Feed RSS
  • Home
  • Appendice
  • Grandi Eventi
  • scatti di gioia
  • Segnalazioni @abuse
 
martedì 13 ottobre

I pedalini di Mameli

sorelle_ditalia

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli (CONSEU – Barcellona, 27 maggio 1990 ), si afferma:
“Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (…) costituisce un popolo.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione.”
Secondo l’affermazione recente di questi concetti e conformemente alle lingue francese e inglese, la parola nazione tende ad assumere un significato più politico che culturale mentre la parola popolo tende ad assumere un significato più culturale che politico. A questo proposito è necessario far notare che la definizione di Nazione non è ancora stata data in modo unanimamente condiviso e le perplessità permangono persino su quali siano i caratteri necessari della Nazione e se ve ne siano di non necessari o alternativi, in riferimenti ai menzionati aspetti di comunanza della lingua, religione, etnia, tradizioni, usi e costumi, storia.
Senza avere la pretesa di risolvere la questione si noti che mentre il termine “popolo” può essere utilizzato sia nell’accezione giuridica che in quella sociologica, il termine “nazione” può essere usato solo per intendere quest’ultimo significato. Quindi si rileva come un uso corretto della terminologia imporrebbe come più opportuno l’uso di “nazione” con significato sociologico inquanto termine di minore estensione e maggior capacità definitoria.

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli (CONSEU – Barcellona, 27 maggio 1990 ), si afferma:

“Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato (…) costituisce un popolo.
Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale.
Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione
.”

Che, detto in soldoni, significherebbe che abbiamo i pedalini uguali.


Ammetto che la prima volta che l’ho sentita ero distratta e fuori stanza. L’eco dell’inno modificato mi è arrivata mentre ero sulla scala per tirar giù la valigia, quella grossa da viaggi lunghi (ma questa è un’altra storia), sono scesa quasi all’istante e mi sono affacciata, mettendomi di fronte al monitor. Li per li non sono mica riuscita a capire, anzi nei primi trenta secondi ho pure pensato “ma sta roba qua chi l’ha fatta?” Poi è stato tutto più chiaro: ci stanno mettendo in mutade, una specie d’Italia tra i polpacci e le chiappe, bella roba.

E bella roba pure chi vota a quei signori lì che, da tempo immemore, denigrano la nostra bandiera e il nostro inno, la nostra costituzione, la nostra sanità pubblica, come pure la scuola pubblica e quant’altro.

sorelle_ditalia_2

Mameli, come sapete, aveva a che fare con la liguria, essendo genovese, perciò da ‘ste parti si è un po’ sensibili.

No related posts.

altri post simili:

Fatal error: Call to undefined function get_related_posts_thumbnails() in /web/htdocs/www.fiordisale.it/home/wp-content/themes/purpletime/single.php on line 29