Centoquarantaquattromilacinquecentocinquantotto
É il volto nuovo della sinistra, l’antivelina (suo malgrado) per eccellenza, la riscossa delle donne normali bistrattate dalla filosofia dei papi, una faccia pulita. Decisamente un punto interessante da cui partire. Risulta difficile commentare queste ultime elezioni, perchè tra europee e amministrative i segnali sono sensibilmente diversi. Fino a sabato pensavo disperatamente ad una prossima disfatta, per fortuna è andata meno peggio di quello che mi aspettavo. Sono attorniata da gente snob, i filosofeggianti del vivendo, quelli che non si sporcano mai le mani con la storia, quelli che teorizzano e basta, ma poi si sentono in diritto di esprimere commenti sul lavoro altrui, per capirci. Non li sopporto. Bè ovviamente le generalizzazioni in questo caso sono d’obbligo, ma era per far capire che non vivo in un bunker di partito, da li ne sono uscita un po’ alla volta, come molti, ma anziché estraniarmi e vivere passivamente gli avvenimenti vicini e lontani, ho scelto di starci dentro con tutte e due i piedi, attivamente.
Mi ha fatto specie sapere che proprio venerdì un caro amico, vecchio togliattiano (e presumo dalemiano) ha preso un aereo per una settimana di vacanza oltremanica. Ecco sono queste le cose che non reggo, non capisco e non digerisco. Queste elezioni hanno dimostrato che persino un’esordiente come la SERRACCHIANI con 144.558 voti è riuscita a scalzare Berlusconi e a battere persino BOSSI (138.053 voti) nella circoscrizione nordest. Il che fa pensare che tutti quelli che hanno fatto voli pindarici, viaggi più o meno vacanzieri (assolutamente inopportuni), quelli che si sono astenuti e pure gli altri che sono saliti all’aventino, è meglio che si diano una registrata. Il primo obiettivo, per tutti (e sottolineo il tutti) deve essere la sconfitta di papi, poi semmai ci si può lanciare nelle usuali quanto inutili baruffe da sinistrorsi imbecilli e inconcludenti (ma anche no).
La sinistra non ha perso perchè improvvisamente la folla è diventata xenofoba e nazista, macché, certo nel mucchio ci stanno anche questi, e sono aumentati ma è la sinistra che gli ha lasciato spazio, non loro che lo hanno conquistato. Nelle sere precedenti l’elezione mi è capitato vedere una dei quelle trasmissioni elettorali dove i vari candidati, un paio a sera, esponevano i motivi per cui bisognava scegliere proprio loro. Bene, questo candidato, che oltretutto mi piace e stimerei di più, se solo si desse una regolata, dicevo sto qua anziché esporre quale programma avrebbe portato avanti in Europa, una volta eletto, ha parlato solo di questioncelle italiane e come ultima chicca ha detto che “l’indulto non basta, bisogna fare la grazia” (più o meno testuali parole). Apparte che mi sono sentita intimamente offesa da uno che anziché spiegarmi cosa andrà a fare al parlamento europeo ha fatto solo voli pindarici di politica interna, ma ha tirato fuori un argomento che è in totale controtendenza rispetto a quello che desidera la gente, ovvero la certezza della pena in un paese in cui la legge torni ad essere uguale per tutti ed ancora una volta non ha tirato fuori una soluzione che fosse una. L’indulto o la grazia non sono soluzioni ma solo ampie dimostrazioni dell’incapacità di risolvere il problema di sovraffollamento carcerario cercando di volta in volta escamotage ad hoc. Oltretutto, giusto per fare i pignoli, se la manovra è di acchiappare i voti dei carcerati, mi pare che i partiti di riferimento per questa fascia di popolazione sono sempre stati altri, o no? Così, giusto per la precisione.
Ecco io credo che sarebbe giusto che lui e tutti quelli come lui, anziché rilasciare dichiarazioni tronfie di soddisfazione del loro tre eccetera percento, tornassero al mondo civile, andassero a lavorare, stando con tutte e due le scarpe in mezzo ai problemi della gente. E a sto punto vorrei che loro e tutti quelli che li hanno votati, tutti quelli che sono andati al mare, che, come il mio amico, hanno preso un aereo, la piantassero di fare il pianto del coccodrillo, se la sono cercata, stavolta si.
La cosa che mi fa un gran piacere di questa tornata elettorale? La sconfitta di Emanuele Filiberto o come diavolo si chiama quel personaggino indecente che balla come un orango e, fosse dipeso da me, sarebbe rimasto al confino per il resto della sua vita. Casini accusa di populismo Berlusconi e poi riesce a far peggio, mettendo in lista un Savoia. Fa veramente vomitare, diciamocelo. Menomale che stavolta la gente è stata meno cazzona del solito. La destra sta conquistando regioni, province e città, la gente non ci impiegherà molto a rendersi conto della fregatura bisogna capire quanto ci impiegherà la (extra)sinistra a prendere atto che l’avversario è Berlusconi.
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