« L’avete mai vista una gallina ‘mbriaca? Ecco questa per esempio… | Home | pe’ fa’ la vita meno amaraaaa »
E finalmente arrivò il primo vero fine settimana primaverile, anzi dall’aria (calda) che tirava pareva proprio un week-end estivo, e per l’occasione, fortuna volle che fosse un il primo (lungo) fine settimana di maggio, il che fa ben sperare dai! É stato veramente un brutto e antipatico inverno quindi ci voleva una piccola pausa oziosa, magari stesi al sole, magari a giochicchiare con gli amici in spiaggia, magari tentando di leggere.
La ricetta la rimando a più tardi o al massimo a domani, preferisco mettere online le foto gitesche, che col disastro che è accaduto qualche settimana fa, non si sa mai, prevenire è meglio che curare no? (Se i fidati lo avessero detto a quellolì, a st’ora …)
Ho fatto una gita in moto da Rapallo a Portovenere e dovete sapere che se c’è un luogo, del levante, che amo in maniera sconfinata è proprio Porto Venere. Ho fatto le foto aspettando quasi la nuvoletta di passaggio e in diversi orari. Ma se vi dovesse capitare, provate ad andarci in piena estate, con la luce intensissima. La prima volta che mi è capitato di camminare nel vicoletto interno, alla ricerca di ombra e frescura, sono rimasta folgorata dalla sorprendente bellezza, l’emozione mi colpì così forte che mi misi a piangere, chissà che avranno pensato gli altri lì attorno!
Però ecco immaginate la scena camminavo giusto per curiosità e per trovare una pausa al gran caldo, il vicoletto era immerso nella penombra rilassante dopo tanta luce e nel bel mezzo della passeggiata improvvisamente si aprì un varco tra le case e un po’ per la posizione, un po’ per la stupenda giornata, mi ritrovai a riemergere dal buio della penombra immersa in una luce accecante con di fronte il mare turchese ed il cielo azzurrissimo. Ricordo quei colori in maniera così viva che mi pare di averli ancora di fronte. Ecco credo che quando la natura, di suo, senza alcun effetto speciale, è in grado di commuovere per la sua bellezza, bisogna fermarsi e godere il momento.
Porto Venere oltre ad essere giustamente definita dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità per la sua bellezza e rientrare in un parco naturale protetto, che comprende anche le Cinque Terre, le Tre Isole, sta a pieno titolo nel bel mezzo del cosiddetto golfo dei poeti. Se qualcuno riesce a far emergere qualche vecchia lettura di Byron adesso saprà che tanta ispirazione gli venne da questo luogo incantato. Il mare ospita diverse specie di cetacei sia delfini che balene, ma anche tartarughe marine e molluschi in via di estinzione.
Il territorio è praticamente una scogliera a picco sul mare e ospita una fauna variegata. Non fatevi mancare l’occasione di assaggiare il vino di produzione locale, come tutte le produzioni limitate i vitigni sono curatissimi e la qualità del vino indubbiamente ne risente. Ma oltre al vino si producono pure liquori, marmellate, miele, ecceteraeccetera eccetera. Si capisce mica che sono un’abitué affezionatissima, che amo questo posto in una maniera indicibile? :-)
Ho mangiato in una delle più antiche osterie, il pesce, manco a dirlo, non era fresco ma VIVO! Narra la leggenda che, giusto qualche anno fa, prima che esistesse l’osteria, ci fu un tal Baracco, pirata tunisino, che trovò riparo nel golfo da una tempesta. Fu accolto e ospitato dai portori, di cui probabilmente godeva l’amicizia e quindi non temevano la terribile bandiera nera teschiata. Ma stando nell’antico borgo s’innamorò perdutamente di Violante, la più bella ragazza del paese. Per poterla sposare ammainò per sempre la bandiera nera, disarmò il veliero piratesco e si fece battezzare. Comprò anche un forno che poi col tempo diventò hostería, l’attuale Osteria Baracco, appunto. Voi direte ‘mbè e che c’entra adesso? ‘mbè si da il caso che in quella ostería ai giorni nostri, al piano di sopra, il soffitto regga su una trave quadrata e due tonde: queste ultime, si narra, sono gli alberi di quel vecchio veliero, sanno ancora di arrembaggi e di polvere da sparo. Ma, ahinoi, odori e memorie sono sepolti sotto troppe mani di vernice, e non c’è nessuna targhetta a rammentare agli occasionali viandanti, gli antichi fasti di quei legni. :-)))
Osteria Baracco
Trattoria – Birreria Cucina ligure sfiziosa
Via Cappellini, 24 Portovenere
Tel 0187 791741
piesse, quasi scordavo
doveste andarci, fatemi un favore, andare in giro e date un’occhiata alle targhe delle strade, ma non solo, guardate anche i numeri civici. Non dico altro per non togliere la sorpresa, voi guardate e ammirate (ah, tra le altre cose, pure io ce l’ho da quando abito in questa nuova casa :-))
Post simili
Stampa questo articolo
Tag: girovagando, ristoranti et affini
Scritto da fiordisale lunedì, 4 maggio, 2009
Se questo post ti è piaciuto, non perderti i prossimi aggiornamenti: iscriviti al feed RSS
9 grani di sale to “Fiore di Maggio”

Vuoi aggiungere un grano di sale?
Subscribe to fiordisale by Email


Il giorno della lentezza!? Maddai…
Genova-Roma-Genova senza neanche l’ombra di un panino, per dire
12 Marzo 2010 (2)
12 Marzo 2010 (1)
A mani nude: una meno di cento
molto forte ma incredibilmente meno vicino
The Scarlet Brothers
alzati che si sta alzando la canzone popolare se c’è qualcosa da capire ancora…






Technorati
IceRocket
del.icio.us 

























lunedì, 4 maggio, 2009 alle 12:13
che bello, Gì… mi piacerebbe tantissimo fare un bel giro dalle tue parti, con calma, senza fretta.
Devo complottare con la Gallina, avevamo abbozzato un progettino di weekend donnesco ma senza ancora definire quando e dove. Il “dove” quasi quasi lo propongo io!
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 12:40
cricri bè sicuramente il levate appaga di più il desiderio di bellezza. É una terra stranissima, si passa da roccia spoglia a vegetazione rigogliosa nel giro di pochi metri. Dai se venite avvisatemi!
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 13:21
tantissimo, anzi troppissimo tempo che non ci vado!!bellissimi posti e grazie x la dritta gastronomica
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 14:07
la primavera sembra finalmente arrivata e con lei le prime gite…posti nuovi da scoprire e altri in cui andare a ristorare il cuore
Un bacione
fra
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 14:37
Maddaiiiiiiiiiii!!!io ero a Lerici ma, sabato pome ho fatto una gitarella proprio a Portovenere!Non la vedevoa da anni ma, favolosa!
Peccato la ressa x prendere il battello!
che foto favolose!!!
Bacione
lunedì, 4 maggio, 2009 alle 18:33
Ciao Fiordisale…hai per caso letto le dichiarazioni di Dell’Utri?…se ti interessa fai uns alto da me… :-)
martedì, 5 maggio, 2009 alle 06:18
[...] Read more: Fiore di Maggio | fiordisale [...]
martedì, 5 maggio, 2009 alle 07:55
all bè potemmo organizzarci un we donnesco in quel del levante. Ci sono un sacco di B&B a prezzi accettabilissimi :-)
Daria sto leggendo proprio adesso. Secondo me è una manovra studiata per aizzare la muta dei cani, distogliendo (o tentando di distogliere) l’attenzione dal gran casino in cui si è ficcato quellolì. Voglio dire, stavolta Veronica fa sul serio, è partita per far male. Ha scelto i tempi giusti, ha scelto l’avvocato giusto (incorruttibile, a-politico, irreprensibile, etc) e il rischio per Silvio di un divorzio per colpa è una cosa tutt’altro che fumosa. La sua popolarità (presso il popolino ignorante e bovino) ha subito una battuta d’arresto e mò sta andando in picchiata. Perchè si sa, la casalinga di Voghera è una gran fessa coi venditori porta-a-porta ma se le tocchi la sacralità della famiglia s’incacchia di brutto.
Ora mi faccio una bella rassegna stampa per capire se ho ragione su Dell’Utri (poraccio che compito ingrato fare il joker di distrazione)
martedì, 5 maggio, 2009 alle 19:09
Ciao ! bello il progettino del weekend donnesco , guarda caso , lavoro in un B&B , quindi super super sconto per un iniziativa così … intelligente ! Però …invitate anche me :-))))
Aspetto notizie , un saluto a tutte e naturalmente alla padrona di casa .