« Puro Amore | Home | Il senso della vergogna »
Ci ingabbieranno anche le onde? Dopo Lucca, che ha inaugurato l’anno con la scriteriata ordinanza che vieta il cibo etnico nel centro storico, ecco arrivare anche da Roma segnali di stupidità congenita. Apparte l’evidente chiusura culturale cosa pensano di risolvere i nostri benemeriti amministratori?
Cos’è cambiato, caro Alemanno, dall’Aprile 1993? All’epoca era proprio il tuo partito, l’MSI, a distribuire i cornetti in centro, probabilmente con lo scopo di farsi pubblicità elettorale, ed ora tu li vieti. Cos’è cambiato nel frattempo?
Bisognerebbe capire quali danni alla sicurezza provocano i bomboloni alla crema, le focacce e i croissant all’alba. Uno dei motivi di puro divertimento del dopo discoteca per me era, appunto, l’appuntamento fisso con il bar, dove si consumavano le più svariate colazioni, che per qualcuno facevano tutt’uno col pranzo, che automaticamente sarebbe saltato.
Adesso Roma ci sta ripensando, probabilmente anche tenendo conto dei conti di cassa degli esercenti, quindi il tema dela sicurezza era un vero pretesto. Intendiamoci, il lato buio, quello fatto di mal costume, della movida, sopratutto nel fine settimana, noi genovesi ne abbiamo un’idea ben chiara. In centro storico si vedono delle sceme persino raccapriccianti, i cui attori, perlopiù ragazzi di buonissima famiglia, come si usa dire, si esibiscono fino all’alba sotto le finestre degli incolpevoli abitanti. E per chi fosse fermo all’idea di un centro storico genovese in cui albergano solo delinquenti e signore di dubbia moralità, è bene che sappiano che nell’oggi quei palazzi dagli atissimi soffitti affrescati, vecchi qualche secolo, sono abitati da professionisti, impiegati, studenti, insomma persona normalissime con una vita normale che al mattino si deve alzare per andare a lavorare. Bisogna riuscire ad educare le persone a divertirsi senza per questo violare le libertà altrui. É così complicato? Può anche essere che nelle ordinanze di questo o quel sinbdaco ci sia il tentativo di imporre delle regole che tamponino la totale assenza di educazione al rispetto di tutti, ci mancherebbe, tutto può essere. Ma, l’America insegna, il proibizionismo non ha portato lontano, anzi, ha di fatto tenuto a casa la gente perbene e moltiplicato la microdelinquenza. Teniamone conto.
Una cosa è certa: l’individuo medio, sopratutto se apartitico, diventa assai sensibile e suscettibile quando si cominciano a toccare (e maltrattare) tematiche cibesche. Il che significa che il bombolone ci salverà dal totalitarismo incalzante?
Post simili
Stampa questo articolo
Tag: nessuna ricetta, schiamazzi grafomani
Scritto da fiordisale sabato, 28 febbraio, 2009
Se questo post ti è piaciuto, non perderti i prossimi aggiornamenti: iscriviti al feed RSS
un grano di sale to “Genova – Lucca – Roma, un viaggio chiamato schizzofrenia.”

Vuoi aggiungere un grano di sale?
Subscribe to fiordisale by Email


Il giorno della lentezza!? Maddai…
Genova-Roma-Genova senza neanche l’ombra di un panino, per dire
12 Marzo 2010 (2)
12 Marzo 2010 (1)
A mani nude: una meno di cento
molto forte ma incredibilmente meno vicino
The Scarlet Brothers
alzati che si sta alzando la canzone popolare se c’è qualcosa da capire ancora…






Technorati
IceRocket
del.icio.us 






sabato, 28 febbraio, 2009 alle 19:13
[...] dei Buoi Genova – Lucca – Roma, un viaggio chiamato… Ci ingabbieranno anche le onde? Dopo Lucca, che ha inaugurato l’anno con la scriteriata ordinanza [...]