«Il politico non ha privato» se lo dice Augusto c’è da crederci
«Abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. Il rinnovamento del Parlamento italiano è un fenomeno anche sociologico di cui la stampa deve dare conto: io non dimentico mai che il mio referente è il lettore e non il politico e che il mio compito è quello di rappresentarlo come è, senza mediazioni. Rappresentarlo anche nei suoi aspetti privati? E’ giusto frugare nella vita intima di chi ci governa? E’ utile? Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a Tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico».
Penserete che queste parole pregne di antiberlusconismo siano state pronunciate da un comunista incallito, e invece vi sorprenderò rivelandovi chi le pronunciò il 29 ottobre 1994.
Certo è vero, con gli anni si cambia ma quasi mai così tanto, il nostro fidato Minzolini evidentemente ha avuto più di un incentivo per rivedere così radicalmente le sue antiche convinzioni.
A quindici anni di distanza l’allora inviato di punta della Stampa, ha evidentemente cambiato idea, o forse sono solo cambiati i suoi riferimenti politico-economico, chissà. Non si spiegherebbe altrimenti come un (ex) segugio della notizia, specialmente se questa evidenziava taluni vizietti dei politici nostrani, sia diventato un cocker al servizio di un anziano che a detta della moglie se la fa con le minorenni.
Chi come me aveva previsto (o temuto) un peggioramento del Tg1 dopo l’uscita di scena di Gianni Riotta oggi non può che rammaricarsi per non essere riusciti ad evitarlo. Obiettivamente non pensavo che si potesse fare peggio, in termini di servilismo e asservimento al potere di quanto era riuscito a fare il buon Riotta, evidentemente mi sbagliavo perché Augusto Minzolini, neodirettore fresco di nomina, proveniente dalla direzione della Stampa, con cui ha collaborato per quasi vent’anni, è riuscito ad andare oltre ogni limite.
Nella scorsa settimana, mentre sui principali giornali, nazionali ed esteri, infuriava la polemica sulle ultime prodezze di papi, mentre sulla rete rimbalzavano le interviste delle escort che raccontavano nel dettaglio i particolari degli incontri con il capo del Governo in versione sexydoll nella residenza di Stato di Palazzo Grazioli, con l’aggiunta piccante di qualche retroscena su candidature e neo elette in Europa, mentre un’inchiesta ufficiale veniva aperta dai magistrati di Bari su eventuali ipotesi di reati, chessò tipo l’induzione alla prostituzione, la corruzione, il traffico di droga. A fronte di tutto questo sfacelo il grosso della televisione italiana decideva di votarsi all’omertoso silenzio, oscurando completamente qualunque notizia potesse arrecare difficoltà al papi. Gli unici a rompere il patto del silenzio mediatico sono stati i giornali e il Tg3.
Per il resto il silenzio è stato pauroso, irreale e grottesco. Il Tg1 di Augusto Minzolini si è distinto in questa attività. In piena tempesta mediatica, ha avuto il coraggio di fare accenni generici inerenti a probabili festini in qualche palazzo in alto. Dopodiché il nulla assoluto. Non hanno manco fatto lo sforzo di spostare la notizia in decima posizione o relegata ad un trafiletto, come si fa per la premiazione dei cani, o come si usa fare quando si vuole nascondere qualcosa di troppo compromettente come hanno fatto per la condanna dell’avvocato David Mills, ad esempio. Questa volta la notizia era così scottante che si è preferito andare sul sicuro, facendola proprio scomparire dai telegiornali del servizio pubblico.
Che io ricordi non è mai successa una cosa del genere, seppur nel quadro di una informazione completamente manipolata e deformata, non si è mai arrivati a tanto, non è mai osato a questi livelli e in maniera così sfacciata.
I direttori di Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto hanno intenzionalmente cancellato una notizia dalla scaletta dei telegiornali, vi rendete conto?
Poi lunedì con una faccia tosta senza pari e con spavalderia. Senza provare un minimo di vergogna. Con il risultato che milioni di Italiani si sono recati alle urne in questo ultimo weekend completamente ignari delle scandalose rivelazioni che arrivavano da Bari e che inguaiavano pesantemente il presidente del consiglio. Una tornata elettorale, dunque, palesemente falsata da un’informazione reticente e mutilata.
Il buon Minzolini, dopo aver taciuto per giorni, informazioni che tra l’altro sarebbero state utili agli elettori, lunedì ha deciso di fare un mini comizio nel corso del tiggì delle 20,00 tentando di raccontarci per 1 minuto e 35 secondi una verità alquanto raffazzonata. In quella che avrebbe voluto essere nelle sue intenzioni una vera e propria lezione di giornalismo esordisce nel peggiore dei modi già alla prima frase con quel suo “ad urne chiuse…” come se le informazioni potessero essere veicolate al ritmo delle campagne elettorali. Oppure forse avrà voluto dire che ora che le urne sono chiuse, si può parlare dello scandalo. Basterebbe quest’esordio per comprendere cosa intende il neo direttore del Tg1 per informazione libera. Mi sfugge il nesso. Da quando in qua un giornalista libero in uno stato libero si deve preoccupare degli effetti che una certa notizia farà sulla popolazione e sull’’elettorato, nello specifico? Da quando in qua le elezioni costituiscono un limite invalicabile a tenere informate le persone? La cosa più importante per un giornalista non dovrebbe essere la notizia stessa? Minzolini ha continuato il suo delirio spiegando che il “Tg1 ha assunto una posizione prudente sull’ultimo gossip, sull’ultimo pettegolezzo del momento, le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi”.
Per un attimo, dopo aver ascoltato le sue parole ho voltato lo sguardo in cerca del piccolo logo del Tg1, per un attimo mi è sembrato di essere nella rete sbagliata e di ascoltare Emilio Fede. Quindi è questo che deve saper fare un giornalista, secondo Minzolini: manipolare e stravolgere completamente la notizia, tanto da trasformarla in qualcos’altro. In poche parole, è riuscito a stravolgere completamente la realtà dei fatti. Il silenzio totale con cui è stata taciuta è stato definito atteggiamento “prudente”, l’inchiesta della procura di Bari l’ha definita “gossip, pettegolezzo“, il puttanificio a 2000 euro alla volta è stato trasformato in innocenti “cene o feste, o chiamatele come vi pare”.
Nel suo delirio senza pause si è sostituito ai giudici sentenziando che questa è una storia “piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali: non esiste ancora una notizia certa, né un’ipotesi di reato che coinvolga il presidente del consiglio o i suoi collaboratori”. Bisogna che si vada a spulciare che genere di esame fanno fare per entrare a far parte dell’ordine dei giornalisti, perché messa così parrebbe la dichiarazione di un magistrato.
Con un strano sorrisino beffardo Minzolini prosegue la sua lezioncina di giornalismo pret-a-porter spiegandoci che “queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico”. Mi chiedo se Minzolini conosca la differenza tra il portare avanti un “processo mediatico”, espressione tanto cara al latitante Craxi e di cui ha da sempre avuto il copyright, e il cancellare completamente una notizia. Presumo che Minzolini abbia scarsa confidenza con gli archivi dei giornali solo così si spiegherebbe la sua scarsa confidenza nel riconoscere il giornalismo vero, di indagine che fa informazione onesta, senza censure né accanimento e giornalismo leccapiedi, alla Emilio Fede, per capirci.
Minzolini, che finalmente è stato chiamato a rispondere delle sue omissioni, dopo che il popolo della rete ha letteralmente invaso le caselle di posta dei suoi superiori, ha chiaramente voluto far intendere che la notizia non è mai esistita, che ciò ch’è emerso a carico di papi, sono dicerie da parte di suoi invidiosi detrattori e che i giornali seri non se ne sarebbero occupati. Mah non vorrei contraddirlo (di nuovo) ma a me pare che solo il suo giornale e i media stipendiati dal papi stesso non ne hanno dato conto all’opinione pubblica, perchè il resto del mondo se n’è occupata eccome.
Ad esempio il Times, ha riassunto brillantemente quanto avvenuto dopo l’incontro con Obama di inizio settimana:
Il primo ministro italiano sperava di riparare la sua immagine malconcia interpretando il ruolo dell’uomo di stato internazionale. (..) Tuttavia, appena tornato in Italia sono emerse nuove accuse relative alla sua vita privata
Il quotidiano britannico ha dedicato all’affare un articolo paventando l’ipotesi che il premier italiano sia sotto ricatto, ipotesi che comincerebbe a diffondersi “anche tra i suoi amici della destra“.
Ancora nel Regno Unito, il Daily Mail si è stupito delle dichiarazioni sempre meno credibili dell’onorevole Ghedini, legale di stato del premier, a cui ha dedicato un articolo
Il legale di Silvio Berlusconi ha contribuito davvero poco nell’alleviare lo squallido scandalo che circonda il suo cliente, affermando che il premier non ha bisogno di pagare per la compagnia femminile, perché può averne grandi quantitativi gratis
Gli spagnoli El Mundo e La Vanguardia hanno pubblicato un video con una telefonata tra Berlusconi e Ghedini sui fatti di Bari, evidenziando quanto il premier sia distratto dalle proprie beghe private, rispetto alle questioni in cui è chiamato a discutere in campo internazionale.
El Pais, si è invece stupito di come la notizia sia stata oscurata sulla televisione italiana, bisognerebbe inviargli il video di Minzolini:
I principali telegiornali della RAI (televisione pubblica) e di Mediaset (proprietà di Berlusconi) hanno dato scarso risalto alla notizia nella loro programmazione. Riferendo solo di un’indagine sulla corruzione nel settore della sanità e della reazione di Berlusconi, che aveva affermato che tutto era solo “spazzatura e falsità”, le reti televisive hanno accusato Massimo D’Alema, leader del Partito Democratico (sic), di essere stato già a conoscenza delle indagini
In Francia L’Express ha riportato alcune confidenze dell’ex presidente Jacques Chirac, che defininì il nostro premier “un tipo un po’ strano” divulgando un aneddoto molto gustoso, ripreso poi anche dal Telegraph, :
Un giorno, il presidente del Consiglio italiano invita il capo di Stato francese -senza la moglie Bernadette- in una delle sue ville. Nel mostrargli la stanza da bagno, Berlusconi commenta: “Non hai idea di quante natiche abbia accolto questo bidè!” Un’altra volta, Jacques Chirac nota la presenza di numerose riviste con foto di donne nude. “Cosa non convenevole”, ha raccontato Chirac: “Gli chiesi allora perché avesse lasciato in giro quelle riviste”. Risposta di Silvio Berlusconi, che con la mano indica: “Questa, è stata mia… quella pure…”
Libération ha dato addirittura del cochon (maiale) a Berlusconi, nel titolo di un suo articolo, secondo il corrispondente di Le Monde a Roma Philippe Ridet vicende come quelle di queste settimane avrebbero portato alle dimissioni del primo ministro in qualsiasi altro paese, in particolare se anglosassone. La situazione rimane nondimeno molto seria per Berlusconi:
“E’ una crisi politica, perché Berlusconi dall’inizio dell’affare spiega che è la vittima di tentativi di eversione, tra virgolette, da parte del centro sinistra e del Gruppo DeBenedetti (..) ma la cosa nuova è che queste ultime rivelazioni provengono dal Corriere della Sera, che è un giornale molto più conservatore e che non ha fatto dell’antiberlusconismo il suo tratto principale”
É ancora il Times, si ocupa di noi, attraverso chi ci rappresenta scivendo: “Le peggiori rivelazioni su Berlusconi devono ancora arrivare” e smontando, di fatto qualunque ipotesi di complotto.
Il New York Times invece si è tenuto lontano da diatribe scandalistiche e scabrose, limitandosi a fare una interessante panoramica sul ruolo e l’immagine della donna in Italia.
Quindi checchè ne pensi Minzolini, la stampa estera non ci molla di un passo, sarà forse che gli altri sanno fare il mestiere per cui sono profumatamente retribuiti? E non serve assolutamente a niente che lettera22 tenti di estendere l’ipotesi del complotto pure a questo pseudo giornalista azzardando confronti con Montanelli, che proprio non stanno né in cielo né in terra. Credo che in questo caso abbiano ragione coloro che sostengono che Minzolini avrebbe bisogno di un momento di riflesione e studio, lontano dalla direzione del Tg1, per approfondire i punti della sua professione che ancora non ha compreso.
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Fiordsale for president!!!
Se ti va, da un’occhiata a questo: http://libertadistampa.myblog.it/archive/2009/06/21/e-a-te-piace-la-carne-fresca.html
Tanto per rimanere in tema…
Abbracci.
Come direbbe Tatiana a Valeriana: “Ma BRAVA, BRAVA, BRAVA!!”
Ma come? Solo un misero grano di sale dopo ‘sto pòpò di articolo?
Dove sono finiti gli spiriti liberi?
Indignati di tutto lo stivale…unitevi,
che lo prendiamo a calci in c….!
Sennò cosa ci fai con lo stivale!?
Gì sei la nostra paladina!!!!!
Che ne dici se nei TGrazioli ci mettiamo anche La7? Da almeno un paio di settimane si è allineata in buon ordine alla linea dominante, nell’informazione e nell’intrattenimento (vedi il siluramento di Crozza).
Aspettiamo e vediamo cosa papi gli ha dato in cambio.
Grazie per questo tuo post molto dettagliato.
Ecco perchè io solitamente prima sento il nostro TG e poi passo a quelli nelle altre lingue, per lo meno sento anche delle campane diverse.
[...] Augusto«Se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a …». Ecco un uomo che sa smentirsi senza alcuno [...]