Män som hatar kvinnor [ovvero Millennium forever]
Ogni promessa è debito ed io son qui a tentare di onorare il mio.
La regola è ferrea e conosce poche, pochissime, eccezioni: da un romanzo bello viene fuori un film appena passabile se non addirittura brutto, da un romanzo brutto viene fuori un film bello, un’equazione semplicissima.
Partiamo subito con una premessa, per il resto farò qualche considerazione in ordine sparso. C’è chi andrà a vederlo dopo aver letto il libro e chi, laicamente, senza saperne nulla, anche se è difficile non aver mai sentito parlare di Millennium. Ed io (modestamente), sono andata a vederlo accompagnata dal più cocciuto tra i laici, in questi mesi non sono valse le mie suppliche, i miei ricatti, le mie preghiere o i miei rimbrotti per riuscire a fargli leggere la Trilogia di Larsson, la scusa accampata era la mole dei volumi.
Per dare un’idea di com’è andata, nello specifico, riporto uno stralcio del dialogo tenutosi in macchina, dopo il film, nel breve tratto di strada che dal cinema portava a casa, c’è da ridere.(tento di andare a memoria)
“Perché Lisbeth aveva un tutore?” “Lo hai letto il libro come ti ho detto da mesi?” “no” “e allora non lo saprai mai” “si ma perché aveva un tutore?” “É inutile che insisti, tanto non te lo dico. Vuoi scoprirlo? leggi il libro” “si ma perché uno non riesce a capire perché Lisbeth aveva un tutore?” “Perché è un film mirato ad un pubblico selezionato, una specie di club privé. Tu sei un pubblico selezionato? Hai fatto qualche test prima della visione?” “no” “Ecco appunto” “Si però mi è piaciuto lo stesso, come hai detto che si chiama quel tipo lì, l’autore? I protagonisti sono anche negli latri 2 libri?”" si” “allora li leggo” “saltando il primo?” “si” “allora non saprai mai perché Lisbeth aveva un tutore o comunque lo saprai quando oramai sarà evidente” “si però mi risparmio 700 pagine” “ambè”.
Ecco credo che questo dialogo metta in evidenza quel paio di informazioni importanti, molto più di qualunque recensione. Come si evince dal dialogo, il mio accompagnatore non è riuscito a cogliere quel paio di sfumature che avrebbero agevolato non poco la comprensione di tutta la storia, arricchendola di particolari interessanti.
I larsoniani innamorati come me noteranno le enne pecche, certo che si, ma nonostante questo il film non riesce a deteriorare la storia, che continua a reggere. In realtà la prova del fuoco era attorno alla figura di Lisbeth, per l’occasione è stata scelta un’attrice sconosciuta, un po’ più alta dell’originale, è vero ma, considerando che è un’attrice autodidatta, che non ha mai frequentato scuole, direi che la sua interpretazione ha rasentato la perfezione. Perfetta ed esemplare. Mi riesce difficile pensare che in giro ci sia qualcuna che avrebbe potuto fare di meglio. É la Lisbeth che immaginavo. Precisa.
L’inizio è a sorpresa, diversamente dal libro la prima ad apparire è Lisbeth. Questa mossa del regista è importante. Una scelta precisa, come a dire chi è che reggerà il film. Ha il cappuccio della felpa tirato sulla testa eppure si intuisce il rossetto nero, i piercing e tatuaggi sparpagliati per il corpo. Un’immagine quasi subliminale. Non avrei potuto immaginarla più rassomigliante. Noomi Rapace ha trasformato se stessa fino a “diventare” il suo personaggio in modo assolutamente inappuntabile. La sua interpretazione nel ruolo di Lisbeth è stata straordinaria. Non posso dire la stessa cosa di Erika che, nel mio immaginario era più giovanile e curata. Per la verità mi ha dato qualche perplessità anagrafica anche Mikael, ma la bravura di Michael Nyqvist la fa superare, anche se il regista ha un po’ rivisto tutta la figura di Mikael per come era in origine, in pratica dall’occasional lover tracciato da Larsson si è in presenza di un’ineccepibile uomo di mezz’età nel cui letto un bel giorno arriva una venticinquenne piena di tatuaggi. mmm E Erika? E Cecilia? Dov’è finito il suo modo un po’ scanzonato e pigramente superficiale di approccio amoroso? La ex moglie proprio non figura per nulla e l’indizio più rilevante per far avanzare le indagini, che nel libro è merito della figlia (in visita al padre), nel film viene attribuito a Lisbeth e proprio grazie ad suo (presunto) errore per, appunto, far scoprire l’indizio al povero Mikael, fa rivelare la sua identità e le sue qualità di hacker. Ora mettiamo bene in chiaro un paio di cose per chi non ha letto il libro: Lisbeth non commette errori, Lisbeth è la terza voce del verbo vivere. É lei la vera eroina di tutta la storia. É lei la vera rivalsa per tutte le donne violentate, derise ed offese dai maschi della loro vita. Lei è il riscatto dalle nascite improvvisate, dai padri indegni, dalle madri martiri ed indifese, dagli uomini che esercitano sulle donne le loro peggiori perversioni. Lisbeth ha inaugurato la scuola delle dure, delle eroine senza macchia, con una loro morale limpida e granitica. Lisbeth, in circa milleseicento pagine della Trilogia, non ha commesso un solo errore, se non innamorarsi di Mikael maledetto Blomkvist, ma anche in questo caso ne è venuta fuori alla grande, arginando e controllando gli eventuali danni. Fatte queste precisazioni e dopo averci riflettuto un po’ su, mi rendo conto che non era facile condensare nei tempi di un film 700 densissime pagine. Quindi accetto i tagli e pure i movimenti di fantasia del regista che ha sorvolato su figlie e ex mogli, perché comunque sia ha il grandissimo merito non aver deturpato lo spirito di Larsson, e laddove l’autore ha tracciato con dovizia di particolari il carattere di ciascun protagonista, il regista, pur mantenendo una qualche superficialità, dovuta alle tempistiche, credo, ne ha rispettato lo spirito. L’avvocato Bjurman è perfetto, con quei baffetti sottili e gli occhi a fessura. L’odiosità della sua anima la porta scritta sul quel sorriso ipocrita. Quando Bjurman con i suoi baffetti violenta selvaggiamente Lisbeth, la scena giocata nella penombra, sembra reale tanto è cruda. Il film è sicuramente duro, senza sconti. Forse più duro del libro. Parrebbe un saggio sul sadismo maschile. Credo sia una delle scene più forti nella cinematografia, eppure il regista è stato bravo a lasciare spazio all’immaginazione senza accanirsi su inutili particolari che avrebbero distolto lo spettatore dal resto della storia, le uniche inquadrature di nudo sono sui tatuaggi e sul seno di Lisbeth, ove peraltro si nota che viene rispettato il canone di donna con poco seno, elemento rilevante nel libro. Bellissima la scena di Lisbeth, rimasta sola, si lava la bocca a lungo, dopo il primo abuso di Bjurman. E qui bisogna fare un altro plauso al regista: ha capito Larsson, il tema di fondo del romanzo. Ha fatto un film con emozioni forti, con personaggi forti e una storia controversa e intrigante e non è facile rispettare questo copione con un thriller che ha sbancato il botteghino, con un pubblico di larsoniani pronto a saltargli alla gola. La scenografia è ben orchestrata fa vedere una Svezia che non t’immagini, scardina l’idea di ordine e pulizia e mostra con coraggio il lato oscuro della società. Il film conserva lo spirito tagliente del libro e se possibile lascia ancora più sgomenti immaginare che non potremo leggere mai i 7 romanzi programmati da Larsson.
Ecco, credo di aver dato un’idea precisa dal punto di vista di un’innamorata persa ma anche la reazione di un agnostico. Il film è promosso a pieni voti, ogni tanto capita che le regole vengano infrante: questo è, complessivamente, un buon film tratto da un bel libro.
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eheheh, ti aspettavo al varco. Io ho scritto solo un commento rapido su FB, poi ho pensato che dovevo scrivere qualcosa di più perché nei giorni successivi a giovedì al film ci ho pensato ancora parecchio. Ma sono pigra e meno male che ci sei tu. Condivido al 100% quello che scrivi: nonostante i tagli, i pezzi mancanti, la velocità del film, qualche imprecisione semplificatoria… il film regge. Neii primi 6 minuti, quando ho visto Blonkvist e la redazione di Millennium sono rimasta un po’ basita, e qualche dialogo iniziale è abbastanza imbarazzante per la banalità, ma Noomi è Lisbeth, così come me la sono immaginata, e il film è bello e intenso proprio grazie a lei.
Sto anche rileggiucchiando il libro, perché dopo il film, Larsson mi manca ancora di più…
un abbraccio
k
ok..se Lisbeth è lei, allora mi hai convinto! in settimana vado sicuramente e poi mi dedicherò al secondo tomo! ti saprò dire se il film mi è piaciuto…di solito i films mi deludono sempre tranne qualche raro caso!
Giò sono contenta che il libro ti sia piaciuto sai?
porcaccia la miseriaccia, io DEVO ancora leggere il libro e poi scaricarmi il film, fortuna che non ti ho letto tutto il post…
antonietta scaricare hahahaah campa cavallo, chissà quando sarà disponibile. Vedi tu se è il caso di invertire l’ordine lettura/visione
Ciao! ho letto tutti e tre i libri,sono una lettrice “bulimica”, li ho letti in poco più di un mese,e proprio per averli letti così di gusto e senza attese tra uno e l’altro mi ci sono affezionata moltissimo. Quindi ho una paura folle di andare a vedere i miei personaggi, quelli che ormai immagino nella mia testa, che mi hanno fatto compagnia, proprio per la legge del libro brutto=bel film Libro bello= brutto film! Mi hai rassicurata molto, anche se non credo riuscirò a perdonare i cambiamenti perchè è come saltare delle pagine per far prima a finire di leggere!
wow un’altra bulimica dei libri! Nicole, fammi dire che ad un certo punto è cosi tanta la nostalgia di Larsson che si va al cinema accettando anche le piccole pecche pur di immergersi negli occhi neri di Lisbeth e di ripassare la storia
Tutti i larssoniani parlano di questa trilogia con toni di passione pura e l’idea di leggerla che già faceva capolino agli albori, quando lessi la trama, ora sta diventando più pressante ….
Cederò, lo sento …
Per il film aspetto?
lenny vedila così, chi ha letto i libri “accetta” il film, con amore più che con entusiasmo. Chi non l’ha mai letto, esce dal cinema affascinato e comincia a leggerlo.
Quindi in questo caso io invertirei i parametri (anche io non vado mai al cinema “prima”), il mio amico ancora oggi mi parlava del film e della storia. Quindi ne è rimasto proprio colpito :-)))
l’ho appena visto, e concordo in massima parte con i tuoi commenti: Lisbeth è perfetta, nonostante di primo impatto l’attrice sembri troppo grande…diciamo che se non avessi letto il libro avrei capito di meno, e se non lo avessi letto non mi sarebbero mancati tutti i personaggi di contorno, che invece ravvivano la storia…che dirti? Diciamo che è un film onesto, con una fotografia non particolarmente esaltante, e comunque riesce a reggere per tutta la durata del film! Forse un regista migliore avrebbe fatto un film migliore, ma sarebbe potuta andare molto molto peggio…
geillis essì in effetti Lisbeth dimostra qualche anno in più di quanto dovrebbe e di conseguenza hanno invecchiato tutti gli altri. Ma sai me lo sono chiesta se un altro regista avrebbe fatto di meglio e alla fine mi sono resa conto che c’era il grande rischio che un regista famoso avrebbe stravolto lo stile Larsson in favore del suo.
Questo regista almeno è stato onesto
Il primo mi è piaciuto molto, penso di averlo letto in 2 notti, il secondo mi è piaciuto ma non come il primo, il terzo (comprato appena uscito) l’ho mollato lì, ma solo perchè era un periodo di grande stanchezza. Devo riprenderlo.
Mi ero ripromessa di non andare a cinema a vedere il film per evitare delusioni, forse però cambio idea, sono troppo curiosa
lydia Come hai fatto a mollarlo lì? noia? troppo ciccione come sostiene il mio amico? Se sei un’integralista esigente non andare al cinema, l’ho detto, hanno tagliato un po’ di personaggi (e altre robette) ma a me è piaciuto e se fosse durato 7 ore mi sarebbe strapiauto :-)
no no non mi freghi. Vade retro saga.
I cinema non mi piacciono, finchè non li faranno comodi come il divano di casa, gatto munito.
giagina e invece non resisterai, perchè è una saga che purtroppo si ferma a 3 ed è bella da morire
Ho sentito parlare tantissimo di questa trilogia, non vedo l’ora di finire la pila di libri in coda per accingermi all’opera colossale.
La visione del film la rimando a dopo la fine della lettura.
Baci!
m.
Mariù sei molto più brava e disciplinata di me (non che ci voglia tanto, visto il personaggio!) io non ho resistito ed ho bypassato in botto tutta la fila. Lo rifarei al volo. Sono 3 libri che meritano.
Ok allora ci vado, sai Fiore, io da un bel po’ non vedo più i film tratti da libri che ho amato e poichè anche io ho amato Uomini che odiano le donne ho pensato che non avrei voluto vedere lo scempio che ne fanno di solito i registi. Hai visto il codice da Vinci??? Terribile….come rovinare un libro perfetto. Comunque mi hai convinta ci vado!!!
[...] farò di nuovo la tiritera, non ci provate , eh, non sfidatemi che non è cosa. E non pigliatevi pena di prendermi in giro che [...]