Fettucce elettorali
L’altro giorno grazie al commento di Giagina mi sono resa conto di una cosa pazzesca, non scherzo, pazzesca davvero. La domanda di Giagina mi ha colto di sorpresa e lì per lì le avrei semplicemente risposto di prendersi una ricetta a caso dal blog, tanto la faccio così spesso, mi sono detta, che ce ne saranno a bizzeffe, invece con sorpresa ho scoperto di non avere mai postato uno spaghetto (o affini) coi pesci (frutti di mare o di scoglio, o come vi pare) si ne ho fatto uno ma era in prevalenza di conchiglie, perciò non proprio quello che intendo adesso. Perciò, raccogliendo l’invito mi accingo a dare qualche linea guida (made fiordisale) per fare un qualunque primo di mare, prendendo spunto proprio dalla giornata di ieri, ah per la cronaca ho scoperto perchè non sono mai riuscita a farci un post: in genere è il primo che mi chiedono gli ospiti e non mi è mai venuto in mente di insidiarli con la macchina fotografica, mai fino a ieri, intendo :-)
Ieri, quando ho saputo dell’invito, ho ringraziato il banco dei pesci della coop, in genere non lo uso, preferendo comprare il pesce a caricamento, ma in emergenza va tutto bene, oltretutto, giusto per correttezza, bisogna dire che alla coop il pesce arriva fresco tutti i giorni, compresa la domenica. L’unica differenza sta che di domenica ne arriva un po’ meno, per ovvi motivi, e giustappunto, il pesce assente dal banco era proprio quello azzurro (ahinoi). Quindi ho dovuto far buon viso eccetera, e mi sono adeguata alla merce esposta. Questo per avvalorare la mia tesi di non andare MAI dal pescivendolo avendo in testa una ricetta precisa ma modulandosi in base al pescato. Ieri ad esempio c’era il solito campionario di tonno pinna gialla (mavvà!?!?) lo spada e robe immense. Poi per fortuna c’era anche la pescatrice (cioè la rana pescatrice o coda di rospo, insomma quella lì), qualche totanetto, ed eravamo già a cavallo alla grande. La sorpresa è stata la varietà di gamberi e scampi, e la totale assenza di qualunque roba conchigliosa. Quindi che fare? Claro, ho preso quello che c’era :-) Mi sono adeguata, avrei speso sicuramente più di quanto avevo preventivato ma sarebbe venuto fuori un buon piatto, e dalle foto mi pare di poter dimostrare ch’è stato abbondantemente apprezzato, che dite? Ah la pasta non l’ho scelta io, avessi avuto più tempo avrei fatto le chitarrine oppure mi sarei buttata sui bucatini, va a capire perchè mi pigliano sti trip, ma adesso ho voglia di bucatini ed ogni occasione è buona, ma stavolta gli altri hanno scelto le fettucce gragnano, perchè si sà, gragnano per gli esigenti è il massimo!
Fettucce di mare
Ingredienti per 4
1 pezzo di rana pescatrice, diciamo sui 200-250 g massimo, non un grammo di più.
2-3 totanetti (se sono molto piccoli 4 se sono più grandini 2)
1 manciata di scampi (eh, dico davvero così gli ho detto al pesciaro)
1 manciata di gamberetti
8 gamberoni rossi
1 vaschetta piccola di pomodoro ciliegino (l’ho già detto di aver comprato alla coop? ecco quelle vaschette lì)
una generosissima manciata di prezzemolo
4 spicchi d’aglio fresco
olio ligure
Cominciamo subito a spiegare che quando si ha a che fare coi pesci è sempre meglio scegliere d’usare olii le cui caratteristiche tendono al gusto delicato, perchè con un olio umbro, toscano o meridionale (quelli belli robusti, per capirci) si andrebbe a deteriorare o coprire (o modificare) completamente, o quasi, il gusto del pesce e a quel punto addio buon piatto! Poi altro prememo, ho messo 4 spicchi d’aglio perchè l’aglio fresco consente di aumentare sensibilmente le dosi, giacché il suo gusto delicato (e spettacolare, fatemelo dire) è un vero complemento al piatto, è tollerato alla grande anche da chi abitualmente ha qualche problema di sopportare il gusto. Và da se che se l’aglio che andrete ad usare non è quello fresco, con quelle belle striature violette, dovrete diminuire la quantità, perchè vale lo stesso discorso dell’olio, ogni gusto, in bella sostanza, per quello che riguarda i piatti di pesce, deve essere un complemento, ovvero non deve mai essere così forte da disturbare o coprire il suo gusto. Un’ultima cosa, questo condimento si prepara in una mezz’oretta, è velocissimo perchè il pesce non deve mai essere stracotto, si rovinerebbe e basta.
Okkey adesso comincio per davvero. Per prima cosa pulire il pesce e data la natura del pesce scelto non ci è voluto molto.
Fare un velo d’olio in una padella di rame (arifaje io mi so’ fissata col rame, ma che vi devo dì, funziona troppo bene :-) metterci l’aglio a pezzettini e dopo qualche istante, senza farlo imbiondire, unire i pomodorini interi. Aggiungere la pescatrice e i totanetti tagliati in pezzetti (diciamo grandezza media o comunque non troppo piccoli), salare e pepare e cuocere con coperchio un quarto d’ora buono. Non c’è alcun bisogno di aggiungere acqua, perlomeno usando pentole giuste, perchè la corretta distribuzione del calore impedisce l’evaporazione veloce dei liquidi rilasciati dal pesce e dai pomodori, difatti saranno proprio questi a costituire il vero condimento per la pasta. Se non avete pentolame adatto, cercate un spargifiamma in ghisa, da mettere tra il fornello e la pentola, sono sicura che già al primo uso vi renderete conto della differenza (chiuso l’inciso ;-))
Unire i gamberi e gli scampi 5 minuti prima di spegnere. Prima di condire la pasta mettere una generosa manciata di prezzemolo tagliato a coltello.
Nota bene
Se avete notato, contrariamente ad altre volte non ho aggiunto il vino, benché avessi a disposizione un buonissimo 5 terre. Il fatto è che qualche tempo fa ho assistito ad un divertente battibecco tra un pescatore e sua moglie (la cheffa) in cui il primo sosteneva che è da idioti aver tanta cura per olio e quant’altro e poi coprire il gusto del mare col vino, che scaldandosi si modifica e conseguentemente va a modificare il gusto del pesce; la moglie invece era una fervente credente del pesce avinazzato ad oltranza ed ovunque. Bè io ci ho ragionato un po’ su e ho deciso di dar credito al pescatore, perchè secondo me sono gli unici a chiapparci davvero col gusto del mare. Quindi da allora ho smesso di usare il vino nel pesce, perlomeno, fino ad ora non l’ho ancora usato e ne sono soddisfatta, effettivamente il gusto ci guadagna.
Post simili
altri post simili:
Stampa questo articolo
































e direi che e’ andata benissimo ;)
il principio che hai applicato e’ anche quello che invita ad adottare Sadler.
Bella ricetta: mi e’ venuta una famona….
cinzia mavvà!??!?! la penso come Sadler, ma figurati, ho pure i suoi libri e manco l’ho letto (se non nelle ricette) mi sento orgogliona (non di non averlo letto ma di pensarla come lui :-)))
invidia!!!!!!!!!!!!
valina maddai è un piatto così semplice!
Ciao ! davvero… invitante !
Sono daccordo : mai andare a comperare il pesce con una ricetta ben precisa in testa .
Non si sa che pesci ti aspettano !
chiara
chiara più che altro il rischio è che poi non si sa che pesci prendere ;-)
Svengo dal piacere. Non vedo un bel primo di mare da… mesi?
Mariù, allora prossima volta ti chiamo :-)
mi sembra una vita che non passavo di qui.. bella ricetta, davvero invitante, sarà che ultimamente mi sta prendendo la voglia di cibi estivi e di mare ma davvero ho l’acquolina.. Senti un po’, la pentola di rame che adoperi è di quelle stagnate oppure no? oppure è di quelle rame fuori ed acciaio all’interno? (sembra di parlare della liabel.. hahahaha)
sunny la padella in questione è rigorosamente stagnata, come tutte le altre pentole di rame sue sorelline. Ne sono completamente invaghita.. entusiasta. Sulle padelle acciaio dentro e rame fuori apro un (doloroso) inciso. Perché doloroso? Perché quando vennero fuori, mi venne la brillante idea di pigliarne una per provarla, maledizione alle mie brillanti idee.
L’interno era uno specchio e già quello avrebbe dovuto mettermi sull’avviso che c’era dietro la fregatura. Se poi ci aggiungiamo che a me sta cosa che un buon conduttore di calore quale è l’acciaio unito ad un cattivo conduttore come il rame avrebbero originato l’equilibrio di cottura non mi ha mai convinto. Mai eh (e non è un modo di dire) L’ho provata e riprovata. La cottura è orrenda, troppo veloce, il che significa che l’acciaio vince sul rame. Aggiungo anche, che tutto quello che scrivo (sempre) è sulla base di mie esperienze, non vendo pentole, io mi limito ad usarle e a valutarle sul campo. Per ultima chicca posso dire che è un’operazione di mero marketing modaiolo, però stavolta a me pare che siano riusciti a produrre un aggeggio che ha tutti i difetti del rame (le macchie) uniti a tutti quelli dell’acciaio (qualunque roba attacca, amenochè non si decida di metterci dentro continui rabbocchi d’acqua. Però in pratica si bollirebbe qualunque tipo di alimento, no?
Io non sono ancora riuscita a rivenderla (o cederla) giusto perché già so che non la riuserò mai più, l’acciaio della mia batteria essendo satinato e con fondo molto spesso, a conti fatti risulterebbe migliore di quella padella. Chiunque ce l’ha ed ha capito come usarla (cosa che a me sfugge) mi illumini, sono anni che m’ingombra il mobile.
Sono stata esauriente? :-)
che dire: un post perfetto con tutte le dritte giuste! allora il mio olio di olive taggiasche ci sta a pennello, vero?
Mamma che meraviglioso piatto di pasta!!! Fettuccine 10 e lode
Complimenti!
Un bacione
fra
Un piatto notevole (ci voleva proprio), un tripudio di sapori di mare. Complimenti!
Come Mariù anch’io non ne vedo da mesi. Va bene lo stesso con una padella d’acciaio satinato?
e io che pensavo che le chiamassi “Fettucce giagina” eh invece….beh mi toccherà rifarle che mi sembrano parecchio , ma parecchio , ma di molto buonerrime…
[...] inserirla nel cassetto de le ricette reinterpretate all’infinito? Magari ci abbino anche un bel piatto di pasta che a casa mia va per la maggiore col motto “variano i pesci ma il piatto non [...]