Paris ma belle [c'est-à -dire, un café resserré, s'il vous plaît]
in effetti è vero, avrei potuto cominciare con stralci prevertiani, selezionati all’uopo, avrei potuto scegliere mille e mille titoli più efficaci, ma in realtà nessuno di essi avrebbe potuto condensare o, anche solo, dare un piccolo accenno di quello che mi ha lasciato dentro Parigi, perchè non era facile titolare questo primo post su una delle più belle città del mondo. Parigi in Autunno è veramente indimenticabile, non solo per i colori caldi ed avvolgenti, l’aria limpida e frizzantina, la presenza turistica meno opprimente rispetto ad altri periodi dell’anno, no, non solo per tutti questi fattori ma per un insieme di sensazioni difficili da decifrare a parole. Per questo affiderò alle immagini le frattaglie di pensieri che incessantemente ho incamerato negli scorsi giorni.
Sono stati giorni intensi, forse molto più di quello che avevo previsto e la cosa divertente è che nonostante abbia camminato per una decina di ore al giorno, alla faccia dei metrò, e abbia avuto ritmi quasi più frenetici dell’abituale quotidiano, sono stata benissimo e, incredibilmente, sono pure riuscita a rilassarmi. Anzi, proprio per dirla tutta, manco ricordavo più la piacevole sensazione di relax e mai e poi mai avrei immaginato di provarla en terre française :-))
Del resto è facile lasciarsi dietro le spalle ogni pensiero quando si hanno di fronte tante e tali meraviglie da rimanere imbambolati. Il tempo è stato clemente, non ho mai messo il giaccone. Per la precisione, siccome mi avevano rincretinito, più di quello che sono già di mio, intendo, con la questione che a Parigi c’era freddo, vento gelido, etc., io ch’ho fatto? Mi sono presentata all’aeroporto come Peppino a Milano, ovvero col giaccone stile polo nord, il berretto da sottozero, i guantini, lo sciarpone e tutte quelle robe che, arrivata a destinazione, sono rimaste completamente inutilizzate visto che ho girato da mane a sera con un pile e bon.
I miei compagni di avventura hanno fatto tutte le tappe classiche da italiano in gita, invece io, almeno stavolta, ho preferito snobbare totalmente musei e quant’altro perchè, lo ripeto, una delle attrazioni più interessanti era questa Parigi abbracciata teneramente dalle tinte autunnali. Ho visto in giro fotografie estive con piazze sporche di ogni genere di zozzeria, invece l’unica cosa che ho visto in giro sono state le foglie morte, il che fa pensare che siamo noi (turisti) ad importare clandestinamente la zozzeria, di suo Parigi è pulita, organizzatissima, e lineare.
Di cibo ne parlerò più in là , per adesso sono solo riuscita (solo) a scaricare le oltre duemila foto che ho fatto, e di cibo c’è da dire di tutto e di più. Assì. un’avvertenza, non fateci caso ma m’è pigliato il trip dei lampioni e pure un altro paio che scoprirete più in là , ma che ci vogliamo fare, sembravo incantata, ci sono dei particolari di sta città che sono davvero unici. Anzi sto seriamente pensando a trasferirmi, mò cerco lavoro come lavapiatti e faccio i bagagli, manco vi rendete conto cosa sia significato non avere telefono, internet, telegiornali, Vespa e Berlusconi tra i piedi. Più che una vacanza è stata una cura disintossicante molto più efficace di qualunque altra cura sperimentata fino ad oggi. Voi neanche v’immaginate cosa abbia significato per me svegliarmi senza il senso di vergogna che costantemente opprime le mie giornate italiane da anni. Per acclimatarmi velocemente al tipico puzzo del suolo italico, mentre scaricavo le foto, ho fatto una panoramica delle cronache di quanto è successo in mia assenza, e da quello che ho letto, seppur frettolosamente, direi che non mi sono persa granché, anzi, ogni volta che le cronache saranno particolarmente fastidiose cercherò questo post e tenterò disperatamente di aggrapparmi al ricordo delle mie giornate parigine, sperando che allontanino la disgraziata sensazione di esule in patria.
Vabbè, niente, volevo solo dirvi che sono tornata, probabilmente qualcuno tra voi sarà pure contento, anche se, per essere sinceri mi sfugge il motivo, ma io no, non ne sono per niente contenta, ecco.
L’ho appena lasciata e già mi manca da morire, so ch’è sbagliato, intendiamoci, che in amore bisogna mostrarsi prudenti, ma Parigi ha strappato qualunque mio paravento e mi sono ritrovata disarmata senza manco accorgermi. Ero preparata alla sua bellezza classica ma l’autunno le ha dato quel qualcosa che l’ha resa indimenticabile ed io non ho potuto far altro che arrendermi e lasciar lì il mio cuore.
Assì, un’ultima cosa, i francesi, perlomeno in una buona percentuale, hanno imparato a fare un caffè dignitosissimo… sìsìsì sono proprio innamorata, questa è una dichiarazione di resa incondizionata ;-)
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![<b>Il domani è già qua [ovvero guardo il mondo da un oblò]</b>](http://www.fiordisale.it/wp-content/uploads/2009/11/3ed_img1-80x110.jpg)


























che invidia… mai stata a Parigi in vita mia (la disgrazia di avere case in località amene e così sentirsi dire: che altro vuoi?); e una Parigi così…
vabbè! intanto mi guardo ben bene le tue foto…
bentornata,comunque!
Cristina se non ricordo male dovresti avere pure l’aeroporto comodo, quindi fa finta di niente e magari per qualche occasione speciale, tipo compleanni, anniversari, etc, regalati(gli) almeno un we lungo. Non si può davvero dire d’aver vissuto se non si sono consumate un po’ di scarpe su e giù per Parigi.
Pensa che nella mia vita precedente avevo un marito che s’appellava alla pigrizia pur di non andare da nessuna parte (omissis) adesso invece con la sua seconda moglie gira il mondo in lungo e in largo con ogni mezzo di locomozione (pure quelli scomodi), tanto chè in un’occasione, parlando proprio di sto fatto, l’ho pure pigliato in giro e ne abbiamo riso.
ti invidio anche io, purtroppo ho sempre visitato parigi in estate :( e ho sempre sperato di riuscire a farlo in un’altra stagione. speriamo per il prossimo anno…
Giorgia onnò! Devi assolutamente riuscire a ritagliarti qualche giorno in Autunno, perchè secondo me senza l’invasione barbarica dei turisti (specie gli italici) Parigi è davvero un’altra città e secondo me l’autunno è la sua stagione giusta, la rende struggente, romantica, tenera, allegra e nostalgica, più un milione di altre cose). Tutto in un botto, tutto insieme. É praticamente il fattore che fa emergere gli aspetti della città (ma non solo) che ho amato di più.
Un po’ come andare a Venezia in estate (o al carnevale) e/o in autunno, lontano da feste. Diventa un’altra città , una città intensa e viva, ecco.
Gì, non sai quanto ti capisco. Ogni volta che passo la frontiera mi ritrovo con una sensazione di leggerezza, relax e oblio che mi stordisce. E in particolare, hai ragione, va via quel senso di vergogna schiacciante.
Ora avrei proprio bisogno di uscire dall’Italia almeno per un po’, ma mi tocca aspettare. L’annuale fuga a Parigi arriverà a gennaio. Ma mi andrebbero bene anche Londra, Vienna, Salisburgo, Bruxelles… mi andrebbe bene praticamente tutta l’Europa, pur di respirare aria più leggera…
giovanna ma anche fuori Europa eh!
Anzi questa te la racconto perchè fa troppo ridere, con i miei amici eravamo dalle parti di St. Germain e nel mentre che la mia amica stava leggendo il cartello della chiesa, si fa avanti una pincapalla che l’ha apostrofata rabbiosamente in un buffo mix tra italiano e francese, “Anziché parlare tanto di Berlusconi, parlate di Sarkò”
Caspita avrà voluto dire ninzò, visto che entrambi sti due signori sono stati lontani anni luce dalle nostre menti sgombre di schifezze e piene solo di Parigi-ma-belle e/o dalle nostre discussioni-dialoghi, etc. Potrei illudermi che il nostro francese sia apparso così eccellente da sembrare locali, tanto chemmifrega, illudersi non costa niente no?
Cara Gì, mi spiace proprio che tu sia tornata! ;)
Avrei voluto saperti felice, oltr’alpe… Tanto il blog lo potevi scrivere anche da lì: ne avrebbero sofferto solo i legami non virutali ma qualcosa per rimediare alla tua assenza l’avresti trovata. Bel reportage… vado a guardare i last minute per Parigi ;)
oh Paola ho solo dato un’occhiata ai giornali e già avrei voglia di scappare. Anzi devo mettere un annuncio se c’è qualcuno di buona volontà che volesse assumermi o mettersi in società per metter su una trattoria, si faccia vivo.
Ah per i last minute da un occhio a Ryanair, potresti avere piacevolissime sorprese
gi, che bello, io ci vado a fine mese!
magari non avrà già più questi bei colori ma l’aria sarà sicuramente quella.
posso suggerire a paola di guardare veramente la ryanair? stanno facendo i saldi e scegliendo bene i giorni si riesce ad andare e tornare con 6 euro!!!
cinzia più che altro ti auguro fortissimamente di trovare il tempo splendido che abbiamo trovato noi, che non sembra ma stando in giro 16-18 ore al giorno significa tanto, e un alberghetto in pienissimo centro carino come il nostro.
Sulla Ryanair hai perfettamente ragione ad asto ho prenotato per amici voli (andata e ritorno) da 2 euro. Con un po’ di astuzia si riescono a fare grandissime cose ;-)
Se ti è piaciuta l’atmosfera parigina, figuriamoci quanto ti potrai rilassare a Berlino!
Abbracci
nishanga in realtà uno dei micro progetti era di essere li oggi. Mi sarebbe piaciuto davvero molto, non foss’altro che per la mega festa mondiale, poi le cose sono andate diversamente ma Berlino è in lista, già sento che mi piacerà un fracco
io io!!!!vengo io con te a Parigi ad aprire uan trattoria!pelo anche le patate se vuoi!!!
L’ultima volta che ci sono stata era a fine ottobre e giravo solo con la giacca di pelle…Ricordo di aver camminato per ore chiacchierando con un caro amico, raccontandoci le puntate precedenti attorniati da una cornice incantevole.Anche a me è rimasta nel cuore, per i suoi angoli, le sue raffinatezze la sua eleganza..Peccato non conosca il francese ma, non è mai troppo tardi no?
Grazie per avermi fatto sognare un po’Gì!
Saretta okkey ti prendo in parola prossima volta che organizzo te lo dico :-))) Ah sul francese non ti devi preoccupare si capisce benissimo. Anzi una volta ho chiesto informazioni ad una spagnola e se dovessi dirti in che lingua abbiamo parlato mica l’ho capito, però ci siamo spiegate a meraviglia (dico davvero eh!)
Sono stata a Parigi ad ottobre dell’anno scorso, il cuore era già li da una ventina d’anni, e ce l’ho ri-lasciato :)
Noi trovammo il primo freddo gelido d’autunno, sulla TOur Eiffel (il marito non c’era mai stato) nevicava!
Ora mi hai riportato lì di prepotenza, non ti bastava soffrire di nostalgia in solitudine? Egoista!!!! :)))
Un abbraccio e bentornata, anyway :)
Elvira si vabbè però vuoi mettere la soddisfazione di una bella nostalgia cumulativa? :-)))
bentornata gì!ehhh parigi rapisce il cuore, non c’è niente da fare e i motivi sono talmente tanti che ogni tanto il desiderio di tornarci (e rimanerci) è fortissimo
Un bacione
fra