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mercoledì 9 settembre

Primi piatti veloci ;-)

fettucce_tonno_0

Sarà stata la sfortunata coincidenza dei diversi avvenimenti che si sono accavallati negli ultimi giorni, fatto sta che tra la festa democratica e altre quisquilie da quando sono rientrata non è che mi sia fermata troppo a lungo in cucina, meno che mai nei mercati o botteghe varie, il che, come immaginerete ha fatto si che mi ritrovassi col frigo vuoto, e quindi bisognava inventarsi urgentemente qualcosa. Oddio non che per questa pasta ci sia voluto sto popò di inventiva, anzi è il classico uovo di Colombo.

Ne approfitto per riportare una piccola considerazione, era un po’ che non mangiavo tonno, in questo caso alludo a quello in scatola. La verità è che da quando sono passati in tv i nuovi spot di una nota marca di tonno a me è passata proprio la voglia: in uno c’è un tipo trucido che nel mentre sta addentando un boccone di tonno direttamente dalla scatoletta (col coltello!!!), quasi fosse così misero da non potersi permettere manco un piatto formato standa, apostrofa una sagoma tonnesca con un “è tua suocera“. In un altro spot, sempre con la stessa scena del trucido che mangia col coltello dalla scatoletta, la frase intelligente diventa “sono sempre i migliori ad andarsene”. E via di sto squllore anche per gli altri spot.
enonchiedetemaleperchènonlaricordomancolamarca,  e se anche la ricordassi non la scriverei manco morta, non sia mai che riesca a fargli pubblicità a sti qui.

Allora intanto mi ci giocherei i gioielli di quellolì che questa serie di spot che esprimono il peggio del trash in campo pubblicitario, l’ha scritta un uomo. Cultura alla Corona, magari un bel master alla mediolanum (insomma quella combricola lì). Il timbro è quello. Mi rifiuto di pensare che una qualunque donna, anche abbastanza scarsa, possa avere elaborato una roba di cotanto cattivo gusto. Per colpa di sta schifezza (di pubblicità) avevo smesso di mangiare tonno in scatola (nonostante la marca fosse diversa) perché è una roba davvero inguardabile e se penso che qualcuno ci ride pure, ed altri ci hanno guadagnato dei soldi, mi vengono i brividi e un po’ il rimpianto va a quando i grandi registi si erano cimentati negli spot, producendo quei piccoli condensati d’autore (li ricordate si? bellissimi). Niente ora che mi sono sfogata contro i produttori e i pubblicitari senza un minimo di gusto, posso parlare della ricetta :-))

Fetuccine gragnano con tonno, capperi, olive e limone

ingredienti per 4

320 (ma anche 400) g. fettuccine (*** così mi ricordo che bisogna che vi dica una cosa :-)))
80 g. olive taggiasche sminuzzate
80 g. olive nere sminuzzate
50 g. Capperi dissalati
75 g. burro chiarificato
75 g. olio d’oliva
1 limone
70 g. pecorino fresco
una spolverata di kombu
160 g. tonno sott’olio (*)

Tritare i capperi, o meglio ancora,  tagliuzzarli, così rimangono a pezzetti. Unirli alle olive precedentemente sminuzzate,nel frattempo sciogliere il burro chiarificato in un pentolino ed aggiungere l’olio. in un altro recipiente mettere il tonno, senza il suo olio, e sminuzzarlo grossolanamente con la forchetta, unire le olive ed i capperi e il mix di olio e burro. Scolare le linguine al dente e versarle sul composto. Mescolare bene ed aggiungere le striscioline di buccia di limone (io ho usato il rigalimoni, si fa prima). Per ultimo aggiungere il pecorino grattugiato al momento e la kombu sbriciolata (si trova in bustine già pronte da naturasì, mica come prima che mi toccava sbattermi per averne sempre una piccola scorta).

Bè? che vi aspettavate? Ve l’avevo detto, no, che era una cosetta veloce? Però prima di giudicarla assaggiatela, potreste sorprendervi (e se lo dico è perché ne sono certa :-)

Considerazioni sparse (cioè piazzatele dove vi pare)
La prima considerazione è sulla pasta, volevo dirvi che le vacanze ) il caldo? mah) ha fatto una strage nella mia piccola dispensa, gli unici pacchi che si sono salvati sono stati quelli gragnano (di marche varie, ma tutte gragnano) le altre sono finite nella pattumiera (con sanguinamento del portafogli, che sono pur sempre genovese) Perciò ne terrò conto quando reintegrerò i pacchi di pasta perduta, al limite rinuncerò ai formati un po’ strani :-(
La seconda e ultima considerazione è (di nuovo) sul tonno, ma non lo stesso di cui si parlava poco sopra. Ne mangio poco, ma quel poco cerco di sceglierlo buono e che abbia il gusto del tonno, ovvero sono bandite dalla tavola tutte le scatolette che hanno dentro qualunque schifezza, e  come gusto non è che ne sappiano proprio tanto di tonno. In genere preferisco le confezioni in vetro, non so come ma mi danno più sicurezza (e per ora mi è andata bene). Chi ha la fortuna assaggi il tonno di Carloforte, merita, è buonissimo, e proviene da tonno pescato in una delle più antiche e famose tonnare italiane. A proposito lo sapevate che a Carloforte si parla genovese?

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