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martedì 12 maggio

Gambe in spalla e pedalare!

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Tempo di gite su per le stradine della riviera, quelle belle, scavate nella roccia che, a tratti, rimangono come sospese sul mare. La Liguria è anche questo insieme di matasse ingarbugliate tramutate in stradine completamente immerse nel verde con davanti panorami mozzafiato. C’è un bel libro della Lagorio che descrive benissimo questo frammento della Liguria. Una volta ricordo che inciampai quasi in una panchina che pareva senza senso, così isolata rispetto al centro abitato, stava sull’Aurelia ed era notte. Mi parve una sistemazione bizzarra e non ci pensai più fino a quando, in maniera del tutto casuale, qualche tempo dopo, capitai esattamente nello stesso punto ma in orario diverso, erano gli istanti che precedono l’imbrunire e la panchina era avvolta in calde tonalità pastello con di fronte null’altro che il mare. Un’immagine da lasciare senza fiato.

Quello che avevo davanti era qualcosa di così immensamente bello che fui costretta a inchiodare la macchina ed andare a sedermi su quella panchina a strapiombo sul mare incendiato dal un cielo di un tenero color albicocca. In quel preciso momento ho capito quanto era stato in gamba il tecnico comunale che aveva imposto la panchina in quel punto preciso, nè 2 metri più avanti né 1 metro indietro. Mi stupisco io per prima di quanta poca attenzione destiniamo alle cose per le quali varrebbe la pena spendere un po’ più del nostro tempo. Uno spicchio di serata davanti ad un tramonto spettacolare è mille volte meglio di qualunque film o reality, basterebbe ricordarsene ;-)

Ahem scusate la divagazione (ma com’è che sono diventata così dispersiva? bah), dicevo Maggio tempo di gite, magari in bici o in lunghe scarpinate su e giù per le scalette scavate nella roccia. Anzi ora che ci penso, per chi non lo avesse mai fatto, ricordo e caldamente suggerisco qualche bella passeggiata, magari quella che da San Rocco di Camogli arriva a Punta Chiappa,

oppure quella che da Camogli va a San Fruttuoso, chi ama i panorami bretoni ne rimarrà incantato per i pigroni c’è sempre la possibilità del traghetto;-)

Per l’occasione ho spolverato la memorabile ricetta del Lonzino speziato di Filippo. Filippo è un mago, un abituè, come me, del blog del Cavoletto. Questa ricetta ce la regalò tempo fa e da allora non si smette di farla, anche perché, col cambio delle stagioni è semplicemente sufficiente variare le spezie in cui si massaggia la carne. Stavolta ho abbandonato le spezie indiane con cui l’ho mangiato st’inverno, ed ho usato un mix più primaverile dimensionando ovviamente il sale e lo zucchero per la salatura in base al peso della carne.

Lonzino speziato di Filippo

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Ingredienti
950 g. di lonza di maiale
395 g. di sale fino
550 g. di zucchero
per il misto di aromi polverizzati ho usato: rosmarino, salvia. alloro, timo, maggiorana, dragoncello, erba cipollina, ortica, aneto, borragine. Ma voi metteteci quelle che avete in casa, qualunque abbinamento va bene, ho già fatto diverse prove.

Mettere la carne in una ciotola con il sale e lo zucchero mescolati per benino, coprire con la pellicola e lasciare in frigo. Ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo dei tempi, Filippo indica 2 giorni, altri anche 4 giorni, diciamo che a me è pure capitato di scordarmi e non è successo niente, però direi che 2 giorni sono il tempo ideale per ottenere la giusta morbidezza. Trascorso il tempo indicato prelevare la carne dal frigo e lavarla per benino (in acqua fredda!!!), asciugarla molto, molto bene, dopodiché massaggiarla per qualche minuto nel mix di spezie. Avvolgere nella pellicola e tenere in frigo. É pronta praticamente da subito, io l’ho usata il mattino seguente. Dura grossomodo una settimana quindi conviene usare pezzature dimensionate secondo le esigenze e il vostro uso, cosicché non si rischia di buttare via niente. Ah un’avvertenza quando la tagliate provate a farlo con un coltello lungo senza seghettatura, tagliando fette molto sottili. É più buono di qualunque affettato, costa la metà e non ha conservanti, tenetelo presente ;-)

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