Circumnavigando attorno agli Hot cross buns in formato mignon
Questa ricetta mi aveva incuriosito un sacco di tempo fa, già da quando l’avevo adocchiata nel libro Ultimate Cake Book di Mary Berry, poi l’avevo rivista dalla nostra cavoletta nazionale, ma tant’è non ero riuscita a farla perchè la lista dei desideri si allunga sempre di più ma il tempo no, ahinoi. Ed oggi, leggendo il libro di Donna Hay, ci ho reinciampato di nuovo. La ricetta è più o meno la stessa, con qualche variazione nelle varie versioni e tanto per non farci mancare niente, qualche variazione l’ho fatta pure io perché a sto punto dovevo proprio farla.
La scelta di dare un taglio alla farina 00, nella mia vita in generale e in questa ricetta in particolare, ne viene direttamente da una puntata di Report di qualche settimana fa. Una puntata a dir poco illuminante, in cui il prof. Franco Berrino, attraverso un apparente zigzag tra gli scaffali del supermercato, ha mostrato quali alimenti contribuiscono a farci stare male, tra questi appunto la farina 00, quando ne si abusa.
Devo precisare che, in certe cose, sono una scettica prevenuta ma devo anche aggiungere che sono stati davvero pochi (e rarissimi) i ricercatori clinici al mondo che hanno valorizzato la prevenzione e messo al centro dell’attenzione l’alimentazione anti-cancro più dell’oncologo Franco Berrino, quindi per me assistere a quella puntata è stato un po’ la ciliegina sulla torta e una conferma alle ipotesi e la conclusione di un ragionamento che un disordinato immagazzinamento di informazioni e studi avevano cominciato anni fa.
Perché proprio la farina 00 fa male? Bè cominciate a chiedervi se questa farina esisteva, e in che percentuali era diffusa, un paio di secoli fa. Perchè questa tipologia di farina è troppo raffinata, qua c’è la trascrizione dell’intervento del Prof. Berrino, e qua il video, dategli un’occhiata e scoprirete cosa potreste fare per migliorare la spesa, che ovviamente non si limita solo alla farina . Per quello che mi riguarda ho dimezzato l’uso della farina 00 già da tempo, anche se prima non è che la usassi a tutto spiano, difatti (per fortuna e grazie a mammamia) mangio solo pasta di semola secca (poca) e fresca ma solo con farina di grano duro (e senza uova), il pane lo faccio con farina 0 o altre farine diverse dalla 00.
In ultimo mi erano rimasti i dolci, materia ostica e per la quale non nutrivo molte speranze di poter migliorare la situazione, ed invece no! Mi sono un po’ scervellata e alla fine qualcosina sono riuscita a migliorare.
Se ci fate caso, negli ultimi mesi, mi sono dilettata con farina di farro, di semola di grano duro, di grano saraceno e via dicendo. Lo scopo era/è appunto di dimezzare o eliminare, ove possibile, la presenza di farina 00 dalla mia vita. Se siete interessati ad approfondire provate a sbirciare il libro di Nico Valerio Manuale di terapie con gli alimenti da cui il prof. Berrino ha tratto spunto per stilare le linee guida per la sua ricerca antitumorale.
Tornando alla ricetta, scusate l’inciso ma ho colto l’attimo :-)) prima di oggi non avevo idea della popolarità degli hot cross buns, che in realtà altro non sono che dei panini dolci e speziati con uvetta e canditi e farebbero parte dei Traditional Easter British Food, dico farebbero perché, per quello che ho capito, funziona come da noi col pandolce (di natale) che si trova nelle pasticcerie tutto l’anno e non solo a Natale, quindi anche gli  hot cross buns si trovano comunemente in tutti i supermercati inglesi. Qua c’è pure un video :-))
Hot cross buns in formato mignon
Ingredienti
1 cubetto di lievito fresco
110 g di zucchero semolato
375 ml di latte (tiepido)
300 g di farina 0 ( o, se preferite spendere di più, usate la manitoba)
170 g di farina 00
2 cucchiaini di spezie miste per dolci
2 cucchiaini di cannella in polvere
50 g di burro (fuso)
1 uovo
300 g di uvetta sultanina
65 g di scorze candite di agrumi misti
70 g di farina in più (* poi scoprirete a cosa serve :-)
80 ml di acqua
per la glassa
110 g di zucchero
60 ml di acqua
2 cucchiaini di gelatina in polvere
Mettere in una ciotola il lievito con il latte tiepido (TIEPIDO!).
Unire la farina, le spezie miste, la cannella, il burro, l’uovo, l’uvetta, le scorze e lo zucchero e mescolare finché si forma un impasto appiccicoso. Lavorarlo a mano su un piano di lavoro leggermente infarinato per una decina di minuti o comunque finché è diventato elastico. Mettere l’impasto in una ciotola unta con un filo d’olio e coprirlo con un canovaccio. Farlo riposare in un posto caldo per 1 ora o finchè non è raddoppiato. Dividere l’impasto in tante palline della dimensione di una pallina da golf (a me ne sono venute una trentina).
Ho scelto la dimensione piccina picciò perchè l’altra volta ho fatto delle pseudo brioche e per i miei gusti erano troppo grosse. Insomma non è che ho voglia di cominciare la giornata con un mattonazzo in pancia. Così uno può scegliere se mangiarne una oppure farci l’aggiunta :-)
Ungere uno stampo, oppure fare come me ed usare la teglia del forno foderata di carta forno, e disporre le palline allineandole bene, non troppo ravvicinate. Tenere in caldo per 30 minuti o fichè non saranno lievitate. Scaldare il forno (senza ventilazione) a 200 gradi. Mescolare la farina in piu e l’acqua, mettere il composto in una tasca da pasticceria o in un sacchetto di plastica con un forellino, quindi disegnare, con l’impasto, delle croci sulle palline. Cuocere per 35 minuti o finché saranno ben dorate ed elastiche. Spennellare con la glassa calda quando sono ancora caldi. Servirli tiepidi, magari non marmellata o burro.
per la glassa scaldare su fuoco basso lo zucchero in 60 ml di acqua, mescolando finche lo zucchero si è sciolto. Con un pennellino bagnato togliere i cristalli di zucchero dalle pareti, state attente a non usare un pennellino usurato, perchè perde le setole ed è un disastro, parlo per esperienza di vita vissuta :(
Unire 2 cucchiaini di gelatina in polvere sciolti in un cucchiaio di acqua e cuocere per un minuto. prima di usarla fare raffreddare un pochino.
Related posts:
- La nebbia agli irti colli, piovigginando sale… Stamattina al mio risveglio anzichè trovare un panorama lunare,...
altri post simili:
Stampa questo articolo




























Hanno un aspetto golosissimo…chissà se al moroso mezzo americano piaceranno???
Per la farina anche io uso pochissimo la 00, nei dolci la sostituisco con farina di riso e fecola che hanno anche il grandissimo pregio di rendere i composti molto più soffici
Un bacione e buon fine settimana
fra
Ciao Firdisale,
ho visto il tuo commento sul mio post “No al nucleare in Sardegna”, seguo da tempo il tuo blog, ma mi era sfuggito il fatto che fossi Sarda anche tu. Ieri sono stata tentata a linkare tutti gli articoli sul “fu” G8 della Maddalena..ho ascoltato minuzziosamente il TG della sera, e si una bella notizia per gli abbruzzesi ma neanche una parola per chi in Sardegna ha investito tanti soldi. Non voglio pero` risultare insensibile perche` mi piange ancora il cuore per le povere famiglie abbruzzesi. Ma e` l’ennessima che fa e i sardi tutti li ad inchinarsi ai suoi piedi. Ora vediamo un po` se riusciamo a votare si al nucleare in Italia e soprattutto in Sardegna nel nuovo referendum?! Magari anche quello lo costruiamo a norma come tutte le belle casette dell’Aquila!
Scusa lo sfogo…
Un abbraccio caro,
Ilaria
Brava Gì che promuovi le cose genuine(mai pensato il contrario del resto, guardando alle tue creazioni).
Ottimi questi paninetti coccolosi!
Buon fine settimana
Saretta
Buoniiiii quanto mi piace tutto quello che è briochoso!!!Bacio
Complimenti per il tuo Blog!
Ti andrebbe di fare uno scambio di link con il mio http://www.francescogreco.splinder.com ?
Ciao
Francesco
Il Blog | Attualità | Psicologia
ehi ma quante cose mi hai postato…ora ho fame famissima e voglia di libri…oggi ero immersa in una biblioteca meraviglioso dove annusi nella luce l’odore dei libri! un bacione
Ispirano molto… ma sto giusto pensando se potrei dimezzare il lievito, magari facendo un lievitino e allungano adeguatamente i tempi di lievitazione…
Ciao,aggiungo qualcosa a proposito di ciò che mangiamo.Il prof.Berrino ha dato delle giuste informazioni sulla dannosità e,quando va bene,inutilità della maggior parte del cibo che ci viene propinato,ma è stato fin troppo blando nell’esposizione dell’argomento.E’ quasi irrilevante la presenza di additivi,perchè già di base questi sono cibi morti,e spiego:la scala Bovis misura la carica energetica di una sostanza(un cibo, un sasso,un terreno ecc.),ossia il grado di oscillazione elettromagnetica-positiva o negativa-in rapporto agli organismi viventi.Le U.B.(unità Bovis) vanno da 1 all’infinito,lo zero non è contemplato perchè anche la sostanza inerte,ceneri o tossine,ha una vibrazione.Da zero a 6500 U.B.siamo in polarità negativa,da 6500 in su siamo in polarità positiva;6500 è considerato il minimo per la vita umana,al di sotto di questo valore le oscillazioni non sono compatibili con quelle di cellule viventi in stato ottimale.Converto in termini pratici:un hamburger si attesta forse su 2000,2500 U.B., uno zucchero semolato bianco sarà al livello di cenere di legna,in termini di U.B.,una farina 00 più o meno allo stesso livello,un pò di più se è biologica,ma solo perchè non è gravata da residui tossici,anche se in realtà nel biologico “vero” la 00 non dovrebbe esistere in quanto il suo valore nutrizionale è inesistente,trattandosi quasi esclusivamente di amidi.Detto questo,al di sopra delle 6500 U.B. si attesta tutto ciò che è “vivente”:olio e.v.o.,cereali integrali di qualità alta(mangiare integrale non strettamente biologico equivale ad assumere residui tossici in altissima quantità ,perchè è nello strato esterno che si accumulano),zucchero integrale o iperintegrale,ecc.ecc.Mi fermo qui,perchè l’argomento e le sue correlazioni richiederebbero miliardi di parole,e non voglio tediare,dico solo che a questo discorso sono collegati argomenti quali malattie indotte,big pharma,false epidemie e carestie,ecc.ecc.E’ fondamentale che siamo coscienti del fatto che veniamo manipolati e controllati anche attraverso l’alimentazione,ricordandoci che alla fine della fiera il discorso è sempre lo stesso:denaro,denaro,denaro;cerchiamo di fare collegamenti tra ambiti che sembrano tanto lontani…Fiordisale,grazie per l’ospitalità ,Mab
mai pensato di avere una specie di Chernobyl in dispensa.Gì non hai bisogno di lasciarmi alcuna dieta, basta che mi dai un po di queste notizie ferali.
Non so se mi leggerà mai, visto il ritardo con cui scoperta la citazione mi permetto di commentare, ma visto che ha avuto la gentilezza di citarmi a proposito del prof Berrino, non solo le confermo che propagando da sempre l’integrale, anche nei miei due blog dedicati all’alimentazione http://alimentazione-naturale.blogspot.com
http://love-lacto-ovo-vegetarian.blogspot.com ,
ma anche che – da cuoco mediocrissimo – con la farina integrale negli anni passati ho fatto più volte perfino un ottimo panettone di Milano, cambiando la ricetta ovviamente (perché tutte le ricette sono sbagliate: sono state rielaborate nell’800 e nel 900, in tempi di spensierate vacche grasse, cioè di totale ignoranza nutrizionale…). Ricordo che venne molto cresciuto (lievito a pasta madre molto acido per dargli sapore, più abbondante lievito di birra). Pensi che perfino la ricetta dell’Accademia dei pizzoccheri è sbagliata. Anzi, sono a sua disposizione per tradurre e rifare in chiave di maggior sapore e salute ogni ricetta… La Storia è storia. Non possiamo continuare a mangiare come l’aristocrazia oziosa e gottosa dell’800.
Tornando alla farina integrale, molto più squisiti i dolci. E gli dà il retrtogusto che le leziosità recenti gli hanno tolto. Oggi i dolci hanno solo il sapore dello zucchero o del cioccolato. Un po’ poco.
Ma soprattutto, la farina integrale (altro che 0) toglie ai dolci quella leggerezza fasulla da riviste di moda e ricette di “donna Clara” mai esistita nei secoli passati (per cui tutto quello che mangiamo deve essere innaturalmente aereo, soffice, lieve, vuoto, inutile, spingendoci così a mangiare di più). E così riporta il cibo al suo giusto peso e volume. Permettendoci di valutare meglio il valore energetico di quello che mettiamo in bocca.