Le bugie hanno le gambe corte (1) sarà mica per quello che papi…
É sempre fastidioso (per me) espormi in opinioni critiche attorno a persone che mi piacciono o mi piacevano in un passato che risale appena a ieri. Ma chi mi conosce sa che, se notassi qualcosa di storto, mi sarebbe praticamente impossibile far finta di niente, verrei meno al mio senso obiettivo, e mi sentirei omologata ad una certa folla che fa la ola alle regole opportunamente cucite addosso a seconda degli interessi del pincopallo di turno. No. Io non sono così. E non lo ritengo manco un pregio, solo una presa d’atto che sono fatta diversa, tutto lì. Parlare della Bignardi mi imbarazza e mi provoca un certo fastidio, proprio perché è una persona che mi è piaciuta in passato e forse mi piacerà anche in futuro, chissà. Pensate che ho aspettato ben 8 giorni prima di commentare sul suo blog tutto il mio triste sgomento sulla questione che l’ha coinvolta (forse suo malgrado). Però l’ho fatto, non mi sono tirata indietro. Non le ho risparmiato critiche e delusione.
Piccolo inciso- e comunque per quanto la Bignardi possa essere codarda, e ha dimostrato di esserci molto vicina, o di essere opportunista o asservita la potere, fate voi, qualunque cosa sia poco importa oramai, dal punto di vista comunicativo è decisamente migliore di suo marito, visto che almeno non si sottrae al confronto consentendo il commento ai suoi articoli. Suo marito invece no, e in aggiunta ha un paio di cose che mi disturbano, anzi no, forse sono tre, i commenti perennemente chiusi, il che lo fa somigliare spaventosamente a coloro che critica aspramente in segreteria Pd; entrare a gamba tesa, infiammandosi come un cerino, insultando chi la pensa diversamente; e dulcis in fundo non ha dimostrato di essere in grado di gestire razionalmente le critiche a se o alla consorte, il che lo rende piccolo e fragile- stop, chiuso l’inciso.
La critica pesante alla Bignardi è strameritata perché in occasione della puntata della sua trasmissione L’Era Glaciale dell’8 maggio, dopo il can-can pubblicitario per la presenza stra-annunciata di Vauro e Beatrice Borromeo, a mio avviso non si è comportata al meglio. Diciamo che la questione avrebbe potuto essere gestita con meno deferente dilettantismo, ecco. Più che una giornalista affermata mi è parso di avere a che fare con una dilettante allo sbaraglio, pagata come una professionista affermata, tra parentesi.
Coerentemente col precedente post, in cui si cercava di fare il punto del giornalismo in Italia, in un’ottica di libertà di espressione, credo sia corretto spendere un paio di parole anche sulla conduttrice de L’Era Glaciale.
Intanto perché non credo che si sia comportata al meglio col pubblico, lo ripeto, e poi perché (forse) non ha ancora capito che nella vita i Marano passano, i veri giornalisti restano. Essì che i Montanelli e i Biagi dovrebbero fornire un interessante modello di riferimento professionale, all’abbisogna, no? Per questo Santoro sta ancora li, non perchè ha le spalle coperte da qualcuno, anzi per quello che mi risulta MicheleChi non piace tanto a destra che a sinistra, intesi come partiti, perché non è strumentalizzabile, ovvero un giornalista libero fa sempre una gran paura sia ai governi che alle opposizioni, lo tenga presente Daria.
Chi ha avuto modo di seguire L’era glaciale di quel nefasto venerdì avrà notato che invece delle 4 interviste annunciate dalla Bignardi in apertura di puntata ne sono andate in onda solo 3. Il ministro Luca Zaia ha parlato, Sergio Castellitto ha parlato facendo un lungo promo al libro della moglie (eh) e Neri Marcorè anche (ed è quello che in definitiva ha tenuto su una puntata storta), dopodiché il nulla, mancavano all’appello Vauro e Beatrice Borromeo, sostituiti “in corsa” dal telefilm Law and Order.
Dalla voce della Bignardi non è uscita una sola sillaba che giustificasse l’accaduto. Come se io, utilizzatore finale della sua trasmissione, non contassi assolutamente niente. Come se lei non fosse stipendiata da me e a me dovesse rendere conto di ciò che stava succedendo dietro le quinte. Solo uno o due giorni dopo si è fatta viva nel blog, completamente sommerso dai commenti, buttando giù delle giustificazioni che francamente hanno fatto cadere le braccia e preannunciando che l’intervista a Vauro sarebbe andata in onda dopo le elezioni. Confido sul fatto che una seria professionista sappia far di conto tra data delle elezioni, data dei ballottaggi e chiusura del programma. Del resto che professionista sarebbe se non fosse in grado di far 3 croci sul calendario, giusto?
É stata tutta la situazione venutasi a creare ch’è diventata una cosa davvero grottesca e insostenibile. Ad un certo punto mi sono pure chiesta e se fosse capitato a Santoro? Se gli avessero censurato un ospite (come in realtà è successo) cosa avrebbe fatto? In che modo si sarebbe presentato allo spettatore pagante giustificando la defezione? Conoscendo Santoro, perché dopo così tanti anni è come se lo conoscessi, credo che ne avrebbe semplicemente parlato davanti alle telecamere, come ha sempre fatto, con franchezza, onestà e cristallinità. Come ha appunto fatto quando se ne è presentata l’occasione (ancora con Vauro). La Bignardi invece no. Zitta. Cos’era anche questa una disposizione di Marano? O a frenare Daria è stata semplicemente l’incapacità di dire chiaramente come stavano le cose per paura di un contratto non rinnovato? Quindi la professionalità di un giornalista può essere in balia del primo Marano che passa? Sul blog della Bignardi, intanto, le polemiche non volevano chetarsi, il che mi ha in qualche modo rasserenato, non ero l’unica a provare profondo imbarazzo per tutta la vicenda. Ci siamo imposti un (tacito) credito fiduciario, in attesa (appunto) della (futura) messa in onda dell’intervista di Vauro e Beatrice Borromeo che, appunto, sarebbe stata riprogrammata nella prima puntata utile dopo le elezioni, visti i problemi di par condicio. La fiducia non costa niente in fondo, no? Bene.
Nella puntata successiva all’8 maggio, cioè quella del 15 maggio, a tre settimane dalle elezioni, la signora Bignardi ha ospitato, tra gli altri, un certo signor Denis Verdini che tra le altre cose è il reclutatore di candidati per forza Italia prima e PDL oggi (con Bondi e La Russa); ed è stata proprio quest’intervista, in realtà, a scatenare tutte le mie ire incazzose. Quindi la par condicio veniva applicata a senso unico? Bisognava interpretare così? Tutta l’intervista del signor Verdini è stata un lunghissimo spot elettorale pro Berlusconi, un’incredibile sequenza di alibi, scuse e toppe giustificative dei comportamenti di papi. Come mai la Bignardi non lo ha stoppato? Marano stavolta non aveva da protestare? Oppure è stato proprio Marano che le ha dettato la scaletta? Insomma la responsabile della trasmissione è la Bignardi o Marano? Mi scuso con Daria ma, visti i precedenti, un pizzico di diffidenza è d’obbligo.
Il 15 maggio ho capito come giravano le cose ed ho cominciato ad avere qualche sospetto, altri lo hanno scoperto, o ne hanno avuto conferma, solo il 12 giugno, giust’appunto all’ultima puntata de L’Era Glaciale che, contrariamente all’impegno della conduttrice, ha spiccato per l’assenza dell’intervista di Vauro. Come si suol dire: tempo al tempo, basta aspettare ( no?)
La storia avrebbe potuto chiudersi qui, avremmo tranquillamente potuto calare il sipario su questo pessimo esempio di giornalismo, avremmo potuto metterlo da parte classificandolo come un banale errore editoriale, un inciampo in una carriera tutto sommato dignitosa e bon, capita anche ai migliori, in fondo. E invece no. Purtroppo a sottolineare l’errore, con la sua naturale e mordace puntigliosità è stata la persona sbagliata, e questo ha scatenato una piccola querelle. La cosa assai divertente è che a rispondere non è stata la diretta interessata, ma suo marito, il che come immaginerete ha stimolato un’ulteriore risposta, insomma gli elementi della farsa c’erano tutti. Ora a prescindere da come la si pensa, vorrei suggerire a Luca Sofri che sarebbe il caso, prima di dare del Bugiardo falso e stupido a qualcuno, di farsi una bella dose di bromuro e poi con calma di andarsi a leggere il blog della moglie, perché questa frase l’ha scritta lei, mica Babbo Natale
Però vorrei che l’intervista a Vauro e Borromeo fosse andata in onda, venerdì scorso.
Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto.
Su Vanity Fair n.20/2009
E vorrei altresì suggerirgli che prima di dare del pirla po’ alla carlona a gente che, fino a prova contraria ha mantenuto da anni un comportamento perfettamente uniforme con quanto ha sempre scritto ed esposto, senza neanche una piccola flessione nella coerenza, che ha sempre pagato di tasca le proprie idee, che proprio per il fatto di non essersi piegato ai Marano di turno è stato bandito dalla rai per anni, che si è guadagnato da vivere facendo la propria professione con onestà senza particolari padrini, rifiutando probabilmente assegni e carriere al servizio di qualche papi, che si è pagato i suoi avvocati ed ha vinto (o perso) le sue cause contando solo sulle sue forze, cioè senza apparati di sostegno che non fossimo noi lettori. Quindi per quanto esposto, sarebbe il caso, che lo si rispettasse. A prescindere da come la si pensa, intendo. Solo Berlusconi e i suoi simili rispettano solamente chi la pensa come loro, tutti gli altri sono etichettati dal coglione all’eversivo e via dicendo. Ci ha riflettuto, Sofri? Poi non ci si può lamentare che l’elettore tipo non riesca a distinguere la destra dalla sinistra. Eccicredo, co ‘sti esempi. Per dirla un po’ più chiaramente, fino a prova contraria il signor Travaglio la (mia) stima se l’è guadagnata sul campo, la signora Bignardi (ancora) no.
Ma poi da quando in qua un marito entra a gamba tesa in una questione professionale della moglie? Non pensa, Luca, si avere sminuito, perlomeno agli occhi dell’occasionale e incolpevole spettatore, le capacità dialettiche della sua signora? Io, fossi stata in Daria, mi sarei incacchiata abbestia.
Cero è, che se il PD punta su ‘ste nuove leve che, tra l’altro, usano le stesse metodologie, nonché le stesse strategie degli avversari per rilanciarsi, siamo messi davvero male.
Anzi no, peggio.
Poi uno si chiede pure com’è che perdiamo le elezioni, ma-fateci-il-piacere, fateci.
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non avevo seguito questa bagarre ma mi spiace molto apprendere questo comportamento da una persona che stimavo come la Bignardi. Questo piegarsi continuo ai giochi di potere fa perdere ogni speranza che in Italia possa esserci qualcuno disposto a fornire una alternativa valida al governo attuale
Grazie di essere sempre sul pezzo
Un bacio
fra
La querelle mi era del tutto sfuggita, ma sottoscrivo tutto ciò che hai scritto, compresa la caduta a precipizio della stima per la Bignardi. Ha aggiunto una personalissima strofa al vecchio refrain di Cochi&Renato: “e lo sputtanamento, che cos’è?…”
Quanto a suo marito, che dire? Il fatto stesso di sbracarsi in quel modo per difendere (ma da cosa, poi?) la moglie come uno scaricatore al mercato del pesce ha mostrato davvero il suo lato peggiore: altro che Wittgenstein, “er coatto” si doveva intitolare!
Doppio pollice verso: aver difeso una causa persa e con arroganza e prepotenza.
Certo che quanto all’informazione in Italia stiamo veramente inguajati! Ha ragione Caporale (Repubblica), viviamo in una Italia divisa a metà, un paese dalla democrazia incompiuta….Amen.
Non avevo seguito la polemica, anche perchè la Bignarsi non mi ha mai entusiasmato (al contrario di Travaglio, che adoro)…tante volte anch’io mi chiedo dov’è la differenza, ormai, tra destra e sinistra…infatti stavolta, alle ultime elezioni, il Pd il mio voto se l’è scordato (peccato sia andato un po’ sprecato, visto che Vendola non ce l’ha fatta).
Che dirti? A me sono cominciate a cascare le braccia dopo alcune esternazioni incredibili riguardo Eluana Englaro da parte della Binetti, da allora in poi è stata tutta una discesa verso l’abisso, e non credo proprio ce la aranno a risalire…o azzerano tutte le vecchie leve e l’attuale dirigenza (aveva ragione Moretti, con questa classe dirigente non vinceremo mai, e infatti…), facendo largo a persone nuove e meno partitocratiche, oppure non hanno un grande futuro…
Anch’io avevo perso la querelle, confesso. Però non sono affatto stupita. La Bignardi è sopravvalutata, come suo marito. Questo è un Paese in cui chi vuol fare il giornalista, se nasce nella famiglia giusta o ha gli amici giusti, si trova davanti un’autostrada in discesa. Chi non può contare su queste opportunità invece, può sposare la persona giusta o diventarne l’amante… oppure attaccarsi. Niente di nuovo sotto il sole, basta rileggersi “Bel-ami” di Maupassant. Certo, ora ci sono le scuole di giornalismo (so di cosa parlo, visto che ne ho frequentata una), e alla fine è vero, se proprio vuoi, questo mestiere riesci a farlo. Perfino in Rai. E’ capitato anche a me, posso testimoniare. Senza compromessi però è molto difficile diventare famosi o ottenere di condurre un programma, così molto spesso i migliori lavorano dietro le quinte. Magari da precari e, a volte, proprio nelle redazioni dei programmi che ci piacciono tanto (perché qualcuno che sappia lavorare e abbia anche voglia di farlo, serve sempre). Ecco a che punto è il giornalismo, in questo Paese. Nessuno li guarda i curriculum. Se ti sei laurato con lode o no, non fa differenza. A quasi nessuno importa, se hai frequentato una scuola prestigiosa e fatto stage nei più importanti giornali nazionali. La meritocrazia quì è morta, anzi non è mai nata. E’ triste, ma è così…
E della suafaticaletteraria, ne vogliamo parlare??
Tu sei generosa, Fiordisale e di spazio gliene dai pure un sacco!
Io, dopo aver avuto tra le mani questo Einaudi (!!)con tre mele marce in copertina, non lo sono stata ma due paroline in croce gliele ho mandate lo stesso via aNobii; aggiungo per la cronaca che ci ho perso tempo e inchiostro esclusivamente per la solita questione umanitaria alla quale sono, come sai, addict
http://www.anobii.com/nishanga/books
per il resto, a voler essere compassionevole, sono sempre più convinta che sarà la famosa risata a seppellirli; Daria, lo sprezzante maritino e tutto il resto della gang!
Ciao da Nishanga
Nishanga ho appena visto questo e sono scoppiata a ridere pensando a te. Grazie di esistere :-)
Già, rimane da dire una cosa, comunque, checché se ne voglia dire, il nuoto è lo sport più completo.
grazie a tutti per i commenti, meritate veramente i miei sforzi, grazie di esserci!
mi scuso se non mi dilungo, sono un po’… vabbè, semmai in ne parleremo in un altro momento, o in privato :-)