Arriva la Pasqualina sprint per donne indaffarate dal palato fino ;-)
Cominciamo subito col dire che non è una vera e propria Torta Pasqualina, se volete la ricetta originale la trovate qua. Però può capitare di ritrovarsi un bel mucchietto di carciofi, magari qualche amico a cena e di avere poco tempo per preparare le fatidiche 33 sfoglie. A quel punto si può optare per qualche alternativa un po’ più sprintosa, no?
Il fatto scatenante è stato un giro al mercato, va a sapè i motivi, fatto sta che con 5 euro mi hanno dato un camion pieno zeppo di carciofi (e pure di quelli buoni). Quindi me ne sono tornata a casa tutta ringalluzzita e felice col mio bustone pieno zeppo di una delle verdure che amo di più. Ah appropò, sapete che con gli scarti ci ho fatto la centrifuga giusto per fare un pieno di ferro e minerali? Non male, veramente non male.
Si vede che ero abbastanza ispirata ;-) Una parte del bustone carciofoso l’ho usato per questa simil-pasqualina e devo dire che è una soluzione veramente interessante perché a differenza della ricetta originale è molto più bassa, quindi si può trasportare meglio, penso a pic-nic o robe varie (perchè prima o poi smetterà di piovere, veroooo? in più si può usare anche come fingerfood o stuzzichino informale.
Pasqualina Sprint
Ingredienti
Per la pasta:
½ kg di farina,
acqua (francamente non ricordo quanto ne ho messa, diciamo quanta ne basta per fare un impasto tipo pasta fresca!)
2 cucchiai di olio evo,
sale.
Per il ripieno:
10 carciofi,
80 g. di parmigiano grattugiato,
1 cucchiaio di maggiorana fresca tritata.
250 g di prescinseua o di ricotta (anche di capra, viene benissimo!)
2 cucchiai di farina,
2 cucchiai di olio evo,
sale,
6 uova (ma anche no!),
burro (più o meno 50-60 g)
Per prima cosa impastare la farina (a scelta si può scegliere indifferentemente il mixer o la spianatoia) dopodichè suddividerla in almeno una decina di palle e tenerle da parte.
Se il numero di palle (e quindi sfoglie) fosse superiore o inferiore non è assolutamente un problema, l’importante è che le sfoglie non siano troppo spesse, altrimenti verrà fuori una roba ignobile in stile crostoso come fosse pane e vi assicuro che non è granché.
Nel frattempo si preparano i carciofi, pulirli e tagliarli a fettine-listarelle sottili, più piccoli sono e meglio è, perché si guadagna un sacco di tempo di cottura. Man mano che si tagliano metterli in una cottola con acqua e limone per impedire che anneriscano. Mettere una padella abbastanza ampia sul fuoco con dello scalogno e una noce di burro e un poco d’olio, aggiungere i carciofi a pezzetti e dopo qualche istante anche mezzo bicchiere d’acqua, unire il sale e un cucchiaio di mix di sapori (timo, rosmarino, salvia, etc) e incoperchiare lasciando cuocere per una decina di minuti, nel caso l’acqua si fosse essiccata aggiungerne. L’effetto deve essere di carciofi leggermente stufati. Togliere la padella dal fuoco e lasciare raffreddare.
A questo punto cominciate a fare le sfoglie e una cosa che forse mi sono sempre dimenticata di dire è a cosa serve avere un numero enne di sfoglie (33 o 10) Vale come regola sia che si tratti dell’originale che per torte simili come questa. Le sfoglie in pratica fanno si che la cottura avvenga in un determinato modo (dolce) ed ecco perché anche la Pasqualina originale, che è considerevolmente alta, a fine cottura non rimane mallopposa, mantenendo al suo interno la giusta umidità perché cuoce con la corretta distribuzione di calore. Quindi, applicando questo principio, se per una Pasqualina alta 8-10 cm c’è bisogno di 33 sfoglie per ottenere una buona cottura, per una pasqualina di circa 5 cm saranno sufficienti 10 sfoglie, per la precisione 6 sotto e 4 sopra. Posizionate le sfoglie, una dopo l’altra, dentro una teglia, ricordandovi di spennellare con olio tra una sfoglia e l’altra. Se riuscite cercate di farle sottilissime, è un po’ fastidioso ma ne vale la pena, credetemi. Ah un’altra cosa, non usate pasta fillo, apparte che è antieconomica perché costa un capitale, ma è pure inadatta, perché fa la crosta (che in cottura si spacca) e non è sufficientemente elastica.
Mettere i carciofi già freddati in un contenitore abbastanza grande, unire la maggiorana a foglioline, la ricotta sgocciolata (o prescinseua) e mescolare con un cucchiaio di legno. Unire metà formaggio grattugiato e amalgamare due cucchiai di farina, 2 cucchiai di olio, e alla fine il resto del formaggio grattugiato, quindi regolate di sale e pepe. Nella versione che vedete in foto ho sperimentato un ulteriore accelerazione della questione, giusto per provare. Così ho messo i carciofi nel robot riducendoli praticamente a briciole poltigliose e sempre nel robot (ma con l’attrezzo per mescolare senza tritare) ho aggiunto tutto il resto degli ingredienti. Qualunque sia la strada che avrete scelto a questo punto avrete in mano il ripieno pronto per essere immesso nella teglia con le sfoglie. Versatecelo tutto in una volta e cercate di livellarlo col cucchiaio di legno. A chi piace (e a me piaceeeee) fare delle fossette nel ripieno e romperci le uova intere. Il numero decidetelo da voi, in genere è proporzionale al diametro della teglia. Mettete i fiocchetti di burro e per ultimo posizionare le ultime sfoglie. Nel caso vi fosse avanzato impasto e ve ne venisse una in più mettetecela (una-due si, dieci no, per capirci). Siate generosi nello spennellio con l’olio soprattutto sull’ultimo strato. Posizionate in forno, senza ventilazione a 160-170 gradi per una quarantina di minuti. Vedrete che si capirà subito quando sarà cotta
Ma sapete che a momenti ci ho impiegato di più a scrivere ‘sto post che a farla!?!? ;-)
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