Fortapasc (ancora)
Questo film ha avuto meno successo di quanto avrebbe meritato perché è veramente bellissimo, dovrebbe essere proiettato nelle scuole da Treviso a Canicattì. Chiunque immagina un film pesante e tristemente angosciante si sbaglierebbe, perché la follia di questo film sta nella sua normalità, dal momento che ci sono luoghi in cui si muore come se fosse una cosa normale. Non ripercorrerò la storia del film che coincide con quella di Giancarlo Siani e, proprio come la sua, si interrompe bruscamente proprio sul più bello.
Giancarlo faceva il giornalista, anzi il precario giornalista, uno dei tanti, ed è morto per questo a soli 26 anni. Se non avessi già saputo la fine del film, prima di entrare in sala, mi sarebbe sembrato una delle tante pellicole sull’arte di arrabattarsi dei ragazzi, o magari una commedia romantica, lui col suo abbozzo amoroso tra le mani. E invece è stato solo un film neorealista, di quelli che si ricordano per un bel pezzo e che si nascondono negli angoli più nascosti del cervello. Mi fa specie ricordarlo oggi, alla vigilia del terzo anniversario dell’omicidio di Anna Politkovskaja, anche lei giornalista, anche lei curiosa, acuta, intelligente; anche lei ridotta al silenzio prima che le sue parole diventassero troppo pericolose. Proprio oggi è arrivata una lettera anonima con minacce di morte all’indirizzo di Sandro Ruotolo, il più stretto collaboratore di Michele Santoro per “Annozero” e, ricordando Samarcanda, anche di tutte le trasmissioni, prima di questa. La simpatica missiva è arrivata all’indirizzo privato del giornalista e, tra le altre cose , ci sarebbero indicazioni così precise e dettagliate da far supporre che Ruotolo sia stato attenzionato rigorosamente e a lungo. I pedinamenti e quant’altro hanno fornito ai manigoldi sufficienti strumenti di pressione, visto che oltre al giornalista si citavano i suoi familiari.
Si dice che Ruotolo si sia rivolto alla polizia e la Digos abbia avviato le indagini preliminari, sperem! Ma dentro di me spero che indaghi pure la redazione di Annozero, chissà com’è ma delle volte riescono a scovare pure l’invisibile agli occhi. Sono sicura che si prenderanno dei provvedimenti per la sua sicurezza, perlomeno quelli di misura minima ed elementare, come successe per Saviano, ricordate? Perché questo paese ha un disperato bisogno di giornalisti bravi ed onesti, siamo stanchi di servi di regime, di portavoce di questo o quel politico. E, come si diceva nel film, c’è soltanto da riflettere, ricordare e difendere la storia di chi ha deciso di schierarsi in prima linea, di indagare, di approfondire, di essere soprattutto “un giornalista-giornalista e non un “giornalista-impiegato”.
Riporto un piccolo stralcio di “Donna non rieducabile”, è un brano particolarmente significativo dello spettacolo curato da Stefano Massini un memorandum teatrale su Anna Politkovskaja recitato in uno splendido monologo da Ottavia Piccolo che, oltre ad essere tra gli iniziatori della campagna che ha lo scopo di far luce sull’assassinio di Anna, porta in tour questo spettacolo veramente toccante per far conoscere la sua storia a tutti.
“Io sono una giornalista non un giudice – scrive Anna – non spetta a me giudicare. Purtroppo, raccontare i fatti è come scendere in guerra, se lo fai diventi automaticamente un nemico. Sono stanca di spiegare ai miei figli perché ogni settimana vengo chiamata al commissariato e trattata come una criminale…Sono accusata di giornalismo? ”.
Accusata di giornalismo (?) Incredibile, vero? Anna è un simbolo, ed è importante raccontare la sua storia perché può essere la storia di tutti i giornalisti-giornalisti, come Ruotolo, appunto. Adesso che lo sappiamo possiamo tutelarli.
piesse
ci stavo pensando un istante prima di cliccare invio, ma è una mia impressione o gli attacchi ai giornalisti in questi ultimi anni si sono moltiplicati, facendo emergere varie denunce?
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beh, ieri sera a Ballarò la premiata ditta Bondi-Rossella ha preso bellamente per il culo chi sabato era in piazza a manifestare per chiedere una stampa libera da guinzagli politici vari, di destra e di sinistra. Le minacce a Ruotol mi ricordano tanto uno dei periodi più bui del nostro paese, quando a farne le spese furono tanti giornalisti gambizzati tra i quali spiccava il nome di Montanelli. mi preoccupa il fatto che all’opinione pubblica importi solo se alla fine berlusconi si sia trombato o meno la d’addario oppure no.
Purtroppo l’ho perso per una serie di motivi, però mi aveva incuriosito (anche perchè ho un debole per l’attore, che di solito fa dei film molto particolari)…cercherò di trovarlo in qualche cinema oppure di trovare il dvd quando esce…meno male che ogni tanto fanno fuilm intelligenti e rigorosi, assieme a tante stupidaggini