Colletta alimentare sui generis

Stavo pensando se non sia il caso di autotassarci (stavolta su base volontaria) per farsù un po’ di soldi da destinare a quei ristoratori che hanno un reddito più basso di un pensionato, poracci guadagnano meno di me. Insomma peggio di loro ci stanno solo i disoccupati, che però, come ha fatto presente un amico feibuchesco, parafrasando le parole del Papa Il mestiere del disoccupato? Beh, come stipendio non è un granché, ma in compenso ti dà un sacco di tempo libero. Insomma praticamente fa il paio con le spiritosaggini di quel mezzo comodino senza abajour.
Okkey facciamo ordine, tanto per cominciare i dati fanno riferimento ad una media, quindi ci sono buone probabilità che qualcuno tra i ristoratori sia onesto, che qualcun altro riporti (correttamente) nel proprio modello fiscale introiti superiori ai 15.000 euro, ma talaltri potrebbero pure aver avuto la faccia tosta da aver dichiarato ancora meno. Quando si discute sulle medie questo particolare quasi insignificante, non si sa come, sparisce. Per cui diventano miracolosamente o tutti ladri o tutti santi, a seconda della situazione.
É pur vero che tranpo’ scenderà in campo la corazzata Danton in difesa della categoria e taccerà di lesa maestà tutti coloro che avanzano critiche, dicendo, appunto, che è la solita boutade pre estiva, quando non si sa con cosa riempire le colonne dei giornali, un piccolo assaggio l’ha offerto stamattina all’alba il signor Sommariva del FIPE. Aspettavo giust’appunto le sue dichairazioni prima di parlarne, giusto per non ripetere cose dette già mille volte.
Anche se, ad onor del vero, anche lui non ha potuto esimersi dal criticare quanto avvenuto al Passetto a inizio Luglio. Tra l’altro, per i difensori del citato locale, lo stesso Sommariva ha detto che il Passetto non figura tra le altre 240 mila imprese tra bar, ristoranti, cui fa capo. Adesso bisogna solo capire se le dichiarazioni dei redditi di questi signori del Passetto sono in ordine e forse bisognerà anche spendere un rigo di regolamento per le somme delle mance, che a volte risultano davvero interessanti, si perchè questi introiti sono taxfree per chi l’incassa, spesso questo non si dice.

Bisogna anche ammettere che noi un po’ il dentino avvelenato con sti qua ce l’abbiamo da un po’, e qualche ragione l’abbiamo. Già girano non poco le scatole a dover sborsare dai 4 ai 6 euro per una bottiglietta d’acqua, o i 6 euro per un gelato, sto parlando di centri storici e quartieri di normali città , non di Portofino o Cortina, chiariamo, poi ci si mettono pure con la scarsa qualità delle materie prime e l’igiene insufficiente. Ma i controlli periodici senza preavviso si fanno o no?
A questo punto verrebbe da chiedersi a chi dovremmo chiedere gli immensi danni d’immagine all’Italia, danni tuttaltro che da sottovalutare, visto che dopo il fattaccio dei giapponesi, è uscito un articolo anche a casa loro e indotto molti connazionali a desistere dal mettere piede sul nostro territorio, e non si parla solo di conti di ristorante o gelati truccati, la lista sarebbe lunghissima, dai taxi, quelli tnti amati e difesi da Alemanno, per dire, al costo degli ombrelloni agli extra degli alberghi e via dicendo. La qualità non si è elevata di molto, in compenso il sistema truffaldino si è affinato sempre di più.
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