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Evvaiiii! finalmente ho uno spicchio di tempo tutto mio e mi si prospettano 3 giorni di robe col sole… potrei quasi definirmi felice, và! La cosa più divertente di cui, tra l’altro, mi sono accorta solo adesso, è che ho lasciato la chiavetta, piena zeppa di robe di lavoratesche (URGENTI, peccarità!), in ufficio, quindi anche volendo non potrò lavorare. Che dite me ne dispero? :-P
Bè adesso veniamo a sto post, ch’è un po’ che non riesco a pubblicare, perchè le cose da dire erano davvero tante e non riuscivo quasi a tenere il filo dei pensieri. Ad esempio, quanti tra voi sanno quanti tipi di pennuti ci stanno al mondo? Io bè, lo ammetto, non ne conoscevo molte, per me la gallina era quella da cui andavo con zia Annina tutte le mattine delle mie vacanze infantilesche, per prendermi l’uovo, che io lo sentivo che lei lo sapeva ch’era per me, difatti lo faceva sempre bello e grosso. Poi c’erano le galline che mia mamma usava per il brodo dei tortellini dell’antivigilia di Natale, ma con quelle non ci avevo stretto amicizia :-)
Questo libro mi ha letteralmente aperto un mondo e vi assicuro che non è un modo di dire. Parlerei di questo libro per ore, è dalle vacanze di Natale che me lo studio e me lo sfoglio, è bellissimo, una grafica strepitosa, informazioni chiare e dettagliate per tutte le tipologie di galline e polli, e manco v’immaginate quante sono io, perlomeno, ne sono rimasta sbalordita. Ma la cosa più divertente, al di là di colmare evidenti lacune, è stato mostrare i diversissimi modi di usare la carne di gallina (e anche del pollo). No tranquilli non è stato il timore del maiale a farmi dirottare sulla gallina coccodè, tant’è vero che ho appena messo in frigo il lonzino di Filippo, che ho già fatto un milione di volte! Ma di questo ne parleremo un’altra volta, missà che non è il caso di mettere troppa carne al fuoco ;-)
Non ho mai cucinato la gallina al di là di quello che avevo imparato da mia madre, chissà perchè l’ho sempre considerata una carne di serie B, poi grazie proprio a Laurence e Gilles Laurendon ho osato sperimentare altre strade ed oggi vi propongo questa ricetta ch’è semplicissima ed intrigante. Una delle poche differenze è che ho aggiunto un paio di patate piccine.
Insomma questo è uno di quei casi rarissimi del libro giusto al momento giusto. Così è stato il mio primo impatto con Ricette & altre storie di polli. E’ bello da sfogliare, mi tocca ripetermi, è scritto come se fosse una favola o una di quelle vecchie storie delle nonne, è l’inno al buono, lo si percepisce in ogni pagina, in ogni riga, ha foto seducenti, capitoli con titoli che sono tutto un programma: “Essere o non essere una brava gallina da uova?“, “Le galline tuttofare”, “La gallina e la filosofia”, e ancora, con insuperabile ironia “L’uomo che credeva di essere un gallo”. Un libro così è una sintesi terapeutica, predispone al buonumore appagando il bisogno di sapere ma anche quello del gustare. É difficile starvi a parlare di libri, perlomeno di quelli che mi colpiscono davvero, difatti per quersto qui ci ho pensato su 4 mesi, ma poi tant’è, non sono riuscita a resistere. Come non ho resistito a fare il primo stracotto di gallina della mia vita :-)
Un felice Primo Maggio a tutti, sopratutto a coloro che sono stati martoriati da terremoto e maltempo, tenete duro, ha da finì a nuttata!
Stracotto di gallina al cognac
Ingredienti
1 gallina tagliata a pezzi grossi
250 g di pancetta a cubetti
2 pomodori ben maturi
una ventina di olive verdi e nere
scorza d’arancia
4 cipolle
olio d’oliva
2-3 patate (facoltative)
Per la marinata
5 bicchieri di vino bianco secco
3 bicchierini di cognac
4 spicchi d’aglio di cui uno sminuzzato
1 mazzetto aromatico
10 grani di pepe verde (o nero)
10 grani di coriandolo
2 cucchiai di olio evo
Il giorno prima tagliare la scorza d’arancia in fettine sottili e lasciarle seccare e preparare la marinata.
Mettere i pezzi di gallina in una ciotola capiente e versarvi sopra l’olio, il vino e il cognac. Aggiungere i grani di pepe e di coriandolo e gli odori. Rigirare per bene i pezzi di carne per farsì che assorbano bene la marinata. Mettere da parte coperto, anche in frigo volendo, fino al giorno dopo. Nel caso del frigo, ritardare di 2 ore il fornello, per dar modo all’insieme di raggiungere la temperatura ambiente.
Il giorno dopo filtrare il liquido della marinata e metterlo da parte. Sgocciolare i pezzi di gallina, asciugarli con un canovaccio e lasciarli da parte. Lavare i pomodori e sbollentarli rapidamente per pelarli. Non ne avete voglia? usate una scatola di pelati e risolvete ;-) Sbucciare le cipolle e tritarle.
Rosolare la pancetta in una padella grande con un po’ di olio d’olio e quando sarà ben dorata, toglierla e metterla da parte, soffriggere le cipolle nella stessa padella e tenere da parte anche loro, sembra la ricetta delle robe da parte :-))) Saltare a fuoco vivo i pezzi di gallina, girandoli per farli rosolare da tutti i lati.
Mettere le cipolle e la gallina in una pentola di terracotta e versarci sopra la marinata filtrata messa da parte. salare e pepare abbondantemente, aggiungere le scorze d’arancia e portare ad ebollizione. Abbassare subito la fiamma e cuocere a fuoco lento e col coperchio, per un’ora buona.
Scaldare il forno a 130°C. infornare la pentola e cuocere ancora per un’ora.
Aggiungere quindi i pomodori, la pancetta messi da parte e le olive e continuare a cuocere per un’altra mezz’ora.
Far raffreddare lo stracotto. Servirlo dopo averlo riscaldato.
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Tag: carne
Scritto da fiordisale giovedì, 30 aprile, 2009
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17 grani di sale to “L’avete mai vista una gallina ‘mbriaca? Ecco questa per esempio…”

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giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:26
ma è il mio librooooooooo mi fa solo impressione finire in pentola ehehe :)
giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:31
Lo difatti, ogni volta che lo prendo in mano penso a te :-))) è un libro troppo divertente. Che farai domani?
giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:32
a casa mia la gallina è quella bollita e ripiena del pranzo di natale e io con quella non ci vado d’accordo neppure sotto torura..ma questa gallinetta qua, sarà che è ubriaca, ma quasi quasi la rivaluto..del resto adoro i polli….buon primo maggio!
(ps: quasi quasi ti assumerei per scrivere un bel post in merito al nostro (Piacenza)ponte sul Po che è “solo leggermente crollato” dopo essere stato restaurato per 1 anno….ma sai è la prima volta che il Po va in piena…)
giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:34
scusa Gì…ma l’evento mi ha un pò scosso….
giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:41
Giò ha scosso anche me e ancora di più quei poveracci che lo stavano percorrendo nel mentre che si è accasciato. Sai com’è del resto è un ponte recente se non ricordo male all’inaugurazione qualcuno urlò sia fatta l’Italia! Però dai un po’ sfigatello lo era già d aprima, dico io ce ne saranno ponti in giro?= emmò, i tedeschi si accanirono proprio su questo. Ma i nostri capaci appaltatori, col sostegno di baldi amministratori tangentisti, lo hanno rimesso a nuovo. L’ultima volta devono aver fatto le cose proprio per bene, i lavori difatti sono durati a lungo. Tanto a lungo che missà che bisogna rifarli da capo.
É l’Italia. Italia voluta fortemente da certa gente.
giovedì, 30 aprile, 2009 alle 22:42
Giò io non ho mai mangiato carne di gallina in maniera divera che nel brodo! per me è stata una folgorazione e mi sono pentita per tutte quelle povere galline che avrebbero meritato una sorte ben più nobile :-)
venerdì, 1 maggio, 2009 alle 12:33
Ciao , ero al bivio : pollo o baccalà ?
Ha vinto il baccalà , sempre di Guido Tommasi Editore. Ma adesso le ricette e storie dei polli …lo voglio anche io !
Prossimo giro in libreria…anche se dovrei legarmi quando passo davanti alla Feltrinelli .
Altro che canto delle sirene !
Un attentato alle mie misere finanze!
venerdì, 1 maggio, 2009 alle 12:45
…sempre io ,chiara , ti ho già disturbata varie volte chiedendo consigli per il mio nuovo blogghino . Informazioni sul problema del plagio ecc , ora vorrei sapere come fare a pubblicare le foto grandi come le tue. Io anche se scelgo “formato grande” le ridimensiona sempre , sicuramente c’è un metodo che non conosco. Scusa ma sono proprio imbranata ! Grazie del tuo tempo e dell’aiuto .(se puoi naturalmente!).
domenica, 3 maggio, 2009 alle 18:09
Questo blog e questo post sono divertentissimi!! La gallina ha fatto un’altro tipo di fine… e poi mi hai incuriosita con questo libro :)
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 08:58
Maddaiiiiiiii!Io la gallina l’ho sempre mangiata o bollita&ripiena o in umido…ideona!
Ah senti..hai visto che la SCIURA è passata dalle parole ai fatti;)Grandeeeeeeeee
Bacione
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 12:41
Saretta eh eh eh esattamente come me. Eppure tu dovresti sentire che buona! Ma perchè non l’abbiamo mai mangiata prima mi son chiesta!
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 12:42
ah Dada se ti capita per le mani non lasciarti sfuggire l’opportunità di sfogliarlo è davvero strano!
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 12:44
Chiara, ciao cara. ma dov’è il tuo blog? dipende dalla piattaforma che usi o dal gestore, magari.
Nel momento in cui inserisci l’immagine ti da le misure e se il css non ha dei limiti prestabiliti, te le mette delle dimensioni che indichi.
Anche io ho il libro del baccalà e per certi versi mi è piaciuto molto, anzi ora che mi ci fai pensare… Sui libri… hai mai pensato di prenderli online? con la Feltrinelli online c’è un ottimo sconto sai? (vabbè non sempre, bisogna aspettare il momento giusto)
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 13:02
passare di qui è sempre istruttivo e devastante…devastante perchè ogni volta che parli di un libro mi fionderei in libreria a comprarlo e istruttivo perchè finalmente ho deciso come utilizzerò quella gallina surgelata da due mesi!
Un bacione
fra
martedì, 5 maggio, 2009 alle 21:03
Aiutoooo come parli difficile ! io sono proprio terra, a terra , che di più non si può . Di tutte le cose che indichi , ne conosco una sola , il nome del mio blogghino che è :toccoetacchi.blogspot.com
Per quanto riguarda i libri , mi piace moltissimo andare in libreria , guardarli , toccarli , annusarli , e…. comperarli sigh!
e poi visto la mia “abilità” con il pc…preferisco essere un topo da biblioteca che un mouse imbranato. Ciao e grazie se mi puoi aiutare.
domenica, 17 maggio, 2009 alle 00:19
Buon giorno (considerata l’ora!) arrivo qui …fiutando le tracce di un’amica…di penna, come si diceva un tempo . Bella questa ricettina coccodè! meno male che non ci sono livornesi in giro: sarebbe stata….’ deh…cocco ! ‘ considerando la loro mania dell’uso del ‘ deeehh ‘. Se oltre alle cose serie , sono ammesse anche le futilità , allora ho trovato un altro lido . Buon proseguimento .
lunedì, 18 maggio, 2009 alle 10:59
Ciao Sanberny, sei… ahem.. sei il San Bernardo che leggo sempre dalla cavoletta? Comunque sia Benvenuto! Le futilità sono una delle grandi aspirazioni (sapessi quant’è difficile delle volte!)