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mercoledì 17 giugno

Ma siamo proprio sicuri che chi dorme non piglia pesci?

trota al forno col finocchietto

Questa è una delle mie ricette sprint dell’ultimo momento, quando si ha così poco tempo per tirar fuori qualcosa di commestibile da essere a rischio quattrosaltinpadella un giorno si e uno no. Ma noi mica li vogliamo correre sti rischi nevveeeeeero??? :-)

Bè intanto ho ulteriormente testato la mia teglietta in rame, bottino di uno degli ultimi sabati di shopping compulsivo, e mi pare che abbia funzionato benone. Fino ad ora avevo usato il rame solo sul fornello e non tengo conto del testo della farinata che, per temperature e quant’altro, ha ben poco a che fare con qualsiasi altra lavorazione. Lo scopo era capire se gli ingredienti durante la cottura mantenevano un buon livello di umidità evitando di appesantire il tutto con litri d’olio. Perciò ho il piacere di aver scoperto che in effetti questo tipo di materiale è molto valido anche nel forno.

La ricetta è minimalista, sullo stile del zerofronzoli e aggiungiamoci pure che è una delle ricette dietetiche più gustose degli ultimi tempi. Ho usato la trota per allietare chi si lamentava della scarsa reperibilità di altri tipi di pesce, ma anche perchè non l’avevo mai fatta in questo modo e devo dire che terrò a mente questo post nei periodi di pesca magri, in effetti ho sempre avuto verso la trota un atteggiamento snob, considerata da sempre poco saporita rispetto ad altri pesci, ma stavolta l’ho fregata! Grazie ad una recente scorribanda da Palatifini, ho potuto usare anche il sale blu di persia, un salgemma naturale la cui origine e provenienza sono le millenarie miniere di sale dell’Iran. É un sale abbastanza raro, esteticamente bellissimo, pare di avere in mano pepite di zaffiri e brillanti :-) la sua particolare colorazione e’ dovuta alla Silvinite, una variante del reticolo cristallino del sodio. Ha un gusto estremamente salato, quindi ne occorre davvero pochissimo, lascia in bocca un gradevole retrogusto speziato. Lo suggeriscono per le carni ma io ho voluto provarlo proprio col pesce, anzi, con questo tipo di pesce e secondo me ci sta benone.

Trota al forno col finocchietto

Ingredienti
1 finocchietto
2 patate
aromi a piacere
1 trota
marinata (valutate le quantità in base alla mole del pesce!)
olio
sale blu di persia

Per prima cosa mettere la trota in una marinata con aromi e agrumi, io ho usato l’arancia, perchè ritenevo che esaltasse meglio il gusto del finocchietto, ma si può usare pure il limone. Fare un velo d’olio sul fondo della teglia, mettere un paio di cucchiaini di aromi tritati e sopra appoggiare il finocchietto nettato, lavato e tagliato a strisce sottili. Fare un ulteriore strato con le fettine di patate, anch’esse tagliate abbastanza sottili. Salare e pepare. Volendo si può aggiungere una tazzina (quelle per il caffè) di acqua. Mettere in forno a 180-200 gradi (senza ventilazione) per una ventina di minuti. Nel frattempo pulire la trota, se non avete avuto l’arguzia di farla pulire dal pescivendolo (fatevi furbi!) tagliarla in pezzi, però non troppo piccoli, cioè in base alla grandezza del pesce stesso ed unirli alla teglia di finocchietto&patate. Portare il forno a 170-180 gradi (è sempre una questione di forno) senza la ventilazione. Far cuocere dai 5 ai 10 minuti, nel caso foste maniaci della scuola di pensiero che recita che il pesce deve essere sicuramente ben cotto, (che semmai chissà che succede….), basterà coprire la teglia con un pezzo di stagnola prima di proseguire la cottura per qualche altro minuto. Ma non esagerate, il pesce più è cotto e più aumenta il rischio che diventi stopposo. La trota è un pesce delicato ed ha la fastidiosa tendenza a seccare la sua polpa, tenetene conto. Il sapore del finocchietto, benché ingabbiato tra patate e teglia, anzi proprio grazie a questo, si è esteso sia alle patate che al pesce, quindi il gusto finale di questo piatto è decisamente da promuovere.

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