Più veloce della luce
No, stavolta non alludo al tempo della preparazione, anche se è abbastanza modesto, alludo proprio al tempo concessomi dal mio neurone superstite, prima che entri in stato vegetativo pure lui, ‘chè io ci sono entrata già da un po’ (oibò!). Riemergo da una dura battaglia tra me e un milione di tabelle ribelli per parlarvi di un piatto che amo moltissimo.
Questa è una ricetta favolosa, decisamente a costo contenuto e se si ha un po’ di voglia e tempo, si potrebbe usare anche in monoporzioncine, per cenette o adunanze perché l’effetto è davvero invitante.
Anche questa è una monoporzione in realtà, però questa ha le dimensioni di un 20cm, per dare l’idea e costituisce un piatto unico, invece quelle a cui accennavo poco sopra sono quelle formine attorno di 6-10cm e possono far parte di un insieme di fingerfood o similari, giusto per non creare confusione :)
Anzi già che ci siamo vi do due dritte, proprio per queste eventualità, preparate tutte le monoporzioni anche qualche (parecchie!) ora prima e poi, poco prima dell’arrivo degli ospiti infilateli in forno. É un modo comodo per non ingarbugliarsi con mille pentole sui fornelli. Perlomeno a me quella è l’unica cosa che manda in paranoia totale nelle varie occasioni, che mi pare di perdere l’ordine temporale delle varie portate.
In casi diversi può diventare una cenetta a piatto pressoché unico, magari accompagnato da belle insalatone multicolor, o macedonie gelatesche, ‘mazza si vede che sono fusa, oggi sono fin troppo possibilista, siori e siore approfittatene :-))))
É una ricetta della vecchissima tradizione ligure ma è apprezzata tutt’oggi nel ponente di Genova e nella vallata, si potrebbe definire la torta della nonna, si lo so, è un po’ diversa da quell’altra, ma mica ci colpo se le nostre nonne dei primi del novecento erano parecchio parsimoniose (ahem!)
Tortino di riso e zucca del ponentino
Ingredienti:
1kg di polpa di zucca
una o due noci di burro (più qualche fiocchetto da mettere sopra)
1 pizzico di sale
60 g di riso carnaroli
un uovo (ma c’è chi non lo mette)
grana o parmigiano
un paio di cucchiai di formaggio cremoso oppure un po’ di panna (la quantità è determinata dai gusti personali e dalla dispensa!)
per la sfoglia :
acqua e farina 2 pugni, poco sale e un po’ di olio
Grattugiare a crudo la zucca e lasciarla colare in un colapasta a maglie fini, conservando il liquido che servirà per impastare la sfoglia.
Preparare la sfoglia con la farina, il liquido della zucca, un po’ d’acqua in aggiunta e l’olio, diciamo un cucchiaio, e il sale.
Nel frattempo cuocere il risotto nella maniera classica tenendo presente che bisognerà spegnere a trequarti di cottura, che significa al dente ma non totalmente a chicco duro, e un paio di minuti prima di spegnere il fornello aggiungere la zucca. Ricordarsi che il riso deve rimanere morbido, non totalmente secco come quando si mangia subito. Far raffreddare ed unire in una ciotola: riso con la zucca, crema di formaggio (e/o chi vuole uovo) parmigiano ed abbondante pepe. Regolare eventualmente di sale.
Stendere la sfoglia sottile e foderare uno stampo, versarvi dentro il composto di zucca e riso, mettere qualche fiocchetto di burro e ripiegare i bordi della sfoglia verso l’interno.
Per dare un’idea lo strato di riso deve essere basso, non sopraelevato perchè la torta deve risultare molto bassa, mezzo cm circa.
Infornare in forno a 170°C. e lasciare cuocere fino a quando la sfoglia appare leggermente dorata.
piesse
Nel caso decideste di optare per fingerfood dovete regolarvi con le quantità, e vi suggerisco un buon vino bianco frizzante.
Un’ulteriore sciccheria e variante è costituta dal burro aromatizzato al rosmarino, al timo o alla salvia. Pochi soldi e un successone. Poi dicono che vecchi non ci capivano una mazza, tzè!
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