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Partiamo subito col titolo, bè, è diventato prepotentemente il mio motto anni fa e se penso che inizialmente avevo pure delle pregiudiziali a leggere Benni mi scappa da ridere. Per fortuna la curiosità supera sempre qualunque altra convinzione (e menomale, dai!)
Veniamo alle cose serie, a dire la verità io manco me n’ero accorta ch’è un sacco che non facevo un dolce, anzi ora la racconto tutta, sono in piena fase di studio dei libri che ho preso a Parigi e, anche se non tutti sono di pasticceria, sono comunque un bell’impegno, se volessi farli diventare un obiettivo. Julie aveva un obiettivo io, in fondo, neanche quello. Anzi, per essere precisi, al raggiungimento del traguardo della cinquecentoventiquattresima ricetta ha pure chiuso il blog, nel senso che non ci ha più scritto, il che francamente lo trovo di una coerenza ineccepibile, del resto il suo primo blog si chiamava appunto The Julie/Julia Project al completamento del progetto che senso avrebbe avuto tenerlo ancora aperto? Però Julie non è scomparsa, anzi, è più vitale che mai, nella rete è nata e nella rete è tornata. Uh mamma sto diventando monotematica con ’sta Julie (prometto che poi mi passa eh, abbiate fede) :-) Dicevo dei libri e dell’assenza dei dolcetti da un po’, quindi ho pensato bene di porre rimedio, facendo qualcosina di tranquillo ma, molto, molto buono, del resto è una ricetta di questo signore qua, potrebbe essere altrimenti? E ce lo aggiungiamo che è una ricetta in stile speedy pure questa? Non fatevi intimorire o abbattere dalla lista degli ingredienti perché sono abbastanza normali, dai!
Sbrisoline di Luca Montersino
Ingredienti
75 g. di tuorli (cioè 4 tuorli di uova piccole)
25 g. di albumi (1, sempre di uova piccole)
310 g. di olio di semi di girasole
140 g. di olio extravergine d’oliva
60 g. d’acqua
400 g. di mandorle spezzettate (non pelate)
400 g. di zucchero di canna grezzo
40 g. di farina di quinoa
310 g. di farina di riso
280 g. di farina di mais
25 g. di pasta di limone (la trovate qua)
olio e farina per gli stampi
Unire tutte le farine in una ciotola assieme alle mandorle tritate grossolanamente, allo zucchero e alla pasta di limone. Aggiungere i tuorli sbattuti leggermente con l’albume e i due oli e i 60 g. di acqua.
Lavorare il tutto con le mani in modo da ottenere un composto sabbioso (cioè sbriccioloso), riempire delle formine per tortini col bordo liscio, unti e infarinati con la farina di mais.
Decorare con una mandorla intera per ciascuno stampino e cuocere in forno a 160°C. per un 20-25 minuti (non devono diventare troppo dorati, quindi a 20 minuti date un occhio)
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Tag: Robe d'Autore, tea-time, tortini
Scritto da fiordisale mercoledì, 11 novembre, 2009
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mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 03:44
mah, mi sento veramente un caso umano: sembra che io sia l’unico food-blogger al quale non importa un fico secco di andare a vedere Julie&Julia, che non compra (quasi) libri di cucina, che non si fa vedere in giro agli “eventi mondani”… ;)
mi verrebbe da entrare in terapia, se non fosse che una psicoterapeuta ce l’ho in casa :)))
Mi hai incuriosito un sacco con ’sta pasta di limone… ora vedo se riesco a tirarci fuori qualcosa di buono pure io :D
Ah. se mai ci dovessimo incontrare prima o poi, non mi dispiacerebbe assaggiare queste sbrisoline… io intanto te l’ho detto, hai visto mai…
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 08:56
elenco degli ingredienti lunghissimo e procedimento corto corto. Ci sto :D
Benni, è dalla compagnia dei celestini che ne sono piuttosto drogata :P
Buona giornata Gi, un abbraccio!
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 10:16
Elvira siiiiiii hai notato l’astuta furbata? un elenco lunghissimo e una preparazione da 5 minuti o giù di lì. Cioè, dovevo proprio farli, eh
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 10:26
Fabien oddio io vado alle manifestazioni praticamente in incognito (solo a quelle che mi piacciono e solo a quelle dove il protagonista è il cibo, nada mondanità pro consumismo estremo, capiamoci). Tanto che sono stata accusata di snobbismo (e un sacco di altre robe che manco mi ricordo). Però per adesso non ho cambiato idea, mi è pure capitato di osservare (non vista) qualche raduno (anche se raduno magari è pure una parola grossa) in, appunto uno di questi appuntamenti golosi, e mi sono resa conto che sono troppo orsa per ste cose, gente che ti vuole incontrare e toccare a mò di madonna miracolante, con un corredo di smancerie da lasciare imbarazzati. Smancerie ovviamente, perlomeno nella maggior parte dei casi, usate a mascherare ipocrisie o altro. Ora siccome questo non è il mio lavoro e siccome non devo vendere niente, non riesco a fare violenza su me stessa imponendomi public relation (inutili). Se incontro o incontrerò qualcuno sarà solo perchè entrambi avremo deciso di bere qualcosa assieme attorno a 4 chiacchiere disimpegnate.
Del resto anche Julie (nel film) ha conservato il suo grado di riservatezza.
piesse
eppure sono arcisicura che il film ti piacerebbe e in almeno una decina di scene ti ci riconosceresti :-PPPP
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 15:31
adoro le sbrisoline,è verissimo sono anche molto facili da fare.
devo provare questa versione non tanto per le farine ma per la pasta al limone che secondo me ci sta a pennello..sono solo un pò frenata dal glucosio, non so perchè ma ho un blocco, peraltro non saprei dove comprarlo forse in pasticceria?
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 19:07
Ma tu ce l’avessi mica con me? Stavo giusto pensando…mi ci vorrebbe un bisocttino fraibile…giusto un cosina. E tu mi fai ’ste cose?
E la quinoa che capper’è?
ma è roba terrestre?
mercoledì, 11 novembre, 2009 alle 19:08
ah Gì, mi sono fatta l’orticello. Ho mangiato al mia primissimissima insalatina home made…posso coltivare la quinoa?
giovedì, 12 novembre, 2009 alle 10:45
Ciao Giagina, allora tutto sulla quinoa lo trovi qua (vabbè tutto si fa per dire), l’ho comprata da naturasì e andando a sbirciare ho scoperto che a Firenze ce ne stanno addirittura 2 sedi, magari le conosci già :-)
Sull’orticello ti invidio da morire, ‘naggia! ma adesso non è stagione di robe cavolatesche?
giovedì, 12 novembre, 2009 alle 10:47
Giò la sbrisolina normale l’avevo già fatta e rifatta, questa mi incuriosiva proprio per il gusto particolare delle farine
dai dai dai falla così mi saprai dire se ti piace
giovedì, 12 novembre, 2009 alle 13:19
Mi piacciono!La scelta delle farine e di tutto il resto(la velocità), fanno proprio al caso mio!
bacione
giovedì, 12 novembre, 2009 alle 13:21
PS:ieri ho visto il film..carinissimo!Meryl è strepitosa anche con una voce insopportabile!!!
venerdì, 13 novembre, 2009 alle 15:08
per questi dolcini farei follie…devo proprio provare a farli!
venerdì, 13 novembre, 2009 alle 20:57
fra sono così veloci a farsi che in pratica finiscono in un lampo!
venerdì, 13 novembre, 2009 alle 21:20
Saretta vero, vero, Meryl è stata uno schianto, e tutto il film in questo gioco tra le due epoche è stato troppo bello!
venerdì, 13 novembre, 2009 alle 21:20
Saretta ehi poi fammi sapere se ti è piaciuto eh
lunedì, 16 novembre, 2009 alle 22:39
mi piace, mi piace mi piace tantissimo Gi…la prendo e la faccio mia!
Un bacio
mercoledì, 18 novembre, 2009 alle 11:16
mariluna ti attizza la velocità del procedimento, eh, dì la verità ;-)