la sentenza di ultimo grado appena ottenuta. Io qui non starò a parlare di Eluana, ne parlano già in tanti, ne parlano già troppi, spesso a sproposito e spesso dicendo anche il falso. No la cosa di cui parlerò è in fondo una cosa che tocca un po’ tutti, perché stavolta il pretesto lo ha dato il caso Englaro, la prossima volta potrebbe essere chiunque per qualunque cosa, nessuno si senta escluso.
Il potere in questi giorni ci sta facendo vedere la sua faccia peggiore, è un po’ come se stessimo nell’astanteria di un regime, in bilico sulla soglia. Vorrei fare un po’ di domande sparse, ad esempio al tipo che ha rilasciato dichiarazioni false sul signor Englaro. Oppure a quella signora che ha detto che Eluana ha sorriso. Ora io capisco (o meglio) mi sforzo tantissimo di capire che l’immensa fede per esseri superiori possa far perdere un pochino le coordinate, va bene, ci sta. Ma qualcuno, intendo qualcuno che ci chiappa, a sti timorati di Dio gliel’ha spiegato che le porte del paradiso non si aprono per gli spergiuri, i mentitori, menzogneri, eccetera? Pazienza il papa che in fondo lo fa per marketing, ma l’onesto cittadino del paese pincopallino che interesse ha a fare dichiarazioni così pesantemente false? Ma poi sta tipa mai vista e conosciuta, come si è permessa di andare dalle suore a trovare Eluana? Ma cos’era diventato il corpo di Eluana, un giro di giostra? Cos’era un’attrattiva turistica del paese ed ora la reclamano? Ma, siate sinceri (con voi stessi, non ha importanza che lo esponiate qua…) dicevo ma se voi, doveste vedere un film con voi al posto di Eluana, vi piacerebbe avere le mani di mille stupidi sconosciuti che si impossessano di quel corpo che non riuscite più a gestire come vostro? L’eventuale rifiuto non è una precisa scelta? Siamo in uno stato di diritto o siamo sprofondati nel medioevo?
Se io dovessi pensarmi le mani di quella tipa addosso credo che mi ripiglierei dal coma solo per addentargliele, per dire, aho gusti so’ gusti. Il caso Englaro è un caso privato trattato da caso pubblico, e questo è il primissimo abuso. Il caso Englaro è già stato giudicato in tutte le sedi competenti con sentenza passata in giudicato sentenza di cui il potere esecutivo non tiene assolutamente conto, come se la Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale e tutte le altre Corti, a cascata, non avessero alcun tipo di valore o voce in capitolo e questo, secondo me è l’abuso intollerabile.
Si sa strumentalizzando lo strazio privato di una famiglia, abbandonata per ben 17 anni da qualunque istituzione, per sferzare colpi alla cieca al terzo potere dello stato, al Presidente della Repubblica, a qualunque tipo o forma di opposizione, e in ultimo per cercare delle argomentazioni pretestuose per commutare la nostra costituzione repubblicana in una carta di regime modulata ad interessi privati oppure per interessi privati di uno stato estero.

Ma c’è stato qualcosa che venerdì si è spinto oltre il comune senso della decenza ed è stata la dichiarazione di quell’uomo che dovrebbe fare il premier “Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli”. INCOMMENTABILE. Dopo aver letto questa abominevole dichiarazione sono andata in cerca di qualche appiglio che la smentisse, perchè era evidentemente troppo per il mio stomaco, ed invece ho trovato il video di conferma. Quindi mi sono alzata dalla mia scrivania e sono andata a vomitare. Un venerdì nero per la nostra repubblica
Per fortuna non tutti gli uomini sono così, trascrivo il pensiero di un illustrissimo giornalista prestato al mondo dei blogger perché venerdì è stato l’unico antidoto efficace verso il persistente senso di nausea: « -Una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo- spiega il dottor Berlusconi, dopo avere esaminato la cartella clinica della signorina Eluana Englaro. Fantastica e illuminante ammissione involontaria, questa del Presidente del Consiglio: una donna, per i talebani e per gli opportunisti, è una fotocopiatrice biologica, un apparecchio di riproduzione, semplice terra nella quale buttare un seme e poi vederlo germogliare, senza che la terra stessa, fertile, ma sorda, possa obbiettare. La sua volontà non conta. Le donne, come la terra, non possono decidere se e quando generare, nella visione di questi seminatori assoluti. Il solo fatto che questa ipotesi sia stata pensata, senza avere visto le immagini di quei resti umani che rendono disumano il solo pensiero di una gravidanza, dimostra la desolazione morale e la insensibilità di chi l’ha formulata. Ora quel corpo è stato anche, figurativamente, violentato nella sua intimità più vulnerabile. »
Scritto Venerdì, 6 Febbraio 2009 alle 18:09 da Vittorio Zucconi

Ecco questo, credo, sia il grave abuso di potere, che chiunque può  (potrebbe) esercitare nel chiuso della quotidianità domestica. Una donna che non è neanche più donna ma solo un involucro buono per le proprie voglie e per, appunto, procreare. Questo genere di cultura ci ha portato ad un considerevole innalzamento degli stupri, tra le altre cose.

Credo che tra più o meno un mese, quando molte signore e signorine si faranno ammaliare da palazzinari con le paillettes dovrebbero volgere un pensiero alla frase di Berlusconi e riflettere quanto dell’essere umano e quanto dell’essere donna gli è rimasto ancora in corpo.
Per quello che mi riguarda faccio outing in piena regola, qua in diretta faccio il mio testamento biologico dichiarando nel pieno possesso di tutte le mie facoltà che: se dovessi incappare nella sfortunatissima condizione che tiene imprigionata la signorina Englaro; se qualcuno notasse una losca figura, di media bassezza con pochi capelli trapiantati, aggirarsi con aria furtiva attorno al mio letto di pre-morte, ho solo una richiesta: ABBATTETELO.

Fatemi questa carità, proprio come se fosse il mio ultimo desiderio. Al limite dite pure al procuratore competente che mi sono risvegliata dal coma per farlo io stessa medesima.

Chi disconosce il potere della Magistratura nei suo massimi vertici, chi deride il ruolo del Capo dello Stato, chi insulta i padri costituzionali, non merita veramente niente, meno che mai la mia considerazione: quellolì era e quellolì rimane.

Piesse
la fato di copertina la devo come spesso al grande Forattini, che già ieri, ci indicava la ripida salita politica dell’oggi.

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