Certi omicidi piccoli, piccoli
Stavo giusto battibeccando con un amico feisbucesco sul nuovo DDL sulla sicurezza, anzi per la precisione eravamo in disaccordo sulla nostra (non mia&sua) iniziativa dello sciopero del 14, quando sono (ri)finita nel pantano di Aldro, ed allora nulla ha più avuto senso in questa giornata, come non l’ha avuto in tutte quelle in cui ho inciampato nel pensiero della sua vita.
Credo che siano pochi quelli che non conoscono la storia di Aldro e, come ho detto al caro Mario, se quel 2 gennaio 2006 questo DDL fosse stata (già) una legge dello stato, forse non avrebbe avuto la rilevanza che ebbe. Anzi senza manco sforzarsi troppo, andando a ripercorrere le fasi dell’inchiesta, sospetto che avrebbero messo a tacere Patrizia, la madre di Aldro, che per lui e in sua vece parlava nel suo blog, sono arcisicura che l’avrebbero messa a tacere. Dopo i primi drammatici mesi di silenzio seguiti alla sua morte. La storia di quel primo, incredibile sconvolgente post, rimbalzò dapprima su Indymedia, poi sul blog di Beppe Grillo, che si prestò di fare da cassa di risonanza per questa giovane donna che, da sola, si era messa in testa di sfidare lo stato nelle sue istituzioni più radicate. Da lì fu ripresa dalle tv e dalla carta stampata. Era una storia cominciata il 25 settembre del 2005, ed era così irreale che riusciva quasi difficile da credere, impossibile da digerire. É stato proprio per merito della rete, del suo passare da un monitor all’altro che è venuta alla luce, irrompendo nelle nostre vite con una tale violenza da fare male per davvero. Perfavore, leggete quel post, solo allora potrete dare un giusto valore alla sentenza di condanna odierna per quegli assassini. Da quel gennaio non ho mai smesso di leggere il blog di Aldro, tenendomi informata su tutte le evoluzioni dell’inchiesta. Ed ogni volta, ogni santissima volta, l’immagine di Aldro mi rimaneva in testa per ore, Aldro per terra, indifeso, da solo, a subire il massacro del suo corpo, sotto i colpi dei suoi 4 carnefici.
Ho qualche dubbio, ancora.
La vita di un ragazzo di 18 anni vale solo 42 mesi? Se ammazzassero, in quella maniera, com’è accaduto a lui, un vostro caro, cosa pensereste oggi? 42 mesi di galera vi sembrano giusti? A me no, se fosse stato un qualunque animale, sospetto che la condanna sarebbe stata più pesante (e seria). Hanno equiparato la pena per la sua morte come se quei 4 avessero rubato una mela, con l’indulto poi sarà praticamente nullo. Hanno ucciso per futili motivi, abusato dell’autorità che quelle divise gli dava, hanno mentito, falsificato e nascosto prove, e chissà quanti altri reati hanno commesso per riuscire a coprire il loro omicidio e per tutta questa lista criminosa gli danno solo 4 anni? Apperò, facendo 2 conti tra un po’ saranno liberi di tornare al loro posto di lavoro, giacché non sono neanche stati espulsi dal corpo di polizia, quindi i ferraresi sono avvisati, nel caso avessero problemi con le ronde nere, evitino di chiamare la polizia, rischierebbero di finire dalla padella alla brace.
piesse – piccole aggiunte poi la pianto lì
Bè non sempre ai poliziotti vengono date pene così leggere, tali da far pensare che la vita della vittima valesse poco più di niente per lo stato, e sono contenta che venga punito molto severamente chi li uccide, perchè è giusto puntualizzare che tra i poliziotti ci sta pure gente perbene che lavora seriamente e che rischia per 2 soldi. E sono proprio questi che dovrebbero emarginare la tipologia di gentaglia in divisa che aggredì e portò alla morte Federico Aldrovandi.
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