É qui il festino? :-)
Il calendario è stato fitto e un po’ invasivo, perlomeno rispetto a quanto fossi disposta a spendere in tempo ed energie, ma tant’è pure quest’anno mi sono lasciata incantare e, tra il lavoro (‘mazza quant’è dura ricominciare), la festa e gli amici che, più o meno giustamente, minacciavano rappresaglie se avessi perseverato nella mia latitanza, mi sono ritrovata alla fine di questa prima settimana praticamente distrutta, coi sensi di colpa per aver abbandonato il mio blogghino, che continua ad essere una delle cose che amo di più (nel senso assoluto del termine, intendo) e tutti voi, ma proprio non ce l’ho fatta. Di colpo mi sono ritrovata più stanca di quando sono partita, come è stato possibile cancellare in così breve tempo i benefici delle vacanze? Ad esempio questo post era in bozza da quasi una settimana, ma non ho trovato né tempo né forza per metterlo in stampa :-(
Non scherzo, dico davvero, non è normale non trovare manco la forza di accendere il pc! Ho bisogno di dormire, ecco! Dov’è la mia stuoia sulla sabbia? Dov’è l’amaca nel verde? Aiuto qualcuno mi ridia le mie robe, sennò come faccio a dormire? :-)
Uno dei buoni motivi per andare alla festa, a parte la curiosa coincidenza che è la prima democratica ed è stata scelta la mia città per farla in versione nazionale, intendo, è stata la piacevole sorpresa di non vedere, e quindi ascoltare, il battaglione disordinato di ministri e quant’altro. Si bè in realtà proprio l’altro ieri c’è stato Fini, presidente della camera, e mi ha fatto un certo effetto osservare il modo in cui si sbracciava a voler convincere gli astanti di idee che in realtà erano roba nostra già da prima. Insomma pur di venire a farsi il carico di applausi è venuto a spiegarci le nostre idee, curioso no? Certo che fa un po’ effetto sentire la gente de la Festa applaudire il portaborse di Almirante, un effetto strano, ai confini del surreale.

Ma, a parte Fini, che tranpo’ ci manca solo che lo chiamino compagno, ci è andata di lusso, anche se le premesse e le promesse erano ben diverse. Sarò sincera, sono veramente contenta di non aver incrociato gente come Cota, Bossi e Bossi jr., la carfagna e tutti quei personaggini che mi fanno francamente vomitare. Altro che “rimbalza il clandestino” o “tortura il clandestino” o disquisire su prostituzione o altro. Sta gente meriterebbe molta meno attenzione di quanto il popolo caprone gli destina.
Vabbè lasciamo stare che sennò m’innervosisco e torniamo al cibo. Come supporrete sta settimana non ho praticamente toccato il fornello, se si esclude la caffettiera di caffè per riuscire ad alzarmi al mattino. Ogni sera ho mangiato alla festa, ogni sera una roba diversa, ogni sera uno stand diverso. Per adesso vincono su tutti i piatti di tartufi e funghi e quelli di pesce.
Nota a margine: sono rimasta piacevolissimamente colpita dala rapporto qualità/prezzo dei piatti proposti, erano anni che ad una qualità in caduta libera si contrapponeva un costante rialzo dei prezzi. Ammetto che dopo la prima sera, proprio venerdì scorso, pensavo di essermi sbagliata, e invece nop, è tutto vero. Ai fornelli ci sono chef professionisti e la qualità si sente eccome ed i prezzi sono parecchio abbordabili, anche da tasche disastrate da vacanze succhiasoldi. Tanto per dare un’idea siamo (mediamente) nell’ordine di una cena completa entro i 10 euro a persona, ed erano anni che non si vedevano prezzi così contenuti.

La cosa più bella della festa? Bè, che domande!
Ovviamente la battuta di Paganelli :-)) Impagabile, davvero impagabile, era dai tempi di Aprile di Moretti, che non sentivo qualcosa di sinistra.
É una battuta, intendiamoci, nulladechè, ma almeno da la sensazione che l’elettrocefalogramma del PD non sia (ancora) completamente piatto (e questa supergiù è la vera novità :-)))
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